Il giardino dei sensi di colpa

Dove eravamo rimasti?

Perché Violante scivola di nascosto nella camera del signor Du Maurier? Forse i due sono amanti – facciamocelo dire da una cameriera pettegola. (79%)

Cose immonde

Il volto di Violante scivolava e riscivolava nel mio sonno, circonfuso di luce di candela. Mi svegliavo al centro del letto, madida di sudore, le coperte divelte. Eppure non capivo che cosa mi turbasse tanto. Che Violante uscisse dalla sua stanza ed entrasse in quella del fratello, pure in piena notte, non aveva nulla di strano: poteva muoversi a piacimento nella sua casa. E allora che cosa? La sua espressione, forse. Quel ghigno di trionfo, fatto grottesco dalla luce violenta; il chiaroscuro che per un attimo l’aveva resa il ritratto del maligno. Fandonie di una ragazza impressionabile, mi ripetevo, ma niente riusciva a riposarmi i nervi.

Il mattino seguente, a colazione, persino il padrone notò il mio viso sfatto:

« Signorina, si sente poco bene? »

Risposi di no e rituffai il mento nel caffelatte. Quando fui certa che non mi osservasse, azzardai un’occhiata curiosa. Alessandro Du Maurier sedeva all’altro capo del tavolo imbandito, a fianco di Violante. Ad attirare la mia attenzione era stato il tono della sua voce, insolitamente premuroso, privo di quel sarcasmo così graffiante. C’era qualcosa di diverso in lui, qualcosa che aveva spianato le rughe sulla sua fronte e arricciato gli angoli delle sue labbra in un sorriso. Era qualcosa che Violante gli stava dicendo, curva sul suo orecchio, una mano davanti alla bocca? Pure lei, così cambiata, tutta uno scintillio, vaporosa di profumo, vestita di rosa chiaro. Era come se il velo di lutto calato sulla casa dalla morte di Nicole si fosse stracciato tutto in una notte. Non riuscivo a reprimere una sensazione di fastidio, come un peso alla bocca dello stomaco.

Violante e Alessandro terminarono la colazione insieme. Lui si alzò e le scostò la sedia dal tavolo. Lei rise, la bocca spalancata su una dentatura bianchissima. Si alzarono.

« Buon lavoro, signorina Galanti », disse Violante in tono brillante, non so se di vera simpatia o di mera condiscendenza. Afferrò il braccio che il fratello le offriva e si allontanarono insieme in direzione del salotto. Decisamente, qualcosa non andava.

Avrei rimuginato ancora a lungo sulla superficie del mio caffellatte, spiandone attenta le onde increspate, se una cameriera non avesse attirato la mia attenzione con un colpo di tosse. Mi voltai: era Marta, la ragazza che mi aveva introdotto in casa. Teneva tra le mani un vassoio d’argento e sembrava ansiosa che me ne andassi per sparecchiare la tavola.

« Ho finito », dissi prontamente. Nell’alzarmi, urtai col gomito la tazza ancora piena per metà, rovesciandone il contenuto sulla tovaglia. « Oh, mi scusi, mi spiace, mi dica che cosa posso fare per -»

« Lasci, ci penso io », rispose Marta, allontanandomi dal tavolo con una gentile pressione sulla spalla. L’incidente la seccava: glielo leggevo in volto.

« Sono mortificata », mormorai.

« Non si preoccupi. Salga a vedere se Matteo è già sveglio, piuttosto ».

« Subito, grazie ». Feci per allontanarmi, quando la risata di Violante dal salotto mi fece trasalire. Mi voltai verso Marta, scoprendola a studiare la macchia sulla tovaglia.

« Marta », la chiamai. Sapevo che non avrei mai più avuto altrettanta impudenza. Ripetei il suo nome per calmarmi. « Marta, non è… bello sentire qualche risata in questa casa? »

« Bellissimo », rispose bruscamente, senza guardarmi.

« Sì, dopo tutto il dolore delle scorse settimane. Stamattina il signore e la signorina sembrano così diversi, così… trasfigurati. Pare che stiano lentamente tornando alla vita, dopotutto ».

« Qualcuno non è mai morto, creda a me ».

« Marta » esitai, sospesa. « che cosa vuole dire? »

« Niente. Solo che avrò vita dura con questa macchia ».

« Può essere sincera con me. Io… »

« Sincera. Se fossi sincera con lei, signorina, probabilmente la vedrei sparire oltre la curva del cancello con valigie al seguito ».

« Credo che nessuno se ne avrebbe a male », sorrisi mestamente.

« No, non lo credo neanch’io », sospirò. « Vede, loro ritrovano in fretta il buon umore. Ma la signora, che era tanto buona, pace all’anima sua, lei non ha sorriso mai. No, non c’erano risate intorno alla tavola. Solo sguardi torvi ».

Pendevo dalle labbra di Marta. Lei abbassò la voce.

« La signora Du Maurier e la signorina Violante, ecco, loro non andavano d’accordo. A volte ho creduto persino che si odiassero. Competere per lo stesso uomo, nella stessa casa, non fa distesa l’atmosfera ».

Sentii di sbiancare. Mi afferrai a una sedia.

« Sedici proposte di matrimonio, tante ne ha rifiutate la signorina Violante. Non ha occhi che per suo fratello, glielo dico io. E adesso che la signora è morta… Oh, vedo cose, sento cose ».

« Che genere di cose? »

« Cose immonde. Glielo dico io, finiremo all’inferno tutti quanti, anche solo per esserne testimoni ».

« Marta, che genere di cose? »

« Oh, signorina, faccia lavorare la fantasia ».

Non c’era bisogno che me lo dicesse: la fantasia, purtroppo, non mi era mai mancata.  

Come comportarsi di fronte alle inquietanti allusioni della cameriera?

  • Forse la cameriera dice il vero, forse mente, bisogna sentire altri pareri. (35%)
    35
  • Sono malignità di una cameriera pettegola, non si può dargli peso. (9%)
    9
  • Possono essere collegate alla morte di Nicole, occorre vederci chiaro. (57%)
    57
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154 Commenti

  1. Sono collegate alla morte di Nicole. Qui le relazioni i complicano. Nicole sapeva che i due fossero amanti? Questo o cosa ha portato a quel che dicono (ma potrebbe non) essere un suicidio? Che ne dici, cominciamo a svelare qualche segreto? La Marta mi sembra ben disposta…

  2. Bello, mi è piaciuto molto il dialogo tra La protagonista e Marta…speravo che Violante e Alessandro non fossero, in realtà, fratelli perché l’idea di un incesto mi disturba, ma probabilmente è anche per questo motivo che Matteo è così strano (ai bambini non sfugge niente), oltre che per la madre.

  3. Secondo me non avrebbe senso un confronto con lei, perché dopotutto la protagonista è appena arrivata. Quella di andare a vedere se lo uccideva era interessante soprattutto perché poteva scoprire che in realtà i due sono amanti, ma la malizia e le cameriere pettegole mi hanno attirato di più 🙂

  4. finalmente ho letto questo giallo di cui ignoravo l’esistenza, mi piace molto, anche l ‘ambientazione è perfetta, le descrizioni molto ben riuscite e si respira la vera atmosfera del giallo, brava!!! io voto per sentire i pettegolezzi, vuoi vedere che sono amanti???

  5. Potrebbero essere amanti, cosa che ne spiegherebbe molte altre in seguito.

    Sei abilissima a creare atmosfere e a dipingere scene.
    Vedo le immagini: la scogliera, il cono di luce lasciato dal fuoco nel corridoio, la luna che delinea il soffitto; poi sento i suoni: le onde del mare appena percettibili, il fruscio delle vesti attraverso la porta…
    Bene. Ottimo.

  6. Decide di indagare in segreto. Marianna è molto perspicace, lo si evince dall’ultima nota che ci dà: Nicole non era la scogliera, era il mare.
    La lettera lascia intendere che questa donna ha scelto la propria libertà, pur sacrificando l’amore che prova per il bambino. Però lo affida a Marianna, pur senza averla mai incontrata. Trovo più strano questo, che il dubbio sulla sua morte. Sono certa che scopriremo la ragione di tanta fiducia in Marianna, da parte della signora. Sono anche certa che la signora non si sia suicidata, appare limpido dalla sua missiva. Tuttavia ci dice anche che non ha voluto sottrarre il bambino al padre. Per cui non doveva nutrire troppe remore verso quest’uomo o non lo avrebbe lasciato con l’amato figlio. Non lo so… sei molto brava a infittire il mistero. Bene.

    • Hai buon fiuto. Mi stai facendo riflettere sul rapporto tra Nicole e Marianna. Per come la vedo io, Nicole ha scelto Marianna come tutrice un po’ per necessità (la necessità di abbandonare il figlio, per ragioni che ancora non è dato sapere), un po’ perché ha creduto Marianna una persona affidabile, in base alla corrispondenza scambiata prima dell’assunzione. Da parte di Nicole ci sono state, quindi, una parte di egoismo, una parte di fiducia istintuale e anche una parte di irragionevolezza (come si fa ad affidare il proprio figlio a una persona che non si è mai vista?). Ma questa irragionevolezza ha un suo perché. Vedremo quale.
      Quello che dici del padre è molto vero, ma lasciamo tempo al tempo. Urge confondere le acque.
      Grazie del commento 🙂

  7. Ciao Chiara! Il titolo mi ha stregato. L’ambientazione non è delle mie preferite, devo ammetterlo. Ma il rapporto tra queste due donne che non si conoscono eppure – attraverso le parole e attraverso il tempo – vivono un’intimità così forte, è davvero interessante. Io ho votato perché confidi i suoi sospetti con un altro personaggio. E penso ad un’altra donna. Le parole di quella lettera, quella ricerca della felicità e la necessità per la donna di lasciare quella casa e suo figlio, sono troppo intense per essere marginali. Credo che Nicole avrà ancora molto da dirci.

    • Anche io penso che Nicole abbia ancora molto da dirci. Hai colto uno degli snodi principali del racconto (ancora da approfondire): la centralità del rapporto tra lei e Marianna, vero motore dell’azione.
      Per quanto riguarda l’ambientazione, si tratta di una vecchia storia, che ho rimaneggiato per il sito, giocando io stessa con una trama che mi è già familiare, mettendomi alla prova, accettando di cambiarla al mutare dei pareri del pubblico. All’epoca in cui la immaginai, ero un’appassionante lettrice delle sorelle Bronte e adoravo gli intrecci gotici, a cui qui mi richiamo.

  8. “Qui il contenuto si sfaldava fra le mie mani come miele caldo: colava dalla busta slabbrata.” Tenera. <3

    Ho votato per l'indagine segreta, secondo me la più interessante (nonché saggia) delle tre. Davvero realistico il ritratto di Matteo, conosco diversi bambini della stessa risma xD
    Adesso inizia il bello. L'idea di un omicidio mi ringalluzzisce.

    • Ti ringrazio. Hai ragione, ci sono tanti significati in quella frase: la figura di Nicole verrà delineata sempre meglio man mano che ci avviciniamo alla soluzione. Allora, forse, li avremo trovati tutti.
      Vedo che hai iniziato una nuova storia. Mi aggiorno in proposito (scusa per la vecchia, ma sto arrancando un po’ per recuperare tutto). A presto 🙂

  9. Benvenuta, Chiara.
    Marco mi ha suggerito di leggerti. Perdona il ritardo, ero impegnata a farmi operare due volte… 🙂
    Solitamente elargisco suggerimenti ( causa deformazione professionale) , a te non li darò. Mi pare non ce ne sia bisogno; per una volta la voce dell’amore non è di parte ma si mostra equa, infatti non ho nulla da obiettare. Ottimo plot, buoni set-up, narrazione scorrevole e corretta. Ma non devo darti il voto… sì, qui si vota, ma tu mi hai capita. Voglio dirti cosa ne penso: qui non c’è tempo. Non c’è tempo per insistere sul plot, non c’è tempo per tratteggiare i personaggi, non c’è tempo per divagazioni e metafore. Qui, con 5000 battute a episodio e per di più alla mercé del pubblico, si corre e si cambia strada a ogni dove. Nonostante questo, sei scrupolosa, minuziosa, attenta e non perdi un colpo. Felice di averti letta, decido di seguire.
    Marco aveva ragione, ma se non lo sa lui… 🙂

  10. Io voglio conoscere Matteo, sperando ardentemente che sia uno psicopatico.
    Per tutto il resto, vorrei trovare altri sinonimi nel dirti che leggerti è un vero piacere e che adoro la caratterizzazione che sai dire a ogni singolo tuo personaggio, a partire dai dialoghi – ma ormai mi sembra di ripetere sempre le stesse cose. Adoro il tuo stile allo stesso livello dei miei scrittori preferiti, senza esagerare.
    Attendo il prossimo capitolo e un tuo prossimo libro pubblicato, grazie.

  11. Conosce il suo allievo, Matteo: data la situazione mi pare d’uopo.
    Bel tipino la sorella, ma non voglio cedere alle prime impressioni!

    Continua ad essere una lettura piacevole, soprattutto per l’atmosfera: complimenti, Sherlock 😛

  12. Ho la connessione ballerina va e viene per poco non riuscivo a commentarti…Perché poi mi dimentico. Brava. Non ho trovato niente da ridire anzi finanche il marmo e la collana di perle mi sono sembrate descritte a perfezione, anche lo stato d’animo. La casa con le finestre bifore è una bellissima scena. Ho scelto la sorella gemella. Ho una passione per i gemelli la mia famiglia ne è piena. Per adesso sono due bei capitoli, mi hai pure svelato l’era dei piroscafi e mi hai dipinto bene l’isola.

  13. Bellissimo incipit 🙂
    L’ho fatta cadere dalla scogliera, immaginando che qualcuno l’abbia spinta o che si sia buttata con il figlio.
    La caduta da cavallo mi ricorda troppo la morte della cattiva di “Dolce amore selvaggio”, telenovela che seguivo da “giovine”

  14. Ciao Chiara! Anche con te sono la prima a leggere e, quindi, devo rompere gli indugi sulla votazione… Beh, ero indecisa tra due, ma visto che si tratta di un giallo ho pensato di buttarla subito sul pesante… Quindi, la signora è caduta dalla scogliera.
    Brava per il bel capitolo. 🙂

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