Omaggio ovvero storia di un uomo solo in un giorno d’estate e del suo gemello da qualche parte

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo e ultimo capitolo si spiegherà il titolo. Citeremo un racconto, dovete decidere quale. (cosa sta ricordando Fabio?) Il mestiere di vivere di Cesare Pavese (52%)

Omaggio del libro di un autore piemontese ricevuto negli USA da uno studente sardo

Cosa cazzo era? Fabio avverte una vaga reminiscenza incunearsi sottile tra i suoi pensieri e stridere fastidiosa contro le pareti della sua volontà di morte.

Ma la sensazione sparisce ancora.

Il vecchio cencioso respira profondamente l’aria resa fetida dalla sua stessa presenza e, rincuorato, riprende il suo moto lento verso la casa di Fabio.

Morto, abbandonato … classico suicidio estivo.

Un funerale, la mamma che piange.

 “Il mondo accademico piange la scomparsa del brillante studioso, bla bla”

Che vita del cazzo. Non  ci scriveranno certo un libro.

Un libro?!” urla Fabio alzandosi in piedi.

 “Un libroo!”ripete trionfante.

Il vecchio spazzino si arresta improvviso a pochi centimetri dalla porta: un fremito scuote i suoi stracci, un refolo di vento gli scuote i sudici capelli.

Fabio corre dentro un vecchio stanzino che era stato l’angusto studio del padre, le mensole sopra la vecchia scrivania sono ancora gremite di libri affastellati.

Fabio rinvigorito salta sulla scrivania, estrae ad uno ad uno i volumi, li guarda appena stordito dalla polvere e li scarta.

Ora, però, si sofferma su un volumetto bianco. Un’edizione tascabile molto vecchia, con una copertina ingiallita. Eccolo.

Cesare Pavese “Il mestiere di vivere” ed. 1952 – Einaudi.

Lo aveva ricevuto in omaggio da un suo studente italiano negli USA; ne ricorda solo il cognome, tale  Tabbeu di Cagliari, glielo consegnò prima che lo studente tornasse in Italia.

Tabbeu nel fargliene omaggio tradiva una forte emozione e, pur balbettando, non finiva mai di ringraziarlo per quanto Fabio avesse fatto per lui.

Fabio, trattenendosi dal ridere, percepiva lo studente come un marziano e non comprendeva le ragioni di quell’insolito e datato regalo.

Fabio non aveva degnato quel libro nemmeno di uno sguardo e,  al primo ritorno in Italia,  lo regalò al padre; ora lo osserva incredulo.

Lo devo leggere. Intanto lo leggo, poi, poi si vedrà..

Fabio è letteralmente risorto: corre in ogni stanza, apre finestre e balconi. Torna in cucina, armeggia ancora con le manopole, ora sono nella posizione contrassegnata da una cerchio nero.

Il vecchio indietreggia tremebondo, passo dopo passo, non si avvede delle scale e cade all’indietro.

L’ammasso di stracci rotola, lanciando urla sguaiate di dolore e improperi irripetibili. La sua figura si perde per le rampe, non si vede più nessuno e  nessuno ne denuncerà la scomparsa.

Fabio legge, senza fermarsi: anche in bagno, anche quando si prepara un toast con l’unica mozzarella scaduta da 30 giorni, Fabio legge ininterrottamente.

Giunge alle ultime pagine del libro, si commuove : “Più il dolore è determinato e preciso, più l’istinto della vita si dibatte, e cade l’idea del suicidio. Sembrava facile, a pensarci. Eppure donnette l’hanno fatto. Ci vuole umiltà, non orgoglio.

Beh, non si può dire che io sia umile. Peccato soffrire così.  Perché nessuno gli ha parlato? Avrebbe potuto scrivere tanto altro ancora. Vivere, soffrire e amare, tanto ancora.

Va bene:  per me, non ora.

Chiude il libro e un istante dopo un improvviso vortice di aria fa il suo ingresso nell’appartamento, le finestre sbattono una dopo l’altra violente, i vetri si frantumano, tutti.

****

Laura è in piedi  in una sala d’attesa contigua alla sala operatoria.

Fa il suo ingresso un chirurgo, ha un volto rassicurante, tondo e colorito come un curato di campagna.

Laura sorride rincuorata.

Nulla signora, nulla. E’  fuori pericolo. Certo la ferita è di assai profonda, ma miracolosamente non  ha nemmeno sfiorato un organo vitale.”  

Ma lo sapete chi può esser stato?

Laura fa cenno di no con la testa.

Laura piange, per la seconda volta in vita sua, piange.

Andrea,  sul lettino mobile, viene portato in una stanza del reparto di chirurgia; Laura lo segue, gli si avvicina, ne afferra  una mano, la accarezza e la bacia.

Poi si allontana dall’ospedale.

Laura fa il suo ingresso a casa, sono passate molte ore e viene travolta prima dalle voci e poi dai corpi  dei figli che gli si catapultano incontro.

Mamma, mamma” gridano Luca e Massi guerreggiando per giungere per primo tra le braccia della madre.

I suoceri cinerei in volto osservano la scena, immobili posti in linea retta con le spalle incollate ad una parete.

Ma come? Non siete ancora a letto?” chiede Laura  lanciando sbieca uno sguardo colmo d’odio ai due vecchi atterriti.

Papà? Dov’è?

Torna presto, bambini”.

I due vecchi nonni si allontanano mesti, Laura volge la vista furente da un’altra parte: il disonore del disarmo di due genitori assenti.

***

Sono passati due giorni.

Fabio è disteso su un letto, solleva il busto sul cuscino, indossa uno strano pigiama azzurro con l’abbottonatura lungo la schiena.

Ha in mano un telefono cellulare. Digita un numero. Il telefono del ricevitore squilla.

Pronto?” si sente rispondere da una voce femminile calda e giovanile.

Ciao Laura, come stanno i bambini?

 

Un omaggio alla letteratura, uno dei tanti  beni preziosi  per cui vale la pena vivere.

Dedicato ai miei fratelli, tra loro legati, tra loro gemelli, mai separati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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559 Commenti

  1. Ciao Max.

    Ho visto commenti lunghissimi, qua sotto. Non li ho spulciati più di tanto, a dire il vero, per pigrizia e per timore di farmi influenzare.
    Oggi mi sono riletto tutta la parte che già avevo letto del racconto e poi ho tirato dritto fino alla conclusione. Conclusione alla quale ammetto di essere giunto un po’ frastornato. La struttura del racconto, in sé, ha qualcosa di strano, qualcosa però che per me è diventato ben presto ipnotico, nel senso migliore del termine. Il doppio, i vetri, i riflessi, l’aria, il sangue, la tosse, il vecchio maledetto e mutaforma. Tutto questo è diventato un puzzle, per me, che mi ha lasciato alla fine con sensazioni, emozioni e parole che sono andate a incastrarsi tra loro creando più un insieme sensibile e sensoriale che la consapevolezza d’aver letto un racconto lineare, che da A mi porta a Z spiegandomi (o lasciandomi immaginare) tutte le altre belle letterine che stanno lì in mezzo.
    Non so se questa cosa la prenderai come un complimento o come una bacchettata, probabilmente non è nessuna delle due cose, è una constatazione, emozionale piuttosto che logica.
    Alcuni passaggi della scrittura li ho trovati potenti e molto ben riusciti, altri mi hanno fatto un po’ deragliare, “svicolamenti” i quali però hanno contribuito fortemente alla carica emozionale che mi ha lasciato il racconto nella sua interezza e che quindi non mi sento di criticare in alcun modo (fatta eccezione per i refusi, quelli mi fanno proprio venire i nervi), anzi. Il tuo è un racconto personale (non so quanto, perché non posso saperlo, ma la sensazione è quella che ci sia tanto di te e delle tue esperienze e riflessioni in quello che hai scritto, che la fiction arrivi solo fino a un certo punto, cedendo poi il passo alla realtà) e per questo è molto intenso, qualcosa che racconta e sfoga, che butta fuori, che appoggia lì cose per poterle osservare, forse. E questa è una cosa che non posso non apprezzare, tanto, specie io che di mio tendo a metterci sempre molto poco in quel che scrivo.
    Le “incongruenze” e alcune stranezze di forma, che ci sono, le leggo insomma come funzionali, strutturali. Sarò fatto male io come lettore, forse, ma non mi interessa. Quel che conta, arrivato alla fine del tuo racconto, credo sia soprattutto la carica emozionale, proprio per come è scritto (oltre a quello che racconta), e quella è arrivata tutta.

