Fake

Dove eravamo rimasti?

Finisce qui. Come mio solito, il decimo capitolo aggiungerà poco (a meno che non abbiate domande). Alla fine Hope e Isacco si incontrano (68%)

Epilogo

Isacco rimase due giorni a Roma. Fu ricevuto all’AISE, ringraziato e indottrinato. Chiese che fine avrebbe fatto il Vangelo di Nathanael, ma non ebbe risposta.

Tornato a Padova, trovò molte mail di Hope nella posta elettronica della piattaforma di scrittura creativa. L’oggetto delle prime sette era “Ci sei?”, fino all’ultima “Ti raggiungo”. Le avrebbe lette con calma, aveva una cosa più urgente da fare. Tirò fuori dalla tasca del trolley le due stampe su cartone che aveva comprato all’aeroporto di Praga. Erano in una busta semitrasparente, accoppiate dal lato bianco. Prese la busta, ne aprì la linguetta, distanziò i due cartoni e tirò fuori la Lettera al Sinedrio. La poggiò sul tavolo e la osservò con una sorta di timore. Poi prese il cellulare e selezionò un contatto dalla rubrica.

«Renato? Ciao» pausa «Ho uno scritto antico, molto antico, da farti valutare.»

 

 

 

«Non ce l’ho con te» disse Hope al compagno.

«Da quando sei tornata da Praga, sei intrattabile.»

«Sei tu che minimizzi sempre le cose che faccio.»

«Ti ho solo detto che se hai seguito una pista sbagliata, se hai fatto un buco nell’acqua…»

«Continui? Non era una pista sbagliata.»

Il tono di notifica di una mail spostò l’attenzione di Hope sul suo smartphone, evitando così che desse inizio all’ennesima lite.

«E adesso cosa c’è? Perché scappi?» le chiese il compagno, mentre lei si allontanava.

«La mail che aspettavo… ha un allegato pesantissimo, devo aprirlo dal pc. Scusami» rispose lei scomparendo oltre la porta. Poi fece un passo indietro e gli urlò «Ti amo, scemo.»

 

 

Due giorni prima di Ferragosto, Hope ricevette una mail di Isacco con un testo brevissimo: “Oramai ti ho raccontato tutto. Shalom”. Era la prima volta che il professore usava il saluto ebraico.

A fine agosto, Hope rispose alla mail, ma le tornò indietro la notifica di “mailbox unavailable”. Il professore sembrava avesse abbandonato anche la piattaforma di scrittura: il suo giallo era rimasto incompiuto e non rispondeva più ai commenti. Aveva anche cambiato l’avatar: ora era un libro chiuso.

A metà settembre, Hope telefonò alla segreteria dell’Università di Padova, chiedendo di parlare con il professor Speranza. Fu sballottata da un interno all’altro fino a quando una gentile signora, dal forte accento padovano, le disse: «Il professore non fa più parte del nostro corpo docente. Ha dato le dimissioni da un giorno all’altro, creandoci un bel po’ di problemi.»

«Sa dirmi come rintracciarlo?» chiese Hope.

«Purtroppo no. Sembra si sia trasferito in Israele.»

 

 

Firenze, 16 dicembre 2016 – ore 17:55

 

Hope arrivò alla libreria di via dei Fossi, sotto una pioggia battente, insieme al collega de La Nazione che avrebbe introdotto la presentazione del suo romanzo. C’era già tanta gente, più di quella della settimana precedente a Roma. Il romanzo cominciava a vendere bene, aveva avuto delle buone recensioni, ma la vera carta vincente era stata il passaparola dei lettori.

Marco, il giornalista de La Nazione, diede il via all’evento. Hope non lo ascoltava, scrutava il pubblico. Era terrorizzata, ancor più della presentazione di Roma, dove almeno c’erano un po’ di amici e colleghi, facce conosciute. Lì, a Firenze, si sentiva indifesa e inadeguata. Quando Marco le dette la parola, il rossore le avvampò le guance all’improvviso. Per fortuna il suo era un discorso provato più volte e testato sul campo la settimana prima.

Poi venne il turno delle domande del pubblico. Un ragazzo sui trent’anni ruppe il ghiaccio.

«Perché il professor Mosher, avendo raggiunto la ragionevole certezza che le Lettere di Gesù non fossero dei fake, non ne dà notizia alla stampa?»

«Lo dice ad Alessandra, e la vincola al silenzio, perché ritiene che il contenuto delle lettere sia destabilizzante per l’equilibrio mondiale. Nel finale lascio però al lettore il dubbio che quelle Lettere siano arrivate in Vaticano.»

Fu poi il turno di un signore sulla sessantina, sul fondo.

«Mosher è un professore dell’Università di Haifa, esperto mondiale di testi biblici, collaboratore del Mossad, ma ha solo quarant’anni. Perché così giovane?»

«Per giustificare la storia d’amore tra lui e Alessandra, la giornalista romana» rispose prontamente Hope, ma la sua voce andò spegnendosi.

Quell’uomo le stava sorridendo come se la conoscesse da tempo e anche lei, senza averlo mai visto prima, credette di riconoscerlo. Hope rispose alle altre domande del pubblico senza distogliere lo sguardo da chi, per lei, era senza dubbio Isacco. Avrebbe dovuto aspettare la fine della presentazione per averne conferma.

 

Quando tutti si alzarono, lei fece cenno con la mano all’uomo sulla sessantina. Lui si abbottonò il cappotto, rispose a quel cenno con un saluto e si avviò all’uscita.

«Professore» gridò allora Hope. L’uomo si voltò.

Una ragazza dai lunghi capelli neri e dalla carnagione olivastra si accostò a Hope, togliendole la visuale sulla sala.

«Può farmi una dedica?» chiese.

Hope aprì il libro nervosamente. Aveva fretta. La ragazza capì.

«Scriva solo “A Maryam”.»

Categorie

Lascia un commento

457 Commenti

  1. Ai miei occhi hai volutamente lasciato questo libro socchiuso, regalando ai lettori i loro finali, in piena coerenza con la piattaforma di TI, il prossimo episodio è personale.
    Appare plausibile, dalla dedica richiesta, che non tutto sia andato secondo i piani dei servizi segreti e che, in seguito alla presentazione di Firenze, Maryam o chi per lei, più che Hope, possa ritrovare Isaac e poi, chissà.
    Non sottovalutare questo scritto, a me è piaciuto. Complimenti e… a presto!

  2. Ciao Napo, come va? Spero tutto bene. Sono riapparso su questi schermi, portato qui dalla necessità di avere una programmazione e una scadenza temporale, cose che, nel bene e nel male, TI riesce a darmi. Ho recuperato tutta la storia adesso, nonostante avessi già letto diversi episodi. Letti tutti di seguito i dieci capitoli sono in pratica un bel racconto, anche questo (non solo il tuo romanzo) da pubblicare. Dopo Otto giorni di primavera e A Parma non c’è il mare, ti confesso, ero scettico che tu potessi fare di meglio. E lo scetticismo mi rimane ancora. Non fraintendermi. Ho molto apprezzato, come sempre, lo stile (d’altra parte, quello resta in ogni scritto dello stesso autore) e il modo di inserire un racconto nel racconto. Senza contare che ambientazione e temi del racconto sono ampiamente di mio gusto! Tuttavia, il guizzo giornalistico di A Parma non c’è il mare è stato per me superlativo. Probabilmente erro nel fare questi paragoni, ma sei una persona che stimo e un autore che adoro. Ho il privilegio di poter commentare apertamente le tue opere e e approfitto. In bocca al lupo per l’avventura del romanzo. Alla prossima.

  3. Ciao, Napo. Non troverò scuse per il ritardo con cui leggo il finale. Ultimamente mi sono tenuto lontano da TI, un po’ stanco della piattaforma e preso da altre priorità. In ogni caso non potevo lasciare in sospeso la tua storia che mi ha sempre catturato e appassionato. Il finale, devo dire, è molto semplice e forse, come dicevi tu, la storia poteva anche finire al nono episodio. Fa comunque piacere sapere che Hope è riuscita a vedere Isacco.
    Spero a presto, in bocca al lupo per tutto!

    • Sai, almeno su TI hai un riscontro immediato su chi legge e su come viene accolto il racconto, episodio dopo episodio: è come vedere crescere un figlio e condividerne i progressi con famigliari e amici. Con il romanzo pubblicato da IoScrittore non è così: è come un figlio che lascia casa e non dà più notizie di sé. Ogni tanto qualcuno (come hai fatto tu) dice di avere incociato la sua strada, ma non sai mai dove sta andando e come sarà accolto.

      • Appena lo leggo ti recensisco. Sono un poco stanca delle piattaforme. Sai amo troppo i libri di carta e TI mi ha portato via un poco della passione per i libri che si sono accumulati… Anche se per il mobbing ho letto tantissimo e sto continuando. L’interazione è bella ma i libri di più.
        Sono tra quelle persone fortunate che condividono le loro letture con gli amici anzi sono “la racconta storie”. Leggo per conto di alttri e poi vengo invitata a raccontare oralmente come fosse una favola a chi non legge perchè non gli piace leggere ma gli piace ascoltare (ascoltarmi)…. Una forma diversa non di lettura perchè a volte sono costretta a raccontare tutto un libro in due ore o a puntate non a leggerlo.. Ma ormai mi sono abituata fondamentalmente la cultura si passa attraverso il racconto “orale” da secoli…
        Il bello è quando mi chiedono il parere o il mio punto di vista sull’argomento dopo il racconto … Non sempre mi trovo sulla stessa linea di pensiero di chi ha ascoltato e mi accusano di essere sempre contestatrice e di vedere l’assurdo in tutto.
        Il giorno che racconterò il tuo romanzo te lo farò sapere.

  4. Ho letto il capitolo un minuto dopo che lo hai pubblicato. Ma non pensavo di non averlo commentato! Perché in realtà l’ho commentato con Alessandra.
    Mi è piaciuto molto l’epilogo di questa storia i destini che si sfiorano e non si toccano. Sei stato grande. Ma se non era per Diego non mi sarei messa a controllare i commenti e non mi sarei neanche accorta di non averti detto niente. Bellissima storia bel messaggio. Un saluto. Ciao

  5. Ho pochissimo tempo libero e ho quattro storie al decimo capitolo che voglio leggere. Ho iniziato dalla tua (mi restano scacchista, mentitore e Alessandra). Bello il racconto nel racconto. La storia in generale mi è piaciuta, anche se ho preferito A Parma non c’è il mare. Mi scuso del ritardo con cui ho letto il decimo capitolo, ma in compenso mi mancano solo 30 pagine del tuo libro e devo dire che sono soldi spesi davvero bene, era da tempo che non leggevo un libro che non fosse thriller e che mi tenesse incollato alla pagina.

  6. Bella reunion. Sembra di vederla scorrere davanti agli occhi. Ottimi lavoro 😉 ma questo mi sembra di avertelo già detto. Sappi che se sei fermamente convinto di lasciare la piattaforma, mi mancheranno le tue storie, ma almeno potrò godere della tua presenza ancora per un po’ 🙂

    • Ho sempre pensato che “essere fermamente convinto” sia un atto di presunzione. Tra i tanti difetti che ho non annovero la presunzione, il che fa di me un elemento estraneo nel mondo degli “scrittori”. Da sempre coltivo il dubbio, quindi non è detto che non mi torni la voglia di scrivere e di scrivere su TI.
      Grazie Thommy.

  7. Hai restituito a Hope il palcoscenico con grande generosità e poesia.
    Questo e’,con il primo, il capitolo che ho amato di più.Bello il racconto,bello il finale.
    Ma,come dici tu,adesso la storia e’ del lettore,e’ mia.Non ho più dubbi,Isacco è molto più di quello che appare,di quello che sembrava.Non avrebbe potuto essere altrimenti.
    Shalom Isacco,è stato un piacere conoscerti.
    Bravo Mocher,spero tu inizi presto un nuovo racconto.

    Sono curiosa di leggere il tuo romanzo…e lo farò quando capirò come si fa a comprarlo.

