Pavor nocturnus

Dove eravamo rimasti?

Chi è l'uomo in preda ad un attacco di terrore notturno? Un archeologo occidentale. (73%)

Ridere dicere verum

Era stata una notte da incubo. Si sentiva distrutto, senza forze o energie, come se non avesse dormito per un’intera settimana. Svuotato, anche se non sapeva ben spiegare cosa. Sentiva solo una macchia che, indelebilmente, lo aveva sporcato, nel profondo del suo essere. Qualcuno gli aveva spiegato che erano i sintomi del terrore notturno, ma per quanto ne sapeva, non ne aveva mai sofferto, nemmeno da bambino.

“Mr. De Novo, posso?” Un manovale di Mosul aveva appena fatto ingresso nella tenda. Emanuele De Novo, smise di guardare la bacinella colma d’acqua che faceva sia da lavandino che da specchio, e si voltò.

“Dimmi, Khalid…. gli altri sono già al lavoro?” “Si mister…. gli operai sono già al lavoro e Mr. Wellington la sta aspettando”. “Va bene, dammi un minuto”.

Mentre Khalid si allontava, De Novo indossò la solita giacchetta beige consumata dal sole, afferrò un borsone traboccante di planimetrie e piantine, ed uscì.

Percorse la distesa di tende che era sorta, come una bidonville, intorno al sito archeologico di Tell Gomel. Wellington lo accolse con la sua solita area di superiorità e saccenza, che De Novo immaginava dovuta alle sue origini altolocate e alle scuole prestigiose. “Good Morning, Mr. De Novo! Passata una buona nottata?”

De Novo ricambiò con un’occhiataccia: “A quanto pare le voci girano, eh? Piuttosto, novità con gli scavi?”  “Nessuna, questo branco di beduini non saprebbero trovare nemmeno la piramide di Giza, pur avendocela avanti”. Ecco, ci mancava solo il razzismo in salsa d’Albione. De Novo decise di passarci sopra: “Eppure se gli indizi che abbiamo si rivelassero esatti, potremmo trovarci di fronte ad una delle più importanti scoperte degli ultimi anni? Ma lei immagina, un’intera necropoli preislamica? La storia religiosa dell’intera regione potrebbe essere riscritta con le informazioni che potremo trarne.”

“Ho sempre pensato che, come archeologo, lei fosse stato sempre sin troppo idealista e sognatore…. adesso, con il suo disturbo notturno, oserei dire problematico” disse sprezzante l’archeologo inglese. Il terrore notturno, come un bambino insicuro. Ci mancava solo questo per screditarlo. Lo odiava. Ridendo, aveva detto il vero.

Entrambi, in silenzio, guardarono gli scavi: sotto la terra raida, si nascondevano una serie di ricche tombe a camera costruite con mattoni cotti e struttura ad arco vasellame, nonché misteriosi varchi nel suolo, che sembravano dare su sepolture sotterranee, o grotte. Una scoperta unica.

Wellington riprese a parlare, con gli occhi fissi sugli scavi: “Sai, io ti auguro che da questa immondizia venga fuori qualcosa veramente di valore nei prossimi giorni, potremmo non poter lavorare così in tranquillità prossimamente”. 

“Che intendi? Ci potrebbero essere problemi? Novità dalle autorità irachene?” Si limitò a sorridermi malevolmente.

Un urlo squarcio il monotono ticchettio delle piccozze. Un altro infortunio tra gli operai? D Novo saltò nello scavo, accorrendo con gli altri da dove era provenuto il grido.

Un manovale si agitava scompostamente al suolo, la bava alla bocca. Sembrava in preda ad una crisi epilettica. Farfugliava parole incomprensibili, mentre le pupille degli occhi scomparivano e rivoli di sangue fuoriuscivano da ogni suo orifizio. “Tenetelo!” Gridò in arabo De Novo. Un manovale e la dottoressa Fleubert, una procace antropologa di Lyone, accorsero in soccorso del poveretto il quale con un gesto inaspettato scagliò l’operaio accorso in suo aiuto a vari metri di distanza, con un gesto repentino del braccio. 

Un ultimo, straziante grido, e si spense, in una pozza del proprio sangue. “Che è successo? Chiese De Novo. Una deliziosa voce con un forte accento francese rispose “Non lo sappiamo… stava solo scavando in quella parte di terreno…. ha fatto solo in tempo a gridare di aver trovato qualcosa, ed ha iniziato a stare male”.

A pochi metri dal corpo, una pietra con un’incisione sopra: dava l’idea di essere un pavone.

*** 

In una stanzetta scalcinata ed anonima della cittadina di Al-Raqqa, le massime gerarchie dello Stato Islamico progettavano le prossime mosse volte all’instaurazione del Califfato. Il Califfo era soddisfatto: i finanziamenti dal Golfo arrivavano ingenti, gli apostati siriani di Assad erano in rotta, e le forse irachene si ritiravano senza neppure battersi, lasciando ai mujaeddin un ricco bottino fatto delle più moderne tecnologie belliche. Prossimo obiettivo: Mosul. Fu a quel punto che, dall’angolo più nascosto, della sala, prese la parola Ibrahim, detto lo “Sgozza-Crociati”. 

“Amīr almu’minīn, mi permetto di suggerire un ulteriore obbiettivo da occupare, quantomeno in via secondaria: l’area del fiume Gomel nella pianura ai piedi del Monte Maqloub. Il petrolio è la principale ricchezza che Allah ha donato alla nostra terra, ma non l’unica. Lì, troveremo nuove ricchezze nascoste”. 

Un brusio, ed un cenno di assenso del Califfo. Ibrahim sorrise. Ridendo, aveva detto il vero.

