Mia. La mia vita torna ad essere mia.

Forse non me ne accorgo.

Fuori piove. E’ buio, se non fosse per i rumori del traffico sembrerebbe notte. Mi accorgo che la tenda è’ sporca e dovrei lavarla ma non ne ho mai voglia.  Mi accendo una sigaretta e continuo a guardare fuori da dietro il vetro della finestra. Quante volte mi sono ritrovata dietro il vetro della vita. Dietro alle persone che incrociavo, dietro alle opportunita’ che a volte sono riuscita a superare e raggiungere e altre sono riuscite loro a seminare me. Dietro ai desideri. Dietro alle speranze. Dietro ai sorrisi. Dietro a me stessa. Perché me l’avevano imposto e io non mi ribellavo, accettavo, forse quando accetti è vero che probabilmente ti vada anche bene cosi.

Probabilmente qualcosa sta cambiando dentro me. Ho imparato a voler fare anche quei giri di giostra che mi sono sempre negata. Magari quei giri che i tuoi genitori disprezzano ma che hanno fatto e lo tengono ben nascosto. Quei giri che eviti perché ti senti inadatta e allora racconti la solita bugia “non mi piace”. E invece no, mi piacerebbe eccome. Quei giri che non puoi fare perché non hai tempo, sei impegnata ad analizzare la tua famiglia e a rendergli la vita piu’ leggera. Ma poi ti stanchi. Poi inizia ad odiarla la tua famiglia. La senti stretta, antica, insensata. Ma è il tuo sangue .

Una mattina di due mesi fa durante l’ennesima notte in cui cercavo me stessa rigirandomi nel letto, mi sono concessa la libertà di riprendermi me stessa, mi sono detta :PARTI. Lontano da qui, da loro, da tutto e tutti. Di nuovo in corsa verso me stessa. Allora ho decido di inviare curriculum di lavoro fuori l’italia. Cosi per gioco, lo so che certe cose accadono solo agli altri. E un po’ lo spero perché mi piacerebbe tanto partire ma allo stesso tempo ho paura.

Il display del cellulare distoglie la mia attenzione dai pensieri, dalla pioggia e dalla tenda sporca. Ho un messaggio in segreteria, colpa mia che disattivo sempre la suoneria.

Quale sara' il messaggio?

  • Un numero che non conosce, che richiama ma a cui non risponde nessuno. (11%)
    11
  • Una chiamata di lavoro dall'estero. (89%)
    89
  • L'ennesima chiamata di sua mamma. (0%)
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82 Commenti

  • Cara Giovanna,
    il giorno in cui hai perso il lavoro e me lo hai comunicato. Ho visto la Mia vita tornare indietro minuto per minuto.
    Ho avuto paura di leggere gli ultimi due capitoli, perché sapevo quello che tu mi avresti sbattuto in faccia e non me lo volevo sentire dire. Non ero pronta a fare questo percorso stile gambero nei ricordi. Poi ti ho letto, ho trovato quello schiaffo che mi aspettavo all’anima, grazie della zeppata a me che ho quarant’anni, me la dovevi dare tu questa zeppata?
    Complimenti per queste pagine intense che ci hanno dato la tua vita, la nostra e la Mia.
    Non so se sei partita è tanto che non parliamo.
    Ma se fosse, posso dirti che parti per la ragione giusta. Cosa che non feci io, però mi è servita.
    Un abbraccio. Baci Lucia

  • Ciò che è realmente successo.
    Ci avviamo al finale, voglio proprio vedere come concluderai questa bella storia che fin dall’inizio mi ha interessato perché sa cogliere sfumature di vita vissuta e contemporanea a volta colorandole di rosa, a volte di giallo…

  • Realmente successo… in pochi usano il portale come un diario, pare che Lucia Sparagna ha dato una svolta in tal senso al suo racconto. Io ho sempre snobbato questa forma di scrittura, ma mi devo ricredere. E tanto. Va parecchio forte in altri paesi, sta tornando in auge. Alcuni dei romanzi di Tolstoj sono diari riveduti e rielaborati. Sei coraggiosa. Forza Kiuri!

  • Ciao a tutti,
    siamo alla penultima puntata. Questo di The Incipt è un gioco che ho scoperto per caso , in un momento particolare per me, facendomi capire che mi ero allontanata dalla mia passione per la scrittura. Erano anni che non mi divertivo con la scrittura creativa.
    La storia di Mia è una storia vera, non dire di chi è , è vera.
    L’ultima puntata che scrivero’ è accaduta nella vita reale proprio una settimana fa. Come riscriversi in tempo reale, questa cosa mi fa sorridere e mi riempie di meraviglia.
    E’ stato bello trovarvi proprio quando ero convinta che non avrei trovato nessuno, io vi ringrazio di cuore per il tempe e i consigli che mi avete regalato.
    Io vi leggo con i miei tempi, a volte non commento ma giuro che ricordo le storie di chi leggo. Cerchero’ di essere piu’ presente perché è giusto che tutti abbiano piu’ riscontri possibili in questo gioco.
    Io vi ringrazio perché mi avete fatto riscoprire quanto è bello scrivere.
    Mi prendero’ qualche giorno di pausa, e poi raccontero’ una nuova storia su cui sono inciampata.
    Grazie a tutti.
    Giovanna

    • Ho strizzato l’occhio al tuo personaggio. Ho usato Mia, perchè amo il tuo personaggio e amo anche Mia B., vi ho omaggiate in questo modo. Cito la fine della storia, non mi andava di usare Kiuri e neanche Giovanna. Tu per me sei Mia, sei il personaggio, che mi ha accompagnato in un viaggio nel tempo e nei ricordi. La tua è una bellissima storia ed accompagna moltissime donne. Ricordati, anche io sono stata Mia, ero disperata poi tutto si è risolto per il meglio…. Ci vuole sempre il tempo e quel tempo sarà il trampolino di lancio di Mia, di chiunque voglia e crede ancora che il futuro sia migliore. Ti voglio bene. Non demordere mai. Coraggio.
      Il Mago era sempre più convinto che quella soluzione fosse la migliore.

      – Proponete, suggerite voi una soluzione -disse il Mago. Mia e Ale gli fecero l’occhiolino…

  • Dunque, Kiuri
    inizio dalla fine: le tre opzioni sono un po’ infantili. Potevi articolarle meglio. Alla fine io voto perché lei pensi a sé, a sua mamma e a Vittorio. ma così mi pare un po’ troppo didascalico-facilone, non ti pare? 🙂
    ora veniamo al’analisi:
    la sintassi non è curata, rileggi e correggi meglio prima di pubblicare, così eviti cose ridondanti come: ” Capisco che è successo qualcosa. Infatti è successo qualcosa….” che è brutto da leggere. Il tentativo che a volte fai di scrivere in modo colloquiale, stona con la narrazione diaristica delle riflessioni e delle digressioni interiori della protagonista che già scivi in terza limitata e anche in modo gradevole. Per cui evita la colloquialità occasionale, se puoi.
    Infine il complimento che ti faccio, dopo tanto rimproverarti, :
    hai creato un arco. L’ARCO DEL PERSONAGGIO che come nel viaggio dell’eroe deve avere una sua crescita personale per portarci alla fine di una fase e alla morale della storia, tu lo hai creato molto bene ed è credibile, graduale e mai approssimativo o improvviso. Non è da tutti fare questo, molti non sanno bene gestire questa componente narrativa e la lasciano monocorde, bloccata, allo sbando. Tu sei riuscita a farlo come una buona storyteller, pur non essendolo ancora per le ragioni che ti ho spiegato prima. Ma continua su questa strada, vai sempre meglio.
    A presto. 🙂

  • Standing Ovation a te, grande piccola donna….Mi hai regalato un grande viaggio emozionale.
    E ancora dopo una giostra di sensazioni. Di pelle nuova che si fa strada su quella vecchia. Di vino preso a morsi. Di sigarette. – Il semaforo …..tutto il resto, vedo grandissimi miglioramenti. Brava, brava, brava…Ho anche votato che rivede Vittorio, per il resto ci sentiamo in privato…Ah a quanto pare sono una tua fun accanita…. Vieni a leggermi ti aspetto ho un capitolo interessante per il vissuto di vita e forse potrà anche farti sorridere. Un grande abbraccio avvolgente e caldo come un cappotto.