    Ciao Max
    e scusa il ritardo di lettura.

    Davide “Delay” Rossetti

    • Ciao Davide,
      devo ammettere che è stato gratificante e interessante leggere il tuo commento: esso esprime attenzione e rispetto verso quanto ho provato ad esprimere, in altre parole : l’empatia intrinseca del buon lettore. A rileggere il racconto, forse la sua struttura è troppo complicata per esprimerla efficacemente in TI o forse è complicata e basta. C’è molto materiale emozionale personale in quanto scritto, hai colto nel segno e ti rimando agli spiegoni espressi a Vertuani e Boost. Il mio è stato un dibattito emozionale interiore (il doppio è servito a questo) e me ne sono accorto progressivamente. Ciò che mi rallegra tanto è il fatto che tu abbia percepito il mio tentativo di esprimere dolore, difficoltà e rabbia, attraverso la ricerca di una vena espressiva. Mal di vivere espresso per mezzo di una vicenda romanzata. Grazie mille per così tanto rispetto. Te lo devo: forza Fortitudo 🙂

  2. Ciao Boost,
    la storia del pdf è pari pari quella pubblicata su TI salvo piccoli aggiustamenti.
    L’idea nasce circa 20 anni fa: anni prima che mi venisse in mente l’idea, tra i 17-18 anni, la letteratura mi aiutò molto a… vivere, da qui l’idea di un omaggio reso in questo senso: la letteratura vale un attimo di vita in più, per l’umanità e la vita che è in grado di trasmettere, nasce l’idea di un uomo solo che si vuole suicidare, immagine traslata del MaxLap adolescente che faceva fatica a vivere, e il soccorso di un libro che gli ridona voglia di vivere.
    Dopo 20 anni, durante un momento molto difficile, convinto da un amico, riprendo a scrivere, il che lenisce il mio momento e da qui l’idea di un omaggio di gratitudine ai libri e anche alla piattaforma (se avesse vinto Locullo nell’ultima opzione sarebbe stato più evidente). L’idea centrale originale è un po’ povera, non so perché, ma incomincio a raccontare di un doppio.
    Come (mi) ha scritto la Desperati, il doppio è un classicone e, sempre, vuole descrivere con la figura del doppio, i diversi (a volte contrapposti) aspetti della stessa persona, della stessa realtà o concetto.
    Nel scrivere di Fabio e Andrea (v. spiegone a Vertuani) mi rendo conto di scrivere di un dibattito interiore ad una stessa persona, trasfusa in un racconto.
    Questo è un necessario preambolo per riscontrare i rilievi che compongono la tua schietta stroncatura, ringraziandoti per tanta attenzione e per la non scontata sincerità.
    Prima di valutare le tue osservazioni, un interrogativo: ne devo desumere che, a parte un’accenno ad una certa scorrevolezza, non trovi nulla di buono in quanto scritto o sbaglio?
    1) sì, immagino di sì;
    2) le domande fanno parte del gioco su TI per catturare attenzione nella competizione, da per tutto ponevo l’interrogativo “cosa sta facendo Fabio?”; si tratta di una storia giocata in TI e non di una pubblicazione a sè stante;
    3) conosco almeno una persona che l’ha detto e si tratta di chi scrive svegliato dal vicino di casa che alle 7,30 del 13 agosto 2005 incominciò dei lavori per “catramare” la tettoia del suo pollaio svegliandomi, diciamo che io aggiunsi ben altre espressioni ed avevo ben altro tono…
    4) da qualche parte lo paleso pure, parlo di fluido vitale, il sangue rappresenta la vita, la vita che, si scoprirà all’ottavo capitolo, sta per essere gettata via definitivamente;
    5) non so, può essere, a me non dispiaceva e non dispiace introduce ad un’atmosfera di negatività che vuol già contaminare il bello che veniva descriva
    6) in parte concordo, rammentando che si tratta di una storia giocata su TI, in parte ho voluto mantenere elementi di incertezza per i lettori nello sviluppo, ma nella realtà più profonda del racconto Laura è ovviamente la stessa persona come dici tu, perché Fabio e Andrea esprimono la stessa persona che si sdoppia (v. spiegone a Vertuani) e la telefonata finale vuole decriptare questo significato;
    7) adoro De Gregori e ho voluto fagli un piccolo omaggio e non trovo ragioni oggettive che possano considerare “sbagliato” questa piccola citazione appena accennata; il tormentone di Abatantuono è tratto da un film di Fantozzi, lo cantavo spesso in macchina come elemento di “raffreddamento” di ansiose attese che hanno caratterizzato certi miei viaggi, il trash del testo alleggeriva l’importanza di certi momenti;
    8) Mckee: non sapevo che l’ala dei Rangers Glasgow fosse un intellettuale 😉 la coincidenza, che può apparire un mezzuccio me ne rendo conto, è stata anche frutto di un voto, in qualche modo Fabio avrebbe dovuto affrontare a muso duro Andrea per aver vissuto la sua vita al suo posto, vi era anche l’opzione irrompe a sorpresa nel matrimonio; se però leggi la storia sotto la prima superficie narrativa è Fabio(Andrea) che ritorna sui suoi passi e rivede la vita che non ha voluto (o che avrebbe rischiato di non) vivere (v. spiegone a Vertuani sul doppio); p.s. la coincidenza è esattamente a metà racconto, quando c’è una sorta di passaggio di consegne tra i 2 protagonisti maschili tra i due volti della stessa anima controversa (la mia);
    9) Deus ex machina, d’accordo ma solo in parte: innanzitutto è l’espressione del mio omaggio; e d’altra parte non è un libro in sé a salvare Fabio ma quello che esprime: Fabio si avvicina al dolore di Pavese, lo commenta in vero, staccandosi da sé prova pena per quell’anima persa, empatizza verso l’uomo Pavese e cosi facendo riesce a perdonare anche sé stesso e a ripartire
    10) il vecchio maledetto, vuole esprimere un monito di negatività che per tutto il racconto vuole dare sfiducia e che addirittura interviene violentemente quando Andrea si vuole ricongiungere a Fabio e poi se lo va a prendere a casa; chi è? Per quanto possa sembrare paradossale è sempre parte della stessa persona è il Super-Io che dice “Non ce la farai. Hai visto? Non ce l’hai fatta. Muori perché è quello che meritiamo”.
    La morte del vecchio è una catarsi terapeutica dell’uomo in questione che si libera di questo suo fardello riesce a ricomporsi nelle sue parti e richiama Laura. In altre parole, sono io che mi dico di non aver sbagliato a vivere la vita che, seppur con qualche incrinatura, ho vissuto (v. spiegone a Vertuani).
    11) il paragone con “alcuni istanti… “: l’altra storia era strutturalmente più semplice e lineare, non l’ho dovuta costruire in corso, mi ricordo che ti piacque.

    Un appunto sulla tua chiusa quando hai usato virgolettato l’aggettivo presuntuoso e il sostantivo presunzione (riferito alla storia): non credo che tu volessi essere offensivo e ti voglio rassicurare: io ho solo provato a scrivere e trasferire in immagini romanzate un certo malessere senza alcun altra pretesa se non quella di scrivere anche per me stesso.
    Ad maiora.

    • Grande Max… aspettavo la notifica come promemoria della tua risposta, ma non avendo tu “risposto” al mio commento, TI non me l’ha mai inviata. Poco importa comunque… volevo solo spiegare il mio ritardo!

      Non è vero che non c’è nulla di buono nel tuo racconto, anzi… come ho detto all’inizio è scritto in modo semplice e scorrevole, molto spesso l’ho trovato davvero interessante. Se così non fosse, non sarebbe valsa la pena commentare. Questo per dirti che, fatte le dovute correzioni, ha tutte le caratteristiche dell’ottimo racconto. E ci vuol davvero poco, a sistemarlo. I tuoi “peccati” sono tutti sistemabili, senza nemmeno troppo sforzo. Per Esempio, Fabio non ha bisogno di tornare dall’America per accorgersi del tradimento: bastava che all’inizio presentassi un amico comune (SEMINA) (il barista? un altro?) da riutilizzare per fare una “soffiata” a Fabio…

      E così anche il resto delle “imprecisioni” che, ci tengo a sottolineare, sono miei pareri personali e quindi fallaci come quelli di tutti. Non sono certo un editor, lo ripeto!