    • Grazie, Tiziana. Dovevo restituire la scena a Hope/Alessandra perché era stata lei a estorcermi la promessa di scrivere questa storia.
      Sono contento che il racconto ti sia piaciuto. Io non l’ho amato molto, a dire il vero, ma dei dieci episodi, dovendo scegliere, preferisco proprio l’ultimo.
      Non credo che tornerò presto a scrivere un nuovo racconto su TI (ma nemmeno altrove).
      Se non sai come si compra un ebook, vuol dire che non sei una lettrice di ebook e non pretenderò che tu inizi proprio con il mio romanzo. Sul mio profilo, qui su TI, al pulsante “vai al sito” ho collegato il link alla pagina di IoScrittore, dove almeno puoi leggerne un assaggio.
      Ciao.

  8. sei partito da un’idea molto intrigante e l’hai sviluppata in maniera davvero interessante e soprattutto evitando danbrownate, spero che approfitterai di questo esercizio per espandere l’idea in un contesto che non sia limitato a 10 x 5000 caratteri, ora che hai fatto il grande salto per darti definitivamente in pasto al pubblico

    grazie per questo finale, mi è piaciuto molto che si siano almeno visti e riconosciuti!

    ps. anche se hai deciso di smettere, non sparire, puoi sempre leggere (e commentare)

    • Resterò a commentare, su questo non c’è dubbio.
      Devo invece dirti che è da escludere che ci possa essere una versione estesa di Fake. Solitamente faccio il contrario: i due precedenti racconti li ho editati, li ho “asciugati” e ho eliminato le piccole inevitabili incongruenze provocate dall’interattività e dalla pubblicazione a puntate. Sicuramente farò lo stesso con Fake e poi, come i due precedenti racconti, lo terrò per me. È un esercizio che faccio perché sono un pedante perfezionista, non perché debba farci qualcosa…

  9. Un grande esempio di ottima scrittura, talento e fantasia..,ma non mi aspettavo il contrario.
    Hai giocato bene anche con l’inserimento dei nomi, rivelando tutto a chi ancora aveva dei dubbi 🙂 grazie Roberto.
    Io voglio credere che quel libro non stia per chiudersi, viceversa che il vento sulla spiaggia lo stia riaprendo…nonostante le tue intenzioni.

  10. E’ stato un finale agrodolce. In fin dei conti sono contenta che Hope e Isacco si siano visti, anche se non si sono rivolti la parola. Questo episodio ha superato di gran lunga la mia immaginazione. A pensarci adesso, fa sorridere che Hope abbia viaggiato tanto senza concludere niente. Poi ottiene tutte le informazioni che voleva una volta a casa. 🙂
    P.s. Ho letto il commento di Alessandra e come finale alternativo sarebbe perfetto. 🙂

  11. Ancora una volta, non ero neppure vicina alla soluzione.
    O meglio, qualcosa lo avevo intuito ( poca roba ma mi complimento con me stessa per non scoraggiarmi troppo )

    Che bello, il tuo finale Napo. Come se un alone di speranza e leggerezza avvolgesse la sapiente scelta di parole. Mi ha emozionato.

    Sei bravo, non smetterò mai di dirtelo. Riesci ad intrecciare storia, avvenimenti, indizi, emozioni senza mai essere banale. Mi fai venir voglia non solo di concludere la storia per godermi la chiusura del cerchio.. tu rendi la lettura del tuo racconto attiva.
    Più vai avanti con la storia, più il desiderio di arrivare alla soluzione prima che sia tu a suggerirla aumenta.

    Sei meglio di CSI, per farla breve.

    Ti confesso che pensare che questa sia la tua ultima storia su TI, almeno per un po’, mi fa venire il magone.
    E io adesso come faccio?

    So che hai pubblicato un romanzo,
    Ho letto nell’intervista, che tra gli altri ad averti ispirato è stato “Cime tempestose”, uno dei miei romanzi preferiti.

    Non vedo l’ora di leggerti.
    A presto, Roberto.

    • Mia grande piccola Adelaide,
      Il tuo commento ha il tocco lieve e il sentimento profondo dei tuoi racconti. Hai il grande dono di sapere parlare al cuore del lettore. Questo è talento, la mia invece è solo tecnica di scrittura, affinata con anni e anni d’esperienza.
      Il mio romanzo è una piccola cosa, figlia di tante emozioni che solo i grandi scrittori sanno dare, ma neanche lontanamente riconducibile a nessuno dei grandi classici che ho avuto il piacere di leggere. Da Cime Tempestose ho ripreso – indegnamente – la critica sociale di sottofondo e il senso di un amore distruttivo ma ineluttabile. Poi l’editore lo pubblicizza come un Harmony…

      • Napo, ti rispondo qui nella speranza che questo commento venga letto solo da te.
        Volevo ringraziarti.
        Per avermi seguita, aiutata e incoraggiata durante il mio percorso.

        Dopo il tuo ultimo commento, mi sono messa a studiare. Ho acquistato un libro di tecnica, come avevi detto tu. Sarei felice se me ne consigliassi alcuni.

        Ho ripreso tra le mani “Binari”, e anche buttato giù la prima stesura di un nuovo incipit.
        Volevo dirti, che senza i tuoi preziosi commenti il mio “cammino” su TI non sarebbe stato lo stesso.

        Grazie Napo.
        Un abbraccio.

        • Ti ringrazio, ma mi riconosci meriti che non ho. Ti ho dato solo qualche piccolo consiglio, il resto è tutto merito tuo. Non è facile trovare in un aspirante scrittore l’umiltà d’approccio e il talento che hai tu. Continua a scrivere su TI, non fermarti: è un esercizio importante. La scrittura va sempre esercitata.
          Se vuoi, puoi scrivermi a robmocher@gmail.com

  12. I migliori autori di questa piattaforma se ne vanno. se ne sono andati tra ieri e stasera. ho letto cosa vi siete scritti tu e Alessandra. io a lei non ho commentato, ora commento qui da te.
    è un vero peccato che un lettore non possa leggere le storie ben scritte gratuitamente quanto e come vuole, perchè sono poche, sporadiche, difficili da reperire. quando le trova, spesso gli autori sono meteore che prima o poi, come voi, se ne vanno. non senza lasciare traccia però. è un vero peccato che non potrò più leggere storie come A parma non c’è il mare, Otto giorni di Primavera o Doppio Freddo, che mi devo inventare ora?
    bellissimo finale, lei lo riconosce e lo chiama ma lui scompare.

    • Mai dire mai, Giulia. E poi su TI ci sono tanti autori nuovi che meritano di essere letti. Bisogna cercarli e incoraggiarli. Uno dei metodi che ti consiglio per scovarli è di andare a vedere sui profili dei tuoi autori preferiti quali storie seguono.

  13. Solo una persona sicura di se tanto da rasentare la presunzione potrebbe farsi protagonista di un romanzo nel suo romanzo. C’è chi può permetterselo e chi non può. Tu puoi. Ho comprato il tuo romanzo. Quello vero. A buon rendere.

    • Accetto la tua analisi, rispetto il tuo pensiero anche se non coincide con il mio.
      Quanto all’ebook, mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi sinceramente. La presentazione che ne fa l’editore è, per certi versi, fuorviante perchè volutamente tace alcuni temi toccati nel romanzo.
      Quanto al buon rendere, dovrai mettermi in condizione di farlo svelandoti.

      • Appena concluso.
        Sei molto affezionato ad alcuni temi. La cultura islamica. Quella siciliana. Il voler dare un senso a tutto, razionalizzare a tutti i costi. Lo faccio spesso anch’io. Forse per questo mi intrigano tanto i tuoi scritti. E pur disdegnando l’Eros sei comunque bravo a comunicare determinate sensazioni.
        Mi piace credere di aver capito, infine, le due verità dell’amore.
        Hai ben reso.

        • Misteriosa Trix, a quanto pare mi conosci bene. Tanto bene da farmi cosa gradita nascondendo il commento finale qui sotto, al riparo dei lettori frettolosi.
          Grazie per l’apprezzamento – graditissimo – sia per il racconto, sia per il romanzo dell’altro me. In qualche modo hai provato a cortocircuitare Napo e Roberto e forse – dico forse – ci sei riuscita. Non ne ho la certezza perché io stesso comincio a confondere l’originale e il fake: chi è il più vero dei due? Napo che interagisce, replica ai commenti dei lettori di TI e commenta a sua volta, o Roberto che si nasconde, non fa promozione e declina gli inviti a presentare il suo romanzo? Non é stato forse più volte dimostrato che dietro una maschera riusciamo a essere più veri, più noi stessi, di quanto non lo siamo quando la maschera non la indossiamo?
          Non ho dubbi che tu abbia capito le due verità dell’amore, se non altro le tue due verità, perché ognuno di noi ne ha almeno un paio, come le scarpe… 😉
          Aspetto che, prima o poi, anche tu getti la maschera e mi fai capire chi sei.

  14. Eccomi qui tra i primi a commentare l’ultimo episodio del tuo (ultimo?) racconto. Il finale volutamente e correttamente visto il tema, lascia incerti, l’organizzazione islamica è sulle tracce del professore? Oppure lui ne era complice? O ancora Maryam era una doppiogiochista? La risposta? Fake…. Grazie per la tua compagnia di questi quasi 8 mesi ironica, acida a volte, mai banale. Grazie x i tuoi “pezzi” in particolare quelli letti su wattpad, dove le 2 tue storie sono più “calde”. Ora vado a comprare un certo e-book certo di fare un ottimo acquisto. P.s. Chissà perché ma solidarizzo tremendamente con il marito di Hope…

      • Caro amico mio, sconosciuto e sensibile, grazie a te per avermi sopportato e supportato fin qui. Non ho risposte alle tue domande su Fake perché le risposte non le ho io, le hanno i lettori: ognuno deve interpretare il testo – darsi le risposte – in base alla propria visione, alla propria sensibilità. In base alla mia, per esempio, Isacco non potrebbe mai essere complice dell’IS. L’idea mi fa orrore.
        Ho pubblicato l’ultimo episodio a un mese esatto dall’attacco a Charlie Hebdo, non a caso. Quando ho iniziato questo racconto, mai avrei pensato che diventasse di drammatica attualità. La realtà, purtroppo, è entrata di forza nella finzione. L’ultima cosa che vorrei è che questo dilettantistico scritto risultasse profetico.

  15. La più poetica uscita di scena a cui mi sia capitato di assistere, Isacco.
    Ti avevo riconosciuto, ho chiuso il libro, ho smesso di firmare autografi e ti ho inseguito. Pioveva a dirotto, non indossavo il paltò… fuori era buio, ero zuppa, … ti sono corsa dietro per mezza Firenze ma, alla fine, mi sono dovuta arrendere. Di te non c’era traccia. Sono felice di sapere che stai bene, che ora posso raggiungerti e che hai usato quella foto… quel libro chiuso che ti ho regalato e che, in fondo, solo il vento in riva al mare può sfogliare.
    Dammi qualche giorno, sto arrivando.

    c.c.c.p.t.
    Hope

    • Pensavi che avessi ignorato la foto che mi avevi donato? L’ho custodita invece per usarla al momento giusto, quando il racconto – ormai chiuso – non è più mio, è di chi vorrà leggerlo. Lo lascio qui, sulla spiaggia di TI. Sarà presto dimenticato, invecchierà, sarà sepolto sotto altri racconti. Potrà forse ritrovarlo solo chi si ricorderà di quello strano vecchio Napo, fake di Roberto, d’Isacco e di se stesso.

  16. Ciao. Ho avuto molti problemi a starvi dietro e adessso devo correre x recuperarvi tutti…
    Comincio con te. Fino a due capitoli fa non avrei mai immaginato un coinvolgimento con l’AISE da parte di Isacco, e due capitoli fa non avrei mai pensato nemmeno che il titolo fake potesse riferirsi ad altro che non fossero gli avatar utilizzati dai due protagonisti.
    Mi è piaciuto molto, ma mi piace ancora di più leggere, sia nella storia che nei commenti, l’affiatamento, la sintonia, l’empatia, in un certo senso il feeling che avete tu e Alessandra.
    Ah, già, vero, ho anche votato 🙂 io propongo un rincorrersi dietro senza mai trovarsi, non so se voluto oppure casuale, dei due. Indubbiamente, però, prima o poi ci sarà un incontro faccia a faccia, senza muri, piattaforme virtuali ecc (e bada bene che sto parlando dei personaggi).
    Perché si sa la “speranza” è l’ultima a morire 😉
    Non mi resta che augurarti un buon finale.

  17. Il finale mi sembra deciso. Io mi permetto solo di fare un brevissimo e modesto commento concernente il tuo ebook: un racconto straordinario nel quale tratti di argomenti difficili con una misura e un equilibrio invidiabili. Altro non dico perché non sarei capace di renderti giustizia.

