Accoltellata

Dove eravamo rimasti?

Riuscirà l'intervento chirurgico? Parzialmente (36%)

Fattori di crescita

“La fistola è un non luogo per eccellenza. E’ un tragitto che non dovrebbe esserci. Può consentire il transito, mai la residenza. Sovverte l’architettura e la funzionalità del tessuti interessati. E’ un territorio di nessuno dove si svolge un conflitto. Non essendo una ferita non può cicatrizzare.”

Mentre spiegava non potevo fare a meno di considerare le sue parole come pertinenti analogie della mia infanzia. Descrizioni didascaliche, stringate ma esaurienti.

“L’organismo ha già tentato di riparare l’errore, il vulnus, la noxa: il risultato è una specie di canale di drenaggio. I microrganismi che ne intraprendono la colonizzazione sono spiazzati dall’instabilità del luogo; proprio loro potrebbero aver contribuito a distillare quella sorta di ambra grigia che mi hai consegnato.”

Acuta analisi biologica dei fermenti interiori che mi irritavano da bambina. Per anni ho creduto di avere una lama conficcata nel petto quando invece si trattava solamente di una lamina di fibre biologiche. Fervide fantasie. Irreale anche la sensazione di soffocamento che provavo. Nulla di tutto ciò aveva a che vedere con mio padre: è stato un grave errore ritenerlo responsabile di tali sintomi fisici. Una serie di deduzioni plausibili reputate verità inconfutabili; mi chiedo quanto si possa fare affidamento sulle proprie facoltà logiche.

“Non ripristineremo una condizione ex ante tappando il buco con una colla siliconica. Né inseriremo una protesi perenne. Faremo invece una rettifica con una specie di sonda flessibile mininvasiva, dotata di fresa all’apice, praticando una alesatura del foro per poi inondarlo di proteasi, elastasi e ialuronidasi, enzimi che ne digeriscono le pareti fibrose. In secondo tempo inseriremo la sagoma di poliuretano; questa verrà lentamente degradata dal nuovo tessuto, che si sostituirà a essa, rimpiazzandola.”

Sta parlando del vuoto che sconvolge le mie viscere, del mio innamoramento non corrisposto. Di una possibile cura per l’amore disperato, tecnica e non traumatica; egli propone una prima fase di approccio preparatorio, preludio all’atto introduttivo vero e proprio, e una seconda fase in cui il turacciolo plastico, spugnoso, dalle forme aderenti, verrebbe inserito con accuratezza. Il tutto sarebbe svolto da professionisti abili e preparati, onde evitare danni, esiti negativi e complicanze.

“L’innovazione più rilevante consiste nell’impregnare il materiale protesico con vari fattori di crescita, molecole bioattive che svolgono la loro funzione solo giungendo a specifici siti recettoriali. Alcune di queste sostanze hanno emivita breve, sono instabili e si degradano velocemente. Potremmo paragonarle a profumi o feromoni. Funzionerebbero come questi, dispersi al vento durante la fioritura primaverile, attraendo api e altri insetti; una sorta di scia tracciante che possa essere seguita a ritroso per facilitare l’accrescimento e la rigenerazione nel luogo d’origine.”

Qui il professore ha toccato un punto sensibile, un vero e proprio nervo scoperto. Chi più di me teme gli odori? Ogni esalazione percepita fa squillare una suoneria d’allarme nei miei sensi: all’erta! Detesto essere rintracciata, rifuggo le attenzioni e odio i fiori. Aborro facebook! Scelgo i miei capi d’abbigliamento per allontanare e far desistere chiunque dall’avvicinarsi troppo. Sono un bruco molle ma urticante: pay attention please, handle with care!

