VISSERO PER SEMPRE FELICI E CONTENTI

Cornelia

C’era una volta in un paese incantato e abitato da un sacco di creature magiche e misteriose una bellissima principessa. Il suo nome? Janelle, e ora si trova nelle segrete del mio palazzo, alla lontana da me e dai miei progetti. A dirla tutta le principesse non servono proprio a niente  nella vita e stanno sempre lì a dire cosa è giusto o sbagliato, a rovinare i tuoi piani, e a pensare di fare cose buone anche quando non è richiesto il loro intervento. Per questo ho deciso di tenerla un po’ a bada, questione di qualche settimana e tutto tornerà alla normalità. Insomma io sarei la strega cattiva di questa storia se non l’avete capito, mi chiamo Cornelia e la mia aspirazione più grande non è quella di mangiare bambini vivi o di diventare una regina del male, piuttosto ho deciso che le cose devono cambiare. Chi l’ha detto che i cattivi non devono avere un lieto fine? 

Il mio destino è segnato, questione di due anni e la mia testa sarà in fondo ad un fiume rigettata nel mondo della “magia nera”. Tutto merito di Eric, un giovane intrepido disposto a tutto pur di salvare il regno dall’oscurità e di prendere in moglie la dolce e amabile Janelle. 

La mia storia è questa, o almeno così è scritto su questo inutile libro di fiabe che ogni giorno leggo e rileggo per cercare di trovare l’errore nel mio finale. Voglio trovare l’autore di questa storia esasperante e dirgliene quattro. 

<<Corneliaaa è pronta la cena!>> La domestica mi chiama. Mi guardo un attimo allo specchio e mi sistemo i capelli arruffati, mi passo una mano sulla gonna nera e scendo le lunghe scale di marmo del mio palazzo. In cucina ci sono i miei genitori seduti al lungo tavolo di mogano che mi aspettano con ansia, avanti a loro la tavola è imbandita di un sacco di cibi di tutte le specie e al centro c’è una torta enorme al cioccolato. Mi butterei direttamente su quella saltando le altre portate. La domestica mi da un abbraccio <<Auguri tesoro!>>. Oggi è il mio diciassettesimo compleanno e i miei stanno fremendo per vedermi volare per la prima volta sulla scopa.La vedo impacchettata al fianco del tavolo, appoggiata al muro. Spero solo che almeno in quello sarò brava! Di solito combino solo pasticci con pozioni e incantesimi e i miei sono sempre più delusi, vogliono che io diventi una regina del  male, ma non mi sembra di averne le capacità, nè la voglia. Quando ho trovato quell’insulso libro di fiabe che parlava di me, nella stanza dei miei genitori l’ho subito preso, avrei voluto bruciarlo, ma poi ho pensato che mi sarebbe servito per fare altro, così ho rinchiuso la principessa nelle segrete. Ah, se i miei mi scoprissero sarei finita! Ho dimenticato di dire che in realtà Janelle è mia cugina, non ho niente contro di lei, tranne il fatto che il destino vuole che tra un paio d’anni per colpa sua verrò uccisa e il sogno della mia malefica madre non si avvererà. Vuole vendicare su mia cugina il rancore che porta al re, mio zio, per non averla sposata qualche anno fa, quando mia zia è morta. Lei in realtà era già sposata con mio padre, ma aveva un piano anche per lui, la mia famiglia non è di certo costruita su valori molto sinceri. Ecco perchè me ne voglio andare, e mia cugina sa già una mezza cosa riguardo la mia fuga. Non sa mai tenere la bocca chiusa e questa volta non voglio che nessuno scopra i miei piani. Mia madre finalmente non mi romperà più le scatole dicendomi che devo impegnarmi eccetera, eccetera. Probabilmente già sa che tra due anni morirò se non mi do una mossa nell’imparare le formule proibite. In ogni caso per stasera, mi stampo un sorriso sulla faccia e abbraccio la domestica.  <<Cara, oggi è il tuo diciassettesimo compleanno, auguri>>  Mia madre oggi ha messo il cappello a punta nero che le fa esaltare i capelli rossi. Si alza e mi porge la scopa impacchettata. 

<<Grazie mille madre, non vedo l’ora di provarla, sono sicura che non vi deluderò questa volta!>> Rispondo.

<<Lo spero>> mi dice, come sei gentile mammina, mi incoraggi sempre!

                                                                      ***

Il cielo era sgombro e senza stelle, non c’era vento. Il tempo adatto per imparare a volare. Certo dopo quella lunghissima cena dubito che riesca ad alzarmi anche di solo un centimetro da terra ma prendo la scopa e mi ci siedo sopra preoccupata.  

<<Non devi avere paura, pensa di essere un gufo, immagina a come sono leggeri e come si librano nell’aria!>> Mio padre inizia a muovere le braccia e a correre nel giardino dietro il palazzo, molto d’aiuto direi. Chiudo gli occhi, come un gufo ha detto? Immagino prima i loro occhi gialli, poi sento il vento che mi fa venire la pelle d’oca. Le ali che sbattono. Mia madre sta esultando , apro gli occhi e vedo il cielo nero intorno a me! Sto volando, incredibile! Ma ora?  Come faccio a scendere? Comincio a volare sempre più lontano con la mia scopa e non so più fermarmi, sbatterò contro un albero, me lo sento! Aiuto!! 

Cornelia non riuscirà a fermare la sua scopa, dove cadrà?

  • Vicino il palazzo della principessa Janelle. (43%)
    43
  • Su un albero del suo giardino. (11%)
    11
  • In una valle fatata. (46%)
    46
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50 Commenti

  • L’idea è originale, mi piace molto! La storia assomiglia al telefilm “Once Upon a Time” (che mi ha incuriosito anche se non lo seguo). Mi piace l’idea che sia una strega a parlare: detesto quella solite principesse perfettine che vengono sempre salvate da principi vanitosi! Ti appoggio, sono sicura che verrà fuori una storia coi fiocchi! 😉

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