  18. Ho votato “cosa proponete” 🙂 adesso dirò cosa propongo. Non so se tutti sanno che il nostro apprezzato Napo è stato appena pubblicato in e-book, quindi abbiamo un’occasione di leggere un libro intero tutto suo. Io nel prossimo capitolo userei 2500 battute per finire la storia (come lo lascerei decidere a te) e 2500 battute per sponsorizzare il libro, per dirci di cosa parla, magari se ci stai in 2500 battute buttiamo giù un’intervista e le domande te le faccio io, visto che altri autori già in passato hanno usato TheIncipit per sponsorizzare loro libri (prequel, sequel) allora secondo me sarebbe carino se io ti facessi una piccola intervista e tu rispondessi e poi mettere anche il link. Io non ci vedrei nulla di male. Ma sono discorsi inutili per ora, siamo solo al 30% contro il 70%… magari si può combinare 🙂 So anche che probabilmente tu non lo vorrai fare, per questo mi propongo in qualità di intervistatore.

    • E adesso cosa devo risponderti? Non vorrei che gli altri pensassero a una “combine” tra me e te. Io so quanto sei sincero (e un po’ matto) nella proposta, come tu sai quanto sono prudente (e molto scettico) nel considerarla. Gli altri non so cosa penseranno.
      Mettiamola così: sul mio profilo TI ho aggiunto il link “vai al sito” che porta alla intervista ufficiale dell’editore, anche se un po’ mi dà noia che Napo rimandi a Mocher. Quando son tornato su TI, sono tornato sotto mentite spoglie, ma mi hanno riconosciuto praticamente subito dallo stile dei commenti (non del racconto!). Speravo di tenere Mocher distinto dal suo fake e invece…
      Non c’è spazio e tempo per l’intervista qui: sabato pubblico il decimo episodio. Però sarei curioso di vederti nel ruolo dell’intervistatore, molto più di quanto mi attiri di essere intervistato. Perciò t’invito a farmi le domande: tra me e te potrebbe venirne fuori qualcosa di divertente, forse pericoloso, se penso a quanto in poca considerazione ho gli ebook e a quanto sono suscettibili sia il mio editore sia gli altri autori di ebook in generale. Tu sai come contattarmi. Poi vedremo il da farsi.
      Grazie comunque.

  19. Mi sono permessa di votare per “alla fine cosa proponete”. Perché avevo immaginato subito che la lettera, nascosta sotto al pigiama dal professore, sarebbe finita nelle tasche di Hope. Lui ha una fotografia, sufficiente a poterla riconoscere tra la folla. Lei non può essere arrivata fin lì per niente. Pensavo che il professore le avrebbe dato una spiegazione attraverso quella lettera.

  20. ho saltato il capitolo 8 ed ho letto tutto insieme al nono, molto intrigante l’idea del coinvolgimento dell’is in questa storia, anche se credo che una rivelazione del genere non avrebbe avuto alcun effetto pratico, troppo diversa da quanto conosciamo, senza contare l’impermeabilità del vaticano, sarebbe scivolato tutto rapidamente nel dimenticatoio
    ho votato per il loro incontro proprio ricordando le emozionanti parole con cui hai iniziato questa storia:

    “Si erano “riconosciuti”, senza conoscersi, attraverso i commenti ai racconti degli altri: stessi interessi, stessi pensieri, stesse parole”

    ecco, vorrei vedere se riescono a riconoscersi anche da vivo, o almeno provare lo stesso brivido

    ps. leggo ora i commenti degli altri lettori e vedo che esiste una proposta startari/napo, che da parte mia appoggio decisamente: riusciranno i nostri lettori a riconoscere che l’ultimo capitolo è scritto da un’altra mano? o che non sia già successo anche negli altri?

  21. Sarebbe interessante una scena incentrata su Arnaldo e sulle lettere di Gesù per capire meglio che fine fanno.
    Comunque la svolta del complotto e dell’operazione messa in atto per sventarla non l’avrei mai prevista a inizio racconto, ma devo dire che è stata proprio ben pensata!

    • Intendi i fogli sequestrati nel covo, vero? Ovviamente saranno fatti sparire e su tutta la vicenda calerà l’oblio. Non a caso non sarà data neanche notizia della cattura dei componenti della cellula ceca.
      Mio Dio, quante cose dovrei scrivere secondo voi nell’epilogo! Su, belli, lavorate un po’ di fantasia.
      Per il resto, grazie a te Francesco.

  22. ..propongo l’opzione Startari. Cioè una scrittura condivisa senza incontro dei personaggi. Vincerebbe la possibilità dell’incontro, ovvero un atto concreto svincolato dal virtuale, dall’oggettivo, dall’astratto. Non idee, ma atti in potenza, possibili ma non ancora attuati. Credo che possiate scriverlo a quattro mani se non sarà scontro di idee.
    Ciao

  23. Una pistola? Colpo di scena.

    Un sequestro, in fin dei conti. Inaspettato.

    Una traduzione non chiara, autentica o solo migliore degli originali?

    Il mio voto: una proposta per il finale.

    “Non si erano mai incontrai – vado a memoria – ma si erano riconosciuti.” così inizia.
    “Capelli biondi, zigomi alti. Troppo veloce per riconoscerla.” così finisce.

    No. Non si incontreranno mai. Ma lui, sull’aereo, si ricorderà di lei. Appena atterrato le scriverà, le parlerà persino di un certo documento infilato in un pigiama che non ha mostrato a nessuno, e che contiene qualcosa di importante. Lei tornerà indietro ma non riuscirà a raggiungerlo mai, pur avendo appreso la verità. Quell’unico documento omesso conteneva informazioni reali, vitali… Isacco si confida con Hope per missiva, ma i due non riescono a ritrovarsi. La verità rimane chiusa in un cassetto.

    La vita è così, mio Fake che come me vorresti raccontare la verità ma proprio non puoi poiché davanti abbiamo muri di gomma, la vita è un continuo inseguimento di persone, obiettivi, ideali, sogni, che non si raggiungono mai. Ma il più audace di noi, ne sfiora almeno uno, almeno una volta.

    E, in ultimo, ti dedico un pensiero personale, pur se pubblico:

    Sei l’ispirazione che manca qui fuori, nell’aria. Sei l’ombra che sfiora la spalla in un passaggio fugace e che non riesco a raggiungere. Sei l’uomo che attraversa il nastro giallo all’aeroporto, e che non ho riconosciuto. Ma che dentro di me ho conosciuto nel profondo.

    • Vuoi scrivere tu l’epilogo? Io ci sto, nonostante la mia ben nota idiosincrasia per la scrittura condivisa. In questo caso però io la mia storia l’ho conclusa, quindi l’epilogo scritto da te non si configurerebbe come scrittura a quattro mani. Sarebbe un po’ come l’esperimento di Diego ma meno invasivo. A questo punto, se i lettori vogliono possono votare l’opzione Startari.
      Comunque vada finiremo insieme i nostri racconti sabato prossimo. Giusto?
      Spegni la luce e il fake, come un’ombra, scompare.

    • Ricevuto, Lucia. Terrò conto delle tue domande per l’epilogo. Una risposta però mi sembra ovvia e te la do subito: Coke è un militare di vecchia data che conclude la sua carriera nell’AISE, ti pare che possa dilungarsi in dettagli con un civile se i suoi superiori non lo autorizzano? Manna già la polpetta in carriola (posso rubarti questa stravagante esclamazione?)

        • Mi stai a fa spaccà come dicono a Roma…questa è una serata divertente, almeno nelle letture… hi hi hi…. Il vampiro se lo succhiarono con l’aspirapolvere e qui, passano le bionde e nessuno le vede, dall’altra parte stiamo ancora a fa confronti invece de fa sbaciucchiamenti e vissero tutti felici e contenti, poi c’è chi vuole fare la strage e io che devo ritrasformare i cani in esseri umani, quell’altro gli scavarono la fossa ma non ci stava a pennello e mo se deve fa pure un valzer…Questi epiloghi sanno proprio bignè e fuochi di artificio cosa ci aspetterà ? Lo scopriremo solo leggendo….

      • La mia è tutta attaccata mannaggia la polpetta in carriola, ruba, ruba…Si in effetti, ma neanche uno strappettino da cognatino, una fugace spettegulez…Questo Coke lo hai fatto un personaggio tutto di un pezzo manco fosse Ingle-Sudanese tutto d’un pezzo!!! Ah, ah, ah un uomo di ferro…
        Sta bionda passa, dico che lei non lo vede Isacco ma è Isacco che deve vedere a Lei, mica una bionda passa senza che nessuno la vede? Poi in Italia ? Ma la stiamo a Praga, magari non la notano….

  24. Mostrerà di conoscere il contenuto delle lettere. Forse bluffando.
    Oramai non faccio che pormi domande.Isacco ha avuto mesi per capire,quale sarà stata la sua conclusione?Cosa lo ha spinto ad accettare? Qual’è la speranza che ripone in Hope? Perché Arnaldo Coke si chiama Coke con la kappa?
    Aspetto non posso fare altro.

    • Potrei rispondere alle tue domande, ma non mi sembra opportuno ora. Posso dire solo che Isacco è stato spinto ad accettare dall’ammiraglio Coke, suo cognato. Coke è un cognome, non molto diffuso ma vero, scritto col kappa e pronunciato così come si scrive (per inciso anche Mocher si pronuncia così come è scritto).

  25. Ecco la mia riflessione di fine capitolo:

    Entrambi, sono convinti di servirsi dell’altro per arrivare allo scopo (quale sia, ancora non lo so, ma ci sto lavorando ).
    E’ Isacco che trova Tamerice.
    Io però, continuo a pensare che loro già sappiano e che Isacco sia il mezzo per arrivare a qualcosa di grande.
    Isacco ne è consapevole?

    p.s
    Memore di “A Parma non c’è il mare” temo: non avrai mica intenzione di far morire Hope o Isacco, vero?
    Non reggerei quest’altro shock.

  26. Il professore in missione mi piace. Voto per la traduzione fedele. Secondo me, solo così potrà verificare se sono lettere autentiche oppure no. Mi rimane il dubbio di che fine ha fatto Hope. Ci saranno altre notizie su di lei? Per il resto … complimenti, mi è piaciuto questo episodio. 🙂

  27. Ma non faccio in tempo ad assentarmi qualche mese che mi sorprendi con una nuova e avvincente storia ! Complimenti davvero! Mi dispiace non aver potuto contribuire allo sviluppo del racconto fino a questo momento, ma meglio tardi che mai, ho votato per la terza opzione, ti seguo.
    Ps. ho visto che siamo anche nella stessa categoria! bè direi proprio che questo è uno stimolo in più! 🙂
    A presto

  28. Ho votato per la richiesta di una traduzione fedele, ma in realtà vorrei un mix delle tre, con minacce neanche troppo velate al professore, vediamo come ne uscirà.
    Qualche accenno a cosa sta combinando nel frattempo Hope sarebbe gradito 😀

    p.s. Mi è piaciuto il riferimento agli attentati di Parigi, rende il racconto molto attuale.

    • Un mix almeno di due opzioni lo avrai di sicuro e anche Hope dovrà tornare in scena. Il riferimento agli attentati di Parigi lo avrei evitato con piacere, ma non potevo tacerne visto che avevo già in mente di parlare del terrorismo legato al Califfato Islamico.
      Grazie Giulia.

  29. Credo che si mostrerà deluso ma ho votato perché chieda al professore di impegnarsi in una fedele traduzione.
    Splendido episodio.
    ” — non esercitare il potere sugli uomini in nome di Dio; non accumulare ricchezze e non fare mercimonio in nome di Dio; non uccidere in nome di Dio. —- ”
    Non sacrificare esseri umani pensando di tuo ingegno che essi siano come l’agnello donato al Re, non ritenere la loro vita merce di scambio, non reiterare nell’errore senza che l’errore ti abbia condannato e tu lo abbia patito come il più grande dolore che hai meritato. Non considerare la verità al di sopra della giustizia poiché le due cose sono come dei Fake e devono navigare insieme. Se l’uno lascerà la mano dell’altro, questi affonderà e con lui la verità… e di seguito l’altro. Poiché nessuno di noi è solo, siamo un tutt’uno unito da un unico scopo: amare.

