Mia. La mia vita torna ad essere mia.

Dove eravamo rimasti?

SALTO TEMPORALE (PARTEII) Cio' che realmente è successo a MIia- (100%)

CRASH AND BURN.

29 Novembre 2014. Un anno dopo.

Entro nel negozio in cui lavoro ormai da un anno, mi dirigo verso lo spogliatoio per appendere la giacca, e dietro la schiena la voce del mio capo mi trafigge :

Devo darti una brutta notizia riguardo al lavoro, non posso piu’ tenerti a lavorare qui, per via della crisi c’è stato un calo di vendite e non riesco piu’ a gestire la situazione.”

Penso”cazzo” mentre il mio principale parla, ma dalla gola mi esce soltanto un limpido “Non si preoccupi”, che in fondo è veritiero. Ci abbracciamo.

Finisco il turno ed esco per l’ultima volta da quel negozio in cui pensavo che ci sarei rimasta per tutta la vita. Per l’ultima volte ripercorro un’azione abitudinaria: stesso tragitto, stesso treno, stessi pendolari, stessa sigaretta accesa al solito tratto del percorso. Qualcosa si è dissolto. Quello scrigno sicuro del lavoro a tempo indeterminato dentro a questa mia vita in affitto in mille pensieri, situazioni, persone. Mi sento strana ma non piango.  Quella sera sono uscita, mi sono sentita dire ” e’ solo un lavoro perso.” Mi ripeto questo concetto all’infinito e trovo la forza di non cadere giu’ nella botola che si sarebbe potuta aprire all’improvviso sotto ai miei piedi.

La mattina seguente mi sveglio e mi sento come se mi avessero perso a schiaffi per tutta la notte. Qualcosa dentro mi schiaccia , ma riesco ad alzarmi lo stesso dal letto e annusare quella giornata di sole di fine Novembre e inizio Dicembre e passeggiare. Passeggiare tra la gente che esce ed entra nei supermercati, tra le persone che fanno a gara per un parcheggio abusivo, tra i ragazzini della scuola, tra le prime luminarie natalizie. E’ Natale. Ed io sorrido. Mi sento forte e non so come mai. Non cerco la risposta. Per la prima volta in vita mia sono consapevole di essere forte. E’ solo un lavoro perso. E in questa perdita c’è qualcosa di positivo, la giostra che ricomincia a girare, la liberta’ , di scegliere e sbagliare e rettificare per l’ennesima volta. Il poter di poter cambiare rotta. Cambiare rotta. A quasi 28 anni. E’ un privilegio che purtroppo ci fanno perdere facilmente in questo Paese.

Un anno fa stavo cambiandomi la pelle, mille scommesse su di me, sugli altri, sugli affetti, a misurare il mio bene e quello altrui. L’Austria e mia madre. Il lavoro a tempo indeterminato che decide di farmi restare accanto a mia madre. Il lavoro a tempo indeterminato che dopo 365 giorni assieme mi fa ciao ciao con la manina, come a volermi dire “adesso si che sei grande e puoi metterti in gioco, e il gioco lo scegli tu.” Non cambierei una virgola di questo anno. Non ho mai pensato, nemmeno per un millesimo di secondo 2era meglio se fossi partita. ” Centomila volte meglio che io sia restata. Ho imparato che si parte per scoprire, arricchirsi, evolversi. Non per paura. Non per essere inseguiti. Ho imparato che ciò che non ricevevo dagli altri, forse era cio’ che non davo agli altri. E certe volte ho preso piu’ di quanto dovessi ricevere. Mi ha arricchito il cuore. L’amore è come una scintilla, non lo puoi trattenere e corre veloce sul binario della vita, come una biglia che scivola in discesa , ma ha un eco grandissimo e puo’ arrivare in stanza interiori che non riusciamo a vedere. L’amore si alimenta solo con l’amore. Ho imparato a guardarmi allo specchio per sentirmi piu’ bella, e per sentirmi piu’ matura. Non ho piu’ paura di quello che ho perso, so che è qualcosa che ho avuto. Ed ho capito che svolge ancora una funzione: la base di che vogliamo diventare e diventeremo giorno dopo giorno.