      Hai ragione, non c’era nulla di offensivo nelle mie parole, anzi…

      ps: la tua esperienza personale nei racconti è sempre un elemento gustoso e che aggiunge un sapore in più, ma ricorda: stai scrivendo per gli altri, non per te stesso (è così, sennò non si troverebbe qui). Hai quindi i dovere di essere più preciso e rigoroso con chi non conosce la tua storia.

      Sai quanto me l’hanno menata a me con “Enkil”? E avevano tutti ragione. L’ho riscritto 4 volte (qui su TI non posso modificarlo e quindi rimane in uno stato “vergognoso”), eppure ancora certi passaggi vanno sistemati. Bisogna rimboccarsi le maniche, fare e disfare. Tante volte: tutte quelle che servono!

      A presto amico mio!

  3. Caro Max, correndo il rischio di farmi “odiare” dai tuoi fan pubblicherò qui i miei commenti, premettendo che: A) Non sono un editor, quindi posso tranquillamente sbagliarmi. B) Ho letto la storia non su THe iNCIPIT, bensì sul .pdf che mi hai dato, non sapendo se rispetto a qui sia diversa. C) Potrei non aver capito certe parti (e questo per un limite puramente personale).

    Innanzitutto ti dico che, secondo me, la tua prima storia, ovvero “Alcuni istanti della sua vita”, è superiore. Ti dirò perché alla fine, promesso.

    Ho diviso gli errori in “peccati veniali” e “peccati mortali”.

    PECCATI VENIALI

    1) Vari errori grammaticali: meglio far rileggere la storia sempre a qualcuno!

    2) Il narratore ha qualche problematica: è onnisciente (è praticamente ovunque), tuttavia si pone delle domande: non conosce cioè tutta la verità. Innanzitutto, secondo me non dovrebbe farsi delle domande, per vari motivi: A) Suonano comiche, grottesche, mentre il racconto non vuole esserlo. B) Letto tutto in una volta il racconto, risultano fastidiose e ridondanti. C) Contraddicono, appunto, la posizione del narratore. D) Se un racconto è scritto bene, il lettore quelle domande se le fa comunque, è quindi dannoso “forzarlo”.  In sostanza, le toglierei: fanno più male al tuo scritto che altro.

    3) Nessuno si alza da letto dicendo “è il 13 agosto”: è inverosimile, dovresti trovare un altro modo per far conoscere al lettore la data (che tra l’altro… è importante?). Ad esempio, il protagonista guarda il calendario, o l’orologio sul comodino.

    4) Beh, per capitoli e capitoli il tuo Fabio si stacca croste imbrattando la casa di sangue: pareti, finestre, dita, pavimenti, e io a chiedermi “ma perché?”, “cosa segnale sarà mai?”, “che c’entra?” e tu verso la fine che scrivi: “Sangue versato senza motivo”? Voto: “…”

    5) Primo capitolo: come avrebbe potuto “presagire” il proprio futuro, Fabio, dai segnali fisici sul treno (o sul vagone)? Nessun uomo razionale, e quindi il 98% dei lettori, potrebbe essere d’accordo col narratore. Quei particolari era meglio limitarli alla costruzione dell’atmosfera, non includerli in un “chiaro indizio” per il futuro. Lo so è che in questo caso è una metafora, ti sto solo dicendo è proprio resa malaccio…

    6) Non so se le tue intenzioni siano state quelle di NON far sapere al lettore che Laura (la moglie di Andrea) era in realtà anche la ragazza di Fabio, perché trovo intenzioni “discordanti”: SI) Non dici mai il nome della ragazza di Fabio, come per tenerlo nascosto / La telefonata finale di Fabio a Laura sembra un ricercato colpo di scena. NO) Dai indizi qua e là (come quando dici che Andrea, prima di dire addio a Fabio, vuole confidargli del suo amore per una ragazza…) / Laura sembra conoscere Fabio da tanti anni (infatti rimprovera il fratello per corrergli dietro).
    Insomma, non l’ho capito: se volevi il colpo di scena, direi che non ci può essere; Laura, infatti, per le cose che scrivi, è lampante che sia la morosa di Fabio: anche perché è l’unica donna in gioco. Se invece non volevi il colpo di scena, allora rendilo più esplicito fin da subito. Io propenderei per il colpo di scena, ma così non regge: Laura dovrebbe essere, anche al tempo presente, sempre fuori dai giochi; oppure bisogna pensare a un diverso escamotage.

    7) Toglierei i riferimenti a De Gregori (“giurare e spergiurare”) e “Attila il fratello di Dio”… il secondo, poi, mi ha fatto porre molte domande!

    PECCATI MORTALI

    8) La coincidenza. La coincidenza di Fabio che torna a casa lo stesso giorno in cui Andrea si vede con Laura per la prima volta nel bar, ma non solo: passa davanti al bar nello stesso momento in cui ci sono loro. Ma non solo: ci passa davanti proprio quando loro si baciano (per la prima volta). C’è un passo del McKee che parla meglio di me, te lo copio:

    La storia crea il significato. La coincidenza, dunque, sembrerebbe essere il nostro nemico numero uno, in quanto è una casuale e assurda collisione di cose nell’universo ed è, per definizione, priva di significato. Tuttavia la coincidenza è parte della vita. La soluzione non è quella di evitare la coincidenza, ma di drammatizzare la modalità con cui può entrare nella vita, senza alcun significato, per poi assumerlo col tempo. In primo luogo, inserite la coincidenza abbastanza presto affinché ci sia il tempo di trarne un significato. L’incidente scatenante de Lo squalo: uno squalo, per pura casualità, divora una bagnante. Ma, una volta entrato nella storia, lo squalo non ne esce più. Vi resta e acquista significato continuando a minacciare degli innocenti. Come regola di base non usate la coincidenza una volta oltrepassata la metà della narrazione quando bisogna invece mettere la storia sempre più nelle mani dei personaggi.

    7) Il “Deus ex machina”. Il libro di Pavese è un “Deus ex machina” grosso come una casa. È la classica tempesta shakespeariana che, senza motivo o indizio (almeno, io non l’ho notato) arriva e sistema tutte le cose, e… “vissero tutti felici e contenti”. È più grave della coincidenza: in effetti, è una coincidenza enorme.

    Sempre il McKee:

    Secondo, non usate mai la coincidenza per far svoltare un finale. Questo è il “deus ex machina”, il più grave peccato che può commettere uno sceneggiatore. Ancora oggi gli sceneggiatori scrivono storie che non sanno concludere. Ma invece di far scendere un dio per procurarsi un finale, usano qualcosa di analogo a un “atto divino”: l’uragano che salva gli amanti in Uragano; una carica di elefanti che risolve il triangolo amoroso ne La pista degli elefanti; gli incidenti automobilistici che pongono fine a Il postino suona sempre due volte e L’insostenibile leggerezza dell’essere; il Tirannosauro Rex che entra in scena giusto in tempo per divorare i Velociraptor in Jurassic Park. Il “deus ex machina” non soltanto annulla ogni significato ed emozione, ma è un vero e proprio insulto al pubblico. Tutti sappiamo di dover scegliere come agire, nel bene e nel male, per definire il significato della nostra vita. Nessuna coincidenza ci verrà mai in soccorso per toglierci di dosso questa responsabilità, indipendentemente dall’ingiustizia e dal caos che ci circondano. Il “deus ex machina” è un insulto perché è una bugia.

    8) Il vecchio maledetto. Ma chi è ‘sto vecchio? Chi è? Il diavolo? La morte? Il tempo che passa? L’inesorabilità della vita? Il suicidio? È incorporeo? Sì, appare e scompare, e si dilegua nel vento. È corporeo? Sì, accoltella la gente. Insomma, deciditi, oppure dai qualche spiegazione. E poi, perché se la ridacchia? Mi sembra il cattivo di “Austin Powers”: ma che c’avrà da ride?! Se è tutto questo popò di divinità malvagia, e può anche essere, è davvero troppo piatto: troppo “presuntuoso” disegnarlo, fargli decidere il destino, e poi ucciderlo perché a cinque metri da lui c’è un poveraccio sporco di sangue che si ricorda che ha in casa un libro di Pavese.
    Ma questo è anche il limite di TI: chissà a quali opzioni hai dovuto sottostare! Però, se è così, la colpa è anche tua: cerca di non permettere alle opzioni di farti uscire troppo dalla trama o dai personaggi che hai disegnato all’inizio, perché ogni racconto secondo me non può sottostare al caso al 100%. Soprattutto un racconto come questo.