  30. Carissimo amore mio,
    non ho ancora letto l’episodio poiché sono appena tornata a casa. Ma quando ho aperto la posta e ho ricevuto la notifica, non volevo crederci. Stai cercando di finire insieme a me? Fake!, per questo mi hai suggerito di ignorare la richiesta di Boost di pubblicare subito il decimo… 🙂 ti sei messo in testa che i Fake finiscono insieme! Altrimenti perché pubblicare un episodio a soli 7 giorni di distanza dall’altro? Lo so, mi sto montando la testa, tu risponderai che cerchi di pubblicare una volta a settimana ma noi sappiamo che il destino dei Fake è di arrivare e andare via insieme.
    Ora tutti sapranno che sei il mio segreto amore ( !!!!! ) e non mi importa.
    E adesso vado a leggere il tuo nuovo episodio.

              • Con le mie conoscenze informatiche e l’immane quantità di siti e domini che gestisco per lavoro posso creare “n” acconti fake (come piace a te) insospettabili, dotati di indirizzi IP mutevoli e irrintracciabili, e riconsegnare a Locullo la gloria… o volendo passarla a te o a Bricoleur. O decretare il vincitore tra questi due nuovi contendenti.

                Morale: non provocare il “Signore degli Anelli di Silicio”, il tuoi “tempi” sono relativi, così come il luogo della contesa (questo sito).

                ps: per Alessandra e Lucia: potete corrompermi. Anzi, iniziamo un nuovo thriller: una delle due ha già provato a corrompermi. L’altra si preoccupi, arriverà una frustata finale ai voti, quando meno ve l’aspettate.

                (risata malefica di sottofondo che a me piace sempre tanto)

          • Me lo auguro che tu stia scherzando, Mattia.
            Questo sarà pure un gioco, ma se ora ti metti a leggere uno per uno i commenti di chi ha votato le storie in vetta alla classifica ci trovi i tanti lettori che si trovano su questa piattaforma, non un timer che regala punti a caso. Significa che i lettori di The Incipit hanno semplicemente deciso di leggere una storia che abbiamo messo molto impegno e passione per scrivere. Per cui la velata e anche non molto velata minaccia di far levitare o tagliare i loro voti a tuo piacimento ( e ribadisco, non gli incipoint ma
            I LORO VOTI, perché ‘sti FAMIGERATI PUNTI sono FEEDBACK di LETTORI, non premi di “Lascia o Raddoppia”.) sarebbe una mancanza di rispetto nei loro confronti, non un modo per infilare in classifica uno piuttosto che un altro.
            Poi basta con questa storia di Locullo e chi per lui; cerchiamo di chiarire una volta per tutte:
            SURVIVING SARAJEVO è stata scritta il 19 Novembre del 2013.
            Da allora nessuno l’ha mai surclassata. Oggi è il 29 Gennaio del 2015, ci può stare – secondo te – che un sito che accoglie centinaia di autori all’anno, ne trovi uno che scrive qualcosa che interessa TANTO QUANTO o DI PIU’ a distanza di anni?
            Il mondo è pieno di autori, se fosse luogo di soggiorno di un solo autore, sarebbe grigio. Per fortuna il mondo è pieno di colore.
            Mi hai veramente innervosita. Non penso neanche di meritarlo, dati i tanti discorsi fatti con te sul lavoro che c’è dietro alla scrittura.

            • Alessandra non sto scherzando, lo giuro: sono in ostaggio, al momento ti scrivo da una stanza buia (e tempestosa), e nella camera a fianco c’è qualcuno. So che mi sta osservando, mi tiene d’occhio, ogni tanto si sposta, e lo capisco dal gioco d’ombre dietro lo specchio che ho di fronte.
              Per terra c’è un foglio, e c’è scritto un nome. Di fianco al nome, un numero, scritto col sangue (rappreso), e di fianco al numero, scritto con la marmellata (fresca), il nome di un altro giocatore.
              Appeso alla mia fronte c’è un timer, ma non posso vederlo perché appunto, quel ******* che mi tiene in ostaggio me l’ha attaccato in fronte, e lo specchio è troppo in alto perché rifletta il timer, che quindi non serve a niente.
              Di fianco a me, un computer, e ho solo una mano libera.
              So che se, quando il timer sarà scaduto, io non avrò regalato 500 incipoints a mister “marmellata” (non posso fare nomi), qualcosa accadrà, e probabilmente qualcosa di molto brutto. Di brutto brutto brutto (cit. Hubert, interpretato da Aldo Baglio).
              Alessandra, sappi che questo non lo faccio per una questione personale. È una questione di vita o di morte.
              Con affetto, sempre tuo, se mai tornerò, Mattia.

              • D’accordo. Capisco che un sequestro di persona sia difficile da sopportare…
                immagino dunque che tu stessi assolutamente scherzando, perciò mi scuso per il tono perentorio e provocatorio che ho usato nei tuoi confronti.
                Anche perché se mi dai qualche indizio conreto potrei venire a liberarti… ho una suqadra di Shimpu da assalto che può paracadutarsi in pochi minuti sulla zona e salvarti…

  31. Io ascolterei un dialogo per capire quale sarà il destino del professore perché secondo me quelli nascondono qualcosa, tramano qualcosa insomma. Meglio capire subito a cosa si sta esponendo il professore, no?
    Bellissimo episodio.

  32. Il collega non me la conta giusta: Isacco gli dà un sacco di info a gratis… se poi si scopre che è un doppiogiochista sappi che in questo punto c’è una telefonata grossa come una casa.

    Napo, il secondo episodio è molto didascalico: non vedo del gran “conflitto”… tra l’altro, comincio a far confusione, con tutti questi nomi. Il primo mi è piaciuto molto di più, tra poco leggerò il terzo and… I “Hope” to feel the same feelings I felt before.

    ps: scrittura ineccepibile, citazioni da vero acculturato… mai nessuno, tuttavia, che mi citi “Er Piotta” o “Er monnezza”? E allora lo faccio io, e in questo caso è un monito al collega ficcanaso di Newton:

    Sotto la neve…

  33. Vai col testo biblico. Caspita, Napo, una spy story a Praga incentrata su un manoscritto antico e misterioso che potrebbe stravolgere molte certezze religiose non me la sarei mai aspettata quando ho cominciato a leggere questo racconto 😮 e devo dire che mi garba. Mò vediamo che mi combini…

  34. Mi tentano due opzioni. Sceglierò il flashback ma solo per scoprire cosa c’è dietro al comportamento di Isacco, cosa nasconde? Non vedo l’ora di scoprirlo.
    Capitolo molto dinamico con i frequenti cambi di scena, mi è piaciuto. Anche il repentino cambio di atteggiamento di Giuseppe e dei compari suoi dona alla storia quella nota di pericolo e di incertezza che mancava. Sai sempre individuare quello che manca e inserirlo nella storia con una naturalezza unica.
    E infine Hope. Mi aspetto grandi cose da lei. Buon proseguimento;)

  35. Il capitolo si snoda creando una suspance pazzesca. Bello tutto, l’entrata nell’appartamento e come viene accolto, mi è sembrata una puntata di NCIS non ti offendere e sappi che è l’unico serial che seguo.
    L’incrocio con i fatti di Parigi mi ha lasciato a bocca aperta e ho pensato che quell’opinione bellissima che ho di te non verrà mai sconfessata. Ora non posso farti troppi complimenti altrimenti mi dicono lecchina pure a me! Cosa che non sono e non sarò mai, anche per questo scrivo la mia storia.
    Ora mi preoccupano le opzioni, c’è una sorte che il povero Isacco deve per forza seguire ? Oddio, ma che gli vorranno fare ?
    Poi, la storia delle lettere di Gesù mi ha fatto sgranare gli occhi ancora peggio. Cosa ci direbbe a noi mortali Gesù ? Come potresti mai cavartela in questa cosa ?
    Te lo dice una cristiana praticante. Mi hai messo una curiosità addosso, se mai dovessi scriverle queste lettere le voglio leggere, anche se non sono di Gesù ma è lui che parla attraverso di te. Il vangelo secondo Napo è accattivante, non ci dormirò la notte…. Mamma cosa mi hai fatto e ora la mia curiosità di scimmietta starà due ore andata e ritorno mentre guida a pensare alle lettere di Gesù secondo Napo, a Hope che investiga e a lui in pericolo…. Ringrazio Dio di dover pensare a questo, perché se mi applico alla realtà non esco più. Un bacio. Grazie.

    • Oh, ecco a voi l’uragano Lucia… Non mi dare troppe responsabilità ora… Ti confesso che l’idea delle “Lettere di Gesù”, che ho in mente fin dall’inizio di questo racconto, mi ha turbato e mi turba tuttora perché anch’io sono un cattolico praticante. Perché mi sono allora messo in questo impiccio? Lo scoprirai presto.
      Un bacio a te.
      P.S: Spero di trovare il tempo oggi per leggere il tuo ultimo episodio pubblicato.

      • Napo ho in mente come rendere la storia nei prossimi due capitoli, il problema è che forse non terrò alto l’umorismo con il quale mi sono sempre contraddistinta.
        Devo dire delle cose a troppe persone che sono riuscite, grazie a una rivoluzione causata dalla mia denuncia satirica, a migliorarsi. Ma troppi cani ancora resteranno male.
        Dovrò comunque camminare in quei corridoi e spesso non sarò capita, anzi qualcuno mi girerà la faccia (come già accade). Ma ruffiana non la so fare e mi rifiuto di farla e se questo è il prezzo sono pronta a pagare.
        Intanto il 12 febbraio esce il trasferimento. Per quello mi sto affidando a Dio che prego per intercessione della Madonna (non è una battuta!).

  36. Il vangelo è la chiave per arrivare al vero motivo per cui Isaac ha intrapreso questo viaggio.
    Potrebbero essere le lettere, ma secondo la mia teoria anche queste ultime servono per arrivare a qualcosa di molto più grande. Una sorta di caccia al tesoro. Sbaglio?
    Jena parla con Youssef del del destino del professore.

    Credo che loro, a differenza di quanto crede Isaac, sappiano. Tuttavia, sanno anche che solo Isacco ha i mezzi per arrivare alla soluzione, altrimenti perchè monitorarlo con così tanta attenzione?

    p.s Se non mi rispondi neanche stavolta, piango ( 😉 )

  37. quand’è che la visita si è trasformata in (volontario?) sequestro?
    anche stavolta un omaggio (o forse due), sta diventando un gioco nel gioco 🙂
    in realtà mi interesserebbero tutte e tre le opzioni, ma come si fa a non essere curiosi di leggere la prima lettera di gesù? (by the way, è la prima di quante? e poi, a chi è indirizzata? e perché è scritta in ebraico e non in aramaico?)

    • Sequestro volontario? Direi che è una giusta definizione. Approfondiremo poi.
      Un omaggio c’è, anche in questo hai visto giusto. Il secondo? Se c’è è subliminale e in gran parte involontario
      Quanto alla lettera, non precorriamo i tempi. Sulla lingua, ho immaginato che Gesù, che parlava l’aramaico in uso in Galilea, ma a quanto pare conosceva anche il greco e soprattutto l’ebraico, dovendo scrivere delle lettere scegliesse la lingua più diffusa tra quelle da lui meglio conosciute. Anche qui ha visto giusto: la lingua delle lettere è scelta in funzione dei destinatari, se avesse scritto agli apostoli avrebbe scelto l’aramaico.

  38. Isacco mi sembra uno sprovveduto che aspetta il salvataggio da parte di Hope…non che lo sia davvero, ma in questo episodio mi ha dato quell’idea.
    In realtà avrei preferito che ci parlassi bene delle nuove azioni di Hope, ma visto che nelle opzioni non l’hai messo mi accontento di un breve sintetico e chiaro flashback. Ciao Napo

  39. Ritengo – arrivati a questo punto della storia – NECESSARIO un flashback di metà Gennaio che ci chiarirà una volta per tutte l’avventura intrapresa dal professore e le sue ragioni.

    Ma poi, perdonami, pur ritenendo assolutamente intrigante l’idea di scoprire lettere di Gesù sconosciute, tu come pensi di poterne scrivere una da sottoporci? Davvero saresti in grado? … in attesa di leggere una lettera di Gesù da Napo, resto in linea 🙂

    Negli angoli di una stanza asettica possono trovarsi delle telecamere a circuito chiuso, non delle web-cam, a meno che il suo lavoro non sia connesso e trasmesso in tempo reale e in rete a una sezione riservata di una determinata Setta che segue in diretta i suoi progressi, ma potrebbe rivelarsi cosa pericolosa e hackerabile…

    e poi … come hai fatto stavolta a conservare gli spazi nella formattazione che a me non riescono mai? 🙂 vabbè, l’ultima era la domanda più cretina.