Sento di nuovo il profumo del mare.

Mio padre non vive piu’ con noi. Mia madre è libera di essere.

Questo anno mi sono sembrate tante vite assieme, tante Mia, è durato giusto il tempo di quattro stagioni. Adesso ce ne saranno altre quattro. Niente è statico , siamo noi che ci perdiamo, che deviamo, che non sappiamo.

So di essere libera. E questa opportunita’ non me la perdero’ per nulla al mondo.

Ho ricominciato ad inviare cv. Ho ricevuto una risposta interessante riguardo ad un lavoro in Germania. Il giorno prima avevo deciso di iscrivermi ad un corso di tedesco.

Chi non crede alle coincidenze le perde.

E’ come la ruota di “ok il prezzo è giusto.” I prezzi sono sempre quelli, variano in base alla ruota. M ala ruota è una ed i prezzi sono quelli. Ma c’è la variante della sorpresa.

Com’è bello oggi guardarmi allo specchio e non sapere chi saro’ domani, ma mai come adesso mi sono sentita Mia.

Sono come quelle bolle di sapone che fanno i bambini. Alcune esplodono all’istante, altre riescono a sfuggire dalle mani di chi vuole schiacciarle e altre ancora rotolano verso l’alto, lentamente, sorridendo, senza prepotenza, e tu che rimani li a guardarle non saprai mai se sono esplodono o se si perdono nel sole della vita.

Dedicato a tutte le persone che non hanno la pretesa di sapere, ma che giorno dopo giorno non rinunciano mai di scoprire e scoprirsi.

Grazie a tutti.

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82 Commenti

  • Cara Giovanna,
    il giorno in cui hai perso il lavoro e me lo hai comunicato. Ho visto la Mia vita tornare indietro minuto per minuto.
    Ho avuto paura di leggere gli ultimi due capitoli, perché sapevo quello che tu mi avresti sbattuto in faccia e non me lo volevo sentire dire. Non ero pronta a fare questo percorso stile gambero nei ricordi. Poi ti ho letto, ho trovato quello schiaffo che mi aspettavo all’anima, grazie della zeppata a me che ho quarant’anni, me la dovevi dare tu questa zeppata?
    Complimenti per queste pagine intense che ci hanno dato la tua vita, la nostra e la Mia.
    Non so se sei partita è tanto che non parliamo.
    Ma se fosse, posso dirti che parti per la ragione giusta. Cosa che non feci io, però mi è servita.
    Un abbraccio. Baci Lucia

  • Ciò che è realmente successo.
    Ci avviamo al finale, voglio proprio vedere come concluderai questa bella storia che fin dall’inizio mi ha interessato perché sa cogliere sfumature di vita vissuta e contemporanea a volta colorandole di rosa, a volte di giallo…

  • Realmente successo… in pochi usano il portale come un diario, pare che Lucia Sparagna ha dato una svolta in tal senso al suo racconto. Io ho sempre snobbato questa forma di scrittura, ma mi devo ricredere. E tanto. Va parecchio forte in altri paesi, sta tornando in auge. Alcuni dei romanzi di Tolstoj sono diari riveduti e rielaborati. Sei coraggiosa. Forza Kiuri!