    Ed ora mantengo la promessa fatta all’inizio: dirti perché  “Alcuni istanti della sua vita”, per me, è nettamente migliore. Lo è perché secondo me ha meno presunzione, si mantiene più sul vago ed è più preciso nel suo insieme: racconta l’episodio di un delirio, e in questo non si prende alcun rischio, ti dice solo cosa succede al protagonista, nella sua malattia. “Omaggio…”, invece, è un racconto ampio: si allarga nel tempo e nello spazio, si intreccia in modo complesso, ma secondo me non ha la struttura per sostenersi, e questo per quanto detto sopra.

    Ecco, questa è la mia idea… ovviamente, io sono fallace come tutti gli altri, e quindi come te!

    Buon proseguimento!

  4. Ciao Max, ho letto il tuo racconto tutto d’un fiato, come promesso, e l’ho fatto con grande piacere perché letto nel suo insieme è molto, molto scorrevole…

    Tuttavia, sarò sincero: leggo solo pareri entusiasti ma io non mi trovo tra le file dei “soddisfatti “… Mi sono fatto un lungo e dettagliato elenco dei motivi: sentiamoci in privato (ti ho scritto su Wattpad non so se leggi anche lì)

  5. In un libro c’è la salvezza: una storia coraggiosa Max! Dimostri sempre di non tirarti indietro, di scrivere e descrivere situazioni scomode, cercando sempre di spiegarle (nel senso letterale del termine: togliere le pieghe). L’ultimo episodio, poi, mi conferma che ho fatto bene a votare Pavese. La citazione è molto bella e azzeccata.
    A rileggerti presto!

  6. Pavese scrive, ” … ci vuole umiltà, non orgoglio.”
    Non potrei essere più d’accordo con lui, anche se io rispondo con una frase di Vasco che alla fine dice la stessa cosa ma a suo modo:
    “Corri e fottitene dell’orgoglio,
    ne ha rovinati più lui che il petrolio.”
    Bravissimo, foto finale da lacrimuccia. Spero di tornare a leggerti presto.

  7. Finale magistralmente estratto dal cilindro Max, veramente bravo. Ho letto la tua discussione con Massimiliano e concordo con lui che il riunire i due gemelli in un’unica persona è una cosa che non riesco a far quadrare.
    Per il resto mi è piaciuta la riflessione che hai posto sul tema del suicidio: Pavese spacca! 😉
    Alla prossima 🙂

  8. Un libro ci salverà.
    Grazie Max, per non aver mollato (te lo dice un fan irriducibile) e per aver scritto una storia che ho letto con attenzione e piacere.
    Bello l’omaggio a locullo, ma cosa sarebbe accaduto se avesse vinto l’opzione Surviving Sarajevo?

    • Grazie a te per il sostengo di questo mesi. Sostegno vero, ironico e,compensivo.
      Detto ciò l’Investimax non si può sottrarre:
      – hai poi ricostruito gli indizi da cui potevi dedurre che si trattava di un suicida?
      – secondo te che cosa ho voluto dire,con le,ultime battute?
      Se avesse vinto Surviving Sarajevo, avrei trasfuso alcune mie riflessioni sul suo finale sulla vendetta – suicidio, sull’opportunità e sulla giustizia di un gesto del genere, un suicidio, seppur nobile, sbagliato tale da far desistere un altro suicida.
      Si c’è un omaggio a Locullo che quasi un anno fà mi convinse a prendere in mano una penna

      • Non era facile, anche se a posteriori pare tutto più chiaro: l’andirivieni dalla cucina, il respiro profondo, il controllo delle finestre, la ricerca di ricordi cui aggrapparsi (le foto) e grazie ai quali trovare una “scusa” per mandare all’aria il suo piano.
        Il finale? Fabio è disteso su un letto (non il suo letto), con indosso un pigiama che non può abbottonarsi da solo, come le tutine dei bimbi, o come una camicia di forza, anche se il fatto che possa usare le mani esclude questa ipotesi estrema. Forse si trova in una clinica, dove può finalmente affrontare e curare il suo male di vivere (e cominciare a fare pace con sé stesso e con gli altri, a cominciare da Laura).

          • Ospedale? Può essere. D’altronde anche suo fratello è in ospedale, magari Laura risponde da una stanza lì accanto. O forse lei è a casa a badare i bambini. Se Fabio non è lì per farsi medicare le ferite derivate dalla esplosione dei vetri, potrebbe aver donato il sangue per salvare il fratello.

              • Se l’autore ha inteso così, allora è questa l’interpretazione da dare, ma per quanto mi riguarda preferisco leggere il finale in modo differente. Il far coincidere i due gemelli è troppo debilitante e, dal mio punto di vista, confonde il lettore. Ma, ripeto, è un’opinione del tutto personale.

            • Non, non è un’interpretazione “univocamente” autentica. Io ho pensato a questo finale un po’ ambiguo, per lasciare un alone di dubbio su una possibile ulteriore chiave di lettura (Startari userebbe il corretto termine tecnico) di cui mi sono accorto io stesso mentre scrivevo. La storia originaria – idea di 20 anni fa – è quella di Fabio da solo che aspetta di morire e ci ripensa all’ultimo x un libro. Avrei dovuto pensare ad un passato di rimpianti, ma nel farlo: mi è venuta in mente l’idea di in rimpianto sentimentale, il gemello (??) che sposa la sua ragazza. Inoltre, non so perché ho riportato due episodi simil-autobiografici: il treno (dove ho conosciuto la mia metà), un esame cui assisteva mia moglie e (con un amico al posto del fratello). Poi ho immaginato una rottura della relazione motivata dalla carriera ed è lì che Fabio, per la prima volta, mostra il suo volto rabbioso, egoista e lascia i sentimenti buoni al fratello. Verso il settimo episodio ho capito: io nella mia vita ho fatto l’esatto contrario, mi sono tenuto la mia “Laura” e ho fatto rinunce professionali che pago ancor oggi. E credo che mi siano rimasti : il dubbio sulla scelta fatta e un po’ di rabbia e insoddisfazione, una divisione. Per questo credo ho fatto ricorso ai gemelli: x esprimere il mio conflitto e per giungere ad una dolorosa riconciliazione non senza strascichi con le mie scelte.Chiaritomi questo ho pensato, solo alla fine, all’ultima scena ambigua: “un letto”, il pigiama/camice e Fabio che chiama a casa di Laura e nemmeno chiede di lei o del fratello dopo tanto tempo, ma dei bambini come farebbe un padre. In questo senso Fabio e Andrea sono la stessa persona: MaxLap. Grazie Max Vert e a tutti gli altri. P.s. Ma allora il vecchio chi minchia mi rappresenta?

  9. Non c’avevo preso per niente via mail ahahahaha meglio così (solo qualcosa dai)

    Finale bellissimo, fortunata la scelta di Pavese, sono curioso di vedere come te la saresti cavata con gli altri autori. Per fortuna che Fabio non ha scritto pure lui “Non fate pettegolezzi”…

    Bello, ma proprio bello. Chiaro il riferimento a Locullo 🙂

    ps. Io amo La luna e i falò

  10. Ho trovato questo episodio un finale veramente bello. Ammiro come hai saputo raccontare tutti i punti di vista in così poco spazio. Mi hai fatto venire voglia di leggere Pavese. Per una strana coincidenza ho anch’io una copia (più recente) del Mestiere di vivere. Alla prossima … 🙂

  11. Il vecchio coperto di stracci che rotola lungo la scala è la morte che va via, la morte che è stata vinta. “ci vuole umiltà, non orgoglio, ad allontanare l’idea del suicidio”
    Ho il batticuore caro Max, grazie per questa bellissima storia che è stato un crescendo di emozioni e sempre più vera, sempre più “di tutti”, anche grazie alla tua penultima frase che condivido pienamente.

  12. Prima di tutto: una mozzarella scaduta da venti giorni lo avrebbe ucciso lo stesso. 🙂

    Poi ho trovato un omaggio a Locullo nel testo.

