Un omicidio mai avvenuto

Dove eravamo rimasti?

Marco si risveglia e... ... Perde la testa e corre in commissariato. (67%)

Responsabilità

Buio.

Una voce lontana nel buio lo chiamava.

Ancora buio.

La voce chiamava a gran voce il suo nome, ma era ancora lontana.

-Sono qui- provò a urlare, ma per quanto si sforzasse il suo urlo rimase bloccato in gola e mai gli uscì dalla bocca.

La voce continuava a chiamarlo nell’oscurità, ora era piú vicina.

Un bagliore nel nulla oscuro, la voce che si faceva piú vicina lo chiamava a gran voce.

Poi un lampo di luce esplose insieme ad un gran mal di testa.

Marco sgranò gli occhi, davanti a lui il volto esangue di Fabio che lo guardava con apprensione.

<<Finalmente Marco, avevo paura che non aprissi piú gli occhi>>

Marco si guardò attorno, non sapeva dove si trovasse, era all’interno di una casa, malandata e pericolante, con la carta da parati logora e assente in certi punti, i muri e il soffitto anneriti e scrostati.

<<Dove mi trovo?>> chiese Marco confuso e disorientato.

<<Fabio, credo che la botta in testa gli abbia fatto dimenticare tutto>> si intromise Roberto.

Marco alzò la testa per vedere chi avesse parlato e il mal di testa lo investì come se avesse piantato un puntaspilli nel cervello, riabbassò la testa piano.

<<Siamo nella casa abbandonata e la polizia ha arrestato Letizia>> provò a farle ricordare Fabio.

Un’ondata di ricordi lo sommerse facendole aumentare il mal di testa, le tempie che pulsavano e l’adrenalina che scorreva nelle vene.

Marco si appoggiò sui gomiti e resistendo al dolore e ai capogiri si alzò del tutto.

<<Piano Marco, non sforzarti, potresti svenire di nuovo>> lo informò Roberto.

Marco non lo ascoltò, aprì la bocca per dire qualcosa, ma non ci riuscì, non aveva il coraggio di dire quello che voleva dire, anche se sapeva che sarebbe stata l’unica cosa sensata da fare.

<<Credo che dovremmo andare alla polizia a costituirci tutti e tre, lo dobbiamo a Letizia>> propose Roberto.

<<No, sono io che vi ho trascinato in questa storia, dovete restarne fuori, confesserò tutto, scagionando Letizia e senza mettere in mezzo voi, non vi meritate tutto questo>> la determinazione di Marco ammutolì sia Roberto che Fabio, che annuirono complici.

<<Fabio accompagnami al commissariato perfavore prima che cambi idea>>.

Marco salí in macchina di Fabio, Roberto da dietro gli mise uno mano sulla spalla, Marco si girò, Roberto gli sorrise <<Buona fortuna>> sussurrò poi.

Fabio partì; durante la marcia verso il commissariato, i tre furono muti come pesci, chi per una ragione chi per un’altra, Fabio aveva ancora paura di essere messo in mezzo, Marco aveva preso la sua decisione e nulla gli avrebbe fatto cambiare idea, Roberto lo sapeva e per questo non diceva nulla.

Il commissariato si delineò all’orizzonte e lo stomaco di Marco cominciò a brontolare, il sangue nelle vene a pulsare piú veloce, ma questo non era il momento per desistere, chiese a Fabio di farlo scendere, a qualche metro dal commissariato.

<<Ciao ragazzi, forse per un bel pò non ci vedremo>> si congedò Marco con le lacrime agli occhi.

Roberto si portò la mano alla fronte a mo’ di saluto militare.

<<Ciao bomber>> rispose Fabio commosso, Marco chiuse la portiera e fece gli ultimi metri che lo separavano dal commissariato a passo svelto, voleva solo liberarsi dal macigno che gli gravava sulle spalle.

Entrò in commissariato e un poliziotto gli si parò davanti <<Desidera?>>

<<Sono Marco Ballini, devo fare una confessione>>

<<Venga il commissario capo la stava aspettando>>

Marco vene scortato nell’ufficio del commissario capo, l’ultimo stava sulla sedia a braccia conserte, con un gesto fece accomodare Marco davanti alla sua scrivania <<Mi dica>> gli disse poi.

Marco esitò, il sudore gli imperlava la fronte.

<<La signorina Letizia non é la vostra indiziata, sono stato io a cancellare le prove del delitto e ad occultare il corpo, avevo paura di essere incolpato della sua morte, visto che sono caduto sul suo corpo nel tentativo di soccorrerla, ma non l’ho uccisa io, lo giuro>>

<<Signor Ballini, noi sappiamo già chi ha ucciso Giulia, il colpevole ha confessato, ci mancava il complice e direi che lei ci ha facilitato il compito>>

<<Posso sapere chi ha ucciso Giulia? >>

<<Certo venga>>

Marco venne accompagnato davanti ad una finestra coperta da delle tapparelle, il commissario alzò le tapparelle, e il viso rigato di lacrime di Letizia gli si parò davanti.

Marco mise una mano sul vetro, ma lei non poteva vederlo.

<<Sa signor Ballini, la signorina De Stefano ha avuto una relazione col fidanzato di Giulia, lui non voleva lasciarla e lei ha fatto da sé>>

<<Non ci credo>> una lacrima scese dagli occhi di Marco.

