Un omicidio mai avvenuto

Dove eravamo rimasti?

E adesso? Letizia nel salto si ferisce alla testa e sviene, mentre la corrente se la porta via, Marco assiste inerme. (67%)

Solitudine.

Oscurità.

Freddo.

Le membra intorpidite.

Ancora freddo.

Marco riacquistò la ragione, era in balia del fiume Tevere, sballottato dalla corrente, con le braccia ancora intorpidite si aggrappò ad un ramo, c’era qualcosa che non andava…

Fece mente locale, si ricordò la fuga dalla polizia, la mano di Letizia stretta fra la sua prima di buttarsi…ecco cosa non andava, non c’era Letizia.

Chiamò Letizia con la voce rotta dal freddo, ma la sua voce era talmente flebile che a malapena lui poteva sentirla.

Una sagoma nera passò a qualche metro da lui cullata dalla forte corrente, un lampo illuminò il fiume, la sagoma ora era il corpo di una ragazza, il volto esanime e la testa grondante di sangue.

Era Letizia, si staccò dal ramo nel vano tentativo di raggiungerla, ma lei era in vantaggio di qualche metro, cercò di urlare il suo nome per farla rinvenire, ma dalla bocca gli uscì un rantolo sovrastato dal gorgonie delle acque agitate.

Capì che per Letizia non c’era niente da fare, si aggrappò ad un tronco d’albero marcio e aiutandosi con quello guadagnò la riva del fiume, con un ultimo sforzo si issò fuori dall’acqua per riprendere fiato.

Con passo malfermo cercò di uscire dal bosco, facendo attenzione a non incontrare la pattuglia che li braccavano.

Fu fortunato perché non incontrò nessuno sul suo cammino, si tastò le tasche in cerca delle chiavi della macchina, dopo averle fortunatamente trovate salì in macchina e partì alla volta di casa.

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<<Cosa vuol dire si sono buttati dentro al fiume?>> l’ispettore Capo urlava al telefono.

<<Voglio che perlustriate le sponde del Tevere finché non li avete trovati>> l’ispettore capo chiuse la conversazione telefonica sbattendo la cornetta violentemente.

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Marco aprì la porta di casa, la sbattè violentemente per chiuderla e si accasciò sul divano esausto, pensava a Letizia, al suo corpo esanime portato via dalla corrente, pensava che due morti in una settimana erano troppe, si sentiva solo, pianse, per la prima volta pianse.

Quando finì si asciugò le lacrime e cercò di riposarsi.

Marco dormì tre ore, la luce dell’alba filtrò dalle tapparelle semi chiuse, si sentiva ancora esausto, e dopo tanto pensò che nascondere il corpo di Giulia era la cosa piú stupida che potesse mai fare “Sono un coglions” si disse fra sè, ridendo di quell’epiteto strano datogli dalla sua amica Lucia.

Prese il telefono digitò il numero del suo amico Fabio, uno squillo, due squilli…

<<Pronto chi é?>> rispose Fabio dall’altra parte.

<<Sono sempre io, Marco, salvati il numero, è l’ennesima volta che te lo dico>>

<<Sappi che se avessi saputo che eri tu a chiamarmi non avrei neanche risposto, sentiti fortunato, hai idea di che ore sono comunque>>

<<Chiamavo appunto per questo, dobbiamo parlare, vediamoci a casa di Roberto, ti prego, fammi almeno spiegare>>

<<Va bene, lo chiamo io Roberto, non ti disturbare, alle 10 a casa sua, ciao>>

Fabio chiuse la conversazione prima che Marco potesse rispondere.

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Marco bussò alla porta di Roberto.

Fabio aprì la porta e lo fece entrare, Marco salutò Roberto.

L’aria era tesa, i volti di Roberto e Fabio puntati su di lui lo facevano sentire nudo.

Raccontò dettagliatamente i fatti accaduti i giorni prima, fino all’occultamento del corpo.

<<Quando abbiamo visto la luce della torcia e il grido del poliziotto siamo scappati, quando ci siamo trovati in trappola siamo saltati nel fiume, e…e Letizia si era ferita e… non ho potuto fare niente per salvarla>> Marco aveva gli occhi lucidi e la voce rotta dall’emozione, Fabio era paonazzo, Roberto bianco come un cencio.

Fabio aggredì Marco al collo stringendolo per strozzarlo, Marco cercò di liberarsi dalla morsa, ma Fabio era furioso.

Quando Marco non aveva piú aria nei polmoni e sentiva i sensi andarsene pian piano Fabio lasciò la presa.

Marco si accasciò sulla sedia col respiro affannoso.

<<Sei un pazzo, ma sei mio amico, hai bisogno del mio aiuto, del nostro>> Fabio si girò verso Roberto, che era ancora bianco, con gli occhi spiritati come quelli di chi ha visto un fantasma.

Roberto come si comporta?

  • Minaccia i due di spifferare tutto, costringendo i due a minacciando a loro volta. (43%)
    43
  • Decide di aiutare Marco. (57%)
    57
  • Impazzisce e aggredisce Marco. (0%)
    0
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101 Commenti

  • Ciao Andrea, ecco la tua amica Lucia che sa che tu fai il giallo comico. Senti ma che bello pure questo capitolo, sempre divertente, se ne potrebbe fare il proseguo… Mi dispiace sia finito…Ma tu ora ti vieni a fare il genere più difficile dell’universo l’humor oppure lo storico…ah ah ah…
    Bravo almeno in questa storia mi sono divertita tanto…Pure la confessione è qualcosa di comico, lui che va, scopre che l’assassina è Letizia…colpo di scena… Un cojons e una scema…

    • Ciao Lucia 😉 sono contento che ti sia piaciuta, si credo di aver creato il genere giallo-comico (se ancora non esiste) inconsapevolmente haahahahh, non so, la prossima storia sara sicuramente diversa da questa, ma non saprei che genere usare, forse humor, visto che secondo te sono portato 🙂 o forse si, si potrebbe fare il continuo, ma non saprei cosa scriverci su, ci lavorero 🙂

  • Incredibile,
    mi ero ripromessa di venirti a commentare solo al decimo, dopo i vari commenti tecnici che ti avevo fatto temendo di offenderti. Così, seguendoti da sempre, ti ho votavo senza parlare. Ora arrivo e leggo il tuo commento e ti ringrazio di avermi citata, certo…
    possiamo dire che nemmeno io ti ho più visto leggere la mia storia e tu non hai scuse ahahahaha, poichè non mi facevi commenti destabilizzanti… anzi forse non mi segui nemmeno :), però va bene così.
    Passiamo al commento finale:
    hai perso un po’ di vista le premesse iniziali, e ciò che ci aspettavamo è inevitalbilmente cambiato nel corso della storia, ma devo dire che te la sei cavata bene e che alla fine sei riuscito in una chiusa divertente, anche se lo stampatello non si usa e la parolaccia non è tecnicamente approvata in un finale ahahahah, ma se non fossi stata rompiballe anche adesso, tu non mi avresti ringraziata, no?

    Dai, ti aspetto per il prossimo tuo racconto e per romperti anche lì!!! 🙂 Continua a scrivere, poiché la scrittura ci rende migliori.
    Ale

    • Ciao Alessandra, lo sai che accettavo le tue critiche, non mi sono mai offeso, anzi forse avevo bisogno di qualche critica per migliorare, sono contento comunque che sia passata a votarmi 🙂
      Io ti seguo, ma sicuramente come mi era successo con Lucia tempo fa si era tolto il “segui la storia” penso per un problema del sito, credevo anzi che non scrivessi piú, sei una fantastica scrittrice e mi avevi affascinato col tuo racconto shimpu, quindi perche non avrei dovuto seguirti 😉
      Per quanto riguarda il mio racconto, forse hai ragione sul fatto che ho perso di vista le premesse iniziali, ma essendo una gioco-storia, credo sia inevitabile discostarsi dalle premesse, la parolaccia in stampatello potevo anche risparmiarmela, ma visto che ne ho usate poche durante tutta la storia ho voluto chiudere in bellezza 😉 ed era per spiegare la smania investigativa poco adatta ad un commissario di Polizia.
      Grazie ancora di avermi seguito fino a qui, leggero al piú presto la continuazione della tua storia e ti faro qualche commento destabilizzante ahahahahah 😉

  • Un ringraziamento speciale a Lucia per i suoi complimenti sempre graditi, ad Alesaandra Startari (che non ho idea di che fine abbia fatto) per le sue critiche costruttive che hanno migliorato il mio modo di scrivere.
    Grazie a tutti voi, chi fin dall’inizio o chi a “lavori in corso” , che mi avete letto e supportato fino alla fine e anche a chi é passato una volta sola.
    Grazie ancora dal profondo del cuore 😉 alla prossima 🙂

  • Allora rimane la svolta e il taglio ironico. Ma ha preso anche l’emozione del thriller e la cosa mi piace. Belle immagini.
    Appunto negativo non mi piacciono questi segni >> << ma una cosa normale tipo -.
    Poi la grandezza del carattere la facciamo uniforme per tutto il testo ?
    Errori non mi sembra di averli trovati solo lo stacco con la polizia che sa, sembra la navicella spaziale che passa nel racconto e poi con le linee ?
    Non si poteva fare, nello stesso momento …..stacco a capo….

    • Ciao Lucia, buon anno 🙂
      I segni << li ho sempre usati, fin da quando ho scritto la prima volta, credo si usino nei romanzi, non so, sono sempre stato abituato a vederli e mi viene naturale usarli 🙂
      Uso le linee (già Alessandra mi ha bastonato per questo) per far capire meglio il distacco temporale/spaziale, una volta non avendolo fatto, rileggendo il capitolo ho notato che era difficile capire che quello era uno stacco, quindi per precauzione lo metto, non ho capito però che intendi per grandezza del carattere 🙁
      Ti ringrazio per i complimenti, prima o poi il thriller doveva emergere no? 😉

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