    Infine.. trovo che tu sia stato egregio. Egregio come quando ci raccontarsi delle formiche, egregio come quando ci lasci commenti dirasmanti e attenti laddove altri non sono nemmeno arrivati a immaginare. Egregio perché un autore, uno vero, può non essere nell’Olimpo e resterà comunque nella leggenda. Come accadrà con te, Max.

  13. Maxxxxx fermati un attimo e rifiata. 🙂
    Mamma mai che lavoro.. Hai davvero fantasia d a vendere..
    Devo ammettere che non è facile mettere assieme descrizioni e pensieri dei personaggi…
    Penso che questo genere di giallo e per come lo stai descrivendo tu, tra l’altro anche molto bene.. si presta forse meglio come sceneggiatura, con i vari stacchi ecc.
    Sicuramente avrai già pensato di sceneggiarlo??
    Ciao voto cesare Pavesi.

  14. Ho riconosciuto nell’episodio quattro diversi tempi o scene. Andrea nell’ambulanza, i figli seduti insieme, Fabio e Andrea bambini, Fabio che sta per suicidarsi….
    La suspense è grandiosa, non ci hai detto niente e pure ci hai raccontato tanto. Sono contenta dell’opzione che ho votato. Questo racconto per come lo hai strutturato, per come sta reggendo in termini di trama mi piace sempre di più. Standing Ovation

  15. L’episodio lo leggo con calma ma non potevo resistere a votare perché hai citato il libro che io ho regalato a tutte le mie amiche per Natale: Non buttiamoci giù di Nick Hornby.
    Ho dovuto finanche ordinarlo un mese prima per averlo.
    Max, ora sono in fase di lettura e studio mobbing e dinamiche relazionali di coppia, appena mi sono scocciata ripasso e ti commento il capitolo.
    Solo il fatto che hai citato questo romanzo ti porta al settimo cielo dei miei pensieri.

  16. Buon anno Max! Mi piace illudermi che tu non abbia concluso la storia perché aspettassi il mio commento: grazie, grazie 😀 Vediamo di ricordare qualcosa: mi piace il tuo modo di scrivere, con vocaboli mai banali. Sei un autore che sa essere divertente ma anche elevato, pur rimanendo scorrevole e piacevole in ogni aspetto. Bravo per la scelta di non aver spiegato nulla se non alla fine. Concludiamo ora con il capolavoro di Pavese.

  17. Voto per Pavese, anche se non l’ho letto.
    Eccomi, Max, finalmente. Mi scuso per questa mia assenza ma il periodo delle feste è stato un po’ così. Recuperare, però, è stato un vero piacere: la tua storia è sempre molto accattivante e fino all’ultimo non ci spieghi tutto. Meriterebbe di essere riletta dall’inizio.
    Fabio starà pensando a qualcosa che ha in sospeso con Andrea, forse un rimpianto a cui vuole riparare?
    Sempre bravo, Max!

  18. Premesso che non l’ho ancora letto e mi sono ripromessa di farlo. Voto per Surviving Sarajevo di Locullo. Perciò mi unisco alla minoranza. 🙂
    Secondo me Fabio non muore … a meno che non muoia il fratello Andrea. Il vecchio che sale le scale mi ha fatto pensare alla raffigurazione della morte. Forse anche quest’ultimo ha capito che non è ancora ora. Almeno io spero così. 🙂

  19. Come non fare una citazione a Locullo?

    la moglie è una bella topona ahahah
    Un punto in più per il toscano 🙂 capitolo criptico, ma tanto ormai ho letto abbastanza di te per capire che riuscirai di nuovo a sorprenderci proprio in fase di chiusura.
    Cosa ha ricordato Fabio? Ha ricordato che non vuole più morire? Non so…

    Mi è piaciuto molto il punto in cui lui mette ogni ricordo e in corsivo accanto ciò che ne pensa

  20. Questo episodio sembra composto da un insieme di cerchi concentrici e di storie che si chiudono riaprendosi su altre (a loro volta destinate a seguire lo stesso fato).
    Ma come, siamo già alla fine? Allora non posso esimermi dal votare Surviving Sarajevo.

  21. Il mestiere di vivere di Pavese, mi sembra il più appropriato.
    La tua profondità e sensibilità è stata più volte dimostrata, in tutti i tuoi racconti, questo episodio nonostante qualche disattenzione è una conferma. Uniti nella morte, malgrado tutto. Bravissimo Max.

  22. Per cominciare, Max: episodio egregio. Scritto con maestria, introspezione, sensibilità assoluta. Profondo rispetto per questo passaggio che ci hai regalato, uno degli episodi più significanti che abbia letto su The Incipit.
    In secondo luogo, Fabio: il vecchio si ferma davanti all’unico lampo di vita che Fabio avverte improvviso, pur essendo ancora fumoso. Il vecchio non porterà via Fabio, quando quel lampo di vita sarà legato a Pavese con “il Mestiere di vivere”.

    A volte raccontiamo storie strane, poco chiare, che non arrivano subito. Poi infiliamo qualcosa nel mezzo del cammino che arriva come un colpo preciso sparato da lontano e colpisce in pieno. Ecco, queste sono le storie che vale la pena leggere, poiché della tecnica e della bravura possiamo farci beffa, ma il colpo preciso al cuore non sanno sferrarlo tutti. Per questo, inchino a Max.

  23. Ciao, capitolo bellissimo. Mi ha riportato alla mente una donna con un completo Cocò Chanel rosa confetto in una cucina di Londra… Aprì il gas, poi pensò, pensò, tra i vari pensieri scattò quello del fatto che se non sarebbe morta avrebbe dovuto bagare la bolletta. Decise di non morire e fece la cosa giusta.
    Ho scelto i bambini, aiutano sempre in tutte le situazioni, sono il grande miracolo anche nelle storie.

  24. Quelll’orrido vecchio è in agguato da sempre, e sembra pendere come una condanna sulla vita dei gemelli.
    Con Fabio, proprio perché sta per incontrare il vegliardo portatore di sventura.

  25. che strano, ho scritto il mio comment, l’ho inviato ma non compare…ora non ricordo esattamente cosa ho scritto, ma ho votato Fabio perché di Andrea ci devi parlare e dei bambini non mi importa abbastanza al momento. 😉
    Mentre c’è un vecchio folle ch si appresta a modificare in qualche modo la mattinata del protagonista…vorrei leggere di questo avvenimento.

  26. Max, che dire… mi hai messo ansia e angoscia insieme a un’ora dalla mia cena di Natale… non so ho reso l’idea. 🙂
    Bell’episodio, l’inciedere del vecchio che sale le scale, poi, è incalzante, tra un tentativo di porre fine e una telefonata mancata.. molto vivo, crudo, ben scritto, … però angosciantissimo.
    Dopo questo dovrei dire Buon Natale? ahahaha come ci stona!!

    Da Andrea.

  27. Sei molto bravo e la tua storia, anche se a volte è incomprensibile, sembra il ritratto urbano di un artista di strada che vede oltre l’apparenza.
    Ho poi letto qua e là i tuoi commenti e devo dire che anche come persona sei interessante. Sei diverso dalla massa.

    Seguo.

  28. Voto per non tornare da Andrea. Spero di continuare a leggere i prossimi episodi dal punto di vista di Fabio. Perché comincio a credere che stia aspettando il fratello. Un po’ spinta dai vari tentativi di Fabio di vederlo per poi tirarsi indietro all’ultimo minuto.

  29. non mi torna una cosa, perché quando vede laura scendere dalla macchina il giorno del matrimonio fugge di nuovo? non sapeva già della loro storia?

    oramai fabio è rimasto solo, è vecchio, cosa sta aspettando?

    non torniamo da andrea, ma bada bene, se mi fai morire andrea così mi cancello da questa piattaforma!

  30. Ciao, Max.
    Come fa uno squarcio buio ad aprirsi nella luce? Non riesco a figurarmelo. I salti temporali mi hanno confuso, non ho ben capito cosa hai in testa… dove vuoi arrivare. e come ci vuoi arrivare.
    Sono più stupida di quanto credessi.

    Lo trova la moglie.