Nel prossimo episodio si narrerà delle vicende in corso dall'angolo visuale di:

  • Un misterioso gruppo di curdi. (17%)
    17
  • Le forze di invasione islamiste. (58%)
    58
  • De Novo ed il gruppo di archeologi. (25%)
    25

Voti totali: 12

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47 Commenti

  1. Ciao! la storia credo sia di spessore e notevole! I miei complimenti! Storia, culture differenti, il mistero…però, troppo tempo! Più di un mese dall’incipit. Visto che le storie sono molte, si fa poi difficoltà a seguire il filo e capita che si deve fare un lavoro di rilettura! Inoltre, cerca di passare anche dagli altri autori. Leggi commenta segui! 😉
    Intanto, ho scelto le forze di invasione.
    Ciao!!!

  2. Io vorrei stare ancora su De Novo e gli altri archeologi. Chissà cosa nasconde la pietra a forma di pavone?
    “Ridendo, aveva detto il vero”. È un indizio, un tuo marchio di fabbrica oppure un semplice modo di dire a cui sei molto affezionato? 😮

  3. Direi forze di invasione islamiste.
    Storia sempre più interessante, sarà il contesto, la location, sarà l’occasione storica e geopolitica a rendere il tutto di maggiore qualità; ma devo dire che la tua idea di plot è notevole, per quanto ancora fumosa e a volte costellata di refusi da distrazione.
    Unico vero appunto: dovresti pubblicare con meno lentezza 🙂 e partecipare di più alla vita degli autori. In ogni caso, sempre felice di leggerti.

    Je suis Charlie.

  4. Davvero un Incipit interessante, carico di quel macabro mistero, per niente banale o scontato, che fa venir voglia di andare avanti a leggere. Il titolo è accattivante, ed è il motivo che mi ha spinto ad iniziare la lettura, e la trama mi incuriosisce. Aspetto il prossimo capitolo per vedere cos’hai in serbo per tutti noi 🙂

  5. Alessandro, voto anch’io per l’archeologo! Mi piace il contrasto tra gli elementi epici e la modernità del contesto storico, che mette molto in discussione e non sarà facile da gestire (quindi mi aspetto grandi cose!). Il paesaggio arido e sterile, su cui incombono le figure dei pozzi petroliferi, e il carico di suspense mi fanno pensare a uno scenario quasi post-apocalittico. Non riesco a immaginare se questa storia si svolgerà in un futuro rispetto al nostro tempo, oppure si giocherà al passato. L’archeologo sembra un indizio, ma non vorrei farmi ingannare.
    Comincio a fantasticare, segno che la storia mi prende! Aspetto con ansia di leggere gli sviluppi e di dare una risposta alle mie ipotesi.

    • Si, diciamo che questo horror avrà una collocazione temporale multipla, per così dire, cioè la narrazione sarà lineare, eppure, passato, presente e futuro si intrecceranno indissolubilmente, svolgendosi quasi in contemporanea. Scritto così magari è poco comprensibile, in effetti non sarà semplice rendere quello che ho in mente! Ma ci provo, valuterete voi! 🙂

  6. Avevo chiesto aiuto perché interessata alla tua biografia e anche alla trama. Volevo sapere se sarebbe stato un horror pulp, sai non è il mio genere preferito però ero troppo curiosa. Diciamo che qui, sto per leggere sono una divoratrice di qualsiasi cosa una onnivora della lettura. Ogni tanto scrivo perchè sento di dover dire cose che altri non direbbero mai. La mia è una storia vera. Un pampleth, una favola, un racconto satirico, un diario di una sventura.
    Ora parliamo di te. Hai fatto un incipit veramente bello. Ricco di suspance ho letto la cosa della pecora più volte scena schifosa ma bella. Il titolo è affascinante. La tua biografia mi piace tanto. Scrivi benissimo (io primi due capitoli del mio racconto ho fatto un casino con le virgole!)
    L’opzione più interessante di tutte è sicuramente l’archeologo. Il finale del capitolo mi ha un poco spiazzato e sto cosi a pensare che cosa sia successo a quest’uomo. Diciamo hai creato l’interesse nel lettore dando un bel mistero.
    Spero, se decidi di leggermi, che mi perdonerai le virgole a random, anzi non leggere l’incipit e il secondo capitolo passa direttamente ai capitoli successivi sono staccati, cioè si coglie il significato anche se non leggi gli altri capitoli. Questo racconto sul mobbing ha uno scopo principale quello di far riflettere gli insegnanti specie quelli che conosco. Scusa la lungaggine. Non capisco come mai non ti stanno leggendo! Bho….

    • Per farti un’idea del mio modo di fare horror, ti consiglio di leggere il mio precedente racconto, Presenze. Comunque io non amo gli splatter, e tendenzialmente aspetti del genere raramente si trovano nei miei racconti…. di solito i miei horror si basano molto sull’atmosfera, sul cercare di suscitare tensione nel lettore rendendo “viva” l’atmosfera del racconto, elaborando una trama il più verosimile possibile…. chi legge deve essere “catturato” nel libro. 🙂 Appena ho tempo leggerò il tuo racconto, compresi i due capitoli disconosciuti. 🙂 Non mi leggono per ché non mi impegno nel marketing di me stesso e nell’autopromozione 🙂

  7. Questo primo episodio è veramente bello! Ho votato l’archeologo, anche se le altre due opzioni erano comunque altrettanto interessanti. Perché con tutte e tre viene da chiedersi in che modo è collegato all’episodio del pastore. Scommetto che verrà fuori una storia altrettanto bella (cioè horror) come “Presenze”. Ti seguo … 🙂

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