  • Ciao a tutti,
    siamo alla penultima puntata. Questo di The Incipt è un gioco che ho scoperto per caso , in un momento particolare per me, facendomi capire che mi ero allontanata dalla mia passione per la scrittura. Erano anni che non mi divertivo con la scrittura creativa.
    La storia di Mia è una storia vera, non dire di chi è , è vera.
    L’ultima puntata che scrivero’ è accaduta nella vita reale proprio una settimana fa. Come riscriversi in tempo reale, questa cosa mi fa sorridere e mi riempie di meraviglia.
    E’ stato bello trovarvi proprio quando ero convinta che non avrei trovato nessuno, io vi ringrazio di cuore per il tempe e i consigli che mi avete regalato.
    Io vi leggo con i miei tempi, a volte non commento ma giuro che ricordo le storie di chi leggo. Cerchero’ di essere piu’ presente perché è giusto che tutti abbiano piu’ riscontri possibili in questo gioco.
    Io vi ringrazio perché mi avete fatto riscoprire quanto è bello scrivere.
    Mi prendero’ qualche giorno di pausa, e poi raccontero’ una nuova storia su cui sono inciampata.
    Grazie a tutti.
    Giovanna

    • Ho strizzato l’occhio al tuo personaggio. Ho usato Mia, perchè amo il tuo personaggio e amo anche Mia B., vi ho omaggiate in questo modo. Cito la fine della storia, non mi andava di usare Kiuri e neanche Giovanna. Tu per me sei Mia, sei il personaggio, che mi ha accompagnato in un viaggio nel tempo e nei ricordi. La tua è una bellissima storia ed accompagna moltissime donne. Ricordati, anche io sono stata Mia, ero disperata poi tutto si è risolto per il meglio…. Ci vuole sempre il tempo e quel tempo sarà il trampolino di lancio di Mia, di chiunque voglia e crede ancora che il futuro sia migliore. Ti voglio bene. Non demordere mai. Coraggio.
      Il Mago era sempre più convinto che quella soluzione fosse la migliore.

      – Proponete, suggerite voi una soluzione -disse il Mago. Mia e Ale gli fecero l’occhiolino…

  • Dunque, Kiuri
    inizio dalla fine: le tre opzioni sono un po’ infantili. Potevi articolarle meglio. Alla fine io voto perché lei pensi a sé, a sua mamma e a Vittorio. ma così mi pare un po’ troppo didascalico-facilone, non ti pare? 🙂
    ora veniamo al’analisi:
    la sintassi non è curata, rileggi e correggi meglio prima di pubblicare, così eviti cose ridondanti come: ” Capisco che è successo qualcosa. Infatti è successo qualcosa….” che è brutto da leggere. Il tentativo che a volte fai di scrivere in modo colloquiale, stona con la narrazione diaristica delle riflessioni e delle digressioni interiori della protagonista che già scivi in terza limitata e anche in modo gradevole. Per cui evita la colloquialità occasionale, se puoi.
    Infine il complimento che ti faccio, dopo tanto rimproverarti, :
    hai creato un arco. L’ARCO DEL PERSONAGGIO che come nel viaggio dell’eroe deve avere una sua crescita personale per portarci alla fine di una fase e alla morale della storia, tu lo hai creato molto bene ed è credibile, graduale e mai approssimativo o improvviso. Non è da tutti fare questo, molti non sanno bene gestire questa componente narrativa e la lasciano monocorde, bloccata, allo sbando. Tu sei riuscita a farlo come una buona storyteller, pur non essendolo ancora per le ragioni che ti ho spiegato prima. Ma continua su questa strada, vai sempre meglio.
    A presto. 🙂

  • Standing Ovation a te, grande piccola donna….Mi hai regalato un grande viaggio emozionale.
    E ancora dopo una giostra di sensazioni. Di pelle nuova che si fa strada su quella vecchia. Di vino preso a morsi. Di sigarette. – Il semaforo …..tutto il resto, vedo grandissimi miglioramenti. Brava, brava, brava…Ho anche votato che rivede Vittorio, per il resto ci sentiamo in privato…Ah a quanto pare sono una tua fun accanita…. Vieni a leggermi ti aspetto ho un capitolo interessante per il vissuto di vita e forse potrà anche farti sorridere. Un grande abbraccio avvolgente e caldo come un cappotto.