    • All’evidenza devo delle spiegazioni:
      – In merito allo squarcio ho cercato una descrizione evocativa, immaginando il buio (e ciò che lo sta causando) che irrompe nella realtà, aprendovi una breccia e che man mano la immerge di oscurità;
      – circa i salti spazio temporali, v. spiegazione a Vertuani: 2 capitoli addietro avevamo lasciato Fabio davanti al Caffè dopo avere aggredito Andrea, passano tot anni e Fabio vede Andrea sposarsi, passa un altro anno e perde il lavoro, passano altri 6 mesi e, tornato in Italia, scopre che Andrea è diventato padre. Dove vi voglio portare? A cosa sta aspettando Fabio. E a seconda dei voti lo scopriremo tra il prossimo e nono episodio. Al decimo scoprirà cosa voglio omaggiare.

  31. I continui salti spazio-temporali mi confondono un po’; al solito, dovrò rileggere più volte per cogliere, in modo sufficientemente completo, gli avvenimenti raccontati (ma, mi dicono, questo difetto di comprendonio è tipico di chi, come me, è nato sotto il segno del maialo ascendente topo).
    Andrea viene ritrovato dalla moglie.

  32. Non voglio ancora tornare da Andrea…
    Vorrei rimanere ancora su Fabio. Santa Porchetta ! Povero Fabio…..
    Un personaggio proprio disperato, con tanti rimorsi nell’anima…. La vita gli è sfuggita? Cosa succede, perché è così paralizzato, sbagliato, fregato….????

    Ed ora faccio una bella Hola……Hola….Hola….
    Gran capitolo Max, bellissima storia…. si legge tutta di un fiato, scorrevole, liscia… Siete in pochi a dare questo incanto di scrittura…Ci sono capitoli che mi tocca rileggere alcuni pezzi anche due, tre, quattro, volte….Questa è una storia che scorre liscia, liscia, tremenda e tranquilla….Si vede l’esperienza di anni e la cura nei dettagli… Bravo, bravo, bravo.

  33. Come sempre ti leggo tutto d’un fiato, poi ti rileggo con calma. Il conto dove mandare i soldi è lo tesso 🙂

    Andrea verrà ritrovato dalla moglie, ma spero vivo, magari ferito, ma vivo. Daibmbini sarebbe troppo crudele. Mi sono piaciute molte espressioni, tipo scommetto un testicolo. Di solito si scommettono entrambi. Allora è pure previdente. E poi come lascia il lavoro è il sogno di ogni dimissionario!!!

  34. Sempre interessante il tuo stile di narrazione. Il tuo rigore e quel tuo approccio delicato viene fuori finanche nell’alterco con il boss.
    Non proprio ineccepibile il tuo inglese-americano… Solo una cosa però ti faccio notare perché è un paradosso per un autore: non confondere il foglio (sheet) con la m***** (shit).
    Non torniamo da Andrea in una maniera così traumetica, please.

  35. Non torniamo da Andrea, ma solo per non farlo ritrovare dalla moglie o i bambini, magari lo si ritrova in ospedale e Fabio sarà tentato di andare a trovarlo. Ci andrà?
    Perché Fabio si logora tanto…per Laura? Per competizione col gemello verso il quale ritiene di avere il credito di una vita? Per la vita stessa che non gli ha concesso quello che davvero voleva, oppure per rabbia verso se stesso a causa delle sue scelte sbagliate? Perché Fabio è la parte sensibile della coppia di gemelli. Sempre fenomenale Max, bellissimo episodio.

  36. Eccomi, scusa il ritardo, ho recuperato gli episodi che mi mancavano.
    Quest’ultimo l’ho adorato. I ricordi di Andrea sul fratello Fabio sono quasi commoventi, per questo mi piacerebbe vedere l’opposto: Fabio che ricorda Andrea allo stesso modo. Avanti così, scrittura limpida e cristallina, ritmo serrato.
    Alla prossima 🙂

  37. Io ho votato per ripercorrere gli sviluppi felice della vita del fratello, ma è in netta minoranza. Un po’ perché la scena di Andrea e l’uomo col coltello non promettono niente di buono. Un po’ la reazione di Fabio avuto nello stesso momento. Mi hanno portato a pensare che adesso Fabio penserà al fratello e ai suoi momenti felici. Mi è piaciuto questo episodio! Per i sentimenti che hai saputo raccontare. 🙂
    Per quanto riguarda la domanda, brancolo nel buio.

  38. Di tutto un po’, un bel flusso di coscienza!
    Continui a sottoporci la domanda: cosa sta aspettando Fabio? Da un lato mi verrebbe da rispondere Andrea, ma dall’altro penso che ci sia qualcos’altro. Che la tosse faccia pensare a una fine che arriva? O forse, lontano dal fratello, non fa altro che aspettare un nuovo legame.

  39. I tuoi racconti andrebbero letti tutto d’un fiato: questo senso di sospensione – che sai creare magistralmente – si apprezzerebbe meglio, invece l’attesa della pubblicazione del prossimo capitolo un po’ fa perdere la tensione. Il limite non è tuo, è implicito nelle regole del gioco. Bravo comunque.
    Life in the U.S.A.

  40. Quindi Fabio avrebbe preso molte decisioni (tra cui quella di abbandonare Laura) per amore del fratello. Ma il suo atteggiamento nei confronti di Andrea è contraddittorio, perché spesso (l’aggressione al pranzo di famiglia, il cambio di letto, la decisione di partire per gli USA abbandonandolo) si è mostrato tutt’altro che protettivo.
    Lo spazzino della stazione di Padova e inserviente dell’università: Andrea lo riconosce nonostante l’invecchiamento e le condizioni di indigenza dell’uomo. Quindi deve averlo visto spesso. A questo punto mi chiedo chi fosse il protagonista maschile dell’incontro sul treno descritto nel primo episodio.
    Torniamo allo spazzino. Perché si è ridotto così? Colpa di Andrea (o Fabio)? Vuole vendicarsi? O è solo folle?
    Nel precedente episodio avevi inserito come opzione anche la possibilità che Andrea restasse bloccato in coda, quindi non era tua intenzione (e forse non lo è) fargli del male ma solo impedirgli di raggiungere Fabio. Perché?
    Mi interessa la vita di Fabio negli USA, credo nasconda qualche indizio significativo.

  41. I ricordi della vita felice del fratello.
    In questo episodio hai spiegato parlando chiaramente del ruolo di pesante responsabilità di Fabio nei confronti di un fratello debole che però, ora, tenta di riannodare i fili correndogli incontro. Non vorrei che Andrea morisse, sarebbe ingiusto nei confronti di Fabio.

  42. Il giallo consiste che non ci dai per niente informazioni e forse questo doppio si fa interessante proprio per questo. Bello, bello…. Mi hai evocato mia nonna gemella di mia zia e di quando una delle due non sapeva che l’altra veniva operata. Quel giorno, il giorno dell’operazione, la sua gemella cadde a terra nell’ora esatta in cui aprirono mia nonna. Era pervasa da una scarica elettrica e indicò l’esatto punto del dolore di sua sorella. Non si erano mai separate, abitavano a dieci metri di distanza erano diverse di carattere ma uguali. Solo mio nonno quando si innamorò della nonna le riconosceva a distanza. Ora vivo questa stessa cosa con le mie cugine identiche, inseparabili, simbiotiche. E’ particolare che racconti una storia di gemelli divisi. Poi la vita dei fratelli è così, ci si prende le colpe e si difende chi crediamo debole. Per un fratello ti butteresti anche nel fuoco. Specie se nell’ordine delle cose tu eri quello forte e l’altro quello debole, il ruolo difficilmente cambia…Ho notato resta a vita. Ma qui, c’è qualcosa che non mi dici, cosa è cambiato ? Laura ha sposato Andrea, il debole. Fabio destinato a grandi successi è solo. E ora forse Andrea è morto oppure è ferito. Cosa accade qual’è il giallo delle emozioni che vuoi regalarci, quale il messaggio…. Sono curiosa, troppo curiosa…. Tu chiamale se vuoi emozioni….
    Ma in questo caso la canzone è un altra è sempre Battisti….. Penso proprio che Fabio abbia guardato il soffitto per troppo tempo…..
    https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0CCQQyCkwAA&url=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3D5FO2KD7CDFI&ei=B6B7VNXJEYK_PKuQgZgO&usg=AFQjCNHaWHJh-fAjW91N2WsqqzgJdihdmw&sig2=37Gy0WOWYjTPYyGmhS0H4Q&bvm=bv.80642063,d.bGQ

  43. Mah… di tutto un po’. Anche se….
    Anche se… leggendo l’episodio ho avuto la sensazione che aspettasse altro, nessuna delle tre opzioni, insomma.
    Un collegamento telepatico, empatico, che solo due fratelli così possono sentire, e che spinge Fabio a percepire ciò che accade ad Andrea. Ma forse sto delirando io…
    bell’episodio. Il coltello che ha bloccato l’azione di Andrea mi ha devastata. Lui e tutti i suoi ricordi, quei flashback e la corsa verso suo fratello e poi …. un destino avverso. Che coltellata hai dato anche a me….

  44. (ci sono ci sono)

    arrivo giusto in tempo per votare, andrea verrà bloccato da un uomo, quando…
    non mi aspettavo che fabio sarebbe fuggito in quel modo e che sarebbe bastato un pugno per spegnere la sua ira, non è da lui… o sì?

    ps. cosa sta aspettando fabio? avevo pensato a laura ma mi sembra di aver capito che non è così; non so, per ora temporeggio!

  45. La scelta del “doppio”, che tu hai reso con i gemelli è un classicone della letteratura fantastica e qualche volta anche del giallo, tuttavia se ben studiata riesce sempre a produrre trame avvincenti. Mi piace molto il tuo modo di scrivere e il tuo linguaggio, curato e particolare, ai limiti del forbito e le metafore che scegli sono sempre d’effetto. La difficoltà sta nel cercare di non appesantire troppo e garantire che la lettura resti scorrevole. Attenzione anche ai refusi: purtroppo per le caratteristiche del nostro strumento e del metodo di scrittura, così rapido, sono sempre in agguato!

  46. Quando ho letto le opzioni, quella sull’incidente mi è sembrata il seguito più adatto. Peccato che non sia la maggioranza. Se non ho capito male era anche la tua preferita.
    Per quanto riguarda Fabio, a me da l’impressione che stia aspettando il ritorno di qualcuno. Ma ancora non saprei dire chi di preciso.

  47. ” Laura aveva sempre provato tenerezza verso quegli occhi azzurri, sempre bassi a indugiare su scarpe e stringhe. …” bellissima frase, bellissima riflessione.
    Di questo episodio ho apprezzato moltissimo anche i pensieri di Andrea. Hai dato le azioni, ha creato l’immagine per ogni scena ma, al contempo, hai lasciato pensare il tuo personaggio chiave di questo episodio, in modo molto intelligente.
    Resterà bloccato in coda.

  48. In coda (magari alla posta).
    L’attesa di Fabio si ripercuote su Andrea, che pare avvertire la tensione del fratello.
    La tua risposta al commento di Napo mi ha indotto a rileggere il primo episodio, senza però rilevare con certezza la natura dell’indizio.
    Al solito mi toccherà setacciare tutti i capitoli per poi non ricavarne nulla fino all’epilogo. Te possino…

  49. Ciao! Ho recuperato i capitoli. La storia è particolare e molto interessante e io voglio capire TUTTO. 🙂 Ovviamente, la figura che mi incuriosisce maggiormente è Fabio. Lui e sta benedetta/dannata tosse.
    Per il capitolo, Andrea deve essere bloccato…e io ho scelto da un uomo.
    Ciao!!! 😉

  50. “Andrea sarà bloccato” è quello che conta per te, si è capito. Da chi o da quale evento è solo un particolare, tu sai dal fare cosa sarà bloccato, noi no. Strano allora che ci chiedi cosa aspetta Fabio: devo dedurne che è più importante cosa blocca Andrea che non cosa aspetta Fabio? Avrei pensato il contrario.
    Comunque, visto che lo chiedi, io direi che Fabio aspetta una telefonata dall’ospedale. E Andrea, con la telefonata, non c’entra niente.

    • Hai ragione: che Andrea debba essere bloccato l’ho già ovviamente deciso, ma, a seconda delle opzioni, l’epilogo del “blocco” avrà risvolti e toni differenti. Poi per chi sarà interessato via mail indicata nella bio o anche nelle repliche potró dire cosa avevo immaginato. Cosa aspetta Fabio è il nodo centrale del racconto e lo sottolineo dalla traccia, pensando ad alcuni “giallisti dentro” che amano indagare sui piccoli enigmi delle storie di TI. Cosa blocca Andrea influenzerà il decorso dei prossimi due capitoli. Cosa aspetta Fabio a lui e a me è ovviamente noto, deciso e lo saprete – credo – tra l’ottavo-nono capitolo: certo aumenterò gli indizi: due (uno già nel primo capitolo) ci sono già. Ciao e a presto.

  51. E incidente sia.

    Cosa aspetti Fabio non lo so. Chi. Potrebbe essere Laura. Potrebbe essere Andrea. Potrebbe essere il giardiniere. O quello che tiene dietro alla piscina. O, perché no?, il tizio coi denti neri, quello che intuisce e ride, mentre lui ricorda e tossisce (e l’altra sua metà prende botte da orbi). Non saprei dire, per ora rimbalzo tra i mille vetri/finestre/vetrine che hai sparso per il racconto, quasi come fossero specchi, specchi che tendono a riflettere soprattutto elementi di disturbo (lui, ragazzo, alla stazione, appannato e fuori fuoco; la finestra con l’ombra rossastra lasciata dalle mani sporche di sangue; lui che guardando quella stessa finestra si pittura di sangue la faccia; la vetrina di quel maledetto caffè). Sto lì, insomma, frastornato ma molto sul pezzo.

    Ciao,
    D.

  52. Tra le righe ho capito che non ti piace quel “sarà bloccato…” allora ho optato e fatto passare in vantaggio l’opzione incidente.

    Ancora un grande capitolo, mi sono piaciute moltissimo le similitudini e le metafore dell’inizio. Ne hai usate un paio o tre di gran classe.

    ps. Chi aspetta Fabio? te lo dico in privato, se indovino non c’è gusto…

  53. Sono orribilmente sadico lo so, ma avrà un incidente a distanza di cinque capitoli. Ma hai mai pensato di scrivere canzoni come Mogol ? Cavolo, sembrano troppo belle le parole per una canzone. Se sentissi una musica intanto probabilmente mi metterei a piangere! 🙂

    Bravo! Offri molte sfumature! 🙂

  54. Purtroppo non ho capito le opzioni, sarà l’orario…voterò in un altro momento.
    Credo che il conflitto tra i fratelli dovuto a Laura sia in realtà riconducibile ad un conflitto di base magari dell’infanzia o adolescenza. Fabio ha una personalità passionale e indipendente, Andrea è emotivo e stabile, più legato agli affetti. Cosa è successo a Fabio per arrivare a certe prese di posizione?
    Dopo questa congettura psicologica assai inutile, visto che comunque non mi ha portato a niente, ti saluto con un buongiorno solare Max.

  55. Siamo tutti abbastanza vecchi da ricordarci “Lady Oscar” (aneddoto gustoso e divertente, tra l’altro). Ci sono dei momenti carichi di tensione in questo capitolo ed emerge il personaggio femminile in tutta la sua forza (Laura non ha mai pianto in presenza di qualcuno, neanche nei momenti peggiori). Racconto in crescita esponenziale. Bravo Max.

  56. Ciao, Max.
    Al mio ritorno a casa ho trovato in mail decine di notifiche di storie da leggere. E’ proprio vero che la vita va avanti anche quando tu ti fermi 🙂 eppure non c’era nessuna notifica per la tua storia. Sono andata a controllare e non avevo premuto “segui”, come una stupida. Chiedo umilmente scusa per la distrazione. Ho letto i due episodi persi, mi è piaciuto come hai portato avanti il tema del conflitto, creando interessanti sub-plot ancora da indagare. I fratelli sono contorti e diametralmente opposti – nel pradosso – e questo li rende materiale affascinante per un giallo. Mi chiedo quali reali sentimenti covino entrambi per la donna che sembra caratterizzare l’epicentro del sisma. Sono qui per scoprirlo. Per questo… irromperà a sorpresa nel loro matrimonio… spero.