    Complimentoni, Napo.

    • Anche stavolta hai il primato della commentatrice più veloce del West.
      Cominciamo dall’ultima domanda, che sarà anche cretina – come dici tu – ma che ha una risposta molto banale e scoraggiante: non lo so (stavolta mi son venuti fuori anche più spazi di quelli che avrei voluto).
      Non oserei mai sostituirmi al Cristo – io no, proprio no, forse qualcun’altro qui potrebbe proporsi – quindi la traduzione non sarà “letta” da Isacco ma riassunta nella sua mente, ripensando all’impatto che avrebbe se fosse vera.
      Su webcam e tvcc non mi pronuncio.
      Sulla scelta del flashback ho una domanda io: non eri tu quella che non amava il ricorso ai flashback? Guarda che non dimentico una parola delle tue affermazioni.

      • No. No, caro. Io ritengo che i flaschback non portino avanti la storia e che dovrebbero essere evitati o, al limite, trattati con le pinze. Ma non si può dire lo stesso di una storia in cui, un fatto avvenuto anni o mesi prima, cambia le circostanze presenti e il loro significato.
        Se i flashback non avessero davvero nessuna utilità, non sarebbero stati inventati. C’è chi li usa a sproposito, tanto per creare superflui spin-off o prequel, senza prima aver costruito un plot presente con la giusta cronologia di eventi. Non è e non sarà mai il tuo caso: pignolo, preciso, versatile, impossibile ti sfuggano dettagli. Quelli che lasci andare evidentemente non ti servono, o ti serviranno in seguito. E ciò detto: vada per il flasback che solo a te si accetta volentieri e – anzi – quasi si ritiene d’obbligo.

  40. E’ sempre piacevole e stimolante leggerti.
    Ho tutti i tuoi indizi,almeno quelli che ho colto,io non sono Hope :il numero 22,Bartolomeo e il testo che tiene in mano,il suo contatto sconosciuto da cui non attende risposta,il suo confidare in Hope che forse è più di ciò che sembra,gli sconosciuti avvenimenti di Gennaio,Mozart e la consapevolezza che per scoprire la verità dovrò aspettare che tu me la mostri.Tuttavia ho un dubbio.Forse non è stata Tamerice a cercare Isacco, ma lui a fare in modo che lei lo trovasse e non voglio credere che Isacco sia agnostico.
    Dopo questo sproloquio,voterò che capisce di essere al sicuro.Secondo me che di mettersi nei guai lo sapeva fin dall’inizio.

  41. Ho mandato due opzioni in parità. Sorriso di chi sa di esseres stato messo nei guai.
    Ora che Isacco gli ha detto che il vangelo è un falso, perchè poi gli dice di voler visionare il testo?
    Hope dice che va a Padova, ma sta andando a Praga o va a cercare Isacco all’università ?
    Bello il rapporto trai due fidanzati, c’è fiducia… Il capitolo come sempre scorre, me ne ero quasi dimenticata….meno male che ti seguo!
    E poi chi sono questi due che lo aspettano ? Sale la tensione mi sa tanto di colore giallo questa avventura. Un bacio

    • Un colpo e un colpo, alla fine si torna sempre in parità. In realtà il risultato del voto non influirà più di tanto sul corso degli eventi. Ho deciso: nel prossimo episodio vi spiego tutto (o quasi), perché vedo che la confusione regna sovrana (mea culpa). A lunedì (spero) per il settimo capitolo.

  42. Rieccomi a commentare. Ho recuperato tutta la storia di seguito e devo dire che non dover attendere tra un episodio e il successivo giova moltissimo alla lettura. C’è un problema ora: come faccio a commentare io queste storia? Una storia dalla trama coinvolgente, con personaggi (o persone?) fantastici e con un immancabile intrigo sullo sfondo. Sono troppo piccolo, e non anagraficamente, per poter esprimere in maniera unica quanto ammiri le tue opere. Uno dei pochi motivi per cui vale la pena restare su TI. Complimenti perché sei l’unico qui che non vuole fare lo scrittore, ma è scrittore.

  43. Mentre votavo mi sono chiesta “e se l’accenno a Hope fosse la sua via di fuga?” L’opzione del sorriso di chi si è messo al sicuro avrebbe senso. Io, invece, ho votato il sorriso di chi si è rassegnato d’essere nei guai, interpretando la presenza dei due fidanzati davanti al negozio, come un segnale di pericolo. E non contenta ho portato le due opzioni in parità. 🙂

    • Accidenti, Fake comincia ad avere più interpretazioni dei Vangeli apocrifi!
      Devo dire che sono molto compiaciuto della lettura attenta che state facendo un po’ tutti di questo piccolo racconto, nato per una scommessa (o meglio per una reciproca promessa) tra me e Alessandra Startari. Tutte interpretazioni plausibili.
      Grazie Danica.

  44. E’ vero che non si è detto in che anno si svolge la vicenda, ma non può essere troppo indietro, visto che all’inizio ci sono le mail. Quindi già non è Cecoslovacchia ma Rep. Ceca. Quindi già fuori dalla sfera del comunismo russo (dove gli stranieri a priori venivano tenuti d’occhio).
    Quindi se tengono d’occhio in quel modo Isacco, vuol dire che c’è qualcosa. Sono indeciso tra il fatto che sa di essersi messo nei guai e il suo solito sorriso da fatalista 🙂 propendo per la prima, perché comunque sorriderà anche se sa di essersi messo nei guai, ma non è detto che non si senta comunque al sicuro, anche se è nei guai, perché magari sa già come uscirne…

    Altra cosa in comune con Isacco: in cima alla lista delle cose che volevo vedere quando sono andato a Praga era la casa numero 22 di Kafka. E la delusione quando ho visto che non c’era nient’altro, oltre al negozietto turistico…

    • Vuoi vedere che sei tu il fake di Isacco Speranza? D’altra parte ormai fa parte della tua esperienza su TI: ogni volta che c’è puzza di fake, specialmente se scomodo, il primo su cui puntano il dito sei tu. Scherzi (ma mica tanto) a parte, grazie della tua lettura attenta e benevola. Sei un amico (e ti ho tirato in causa nella replica chilometrica in risposta a MaxLap).

  45. Sorriso de paura.
    Isacco sta temendo per la propria incolumità, il Vangelo si sta rivelando pericoloso, ma tu ci lasci sospesi: qual’è il pericolo, da chi deriva e perché?
    Isacco ora non può rispondere e noi restiamo a gustarci la sua eleganza che è,un po’ quella del suo autore.
    P.s. In un altra piattaforma ho letto un racconto di un tale Roberto, il cognome inizia con la M (credo), ambientato a Napoli, protagonista un ragazzino di nome Sasà: bellissimo, emozionante

    • Scusa la mia replica insolitamente lunga.
      Riguardo a questo racconto, a ogni episodio ho l’impressione di svelare troppo e invece scopro, dai vostri commenti, di essere eccessivamente criptico. Senza nulla togliere a te – che sei tra i miei lettori-autori preferiti – aspetto di leggere il commento di Massimiliano Vertuani, che è il detective di TI. Se anche lui è fuori strada, vuol dire che ho sbagliato tutto.
      Quanto all’altra piattaforma, ho letto il tuo commento e te ne sono infinitamente grato: mi lusinghi. Non ti rispondo lì perché non sono molto pratico di Wattpad e lo frequento poco (giusto per seguire chi, come boostwriter, ha lasciato TI). Lo uso, più che altro, come archivio. “Cose che a volte capitano” era stato scritto in origine a episodi su TI, nell’estate del 2013: mio primo racconto in assoluto, aveva il pregio/difetto di essere in buona parte autobiografico, come quasi tutti i primi lavori degli esordienti (sì, anche di quelli stagionati). Lo bruciai in poche settimane, mantenendo il ritmo di almeno due episodi a settimana (ritmo peraltro consigliato ancora oggi da TI). Fu una sorta di test per me che, come al solito, anche dopo quindici anni di collaborazione con un settimanale locale, ero convinto che nessuno mi avrebbe letto, tantomeno apprezzato. Il racconto fu invece un successo e ebbi il piacere di avere intorno a me un gruppo di lettori-autori di tutto rispetto, tra cui un esordiente locullo. Molti incipiters di allora su TI non ci sono più: Angela Caputo (che fu una grande spalla su scaricare le mie fisime), Jay Baren (genio folle) e altri. Anch’io decisi di lasciare TI e come gesto di negazione di quell’esperienza chiesi e ottenni la cancellazione del profilo e del racconto.
      Sono tornato su TI richiamato da Diego Zucca. All’inizio volevo solo leggere i racconti degli altri. Cosa ho fatto nell’intervallo tra un Roberto Mocher e un Napo? I più attenti lo scopriranno nel giro di una settimana.
      Voglio solo aggiungere che devo molto a TI: è una palestra eccezionale. A prescindere dagli incipoints, ci sono autori – anche poco assidui e poco avvezzi ad autopubblicizzarsi – che meritano attenzione. Ci sono ovviamente anche le “grandi firme” che raggiungono la top5: Purtroppo troppo spesso decidono di abbandonare la piattaforma. Io non lascio, forse mi prenderò una pausa come “scrivente” (la parola “scrittore mi sembra eccessiva), ma resto qui. Grazie a quelli come te.

      • Mi fanno piacere i chilometri della tua replica.
        Vediamo che combina l’investimax (come lo chiamo io) sono sicuro che sta studiando attentamente ogni indizio e solo per questo non ti ha ancora commentato.
        Perdonami se te lo scrivo, ma il tuo racconto del 2013 è incredibilmente bello, superiore, secondo la mia personale percezione, ai successivi che hai scritto come Napo e che pure ho letto e seguito; è superiore anche a quasi (sottolineo quasi) tutti i racconti (ne conto a memoria 40 ma forse molti di più) che ho letto su TI e su altre piattaforme. La storia di Sasà trasuda sensibilità e dolore, come un racconto di De Giovanni, non avrei mai potuto pensare potesse essere un deb. Scusami se uso questo tuo spazio per un’altra tua storia, , ma non essendo su FB o tw non saprei come altrimenti fare a comunicarti la qual cosa. Ti, hai ragione, è una bella palestra, però può darsi che scriva anch’io su Wattpad, per postare,storie troppo brevi per essere coerenti con TI. Se vorrai seguirmi anche lì, sarai il benvenuto, perché dei punti me ne scatafotto ma ai commenti di certi miei friendfake faccio fatica a rinunciare 🙂

        • Diciamo che per ora ho scoperto (con un po’ di aiuto dell’interessato, lo ammetto) cosa ha fatto Napo durante il suo esilio volontario da TI, oltre a cosa accadrà e quando (ma non dico altro, se non che sono già sui blocchi di partenza perché voglio essere tra i primi ad avere il privilegio di…).
          In merito a Fake, ho un mia teoria, che però devo confermare approfondendo alcuni indizi che Napo ha disseminato e che sono certo conducano alla soluzione. Purtroppo ultimamente sono molto impegnato in altri progetti e il tempo che dovrei dedicare ai miei autori preferiti su TI non rende loro onore (me ne scuso, tanto con Napo, quanto con Alessandra, Giorgia, Adealide, Francesco, MaxLap e gli altri). In ogni caso, la mia ipotesi è che Isacco sorrida di quel sorriso di circostanza tipico di colui che è cosciente di giocare una partita pericolosa, le cui conseguenze potrebbero avere impatto non solo su sè stesso (se però non è così, allora ammetto di essere del tutto fuori strada, ma esclusivamente per demerito mio).

  46. Due domande:
    perché Hope va a Padova?
    perché il professore fino a sette mesi prima non avrebbe immaginato quell’avvntura, cosa è successo dopo sette mesi, perché proprio sette mesi?
    Episodio egregio.

    Sa di essersi messo nei guai… mi pare il minimo.

    • Ciao Giulia.
      Per non fare imbestialire i lettori che odiano gli spoiler, posso rispondere solo alla prima domanda.
      Hope va a Padova perché ha scoperto che il prof. Speranza insegna ebraico antico all’Università di quella città e, da brava giornalista freelance, ha annusato che, se Isacco le ha inviato una email “cifrata”, ci deve essere un buon motivo. Troverà altre informazioni? È ciò che lei spera.
      Mi dispiace non dare risposta alla tua seconda domanda, mi sembra una scortesia. Posso farti però notare una cosa: la vicenda si svolge a fine luglio, ma non ho mai detto in quale anno.