  • Eccomi a te, ti avevo iniziato due tre volte e ti ho dovuta riprendere…Ormai conosco l’inizio del capitolo a memoria era alla fine che non arrivavo. Ci sono degli errori e lo sai pure tu….. Non c’è il buco di trama continua a reggere ad essere introspettivo e psicologico che è quello che piace a me…. Decide di vedersi con Vittorio. Ho un bel capitolo cinque che ti aspetta, se ce la fai passa altrimenti non fa niente. Questo mi è venuto bene e pure il quattro, sono abbastanza soddisfatta. Vediamo se piace anche a te…La tua storia la vedo enormemente emotiva e c’è qualcosa sotto che non riesco completamente a cogliere…. Leggi anche gli altri, non sparire.

  • il tuo episodio mi ha fatto venire in mente una frase di un film, in cui una ragazza cercava di
    crescere e prendere il volo (dalla propria famiglia).
    La madre le ha detto, criticando le sue scelte: “Tu stai distruggendo te stessa” e lei rispose:
    “Non sto distruggendo me, ma la parte di te che è in me”.
    Ti leggo. 🙂

  • Il cordone ombelicale si deve recidere, il senso di colpa è attanagliante, blocca e paralizza. Mia è come una qualsiasi altra donna che vive la vita altrui mai la sua. E’ suo il senso di colpa, ogni genitore sa che i figli non gli appartengono e sono destinati ad andare via e nella loro libertà sta la gioia di avergli dato la vita. Ma noi figli, ci impossibilitiamo di andare perché sentiamo forte in noi una riconoscenza e una responsabilità verso chi amiamo. La guerra non è con sua madre, è dentro di lei. Ogni coscienza soffre davanti alla realtà e cerca milioni di fughe per non affrontarla. Mia siamo tutte noi….Mia vita, mia strada, mia coscienza, mia storia. Auguri.

  • Parla con sua madre e non si può evitare la discussione che tu chiami “guerra aperta”, ma affrontarla e superarla è l’unico modo per crescere e vincere definitivamente la propria personale battaglia. Mi piace il tuo linguaggio diaristico introspettivo, più uno sfogo che un racconto, ma ben descritto. Attenta, però, alla punteggiatura… se rileggi in alto, da come l’hai scritto, sembra che tu abbia pagato le All Star 570 euro, e non sembra che quello fosse il tuo stipendio. Infatti, alla prima lettura, ho vacillato… mi sono detta: ” Oh Dio, ma dove le ha prese ‘ste scarpe che costano così tanto?”, poi ho riletto e ho capito che intendevi un’altra cosa. Ma detto con le virgole sbagliate faceva un altro effetto. ahahaha
    Brava.

  • Ti sto seguendo….Interessante e reale, credo possa essere la situazione di tutti, quando sacrifichi un poco o parecchio di te agli altri…Lasciamola andare, quell’aeroporto, oppure il porto di Genova…Una vista dall’alto, oppure da lontano di qualcuno che si allontana temporaneamente per ritrovarsi altrove …Mandiamola via, facciamole fare il viaggio mettendo a dura prova la sua paura, facciamola partire in treno oppure in autostop, senza salutare nessuno, oppure scrivendo due righe di commiato…Decidi tu….è la tua storia. L’incipit è buono.

    • Ho sempre cercato storie da poter trovare anche dietro l’angolo. Ho imparato che racchiudono mille meraviglie.
      C’è un tempo per tutto: un tempo per andare e un tempo per tornare.
      Mi fa piacere che tu abbia centrato il punto di Mia: la paura mescolata alla vita.

  • Voto per una chiamata dall’estero.
    Un incipit interessante,
    non iserire faccine nel testo e mostra Genova, se puoi, nel tuo racconto.E’ una città così affascinante. Magari la fai partire per nave 🙂 non sarebbe male. Ti seguo. A presto.

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