“Il processo riparativo avviene grazie a molteplici effetti facilitanti o permissivi attivati contemporaneamente ad altri inibitori o impedenti. Un coacervo di reazioni opposte e contrastanti, quasi un’allegoria dell’adolescenza. Alla tua età la propensione a instaurare contatti, relazioni, collegamenti, è elevata all’ennesima potenza. Anche il fisico diventa più tonico, più florido, più ricettivo. In sintesi: nella fistola sono andate perdute le comunicazioni e le interconnessioni tra cellule contigue; ripristinandole otterremo la chiusura del canalicolo con la relativa guarigione. Non pensi, pertanto, che questo momento sia favorevole all’esecuzione dell’intervento?”

Non ci ho capito molto, ha usato una terminologia troppo complicata, specialistica; come posso prestare il mio consenso informato se ho capito meno della metà di ciò che ha detto? Mi rimangono parecchie perplessità. Una fra tutte, temo voglia sperimentare su di me nuove sostanze, a mia insaputa. Forse illecite. So che optare per l’intervento significa accollarsi alcuni rischi e che tale scelta esclude tutte le altre possibili alternative. Mi è simpatico il professore, molto professionale; è evidente che deve aver amato la materia dei suoi studi. Il suo entusiasmo è contagioso, non posso negargli il mio consenso. Tanto, che accettassi, era già stato messo a consuntivo. C’è un nuovo progetto mi sta solleticando. Voglio cogliere un’occasione bizzarra, voglio sfruttare una coincidenza prima d’ora inimmaginabile. Dopo l’intervento contatterò i George boys per dichiararmi disponibile a testare lo stato di salute della nuova Donatella.

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155 Commenti

  • !Mi rimangono parecchie perplessità. Una fra tutte, temo voglia sperimentare su di me nuove sostanze, a mia insaputa. Forse illecite. So che optare per l’intervento significa accollarsi alcuni rischi e che tale scelta esclude tutte le altre possibili alternative ”

    Come mi sento oggi.

  • Grazie del commentone, è la mia prima volta in un racconto interattivo e devo dire che mi ha stimolato molto lo scrivere così, con i lettori partecipi alla stesura. Trovo il pluralismo anche eccitante, se posso usare questo termine. Bisogna solo accettare il rischio di mettersi in gioco, esporsi. …e poi parare i colpi…
    Ciao, a presto

    • Condivido appieno quello che hai scritto, per esempio la mia prima storia “tramonto” purtroppo non ha avuto molte iterazioni col lettore, e questo mi aveva scoraggiato, poi però mi è venuta in mene un’altra idea, ho tentato di svilupparla, ed è nato così il mio secondo racconto ancora in stesura, solo al 2 capitolo sono, e sembra che vada meglio, riesco a confrontarmi meglio con i lettori e questo mi piace, perchè mi aiuta a crescere. Questo per dirti che anche io la penso come te, e che inizialmente addirittura credevo che in realtà questo tipo di interfaccia fosse sì originale ma improduttiva di effetti, invece mi sono dovuto ricredere, mi sento più stimolato e credo che così ogni autore possa migliorare, però secondo me non bisogna perdere di vista un elemento focale: l’opera deve prima piacere all’autore, credo sia inutile mirare a scrivere un elaborato solo per compiacere i lettori, ciò diverrebbe un mero prodotto commerciale perdendo tutto ciò che di artistico e letterario ha.

      Scusa, mi sono lasciato prendere la mano…
      Flavio aspetto una tua storia,
      a presto =)

  • Ciao Flavio,
    oramai da tempo mi ero ripromesso di leggere la tua storia, solo oggi mi sono ricordato che l’avevi quasi finita e ahimè solo oggi l’ho potuta leggere, senza però poter votare per il finale. Ciononostante mi complimento con te, mi è molto piaciuta la trama nonché il lessico e lo stile con cui l’hai condotta, e in particolar modo il finale, degno della storia, lo definirei “in sintonia”. Mi dispiace solo non aver potuto essere partecipe attivamente al progredire del racconto.
    Spero vivamente di leggerti presto, e poter partecipare alla stesura con i miei voti.

    A presto Flavio =)

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