      • Tu sei il preferito della mia preferita, per cui ti perdono. Però adesso ti dico pure che sei complicato per me. Faccio un salto indietro di sette, ok, arriviamo a Gennaio di non si sa quale anno. No, non ci arrivo da sola. Forse Hope ci sarebbe arrivata ma lei non è qui, è a Padova.
        Una cosa è certa, il preferito della mia preferita non poteva che essere contorto come lei.

  47. Sa di essere al sicuro. Sa bene quel che sta facendo, nonostante sia stato un pò azzardato nella decisione di affrontare un viaggio colmo di enigmi. Da quando gli è stato presentato il testo da tradurre, ha deciso una strategia. Sarai tu a spiegarci quale. Sempre entusiasmante Roberto, grazie.

  48. Credo che lui sappia di correre un bel rischio e che si tratti di un sorriso consapevole. Non è uno sprovveduto, è lì per una ragione e solo lui conosce i rischi che corre.

    La tua abilità nel dipanare situazioni al limite dell’intrigo è invidiabile. Riesci a raccontare con una calma disarmante una situazione di bilico. Solo tu ci riesci. Io avrei già messo in fuga tutti con un inseguimento sanguinario, ahaha, tu invece ci regali un sorriso ambiguo e ci lasci ugualmente col fiato sospeso, senza fare troppo rumore. Con stile, aggiungerei.

  49. Ho recuperato i due capitoli che mi ero persa , leggendoli tutti d’un fiato.

    Può analizzare il testo, ma non stabilirne l’autenticità.
    Per quanto provi a sforzarmi, non riesco mai a risolvere i tuoi gialli prima che sia tu a svelarne il finale.
    Eppure mi impegno, prendo appunti, faccio ricerche, come un vero detective, ma niente.
    Quindi, ho deciso di lasciarmi trasportare dalla tua bravura e di godermi la storia.
    Ma non mi arrendo.

    Complimenti, come sempre.

  50. Si mostra scettico. Senza nemmeno vederlo come può credere all’autenticità del testo?
    Scusa, Napo, se arrivo un po’ in ritardo, ma le ultime settimane, con le feste mi hanno tenuto lontano da TI. Ho letto con grande piacere gli ultimi due capitoli e la conclusione dell’ultimo mi incuriosisce molto! Attendo il seguito.

  51. Per forza sarà scettico. Il ritrovamento di un vangelo apocrifo dovrà scatenare in lui tutto il suo scetticismo.

    Belle le descrizioni, la trama, come si sviluppa e il finale di capitolo che ti lascia con la voglia di leggere subito il sesto. Ho anche io qualcosa in comune con Isacco, ho un cellulare antidiluviano della Nokia, senza internet (o c’è ma non funziona) che lo uso solo per chiamare e per i messaggi. Il tablet ce l’ho (ci leggo e ci guardo i film) ma mi scoccia in aereo portarlo perché lo fanno togliere dallo zaino 🙂

    • Ciao, Diego. Inaspettata questa tua affinità con Isacco su cellulare e tablet. Questo aspetto del comportamento di Isacco l’ho introdotto perché mi serve che, nel seguito, lui sia tagliato fuori dal mondo.
      Grazie per il commento. Il prossimo episodio non si farà attendere: se ci riesco vorrei mantenere il ritmo di un episodio a settimana.

  52. Non può che essere scettico. Eppure il ritrovamento del Vangelo apocrifo non mi convince: esiste già un Vangelo di Bartolomeo. E’ un’altra versione? Mi hai detto più volte che un’idea originale non la utilizzeresti per un racconto su TI, eppure io da te non mi aspetto mai niente di scontato, in barba alla tua bio.

    • Eheh, io e te potremmo discuterne per ore… Non è più un mistero che, da quando ho il piacere di annoverarti tra i miei lettori, ho dovuto affinare il mio lavoro di ricerca perché so che approfondisci gli argomenti documentandoti con cura. Per me è davvero un enorme piacere perché, come dico sempre, uno scrittore dovrebbe porsi sempre l’obbiettivo di schiudere una porta, poi sta al lettore la scelta di aprire o meno quella porta e intraprendere un percorso tutto suo. Non voglio però dilungarmi oltre. Ti darò solo due spunti sul prosieguo del racconto. Prima però devo dire che, a differenza di Isacco, non sono agnostico, sono un cattolico non fervente ma praticante e questo racconto, nonostante le apparenze, cercherò di portarlo a termine con rispetto verso la religione cattolica.
      1) Bartolomeo è uno degli apostoli più misteriosi, chiamato anche Nathanael (o Nataniele) ma non è certo che le due identità coincidano.
      2) I Vangeli canonici sono datati dal 70 in poi, notoriamente rielaborano la vita di Gesù, non ne sono una cronaca fedele. Manca un Vangelo coevo del Cristo.

  53. Mostra scetticismo, un po’ per deformazione professionale un po’ per celare le sue intime suggestioni. Leggo che non vi sono vittime uhm… Eppure Jana e Giuseppe si crucciano per il professore e pare stiano per partire, forse fuggire perchè? Certo che brutto se fosse Speranza a morire, sarebbe un atroce gioco di parole (la speranza che muore). Buon 2015 Napo (una volta Capo, già Mocher) e la suo Fake

  54. quarta opzione?
    isacco è (ovviamente) interessato e ha anche gli strumenti culturali per datare il testo e stabilirne la natura, però è in una posizione particolare, ebreo e agnostico, esperto di ebraico antico ma alle prese con un testo cristiano
    tu cosa voteresti?

    ps. bello anche questo omaggio ad un altro degli autori di the incipit 🙂

  55. Ciao Napo.
    Questa avventura diventa interessante se non fosse per la formattazione che stavolta non so come mai è venuta senza separazioni, una volta in un colore e l’altra in un altro. Poi mi ricordavo che me lo hai insegnato tu -. Haug! Ho abbandonato le frecce perché a te non piacevano e ora me le usi ( una stupidata però).
    Nel pezzo dove introduci Jana non si capisce subito. Però, l’idea mi piace tantissimo il collegamento, la ricerca su internet, tutto… Non mi pare una avventura ma un giallo senza morti…
    Non ho votato per lo scetticismo perché penso che Isacco essendo andato fin li, ed essendo egli un professore (magari emerito), abbia in se sia la passione per la materia, sia la qualifica per certificare e autentificare le opere. Una cattedra universitaria te la danno (per concorso), in base agli studi, al curriculum alle pubblicazioni.
    La storia mi prende sempre di più…
    Certe volte mi sembra che siamo rimasti in quattro gatti su questa piattaforma…. Buon proseguimento.

    Io torno ai libri di carta mi sento troppo in astinenza….Baci

  56. Beh, il testo, Isacco non lo ha ancora analizzato, per cui – conoscendolo – direi che si mostra dapprima scettico.
    Devo farti un rimprovero, Napo. Hai accorpato le scene senza nessuna separazione o scansione temporale e ho dovuto faticare a comprendere la cronologia degli eventi, sembrava che qualcuno fosse insieme a qualcun altro e non era così… essendo in pratica un giallo storico… non puoi evitare le scansioni temporali, anche solo inserendo degli orari, ma anche dei luoghi in testa/ a inizio scena… stavamo leggendo che Isacco aveva portato con sé solo un cellulare che può ricevere sms e siamo finiti in un dialogo tra Giuseppe e Jana… dove Isacco non era presente…
    però la parte in cui spieghi che Hope è vinta dai suoi pensieri a letto anche per minuti e minuti, ripensando agli ultimi eventi e facendosi quasi assillare da essi, è maledettamente ben scritta e … vera. 🙂

    • Lo so, ho fatto casino con la formattazione. Non mi ha preso le linee di separazione e nemmeno i caratteri speciali. Le prime tre scene, in effetti, si svolgono quasi contemporaneamente, mentre la scena del Klementinum è il giorno dopo.
      Peccato.
      Buonanotte, Hope 😉

  57. Sempre più suggestivo, ammiro le tue scelte stilistiche e il passaggio dall’intrigo sul codice arduo da risolvere (almeno per me ^_^) e il confronto tra Isacco e Youssef, probabilmente anime affini sotto certi aspetti che ancora devono palesarsi del tutto. Vorrei conoscere l’intuizione di Hope, forse capiremo il vero senso del messaggio ^_^

  58. Non è la Bibbia? Per ora le poche ipotesi che sono riuscito a formulare in merito a ciò che potrebbe essere non mi soddisfano. Anche se, a ben vedere, quel “non è così, vero?” potrebbe riferirsi ad altre parti della frase di Youssef.
    Speriamo che lo strano messaggio di Isacco contenga qualche altro indizio.

  59. Belle scelte. Ero davvero molto indeciso questa volta. Alla fine ho scelto lo strano messaggio di Isacco, anche se il sogno di Hope mi intrigava moltissimo.

    L’orologio astronomico è davvero bello, ci sono stato due volte a praga, una nel ’94 e una nel 2014 (gennaio). In venti anni è cambiata tantissimo.

    Capitolo scritto sempre con maestria, alcuni passaggi li ho trovati anche poetici. La scelta del tema mi intriga moltissimo.
    Ti seguo anche da Livorno

    • Punto di vista assolutamente condivisibile, Flavio.
      Grazie per il commento e per il saggio invito a mettere ordine. Mi sa che in testa al prossimo episodio metterò un link al riassunto delle puntate precedenti.
      Buone feste.

  60. Tre opzioni che voglio leggere, ma dovendone scegliere una sola dico Youssef che parla con la sua ragazza. Un messaggio criptico e un sogno rivelatore, non mi diranno quanto un dialogo tra i due che hanno fatto la scoperta. E io sono troppo curiosa, per deformazione anche , per restare ad aspettare ancora. 🙂
    Un episodio fantastico, sei sempre più abile e intrigante, inizio a invidiarti.

    • Mia cara Alessandra, leggerai le tre opzioni perché, con un enfasi che dipenderà dalla graduatoria finale, intendo introdurre nel prossimo episodio tutte e tre le scene proposte.
      Mi fai i complimenti? Lo sai che questo racconto è un po’ anche tuo: tu mi hai imposto di scrivere ancora su TI, mi hai suggerito il titolo e lo spunto di partenza. Ho costruito il personaggio di Hope pensando a te, sto imbastendo una trama complessa – con un complotto di fondo – ispirandomi alle tue tematiche preferite… e tu dici di iniziare a invidiarmi? Ma per piacere! Come si può invidiare un fake?
      Un anticipo di buone feste a te…

  61. mi incuriosisce Youssef che parla con la sua ragazza perché potrebbe rivelare qualcosa di molto importante, ma trattandosi il prossimo del quinto capitolo ho votato l’intuizione di Hope. I misteri della Bibbia…mi sa che al precedente commento ho avuto la giusta intuizione 😉 è sempre un piacere leggerti Napo.

    • Cara Giorgia, ormai sei sempre la prima a commentare i miei nuovi episodi. Una lettrice così competente, attenta e puntuale non può che farmi enormemente piacere. La tua intuizione pensi che sia quella giusta? Può darsi. Non ho letto il Codice da Vinci, ho visto il film solo da poco in una replica notturna in tv. Non pretendo di imitare Dan Brown e, iniziando a scivere Fake, non pensavo al suo romanzo. Però, riflettendoci, direi che la tua intuizione in generale è giusta.
      Buone feste.

      • Sono sempre la prima a commentare 😀 è vero, se posso lo faccio appena ricevuta la notifica. Il Codice Da Vinci è stata per me un’interessante lettura, ho letto anche i successivi di Dan Brown, ma il film non mi è piaciuto malgrado sia di Ron Howard.

        Buon Natale Roberto

  62. Devo chiedere scusa a tutti quelli che hanno commentato il terzo episodio e non hanno avuto da me nessuna risposta. Ho mancato allo spirito di TI che sta proprio nell’interazione, ma i giorni prima del Natale sono per me di intenso lavoro e mi lasciano poco spazio. Per scelta, ho riservato il mio tempo a commentare i vosti racconti. Ancora qualche giorno di pazienza e tornerò a replicare ai vostri preziosi commenti.
    Abbiate pazienza se anche questo episodio non svela nulla, anzi accresce il mistero. Ormai lo sapete che il mistero è il mio chiodo fisso.

