L’uomo dei bassotti

Dove eravamo rimasti?

Perché il cuore s'è fermato? Scopriamolo parlando col poeta (50%)

Una svolta

Dunque com’era possibile che fossimo vivi? Com’era possibile che sia io, sia il poeta fossimo vittime dello stesso male? Che fossimo tutti e due senza cuore?

Non lo so davvero…

Non l’avevo più cercato.  Mi convinsi di non andare oltre con questa faccenda, di non pensare più al mio cuore e all’uomo dei bassotti.

Per una settimana non feci che bere vino, distillati di patate, liquori, grappe, e qualsiasi cosa fosse alcolica. Per una settimana non mi tastai mai il petto, da quella sera non me lo tastai più. Decisi che il dubbio sarebbe stato il mio migliore alleato, che mi avrebbe dato sollievo. Curato. Almeno fino ad oggi, giorno in cui scrivo questa lettera. Adesso è sera, sono molto stanco, ma voglio scrivere lo stesso di alcuni fatti successi nelle ultime ore, voglio farlo prima che li dimentichi. Sono fatti assurdi, non meno di tutta questa storia. Tutto in questa faccenda è assurdo, il mio animo è fatto di assurdità ormai, e le assurdità son leggere, sono parenti delle bugie, e così il mio animo poco alla volta se ne va, su verso l’ignoto, che è assai più concreto di quello di cui è fatto lui. Assurdo. Sto andando fuori di testa…

Dunque, alzandomi stamattina, correndo per andare al bagno, ho picchiato un alluce contro un’irregolarità del pavimento. Una scheggia molto grossa si è conficcata esattamente sotto la mia unghia, che per il moto deciso che avevo è saltata via. Saltata come se avesse un esplosivo sotto. Non una goccia di sangue, nulla, tutto pulito. Difatti ho pure notato per la prima volta il bianco splendore tombale del mio piede. Ho esitato qualche secondo, poi l’ho fatto, mi sono messo una mano sul petto. Non ho resistito. Nessun battito. Allora mi sono vestito e sono corso dal mio amico, basta, dovevo sapere, occorreva un confronto. Che senso aveva non occuparsi di tutta quella questione? Dovevo occuparmene…

Arrivo alla sua porta, busso, mi apre, mi accoglie, mi fa accomodare e più risoluto del solito vado dritto al sodo. Gli racconto tutto quello che mi è successo dopo che se ne era andato, il cuore che non batte, l’unghia che salta, il sangue che non esce… Lui non una parola. Solo un sorrisino, mi infurio, lui, con movimenti lenti si alza e mi offre da bere, io mi siedo ancora e mi rilasso. Poi dal silenzio scatta in piedi ed inizia a gridare:

-É l’anima! É l’anima che m’anno rubato! e senz’animo non c’è cuore che pompa.

Sono rimasto a lungo in silenzio, asserzioni molto affascinanti le sue. Dopo abbiamo cominciato a parlare, e gli ho fatto diverse domande, poi gliene ho fatta una precisa. Cosa aveva visto esattamente quando, parlandomi tempo fa, si riferì a strane cose viste, di cui non sapeva se appartenere al mondo dei sogni o al mondo reale. Lui sorrise ancora, poi disse:

-Amico mio, non hai ancora capito nulla di tutta questa storia… va su e cerca il volume n°11.

Così ho fatto, sono andato al secondo piano ed ho trovato nella libreria il volume. Ecco, è stato in quel momento che è successo. Un boato, fortissimo, tanto da far vibrare tutta la casa. Un’esplosione. Sono corso giù, ed ecco cosa ho visto. S’era ammazzato, il poeta era morto, s’era sparato. A quel punto scioccato com’ero, il volume m’è caduto dalle mani, e impattando a terra è uscito fuori un foglietto. Un foglietto scritto dal mio amico, da non molto presumo, vista l’attualità delle frasi riportate.