  • Eccomi a te, ti avevo iniziato due tre volte e ti ho dovuta riprendere…Ormai conosco l’inizio del capitolo a memoria era alla fine che non arrivavo. Ci sono degli errori e lo sai pure tu….. Non c’è il buco di trama continua a reggere ad essere introspettivo e psicologico che è quello che piace a me…. Decide di vedersi con Vittorio. Ho un bel capitolo cinque che ti aspetta, se ce la fai passa altrimenti non fa niente. Questo mi è venuto bene e pure il quattro, sono abbastanza soddisfatta. Vediamo se piace anche a te…La tua storia la vedo enormemente emotiva e c’è qualcosa sotto che non riesco completamente a cogliere…. Leggi anche gli altri, non sparire.

  • il tuo episodio mi ha fatto venire in mente una frase di un film, in cui una ragazza cercava di
    crescere e prendere il volo (dalla propria famiglia).
    La madre le ha detto, criticando le sue scelte: “Tu stai distruggendo te stessa” e lei rispose:
    “Non sto distruggendo me, ma la parte di te che è in me”.
    Ti leggo. 🙂

  • Il cordone ombelicale si deve recidere, il senso di colpa è attanagliante, blocca e paralizza. Mia è come una qualsiasi altra donna che vive la vita altrui mai la sua. E’ suo il senso di colpa, ogni genitore sa che i figli non gli appartengono e sono destinati ad andare via e nella loro libertà sta la gioia di avergli dato la vita. Ma noi figli, ci impossibilitiamo di andare perché sentiamo forte in noi una riconoscenza e una responsabilità verso chi amiamo. La guerra non è con sua madre, è dentro di lei. Ogni coscienza soffre davanti alla realtà e cerca milioni di fughe per non affrontarla. Mia siamo tutte noi….Mia vita, mia strada, mia coscienza, mia storia. Auguri.

  • Parla con sua madre e non si può evitare la discussione che tu chiami “guerra aperta”, ma affrontarla e superarla è l’unico modo per crescere e vincere definitivamente la propria personale battaglia. Mi piace il tuo linguaggio diaristico introspettivo, più uno sfogo che un racconto, ma ben descritto. Attenta, però, alla punteggiatura… se rileggi in alto, da come l’hai scritto, sembra che tu abbia pagato le All Star 570 euro, e non sembra che quello fosse il tuo stipendio. Infatti, alla prima lettura, ho vacillato… mi sono detta: ” Oh Dio, ma dove le ha prese ‘ste scarpe che costano così tanto?”, poi ho riletto e ho capito che intendevi un’altra cosa. Ma detto con le virgole sbagliate faceva un altro effetto. ahahaha
    Brava.

  • Ti sto seguendo….Interessante e reale, credo possa essere la situazione di tutti, quando sacrifichi un poco o parecchio di te agli altri…Lasciamola andare, quell’aeroporto, oppure il porto di Genova…Una vista dall’alto, oppure da lontano di qualcuno che si allontana temporaneamente per ritrovarsi altrove …Mandiamola via, facciamole fare il viaggio mettendo a dura prova la sua paura, facciamola partire in treno oppure in autostop, senza salutare nessuno, oppure scrivendo due righe di commiato…Decidi tu….è la tua storia. L’incipit è buono.

    • Ho sempre cercato storie da poter trovare anche dietro l’angolo. Ho imparato che racchiudono mille meraviglie.
      C’è un tempo per tutto: un tempo per andare e un tempo per tornare.
      Mi fa piacere che tu abbia centrato il punto di Mia: la paura mescolata alla vita.

  • Voto per una chiamata dall’estero.
    Un incipit interessante,
    non iserire faccine nel testo e mostra Genova, se puoi, nel tuo racconto.E’ una città così affascinante. Magari la fai partire per nave 🙂 non sarebbe male. Ti seguo. A presto.

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