  57. arrivo con ritardo e mi trovo già al quarto, ma va bene perché avrei scelto l’opzione poi risultata vincente
    molte lodi e complimenti per questi due ultimi capitoli: l’uso centellinato ma prezioso del dialetto, la furia improvvisa ed eccessiva di fabio, i genitori assenti (bellissima la mamma come una falena)…
    voto perché fabio scopra di andrea e laura per caso

    ps. bellissimo il cameo dello spazzino

    pps. cosa sta aspettando fabio? credo che stia aspettando laura, che però non verrà

  58. Il mio voto forse ti scombina un po’ tutto, ho ribaltato la situazione. Ma c’è tempo ancora. Secondo me lo scopre per caso, e questo farà ancora più male.

    Se la copertina fosse data per i reali valori di scrittura tu l’avresti già ottenuta. Una delle storie migliori tra quelle che sto leggendo, impegnata, sentita.
    Ti tiene incollato come fosse un thriller, ma non lo è. Racconti storie di vita con un ritmo particolare.
    Ti seguo sempre più con piacere e stima!

  59. Irrompe a sorpresa nel loro matrimonio.
    Sono una tonta, avevo dimenticato di cliccare segui la storia perciò ho saltato un capitolo…ero convinta che avrei ricevuto la notifica perché ti seguo come autore. Peccato, comunque l’ho letto e dopo quest’ultimo devo dire che mi piace sempre di più come scrivi; la figura dei genitori tipo, di un’era diversa dalla mia in cui sono invece troppo apprensivi e coinvolti, mi ha ricordato altre storie che so, e il tuo riferimento alla reazione di Fabio come qualcosa di già noto al fratello mostra quanto siano legati e si amino, quindi addolora sapere che in seguito si sono separati. Io credo che Laura non abbia mai accettato Andrea perché non ha mai accettato il fatto di essere stata abbandonata da Fabio malgrado la gravidanza, ed è per questo che gli urla sempre. Fabio con la sua presenza deve riequilibrare le cose, deve rimediare 🙂 bravissimo Max, sempre molto toccante.

  60. Nel tuo stile confusionario si scorge qualcosa di buono e bello però nel complesso … mi sembra come una cozzaglia fatta di sabbia ed alghe da cui viene fuori una sola tellina. E’ bello ma lo trovo un po’ caotico! Troppo per i miei gusti! 🙁

    Ma per quel che leggo di buono, mi ricorda tanto la canzone di Battisti “Emozioni”! :’)

    Io ho scelto irrompe a sorpresa nel loro matrimonio! 🙂

  61. Non intravedo niente di buono all’orizzonte. Parlo ovviamente della trama, non della tua scrittura. Quella tosse insistente, quella donna ancora piena di risentimento, quel gemello per certi versi poco gemello…
    Mi manca i questo racconto quella nota ironica che era caratteristica del tuo stile. Non so se intendi recuperarla in seguito o hai deciso di misurarti su un altro registro.
    Sperimenta pure, ma – come sai – di questi tempi i lettori, non solo su TI, privilegiano letture di svago.

  62. Fabio sta aspettando… quella tosse… ho la sensazione che in questo racconto la vita ma soprattutto la morte possano rappresentare una sorta di chiave di lettura sottotraccia
    Irruzione al matrimonio, prevedo scintille.

  63. Io e la parità siamo una cosa sola. Votando per Andrea e Laura ci si è messo di mezzo Fabio. 🙂 Speriamo che qualcuno sblocchi la situazione. Ma visto che hai terminato l’episodio con loro due, io preferirei continuare con loro. Bello questo episodio, specie per il flashback del passato.

  64. Ho trovato la scrittura abbastanza elevata (forse un po’ troppo in alcuni punti: certe espressioni sono leggermente arcaiche per un giallo, e ne rallentano un po’ la narrazione), ma soprattutto ho amato il dialetto toscano (? correggimi se sbaglio) nei dialoghi. Sono molto realistici. Voto Fabio e seguo 🙂

  65. I genitori dei gemelli.
    E’ l’episodio, dal mio punto di vista, migliore che tu abbia scritto, anche considerando i racconti precedenti. Ci sono sia i contenuti che una piacevole scorrevolezza.
    Dobbiamo indovinare cosa ci svelerai di Andrea e Laura? E cosa aspetta Fabio? Cominciano ad affiorarmi alla mente alcune fumose ipotesi; appena saranno più definite mi riservo di illustrartele altrove.

    p.s.: se locullo vede che hai scritto “in qualche modo” passa a sequestrare la tastiera anche a te… 😀

  66. Lo racconterà l’uomo…

    Eccomi qui. Devo ammettere che la cosa che più mi ha incuriosito sono le foto: e sapendo che tu, nella precedente storia, hai inserito fatti personali, mi chiedo quanto spazio stavolta abbia concesso loro.

    Vedremo.

  67. mi è piaciuta molto la storia raccontata dall’uomo con i ricordi e del flash su andrea, modalità che in parte avevi accennato nel primo capitolo e che a questo punto spero manterrai anche per il terzo
    sempre emozionante 🙂

  68. Sarà l’uomo che continuerà a mostrare i suoi ricordi, di un fratello o un grande amico da cui si è allontanato per poi pentirsi. Struggente, sei molto bravo a rendere gli stati d’animo immediati di nostalgia, malinconia e rabbia…forse senile? se le foto sono personali lo vedo quasi come un diario.

  69. Voto per il racconto di Laura e Andrea, che non è la maggioranza. Mi sarebbe piaciuto conoscerli un po’ di più. Leggendo questo episodio, uno dei due gemelli mi ha dato l’impressione di soffrire di parecchi tic nervosi. Forse mi sbaglio. Lo scoprirò sicuramente leggendo i prossimi episodi. 🙂

  70. Andiamo coi ricordi dell’uomo.
    Inutile dire che mi hai incuriosito; l’opzione che ho scelto potrebbe svelare qualcosa di questo giallo, ma conoscendoti temo sia solo una pia illusione.

  71. Lo racconterà l’uomo con i suoi ricordi.
    Non vorrai credermi, ma mi hai colpito. Saranno state le foto – eccezionali, espressione di una tela che si fa spessa, solida – a regalare intenzione ai dialoghi, a concedere scorci al racconto, ma hai egregiamente restituito quell’identità inizialmente sommessa e a tratti fumosa, a questa storia. Comincio ad entrarci e, a questo punto, contenta di averlo fatto in punta dei piedi. Involontariamente grazie all’autore.

  72. Max,
    leggo tra i tuoi commenti che sei un po’ scoraggiato perché, con questo primo episodio, ti abbiamo dato addosso. Vorrei regalarti una piccola lista incompleta – per motivi di spazio – per farti capire come opere dapprima incomprese, siano poi diventate opere di prima scelta.
    Con stima.

    1- Stephen King ha ricevuto molti rifiuti per Carrie e tra tutti il più clamoroso è questo: “non ci interessano i racconti di fantascienza con utopie negative. Non vendono.”
    2- Agatha Christie Ha passato ben quattro anni a pregare le case editrici per pubblicare le sue novelle. Oggi si stima che Agatha Christie abbia venduto nel mondo più di 4 milioni di libri.
    3- J.K. Rowling Harry Potter e la pietra filosofale fu rifiutato da una dozzina di editori anche famosi. Alla fine la figlia di 8 anni del presidente di Bloomsbury convinse suo padre a pubblicare il libro!
    4- F. Scott Fitzgerald In riferimento a Il grande Gatsby, un editore disse: “Sarebbe un libro decente se non ci fosse il personaggio di Gatsby”.
    5- John le Carré. Sembra che un editore dopo aver ricevuto una copia di La spia che venne dal freddo, la inviò a un suo collega con una nota che diceva “Ti presento le Carré, non avrà alcun futuro!”
    6- George Orwell con La fattoria degli animali, fu bocciato da un editore con queste parole: “ pensiamo che sia impossibile vendere storie di animali negli USA”.
    7- C. S. Lewis L’autore di Le croncache di Narnia ottenne più di 800 bocciature prima di vendere un solo libro.
    8- Il momento di uccidere, di John Grisham rifiutato da 16 agenti letterari e 12 editori
    9- Rudyard Kipling L’autore de Il libro della giungla fu scartato con questa nota: “Mi dispiace Mr.Kipling, ma non sa usare la lingua inglese”.
    10 – Alberto Moravia pubblicò a sue spese Gli indifferenti,
    11 – Via col vento fu scartato da 38 editori;

    eccetera…