  63. Ti dico cosa mi hai trasmesso: Isacco è ebreo e questo è molto importante per me.Adesso si trova a Praga,mi sarei aspettata di respirarne la bellezza attraverso i suoi occhi,invece lui non vuole che accada,tutto ciò che vuole che io veda è un richiamo al passato,perché? “La verità si rifletterà nella menzogna e viceversa,come in un gioco di specchi.” Mi piace che sia Hope a dover interpretare le sue emozioni….mi da speranza.

    Ti dico che sei bravissimo e che sono felice di aver iniziato a leggere Fake.
    Casa di Hope.

  64. Ripartiamo da Hope.
    Voglio sapere come procede l’analisi dell’e-mail.
    Mi sono lasciata trasportare dalla trama e confesso di averci provato e riprovato anche io. Ma lei è Hope, scommetto che sarà più brava di me a capire cosa si cela dietro le parole di Isacco.

    Con quei dialoghi in inglese, mi hai resa felice!
    Di solito leggo ad alta voce, quindi mi hai dato modo di pavoneggiarmi esibendo la mia pronuncia 😀
    Scherzi a parte, sei sempre bravo.

    E io me ne sarei andata senza neppure avvicinarmi al ragazzo, pensa quante cose mi sarei persa!
    Se mai dovesse accadermi qualcosa di simile prenderò esempio da Isacco.
    Sono sicura che accadrà qualcosa di straordinario durante il suo viaggio a Praga. Persone come lui sono destinate ad avere una vita da raccontare. E io sono già sinceramente affezionata a lui.
    Quindi, forza Isaac!

  65. Era da un po’ che mi ero ripromesso di leggere questo racconto e finalmente ce l’ho fatta! Che dire, mi è piaciuta tanto l’idea di partite dal sito di racconti online, una sorta di storia nella storia 🙂 per il resto complimenti, storia molto intrigante e veramente ben scritta. Ti seguo sicuro 😉

  66. Scusa, forse mi è sfuggito qualcosa… ma come fa a sapere che quello si chiama Youssef?
    Come sei complesso, comunque. 🙂 una storia interessante ma non sempre di facile e veloce comprensione, forse saranno gli esami che mi intasano il cervello 🙂

    Alle sette di sera.

  67. Ripartiamo da Giuseppe (Josef – nome importante per Praga), anche perché qualunque sarà la stazione di partenza, il tram ci porterà dover vorrai tu.
    Denso di omaggi più o meno espliciti (Pasternak/Lean; il genio di Salisburgo).
    Credo che non vi sia, nel gioco di nomi e contronomi, alcunché posto per caso e allora mi chiedo di Youssef e Tamerice (salmastra?), di certo il medio oriente potrebbe avere un ruolo in questa storia.
    Per adesso ci lasci sospesi in compagnia della fascino del personaggio, domani capire qualcosa di più.
    In ogni caso un racconto pieno di… speranza 😉

  68. Isolare passi del testo. Quest’episodio è da studiare con attenzione.
    Per ora si goda Praga da turista. Altro che vacanza, Professore: cosa devi fare nella città che consacrò il genio di… lui? Ci sei andato solo perché te lo ha chiesto Tamerice, pardon Maryam? No di certo. Ritieni, come hai detto, che un’occasione unica ti attenda. E per questo ti sei affidato a due sconosciuti (o presunti tali) di nome Youssef e Maryam.
    Eh no, Professore, non andremo da Hope né ti lasceremo gironzolare da solo in piazza. Ci si rivede alle sette.

  69. Che bello. Che piacevole lettura, quante porte si aprono nella mente, come cassetti di un settimino la storia potrebbe andare ovunque, dipende da quale cassetto apri e cosa trovi…Bene. C’è mistero, c’è sospensione, tensione e voglia di scoprire….
    Sei un gran maestro, tu Max, Alessandra, Giulio, avete una marcia diversa non riesco a spiegare so solo che vi leggo come bevessi un bicchiere d’acqua.
    Si delinea una bellissima storia già da adesso.

  70. L’enigma posto alla Scarpati mi ha ricordato Il Codice Da Vinci, se l’ambientazione fosse quella del Vaticano penserei che il tuo intento è arrivare all’Ordine di Sion 😉
    Alle sette, alle otto o alle nove? Alle nove. Voglio leggere della risoluzione dell’enigma perché tanto da sola non ci arriverei mai. Ma io ‘sta gente la conosco vero?

  71. Scopro solo ora la tua storia, quasi per caso, grazie a un commento sotto un altro racconto. Ho letto i due capitoli, ho votato, e ora mi trovo in difficoltà a commentare. Perché, ti chiederai. Il fatto è che penso che sia davvero prematuro imbrigliare con un commento o una qualsivoglia impressione la tua storia. E’ originale, è scorrevole, è scritta bene, sì, ma penso che abbia molto altro da dire, qualcosa che stai aspettando a rivelare al lettore.
    Per ora ti seguo. A presto!

  72. Avevo deciso di non seguire più nessun racconto.Di aspettare che si concludessero quelli che avevo in corso e allontanarmi.
    Per qualche giorno ho resistito,poi ho letto e…. Hope è ,da sempre per me,uno dei nomi più belli che esistano.Unisce suono e significato in maniera perfetta.Il tema è attuale ma pervaso di una poesia antica.Senza descriverle esplicitamente, mi hai mostrato emozioni profonde.Che dire,ti seguo.
    Voterò che dica di essere Isaac Hope,visto che ne ha motivo…se non stravolgerà le percentuali, visto il mio ritardo.

    • Grazie per il graditissimo commento. Graditissimo perché sul nome Hope la penso esattamente come te: è bellissimo (nulla a che vedere con l’equivalente italiano). Quanto al resto, lo sai che rifuggo dai complimenti e non di certo per fare scena o per falsa modestia.
      Grazie però per la soddisfazione di aver trattenuto qui una lettrice in fuga.

  73. Ho letto il capitolo poco dopo la pubblicazione.
    Perchè ci ho messo così tanto a votare e commentare?

    Ho avuto bisogno di tempo per riflettere. Leggevo e rileggevo le opzioni e ogni volta che stavo per sceglierne una, i miei occhi saettavano sull’altra e tornavo a farmi le stesse domande.

    Isacco non si avvicina, e prosegue verso il parcheggio taxi.
    Lui è straordinario, non ha bisogno di fingersi qualcun’altro.
    E poi, se Isaac Hope fosse un serial killer?

    Non sono ancora completamente convinta dell’opzione che ho scelto di votare ma sono certa che in qualsiasi direzione i lettori ti spingeranno, riuscirai a sconvolgermi anche nel prossimo capitolo.

    Bravo.

    • Non c’è un’opzione più giusta dell’altra. Isacco è burbero e solitario (potrebbe tirare dritto), ma è anche curioso (potrebbe chiedersi chi è Isaac Hope) ed è pure imprevedibile, anche se finora questo aspetto del suo carattere non è venuto fuori (spacciarsi per Isaac Hope potrebbe essere il primo caso).
      Adelaide, grazie per la tua attenzione.

  74. Dice di essere Isaac Hope.
    Ma sono io che sono stupida o posso chiederti perché hai usato nomi uguali? Cioè lei si chiama Hope di nome e lui si chiama Hope di cognome ( Speranza, ma è lo stesso), perché?

    • L’ho fatto a bella posta per confondere i ruoli, assimilare un personaggio all’altro, esaltare i punti di contatto tra i due. Volevo che sia nella realtà sia nella finzione (tra i lettori di TI come tra i lettori della piattaforma citata nel racconto) si creasse questo senso di confusione tra chi è il vero e chi è il fake e in generale tra cosa è vero e cosa è falso. Ma ora che ci sono riuscito rimetterò uno a uno ogni tassello al suo posto e il puzzle si andrà ricomponendo. Solo che voi non sapete qual è il quadro che ne verrà fuori 😉

  75. Anche io ho dovuto riguardare il primo episodio per i nomi. Con questi doppi è facile confondersi: bisogna stare allerta! In ogni caso l’episodio è sempre molto interessante e sono curioso di capire cosa scoprirà Isacco dall’autista. Inoltre vorrei capire di più sul perché andara fino a Praga. Se ho ben capito, è stata Hope a “invitarlo” o suggerirgli quella meta, giusto?

    • Nel seguito ci sarà una naturale semplificazione dei nomi e di nick. Tutti questi fake mi servivano solo per avviare la storia e confondere le identità. Il professore si chiamerà solo Isacco Speranza (dimenticatevi Uccio, Newton, Isaac Hope e I.Hope), la Scarpati è sempre stata – e sarà anche in futuro – solo Hope Scarpati, Tamerice o Tamarix Root uscirà di scena avendo esaurito il suo compito (e con questo ho risposto anche alla tua domanda 😉 )
      Per il terzo episodio dovrete aspettare almeno fino al 10 dicembre, perchè ho degli altri impegni da rispettare nel frattempo. Avrete modo di dimenticare tutti i nomi e i fake…

  76. Sarà l’ora tarda ma ho dovuto rileggere per districarmi tra tutti questi nomi… insomma quella che inizialmente pensavo potesse diventare una storia romantica è un miscuglio di bugie, e hope a sto punto è un uomo o una donna? aiutooooooo! Napo districa un po’ questo garbuglio! 🙂

  77. Di primo acchito, volevo votare per ignorare l’autista.
    Mi sembrava la reazione più plausibile per Uccio (soprannome curioso): è una persona che tiene alla propria riservatezza, e potrebbe essere infastidita dal fatto che qualcuno a conoscenza della sua destinazione (chi? Dall’episodio risultano essere almeno due persone. Una è il suo collega, l’altra, se devo badare agli indizi è [omissis] 😉 ) tentasse di contattarlo (o disturbarlo) durante la vacanza.
    In realtà, dopo aver nuovamente letto l’episodio, credo che la reazione più naturale per il protagonista, che ci hai anche descritto come curioso e dotato di ironia, sia di informarsi circa questo Hope, per togliersi il dubbio in merito al fatto che si tratti solo di una coincidenza. D’altronde Uccio non ha fretta, perché nonostante il ritardo accumulato dal volo scende per ultimo e se la prende comoda. Può quindi perdere qualche altro minuto per soddisfare la sua curiosità.

    • Ti do un consiglio (che è anche uno spoiler): non chiamarlo Uccio. Isacco depista Hope quando le dice che gli amici lo chiamano Uccio. Non dice il suo nome di battesimo, non dice né la città dove insegna nè cosa insegna, perché non vuole essere rintracciato da Hope. Mi sa che la sottovaluta però…

  78. Non lo so. Un tipo prudente non si avvicinerebbe. Un tipo risevato sarebbe infastidito. Tuttavia… quello è proprio il suo nome piazzato in bella vista su un cartello! Com’è possibile?

    Anch’io volevo pubblicare oggi… ma non ce l’ho fatta. Fammi gli auguri… oggi è una data importante. Anche se preferirei dimenticarla…:)

  79. Si avvicina all’autista e dice di essere Isaac Hope e vediamo che succede.

    Bel capitolo ancora, mi è piaciuto lo scherzo dell’ebraico antico e il dialogo tra di loro. Come al solito non scopri la trama più di tanto, quindi per ora non capisco in che direzione possa andare la storia. Però mi piace e mi intriga molto.

  80. Gli chiede chi è Isaac Hope, semplicemente perché è abbastanza impertinente per farlo. Troppo forbito e splendidamente scritto perché io possa permettermi di aggiungere qualcosa; mi è piaciuto moltissimo, anche un tuo commento più giù ma ora non c’entra.

  81. Questo potrebbe essere un metaracconto su chiunque di noi che, in questa piattaforma, stiamo scrivendo. Leggendo mi sono spesso chiesto cosa avrei fatto io al loro posto, bhe sicuramente non le prime due alternative.
    Venuto a sapere che Newton è un professore scriverei a oscar per restringere il campo con discrezione, insomma avvicinarmi allo studente per giungere allo scrittore.
    Interessante incipit, grazie.

