Il Grande Botto

Dove eravamo rimasti?

Abbiamo la squadra al completo, come ingarbugliamo le cose? Entrambi si innamorano di Trinity (73%)

Il Barone e le damigelle

“Tu vivi in questa topaia?”

“È una soluzione temporanea.”

“Temporanea da quando?”

“Da qualche anno…”, mi piace molto la perspicacia di questa ragazza, parla poco, mai a sproposito, se non ha niente da dire sta zitta. Ed è bella, di una bellezza a rilascio graduale, non te ne accorgi subito, spunta lentamente, vedi i piccoli dettagli, la pelle chiara e liscia, gli occhi verdegrigio, le lentiggini che sembrano messe a caso, invece sono perfette, il fisico atletico, i capelli rame raccolti a tuppo da cui scendono morbidi due ciuffi, adesso che vedo Trinity senza il foulard da motociclisti, qui, a casa di Alberto, è una ragazza di una classe infinita. E la sua voce molto bassa non fa che aumentarne il sex appeal, talmente bassa che mi era sembrata quasi maschile. Anche Alberto ne è attratto, è palese, quando ieri sera abbiamo saputo che stamattina sarebbe venuta qui per parlare, è impazzito nel tentativo di pulire questo posto. Non che ci sia riuscito molto.

“Piuttosto, dicci qualcosa di te, non sappiamo neanche il tuo nome vero!”

“Meglio. Meno sappiamo più siamo sicuri.”

“Ma…”

“Ho preso appuntamento per fare i documenti che ci serviranno, quindi dobbiamo andare.”, ed esce dalla porta, senza che nessuno le abbia risposto.

 

In macchina mi dà indicazioni precise, non è una ragazza a cui si può dire cosa fare; finiamo in un capannone vicino al porto dei pescherecci, dentro brulica di persone, è un corso un’asta, sulla bilancia una meravigliosa enorme cernia.

“Non aprite bocca se non ve lo dico. Vi porto dal Barone, il più grande artista falsario del sud Europa.”

“Perché Barone?”, davvero non ho niente di meglio da chiederle,

“In realtà non lo so, si chiama Antonio, ma per tutti è il Barone da sempre. È molto pericoloso, ma è il migliore.”

Nell’angolo lontano c’è una porticina, entriamo senza bussare, due uomini probabilmente armati fanno un cenno a Trinity, lei ricambia, impercettibile. Entriamo in una sala completamente diversa, è tutto con colori chiari, ci sono tende e divani, il pavimento è rialzato con tre lunghi gradini, in cima una sedia regale, con sopra un uomo in abito bianco che agita un ventaglio. Sembra solo, ma non ci giurerei.

“Cosa vi porta alla mia corte, viandanti?”

“La ricerca della nobiltà. Solo voi potete aiutarci a trovare ciò che cerchiamo.”

“E cosa cercate, mia signora?”

“Passaporti, tessere sanitarie, carte di credito, tesserini professionali: il set completo.”

“Un buon lavoro ha un costo elevato.”

“E noi lo pagheremo volentieri.”

“Dunque, così sarà. Andate con le damigelle per fare le foto, quando tutto sarà pronto ve lo farò sapere. Tu mia cara, sempre lo stesso nome?”

“Sempre quello. Per i miei colleghi vogliate scegliere i nomi più adatti.”, le damigelle sarebbero due uomini barbuti e silenziosi, ci fanno delle foto su sfondo bianco ci congedano con un grugnito.

 

Nella via verso casa passiamo davanti al posto che dobbiamo rapinare, lo guardiamo tutti, nessuno dice niente, ma adesso che la cosa comincia a concretizzarsi l’entusiasmo cede il passo a un po’ di riflessione, e un po’ di paura.

“Ho fame.”, lo dice Trinity, e lo dice in un modo così naturale che non capisco come possa non averne anche io, o Alberto, o tutti al mondo.

Andiamo a casa mia, divido l’appartamento in affitto con 3 studenti calabresi che non ci sono ad agosto, e ho comprato qualcosa per dei panini e qualche birra.

Quando siamo seduti sul mio divano sfondato, mangiando pane, pomodoro e mozzarella, chiedo a Trinity

“Dici che c’è la facciamo?”,  lei mi guarda, calma e sicura come al solito, manda giù il boccone,

“Ci sono buone possibilità, il sistema di telecamere è vecchio e pieno di backdoor, se uno sa dove cercare. Per la sorveglianza, dovremo fare un po’ di notti per vedere orari ed abitudini. Per uscire dal Paese i documenti saranno perfetti. Si, credo che sia possibile.”, e addenta un morso saporito che quasi lo sento anche io. Sorride per un secondo, ma basta.

 

Sotto casa di Alberto, restiamo un attimo fermi, senza Trinity, sotto il sole ruggente che va tramontando,

“Gianni, mi piace molto la ragazza. Mi fa sentire speciale. Non ho voglia di stare a casa a bere, ho voglia di uscire, di vederla, di parlarci, di sapere quello che pensa, quello che ha fatto, cosa le piace mangiare.”, è incredibile il suo mutamento di spirito, sembra un’altra persona, sembra rinato, vivo,

“Vacci piano Gianni, non sappiamo neanche come si chiama.”, ma sotto sotto, penso le stesse identiche cose, sono vivo anche io, e non va per niente bene.

“Lo so, ma così mi sento e questo ti dico.”

“Ok, va bene, però restiamo concentrati sulla missione, ok? Dopo ci sarà tempo per tutto. Adesso scendi e riposati, domani inizia la preparazione.”.

Mandiamo avanti il tempo velocemente?

  • Si, andiamo direttamente a dopo il colpo (56%)
    56
  • No, continuiamo la preparazione (22%)
    22
  • Si, scopriremo la preparazione con flashback (22%)
    22
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78 Commenti

  • temevo di essermi persa qualche capitolo..invece stavolta in ritardo sei tu..!!! 🙂 cmq bello anche questo capitolo..io speravo in un bel flashback ma temo dalle votazioni che andrà diversamente!!! Aspettiamo il resto..

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