Nel mondo di… Sognolandia

Dove eravamo rimasti?

Scegliete la parola che caratterizzerà il finale... ...sogno. (57%)

Sulle ali di un...Sogno!

La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.

A. Schopenhauer

 

1 mese dopo

Grande Gnomo sedeva in prima fila con un completo elegante marrone che faceva un contrasto tutt’altro che felice col suo colorito verde. Accanto, in grande agitazione, sedeva Folletto Tristino, il quale non riusciva a star fermo un attimo sulla sedia.

“Oh, fa troppo caldo! Oh, che soleeee! Mi sento succederà qualcosaaaa! Me lo sentoooooo!” – si lamentava di continuo.

L’Angelo Dorato si piazzò davanti a Tristino.

“Ti va di fare un altro sonnellino?”

“Oh, nooo! No, mi è bastatooooo!” sbuffò Tristino col triste vizio di allungare le finali.

“E, allora, fai un po’ di silenzio!”

La Banda Musicale del Regno di Sognolandia era composta da tutti gli animali del Bosco, a dirigerla c’era un’elegante volpe dal manto lucente. Attaccò la marcia nuziale.

Fece la sua apparizione la Principessa Gioia. Bella e Sapia, vestite a festa, le reggevano il lungo strascico dell’abito da sposa. La accompagnarono fino all’altare.

Gioia si fermò dinanzi al suo futuro marito. Si guardò intorno. Chiuse gli occhi e la immaginò. Immaginò sua sorella Mirian felice accanto al suo uomo. Fu un attimo. Poi, riaprì gli occhi e la vide. Una bella farfalla dalle ali coloratissime e un cuore rosso si andò a posizionare proprio sulla spalla di Tristino!

Il Povero Folletto aveva voglia di dimenarsi, ma memore dell’avvertimento dell’Angelo, si limitò a lanciare un’occhiata sconsolata all’animaletto che giaceva immobile e indisponente sulla sua spalla.

Gioia sorrise. La farfalla sbatté le ali.

* * *

Il mondo è nella mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni.

P. Coelho

 

 

La luce del giorno irruppe prepotente nella stanza; le tende leggere non riuscivano a fermare il suo passaggio.

Il sole rischiarò l’interno e lo illuminò.

Una mano di donna si posò su una spalla di bambina, rannicchiata sotto un lenzuolo.

“Isa…Isa!” chiamò la donna.

“Starà sognando. Sorride!” pensò.

“Isa…Isabella! Svegliati, su!”

La bambina spalancò gli occhi.

“Buongiorno, Isabella!”

“Ma mamma, stavo facendo un sogno bellissimo!”

“Davvero, tesoro?”

“Sì, mamma! Nel sogno c’era anche una fatina molto simpatica di nome Bella!”

La donna sorrise.

“Mi sono ritrovata in un mondo di sogni. Sai come si chiamava?”

“No, dimmi…”

Sognolandia!” rise la piccola Isabella.

“Adesso, però, mia dolce Sognolandese è tempo di alzarsi e prepararsi…”

Isabella si alzò e guardò fuori dalla finestra. Nel giardino, il suo cagnolone Birba cercava di acchiappare una farfalla… Inutilmente.

La piccola spalancò gli occhi per lo stupore. La farfalla si avvicinò al vetro: era tutta colorata e aveva un cuore rosso sull’ala, come fosse un disegno.

Isabella sorrise. La farfalla sbatté le ali.

Io Sogno! Noi Sogniamo!

 

I sogni cedono il posto alle impressioni di un nuovo giorno come lo splendore delle stelle cede alla luce del sole.

S. Freud

 

 

 

 

 

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534 Commenti

  • Appena ho letto di Tristino che si lamentava ho pensato “ma l’angelo dorato dove è andato a finire?” e eccolo lì. Mi ha fatto morire dal ridere quando a minacciatoTristino di farlo dormire ancora. 🙂
    Bellissimo il passaggio dal sogno alla realtà con la bambina. Come bello è stato questo racconto dall’inizio alla fine.
    Ci rivediamo al prossimo racconto … 🙂

  • Coelho mente. Non sa quello che dice. Freud ha altro nella testa quando parla di sogni.

    Ma tu, ragazza, hai le idee più chiare di loro, anzi le hai disegnate meglio.
    Non hai bisogno di citarli, sei migliore di uno scrittore confuso e di uno psichiatra lacerato… hai descritto un mondo nuovo che ci è sembrato vero per le ottime immagini date, per le eccezionali sfumature di colore regalate ai lettori scalzi che ti hanno trovata e inseguita qui. Mai raggiunta, tuttavia, solo inseguita. Stare al passo con te è difficile.

    Io credo in una sola valida citazione, se di citazioni stiamo argomentando, e te la dono come tu hai per prima donato a me una grande storia di sogni. Sei bravissima, non smettere mai scrivere, ma sopratutto: non smettere mai di sognare.

    Ah, sì, la citazione…, l’ho letta a dieci anni sulla copertina di un quaderno. L’ho trascritta sul mio primo diario segreto. L’ho trovata in un’agenda a vent’anni. L’ho conservata in un portafogli a trent’anni, e oggi la trasmetto a te…

    “La vita è un sonno,
    l’amore ne è il sogno;
    e avrete vissuto,
    se avrete amato.”
    Alfred de Muffet

    • Grazie mille, Alessandra! La segnerò e la terrò a cuore! Detto questo, ho inserito le citazioni per una semplicissima scelta stilistica ( se così posso definirla). Mi piaceva l’idea di staccare i vari passaggi in questo modo e donarle ai lettori. Poi, hai ragione…vi ho portati dove volevo. Al finale che ho pensato subito per questa storia! Ovviamente, ho raccolto le vostre idee, i vostri consigli e i vostri suggerimenti. Mi piace l’idea del cambia finale, stravolgere le idee e mettersi ulteriormente in gioco.
      A presto!

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