    • Vi siete tutti fissati sull’opzione che Hope chieda a Oscar chi sia realmente Newton. Ora che i giochi sembrano ormai fatti – penso di pubblicare il prossimo episodio al più tardi domani sera – vi dico che trovo sgradevole il solo pensiero che uno possa chiedere a un terzo informazioni su un’altra persona, quando avrebbe invece la possibilità di chiedere un indirizzo email o un qualunque altro tipo di contatto. Hope non avrebbe mai agito per vie traverse, cosa che invece ho capito – non solo in questa occasione – che tra gli utenti di TI è spesso la norma.
      Chissà Hope quanto è delusa per essere stata subito riconosciuta ma mai conosciuta…

  82. Per chiedergli chi è Newton.
    E’ sempre un piacere tornare a leggerti, Napo. Un incipit interessante, che mi ha sorpreso. All’inizio hai attirato la mia attenzione su due persone che scrivono su un sito, poi mi hai stupito rivelando l’età di Isacco, infine mi hai fatto riflettere su quanto una semplice piattaforma di scrittura possa pesare sulle nostre vite, facendoci incuriosire a partire da un semplice nickname o un’immagine.
    Naturalmente ti seguo!

    P.s.: Ti è sfuggito un apostrofo: “un ulteriore blindatura”.

    • Maledetti refusi!
      Troppo buono, Francesco. “Semplice piattaforma di scrittura” dici, giustamente. Sarebbe bello se fosse così, ma tanti prendono questa palestra per scriventi per un ring per duelli tra “scrittori”. Quanto buonismo, quanta ipocrisia, quante tattiche si vedono o s’intravedono leggendo tra le righe dei commenti. Quanti puri d’animo, quanti talentuosi sono relegati dai più agguerriti nelle retrovie. La “semplice piattaforma di scrittura” arriva così a pesare sulla vita di molti, alimentando false speranze in alcuni e frustrazioni in altri. TI è una bella nave scuola, ma l’equipaggio è molto eterogeneo e sempre a un passo dall’ammutinamento. Io, prima che qualcuno mi butti a mare, vorrei scendere al primo porto sicuro.

  83. Cavolo, che incipit! ovviamente ti seguo, mi sembra di aver letto tra le righe un po’ di cose e situazioni, ma magari è una mia impressione, tendo ad associare le cose anche dove non ci sono collegamenti. Comunque sul finale mi sono fatta una risata che mi ha svegliato del tutto, quindi ora vado avanti a leggere altre storie. A presto!

  84. Per chiedergli l’email. Non sarà così sfacciata da chiedergli direttamente chi è … penso io. Molto molto molto interessante questo racconto su una community di autori di racconti, metascrittura?
    Mi dispiace di aver pareggiato le opzioni, spero tu non rimanga in stallo per colpa mia. Non vedo l’ora di leggere il resto 😉

    • Non preoccuparti del pareggio: mi riservo sempre l’ultimo colpo in canna, con il mio voto posso uscire dalla situazione di stallo.
      Vedo che molti pensano che questo racconto sia un esercizio di metascrittura, in realtà solo l’inizio ha uno spunto nella realtà di questa piattaforma, poi la trama prenderà una piega (spero) imprevista.

      • Penso che sia perché quando scrivi è interessante uscire dal tuo punto di vista e guardarti dal di fuori, in effetti non solo mentre scrivi…
        Comunque sono certo che anche prendendo una svolta imprevista, riuscirai a rendere la trama accattivante 😉

    • Sbagliato 😉 I rapporti tra gli autori della piattaforma è solo il punto di partenza che mi è stato proposto, come tema generale, da Alessandra Startari. Il racconto poi prenderà un’altra strada e i cenni biografici/autobiografici lasceranno posto alla finzione scenica.

  85. Eccomi Napo!!!
    Ti dirò… all’inizio mi è sembrato uno splendido incipit con magari una storia d’amore inerente al ‘nostro’ mondo, poi leggendo… sta spuntando qualcos’altro vero? 🙂 che hai in mente? ti seguo con una tremenda curiosità!!!!

    • Nessuna storia d’amore e solo qualche cenno biografico/autobiografico, nulla più.
      D’altra parte tutti noi mettiamo qualcosa di nostro nei personaggi che creiamo, no?
      Anche se targato “Avventura”, questo racconto sarà ancora una volta in linea con le mie tematiche preferite: la verità che, sempre ammantata di mistero, non è mai una.

  86. ho una decina di notifiche che mi rimproverano silenziose ma sono indisciplinato e salto alla nuova storia di napo, giusto una rapida occhiata per capire di che si tratta
    hope vorrà scoprire da sola chi è newton, le basta avere un contatto

    ps. bentornato!

  87. “La differenza tra il vero e il falso spesso è solo una sfumatura”

    Napo, mi avevi già conquistata con la sola lettura della trama.
    Avevo intuito leggendo il titolo di cosa avresti parlato. Non ti stupirà sapere che sei comunque riuscito a sconvolgermi.

    Il modo in cui Isacco evita il suo riflesso, il suo tentativo di “proteggere” la sua scrittura portandola ad un piano superiore, un piano astratto… ecco, io non sono una lettrice pura, ma sento di essermi già sinceramente affezionata ad entrambi.

    Ho pensato molto all’opzione da scegliere. Sono rimasta davanti alle schermo a chiedermi “cosa avrei fatto se fossi stata Hope?”
    Io avrei chiesto la sua email, di conseguenza ho votato la seconda opzione.
    Lei vuole sapere chi è.

    Bravo.

  88. Ma… che scherzi son questi? Sono andato a cercare e ho visto che “A Parma non c’è il mare” era già finito. Quando l’hai completato? Io sono rimasto all’8 oppure al 9 e non mi sono più arrivate notifiche. 😮
    Chiedo scusa per il megaritardo!
    E ti chiedo scusa se adesso non leggo il tuo primo capitolo ma ho parecchi arretrati e altrettanti autori che mi aspettano. Intanto clicco ti seguo! Si ricomincia 🙂

  89. Scorrevole e piacevole. Notevole per i miei gusti. Però ho appena visto un film su tematica dialettica tra originale e copia. Da notare che abbiamo copie più famose dell’originale in questa nostra epoca.
    …il Santo senza nome, il prato senza erba, il caffè senza porte.
    Ciao

  90. Lo stile preciso e pulito, qualunque sia il tuo nick, non viene mai meno.
    Questo primo episodio indica già che, come da tradizione nei racconti di Napo, c’è un mistero (o più d’uno) da svelare.
    Iniziamo a capire cosa svelerà Oscar in merito a Newton.

  91. Ho deglutito, stavolta. Il grande ritorno del figliol prodigo, che arriva appunto “prodigo” di novità e parole ambigue.. a proposito del tanto discusso mondo degli avatar e dei fake. Solo tu puoi raccontare una storia del genere qui dentro e sai perché? sei l’unico che non teme la lapidazione 🙂 tu andresti al patibolo a testa alta, mi sa che Calvario volevi scriverlo prima di questo. Ma le promesse a volte rovinano la vita! 🙂 🙂 bravo, ora vado a scrivere una mail a una persona per capire un paio di cose, invece Hope deve solo chiedere CHI E’ Newton.
    alla prossima, ti seguo!

  92. Ragazzi, votiamo per l’e-mail, scoprire la (falsa?) identità di un Fake già al secondo/terzo episodio sbiancherebbe il giallo, ragassi siam mica qui a scoprire il vaso di Pandora per metterlo in salotto 🙂
    Apprezzabile l’omaggio che hai voluto fare. Interessante il gioco degli accenni a una tua biografia di fantasia (?). Ti seguo come sempre

  93. Svegliarsi con la notifica di un tuo nuovo racconto è stato fantastico. Sai bene quanto mi piaccia il tuo stile e anche stavolta non hai tradito le mie aspettative. Il personaggio che hai messo in scena è semplicemente fantastico. Certo, è facile cadere nell’errore di proiettare il personaggio sull’autore, ma, come detto, sarebbe un errore. Forse… Non ho seguito la vicenda della storia di Os(k) car, non mi sono più arrivate notifiche e ora capisco il perché… Giusto per completezza, ho votato per chiedere l’email.

    • Giuseppe, che bello ritrovarti! Pare proprio che “Il momento di scrivere” non ti lasci un momento per scrivere…
      Non cadere nell’errore di eccedere in complimenti nei miei confronti già dal primo episodio. Nell’altro errore che citi potresti caderci, invece. Ho dichiarato nella “quarta di copertina” che la differenza tra vero e falso è un’impercettibile sfumatura e, in questo racconto, di… sfumature c’è ne saranno molte.

  94. Bentrovato Napo. Vorrei che Tamerice prendesse parte alla vicenda. Secondo me anche lei è coinvolta… Mi allontano un attimo e sulla piattaforma succede il finimondo. Oskar, Oscar (a proposito la pagina esiste ancora?) di chi sia veramente un sospetto ce l’ho, ma vorrei che qualcuno mi spiegasse che è successo, la storia l’hanno tolta prima che potessi leggerla.

  95. “Ma infatti… l’indirizzo email nella tua biografia mi suona familiare” ahahaha, bellissima la fine di questo Incipit. Si presagisce l’inizio di una nuova grande avventura, magari con più di qualche riferimento “casuale” a cose e persone qua e la. Una cosa che mi piace molto dei tuoi racconti è l’accuratezza nella scelta dei nomi dei personaggi. Quel preciso nome calza perfettamente al personaggio al quale lo associ, tanto da far pensare che non esista nome più giusto per quel particolare carattere. Stavolta ci sono fin dall’inizio e non vedo l’ora di contribuire allo svolgimento di questo racconto, per adesso facendo in modo che Hope chieda a Oscar chi sia Newton.

  96. Bell’incipit: è ben scritto e lascia presagire una trama interessante ;D
    Ho votato “per chiedergli chi è Newton”. Mi è parsa la possibilità più realistica; vista la situazione e quanto poco lei sa di lui, se volesse saperne di più chiederebbe innanzitutto chi sia, mentre la mail non avrebbe molto senso dato che possono comunque scambiarsi messaggi dal sito.
    Anche se sto dando per scontato che lei voglia scoprire di più su di lui, ma non credo in effetti che sia così ovvio ;P

  97. Isacco siede in un angolo. Da lì può osservare ogni cosa senza essere visto.
    Isacco “vuole” restare in quell’angolo: per ogni luogo interattivo usa un nome diverso. Non vuole essere riconosciuto. Non ama nemmeno osservare la propria immagine; quando si rilfette per sbaglio sembra fargli un dispetto. Sì, perchè Isacco, Newton, è un uomo maturo, un professore, il migliore nel suo campo, che pure non ama parlare delle sue origini, nemmeno con chi già lo segue, chi già lo conosce e, per questo, lo stima.

    Hai creato un personaggio bellissimo. A tratti malinconico, attento, combattuto e curioso di una curiosità che disarma. Lui cerca in rete, lui legge e osserva in modo brillante, come farebbe un ragazzino innamorato della vita. In opposizione netta con la sua identità di uomo maturo. Difficile immaginare dove questo personaggio così profondamente radicato nelle sue convinzioni e già così ben delineato, ci porterà.

    Vuole sapere chi è Newton.

    Bentornato, Napo. Felissima di leggerti ancora, in questo nuovo viaggio insieme.

  98. Per ora Hope scrive a Oscar per chiedergli chi è Newton (la mail potrebbe non dargliela o non saperla comunque). Altro motivo per scrivergli lo vedo prematuro, quindi ho votato l’opzione che mi sembra più razionale.

    Mi hai dato un’idea per quell’horror Satirico… mica male, però poi mi radiano e mi becco anche la scomunica 🙂

    Incipit molto accattivante, incuriosisce molto e c’è voglia di sapere come andrà avanti!
    Bel colpo!

    • Mi spiace, Giorgia, ma non riesco più a leggere Horror. Mi dispiace perché so che tu ami scrivere questo genere di racconti. Credo che l’Horror abbia un potere catartico su chi scrive, ma trasferisce ansie e timori su chi legge. Poi aggiungi che in tanti si sono messi a scrivere racconti di questo genere…

      • Io amo il genere, ma non credo che in molti sappiano scrivere horror perciò non leggo qualsiasi cosa, da cui neanch’io, come te, leggo molti horror qui su TI…in realtà in questa piattaforma io leggo senza sapere di quale categoria faccia parte il racconto 🙂 leggo, molto di meno rispetto a prima, poi decido se seguire oppure no. In genere seguo solo se mi piace la scrittura dell’autore e la storia. Quante spiegazioni, comunque sono contenta che tu ne abbia iniziato un altro.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi