Di amore e di odio

L’incontro

Non potrò mai dimenticare la prima volta che l’ho vista.

Quante volte mi sono sentito ripetere questa frase da narratori della domenica, convinti che avrebbe dato peso maggiore al racconto che sarebbe seguito, che da lì in poi bastava inventare una storiella qualsiasi per ottenere un risultato d’effetto. Ma no, io ricordo esattamente la prima volta che la vidi, seduta al tavolo del bar alle sette della mattina.

Un lunedì, per la precisione. Il giorno della settimana in cui prendere un caffè diventa un’esperienza romanzesca. Luogo di ritrovo di studenti mattinieri, uomini in giacca e cravatta sgarbati e signore che non rispettano la fila. Chiacchiere estranee che ti entrano maleducatamente nelle orecchie, si piazzano arroganti in mezzo ai tuoi pensieri e ti obbligano, volente o nolente, a degnarle della tua svogliata attenzione. Le tazzine e i piattini e i cucchiaini che scivolano e tintinnano sul banco, lo zucchero sparso sui tavolini, la barista che sorride troppo o non sorride affatto.

Eppure c’è un momento, quando la città comincia appena a stiracchiarsi, in cui la macchina del caffè tace e il latte non schiuma, in cui sei solo tu davanti la tua tazzina, una canzone che noti appena ma che istintivamente ti ritrovi a prendere in simpatia.

Ecco, solo a raccontarlo mi sembra di rivedere tutto davanti a me, con inspiegabile chiarezza. La vedo entrare. Scivola tra la porta e lo stipite senza salutare, lo sguardo basso che percorre il pavimento avanti e indietro e a tratti lampeggia intorno, rimbalzando sulle pareti. Un caffè, mormora. La voce è roca, come di chi ha gridato o non ha parlato per troppo tempo.

Si siede al tavolino nell’angolo, guardando ripetutamente fuori come se stesse aspettando qualcuno e tamburellando ossessivamente il piede sul pavimento. Gli arriva il caffè, ma sembra essersi dimenticata di averlo ordinato. Si guarda le mani come se non sapesse che farsene.

A questo punto la mia attenzione è completamente su di lei, o per meglio dire mi metto molto maldestramente a fissarla, non potendo in alcun modo distogliere lo sguardo.

Non che sia bella. I capelli, di un nero spento, le scendono sulle spalle spettinati, in sgradevole contrasto con la pelle di un grigiore quasi livido. L’unica chiazza di colore un rossetto color corallo, che rende ancor più improbabile il suo aspetto. Stimo che abbia sì e no trent’anni, ad esagerare.

Il bar comincia a riempirsi. Dapprima una persona alla volta, poi gruppetti di due e di tre che entrano ed escono dalla mia visuale, eclissando di tanto in tanto il viso della donna. Cerco di indovinare dove è puntato il suo sguardo, ma non mi stupisco quando mi accorgo che semplicemente è fisso nel vuoto. Il suo caffè si starà freddando, mi ritrovo a pensare stupidamente, fingendo con me stesso di guardare verso di lei per puro caso o per noia. Noto che sta premendo le mani sulla superficie del tavolo, intensificando o alleggerendo la pressione, lo sguardo assente.

“Desidera qualcos’altro?”

La voce irritante della barista mi riporta alla realtà. Mi rendo conto che da un pezzo ho finito il mio caffè e occupo un potenziale posto prezioso. La ragazza mi guarda con aria di rimprovero, come a voler sottolineare la mia colpevolezza.

“Ehm no, sono a posto. Mi stavo alzando,” dico con aria conciliante.

“Ah,” gracchia lei per tutta risposta, e gira sui tacchi come una trottola.

Il mio sguardo torna rapidamente nella direzione della donna misteriosa, ma mi accorgo con sconcerto che non c’è più. Frugo con lo sguardo in tutto il locale ma di lei neanche l’ombra. Istintivamente, senza pensare ai miei movimenti, mi dirigo verso il suo tavolino, scivolando in mezzo alle persone in fila alla cassa. Noto immediatamente due cose.

La prima, che il caffè è ancora lì. La seconda, che la superficie del tavolo è completamente sporca di sangue.

Di chi è il sangue?

  • Di uno sconosciuto (17%)
    17
  • Della donna stessa (79%)
    79
  • Del marito della donna (4%)
    4
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

115 Commenti

  • Ciao =)
    Sei molto raffinata… quando scrivi usi parole con una certa minuzia attenta al minimo particolare, queste sono le descrizioni che amo di più! Penso che alla fine sia proprio da qui che si vede la vera bravura di uno scrittore… Complimenti ! voto per parlare con qualcuno riguardo la donna misteriosa =)

  • Qui si fa sempre più mistero! E mi piace un sacco! 🙂 Niente omicidi per il momento ma tanta tensione psicologica! 🙂 brava!
    Parlarne con qualcuno forse non sarebbe la mossa più giusta. Poi, ovviamente, tutto dipende da cosa “ci sia sotto”! Quindi, ho scelto che incontra di nuovo la donna!
    Baci 😀 😀

  • Vado per esclusione. Che lasci perdere tutto… poi mi cade la storia. No. Che ne parli con qualcuno può andare, ma mi sembra poco avvincente, a meno che non sappia di parlare con la persona giusta… Voto per un nuovo incontro, magari casuale o magari no, con la donna.

  • Belli, davvero belli entrambi i capitoli.
    Perché non ci fossi arrivato prima, non riesco a spiegarmelo. Mi piacciono un sacco il tuo stile narrativo (non so se sarei capace di scriverlo, hai letto la mia storia!, ma adoro leggerlo) e il clima di surreale attorno ai due personaggi. Spero continui così. Magari non è convenzionale per un giallo (io a questo punto la svolta horror ce la vedo tutta!) ma sono convinto ne uscirà un bel lavoro! E una bella storia da leggere.
    Per cui seguo e… voto per il tentativo di suicidio. Che sia pazza (o scioccata) è evidente.
    A presto

    • Grazie mille, davvero. Sono contenta che il mio stile ti piaccia o risulti quantomeno un minimo efficace. E’ il primo giallo che scrivo e mi trovo un po’ spaesata. Tipo adesso che avevo immaginato come te il suicidio e devo scrivere la storia di un’esca xD
      Grazie di nuovo del commento e dei complimenti, a presto (:

  • ho votato per l’ipotesi del tentativo di suicidio perché mi sembra plausibile (come anche la pazzie della donna), mentre l’opzione dell’esca – che pure va per la maggiore – appare inverosimile (a fronte della pericolosa ferita inferta dalla donna a se stessa).
    Vedremo.
    Ciao e a presto.

  • Bellissimo questo capitolo ma del resto si preannunciava già dall’incipit cosa sarebbe stato e che livello. La crisi mi è venuta con le opzioni mi andavano bene tutte e quindi ho fatto ambaraban cicci coccò (scherzo!)
    Diamo il colore giallo al racconto diciamo che è un esca e tu ci tirerai dentro o fuori, sbrogliandoti la matassa per la campionessa che sei. Complimenti.

  • Che scena truculenta che hai descritto: una donna tenta di suicidarsi in un bar, nessuno lo nota e lei indispettita si sposta al parco grondando sangue. Mi chiedo cosa stessero facendo cameriere e barista per non accorgersene…tutto invece torna se si tratta di un’esca tesa al protagonista con la complicità dell’intero film. Un po’ alla Truman Show…

    • Non pensavo che i tovagliolini impilati potessero catturare l’attenzione di qualcuno xD
      Comunque ho notato che le immagini più efficaci sono quelle che ti vengono subito in mente quando ti immagini quell’azione, in maniera istantanea; quando ti metti lì a riflettere per creare un’immagine a tavolino esce fuori ‘na schifezza.
      Grazie davvero dear, i tuoi feedback valgono tanto per me (:

  • Della donna.
    Leggevo, con interesse devo dire, finché sono arrivata all’ultima frase:
    ” Noto immediatamente due cose.
    La prima, che il caffè è ancora lì. La seconda, che la superficie del tavolo è completamente sporca di sangue.” e , lo ammetto, mi ha colpita allo stomaco. Un cliffhanger straordinario.

  • Chiacchiere estranee che ti entrano maleducatamente nelle orecchie, si piazzano arroganti in mezzo ai tuoi pensieri e ti obbligano, volente o nolente, a degnarle della tua svogliata attenzione. E qui mia cara, ho fatto il segui storia ….Considerando che ora seguo quasi 40 storie devi sentirti gratificata….Ottimo incipit. Veramente. Scritto bene belle immagini, speriamo che sia un giallo di classe visto che ce ne sono troppi sia di gialli che di horror…. Ho deciso di seguirti non solo qui, accettami non con l’accetta l’amicizia su Facebook ti voglio mettere nel gruppo degli autori.

  • Non sono un giallista ma direi, in maniera quasi obbligata, che il sangue è della donna, anche perché pochi istanti prima occupava quel tavolo. La tua è una scrittura accurata, direi femminile, attenta ai dettagli e all’ambiente. Ti seguo anch’io. A presto. 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi