Volo contrario

Il ragazzo mancino.

Settembre: primo giorno di scuola.

Ultimo banco e sguardo basso. Penna per scarabocchiare alla mano. 

Non mi sono ancora svegliato e mi sento sbagliato, sbagliato come la mia mano sinistra che impugna la penna in questo strano modo attorcigliato.

Non ho voglia di comunicare con il mondo o con quella marea di ragazzi della mia età che sembrano tutti muoversi incoscienti verso un’unica direzione.

La felpa nera stropicciata, disimpegnata quanto me, indica quanto per me siano uguali i giorni della settimana, il dì e la notte, le stagioni, i giorni comuni e gli eventi speciali.

Guardo il prof. di scienze che, borioso com’è, cerca di comunicarmi qualche nozione. Mi sembra un pesce e ne osservo i guizzi facciali. 

Non lo ascolto, sono altrove.

Mi trovo vicino a mia sorella, da qualche parte in un altro mondo.

Da quando se ne è andata mi sembra di non esserci più. A lei erano dedicati i giochi infantili, le risa e gli sguardi complici. Tutto questo infatti ora non fa più parte della mia vita, ma non me ne dolgo troppo.

Ondeggio nell’apatia e spengo il cervello ogni volta che un’idea si affaccia a solleticarlo. Non studio, ma tanto me la cavo lo stesso e mi tengo sulla sufficienza. Sufficiente è la vita che non vivo, in quest’ala mediocre di mondo, dove ci sono farmacie, chiese e nemmeno un pub.

Cosa accadrà?

  • Flashback riguardante la morte della sorella (100%)
    100
  • Uno spiacevole incontro (0%)
    0
  • Un piacevole incontro (0%)
    0
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19 Commenti

  1. Arrivo a cose fatte, sono molto piacevolmente colpito dal racconto. Scritto in modo asciutto, essenziale, veloce e al contempo ricco di particolari che, appena accennati e ben disposti, sono sufficienti a descrivere e a fare immaginare la scena, il pensiero, i sentimenti in modo esaustivo. Il racconto ha il pregio di catturare l’attenzione e tenere alto il livello di curiosità grazie a colpi di scena ben congegnati, fino al finale inaspettato.
    Complimenti Lucia !

  2. Il maledetto vive ancora, ma il nostro protagonista è duro da demordere.

    Tenta di uccidere il padre nuovamente secondo me. Siamo quasi alla fine è ti faccio i complimenti, questa è una delle tante belle storie nascoste nel sito. Spero tu non molli e,nonostante il poco seguito, continui a scrivere con i tuoi racconti. Aspetto con ansia il finale.

  3. Incipit e episodi interessanti.
    Dentro c’è una rabbiosa lucidità e una lucida gelosia. Capisco che la sorella non c’è più ma non mi è chiaro se mancano anche i genitori.
    Se mancano sorella e genitori, il protagonista ha una brutta gatta da pelare, perché sono scomparsi gli antagonisti e dovrà lottare contro i fantasmi.Vediamo il seguito.

    • In questa storia non c’è nulla di chiaro e puntuale in effetti, ma la narrazione è molto giocata su questo: sui passaggi mentali del protagonista. Di genere misto vuol sfiorare il thriller psicologico. Grazie del commento, cercherò di risponderti e far venir fuori questi elementi mancanti. Passo da te.

  4. Ciao incipit scritto bene e coinvolgente. Sento tutto il dolore di questo ragazzo, ho dedotto che fosse un lui perchè parli al maschile, che conduce svogliatamente questa vita da quando ha perso la sorella. Ho votato per il flashback, vorrei sapere cos’è successo a questa ragazza per morire così giovane. Non vedo l’ora di leggere il seguito, ti seguo, se ti fa piacere passa da me, un bacio.

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