<Adesso lo trascriverò visto che ne sono sempre in possesso>

È difficile comprendere ora, nel presente, un momento passato. Ancora più difficile è farlo quando del passato non si hanno più ricordi, quando da troppo tempo i ricordi si confinano alle sole zone limitrofe al presente. Non c’è più sentimento che possa fissarsi in colui che scavando troppo a fondo non ha più saputo risalire. L’animo oscuro di chi è stato depredato della sua capacità di ricordare cosa provava è l’animo più nobile. Tanto profondo e buio da non essere più illuminato, così buio da ridurre ogni momento ad un ‘dentellio’ di ingranaggi. Totalmente incapace di rimanere impressionato ancora. L’animo profondo non irradia, assorbe. L’animo profondo essuda tristezza ed elargisce conoscenza. E quando si scopre che si può scavare all’infinito, per forza di cose, scavando, in superficie s’accumulano gli scarti trovati. Rigirati in un cumulo di terra vicino alla buca di chi, con una vanga, troppo presto ha iniziato a scavarsi la tomba.”

Cosa lo aveva turbato a tal punto? Quel foglietto doveva essere molto attuale, poichè lui dice di non ricordare più nulla, di essere privo ormai di vita, d’animo, ma dice di essere profondo, di avere ora conoscenza. Dunque cosa aveva scoperto?

Questi sono tutti i fatti successi oggi, più o meno riassunti. Ma c’è una cosa, per cui stasera sono felice. Ed è quel volume. Non so da dove venga, ma in quelle pagine è spiegato tutto, adesso so cosa lui sta cercando e cosa s’è già preso.

Dove diavolo l’avrà trovato questo libro? Pazzo, eri proprio un pazzo!

Cosa è scritto nel volume n°11?

  • chi è l'uomo dei bassotti (50%)
    50
  • il segreto del santo graal (0%)
    0
  • le ricette di cotto e mangiato (50%)
    50

Voti totali: 2

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28 Commenti

  1. Le ricette di cotto e mangiato.
    Non ho potuto resistere, e poi sarebbe “tipico” del poeta.
    Mi dispiace che sia morto, mi piaceva. All’inizio ho pensato che il protagonista avesse reagito in modo poco naturale (non sembra provare dispiacere per la morte dell’amico) ma poi ho pensato al fatto del cuore mancante e delle emozioni che non ci sono più, per cui ci sta. Bravo!

  2. Ciao caro, da quanto tempo non ci scriviamo ? L’episodio mi è piaciuto moltissimo, anche se sono inorridita alla scena dell’unghia…. Poi avermi svelato qualcosa è veramente una cosa bella da parte tua. Ora, ti devo chiedere anche se tutti i capitoli li hai scritti in formichese, cioè che font hai usato ? 8/9, il prossimo tesoro caro, fammelo 14, siccome so leggermente cieca non vorrai mi venga la cataratta. E’ scritto molto bene ed è un racconto molto originale. Benissimo.

  3. Scopriamolo parlando col poeta. Mi piace, è un personaggio affascinante.
    Ho notato un grosso miglioramento di episodio in episodio. Purtroppo, specie nei primi episodi, ci sono parecchi refusi. È un peccato perché la storia è intrigante.
    Negli ultimi due, però, sono diminuiti e nell’ultimo quasi non ce ne sono. Continua così!

    • Grazie Giuseppe. Purtroppo combatto contro errori di ogni tipo da sempre, e credimi, quando rileggo proprio non riesco a vederli, giuro! Credo di essere malato 😛
      Comunque ti faccio ancora i complimenti per il tuo episodio, continua così! Mi ha colpito come pochi altri su The Incipit. Ciao.

  4. Lo hai scritto benissimo. Rendi lo schifo perfettamente. La frase più bella è questa:‘E tutto è così difficile da spiegare quando la parola sta all’uomo come la miopia sta alla voglia di vedere il mondo. ” Ma ci sono tanti pezzi che mi sono piaciuti nonostante io non apprezzi per niente il genere horror…. E’ stato un piacere leggerti. Dal momento che ti apprezzo ti lascio carta bianca. Vorrei venissi a trovare i miei cani, non sono dei bassotti indemoniati, non mangiano le mani a nessuno…. Sono solo un pochino maleducati, hanno perso il senso del gioco e dell’ironia.

  5. L’università invia qualcuno a indagare.
    Incipit interessante, la storia potrebbe promettere bene, come appassionata e scrittrice di horror ti seguo e sono curiosa di vedere cosa succederà. 🙂

    Piccolo consiglio. Ci sono diversi errori grammaticali, o più probabilmente dovuti alla scrittura veloce. Tienili d’occhio, può capitare!! 😉

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