Poi successe tutto in un lampo, Marco sentì un dolore lancinante allo stomaco, cadde per terra, il commissario gli fu subito sopra e lo prese per il bavero.

<<ERA MIA NIPOTE, FIGLIO DI PUTTANA! >>.

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101 Commenti

  • Ciao Andrea, ecco la tua amica Lucia che sa che tu fai il giallo comico. Senti ma che bello pure questo capitolo, sempre divertente, se ne potrebbe fare il proseguo… Mi dispiace sia finito…Ma tu ora ti vieni a fare il genere più difficile dell’universo l’humor oppure lo storico…ah ah ah…
    Bravo almeno in questa storia mi sono divertita tanto…Pure la confessione è qualcosa di comico, lui che va, scopre che l’assassina è Letizia…colpo di scena… Un cojons e una scema…

    • Ciao Lucia 😉 sono contento che ti sia piaciuta, si credo di aver creato il genere giallo-comico (se ancora non esiste) inconsapevolmente haahahahh, non so, la prossima storia sara sicuramente diversa da questa, ma non saprei che genere usare, forse humor, visto che secondo te sono portato 🙂 o forse si, si potrebbe fare il continuo, ma non saprei cosa scriverci su, ci lavorero 🙂

  • Incredibile,
    mi ero ripromessa di venirti a commentare solo al decimo, dopo i vari commenti tecnici che ti avevo fatto temendo di offenderti. Così, seguendoti da sempre, ti ho votavo senza parlare. Ora arrivo e leggo il tuo commento e ti ringrazio di avermi citata, certo…
    possiamo dire che nemmeno io ti ho più visto leggere la mia storia e tu non hai scuse ahahahaha, poichè non mi facevi commenti destabilizzanti… anzi forse non mi segui nemmeno :), però va bene così.
    Passiamo al commento finale:
    hai perso un po’ di vista le premesse iniziali, e ciò che ci aspettavamo è inevitalbilmente cambiato nel corso della storia, ma devo dire che te la sei cavata bene e che alla fine sei riuscito in una chiusa divertente, anche se lo stampatello non si usa e la parolaccia non è tecnicamente approvata in un finale ahahahah, ma se non fossi stata rompiballe anche adesso, tu non mi avresti ringraziata, no?

    Dai, ti aspetto per il prossimo tuo racconto e per romperti anche lì!!! 🙂 Continua a scrivere, poiché la scrittura ci rende migliori.
    Ale

    • Ciao Alessandra, lo sai che accettavo le tue critiche, non mi sono mai offeso, anzi forse avevo bisogno di qualche critica per migliorare, sono contento comunque che sia passata a votarmi 🙂
      Io ti seguo, ma sicuramente come mi era successo con Lucia tempo fa si era tolto il “segui la storia” penso per un problema del sito, credevo anzi che non scrivessi piú, sei una fantastica scrittrice e mi avevi affascinato col tuo racconto shimpu, quindi perche non avrei dovuto seguirti 😉
      Per quanto riguarda il mio racconto, forse hai ragione sul fatto che ho perso di vista le premesse iniziali, ma essendo una gioco-storia, credo sia inevitabile discostarsi dalle premesse, la parolaccia in stampatello potevo anche risparmiarmela, ma visto che ne ho usate poche durante tutta la storia ho voluto chiudere in bellezza 😉 ed era per spiegare la smania investigativa poco adatta ad un commissario di Polizia.
      Grazie ancora di avermi seguito fino a qui, leggero al piú presto la continuazione della tua storia e ti faro qualche commento destabilizzante ahahahahah 😉

  • Un ringraziamento speciale a Lucia per i suoi complimenti sempre graditi, ad Alesaandra Startari (che non ho idea di che fine abbia fatto) per le sue critiche costruttive che hanno migliorato il mio modo di scrivere.
    Grazie a tutti voi, chi fin dall’inizio o chi a “lavori in corso” , che mi avete letto e supportato fino alla fine e anche a chi é passato una volta sola.
    Grazie ancora dal profondo del cuore 😉 alla prossima 🙂

  • Allora rimane la svolta e il taglio ironico. Ma ha preso anche l’emozione del thriller e la cosa mi piace. Belle immagini.
    Appunto negativo non mi piacciono questi segni >> << ma una cosa normale tipo -.
    Poi la grandezza del carattere la facciamo uniforme per tutto il testo ?
    Errori non mi sembra di averli trovati solo lo stacco con la polizia che sa, sembra la navicella spaziale che passa nel racconto e poi con le linee ?
    Non si poteva fare, nello stesso momento …..stacco a capo….

    • Ciao Lucia, buon anno 🙂
      I segni << li ho sempre usati, fin da quando ho scritto la prima volta, credo si usino nei romanzi, non so, sono sempre stato abituato a vederli e mi viene naturale usarli 🙂
      Uso le linee (già Alessandra mi ha bastonato per questo) per far capire meglio il distacco temporale/spaziale, una volta non avendolo fatto, rileggendo il capitolo ho notato che era difficile capire che quello era uno stacco, quindi per precauzione lo metto, non ho capito però che intendi per grandezza del carattere 🙁
      Ti ringrazio per i complimenti, prima o poi il thriller doveva emergere no? 😉

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