Realtà sensibili

Mondo Gelato

Mi svegliai piano piano mettendo a fuoco la stanza in cui mi trovavo ; la mia stanza , riuscì a riconoscerla quasi subito nonostante il buio . Doveva essere notte fonda perchè non percepivo alcun rumore e, dal fiato condensato che emettevo ad ogni respiro , doveva esserci qualche problema con il supporto vitale . Passai una mano sull’interrutore e la luce tremolò per qualche secondo prima di accendersi e poi spegnersi di nuovo dopo qualche secondo . << Ma che diamine ?…ora Frank mi sente ! >> imprecai uscendo dalla stanza aprendo la porta manualmente dato che il comando vocale si era inceppato . Vagai per alcuni minuti alla ricerca di risposte ma non trovai nessuno e il freddo cominciava ad essere molto più  pungente di quanto potessi sopportare così mi diressi verso il sistema di controllo ambientale a circa tre piani sotto . Era strano però perchè non avevo ancora incrociato nessuno : questa stazione di ricerca era stata trovata circa dieci mesi fa su un pianeta di classe gigante   ( più o meno come il nostro Giove ) della nebulosa di Axa  e da allora io ero stato assegnato qua insieme alla mia squadra e a quattro equipe di scienziati  per studiarla . La tecnologia qui presente era molto simile alla nostra per cui facile da convertire e utilizzare . Ma dov’erano finiti adesso tutti gli scienziati ? giravo da quasi un ‘ora e , a parte il freddo , non avevo avuto altra compagnia . Giunto infine al corridoio di collegamento mi dimenticai del supporto vitale perchè dalle finestre che lo percorrevano per lui mi giunse uno spettacolo che gelò il mio sangue ancora di più del freddo : più della metà della base era stata costruita poggiandosi sull’acqua dell’unico  grande oceano presente sul pianeta ; ora questo era sparito , sostituito da una sconfinata distesa di ghiaccio , a perdita d’occhio.   . Non solo ,la neve che continuava a cadere aveva coperto ogni singolo centimetro della base rendendo la visibilità estremamente precaria e , forse , a breve l’avrebbe sommersa completamente come sotto ad una valanga . << Ma cosa? che è successo qui ?>> caddi all’indietro ritraendomi terrorizzato per qualche secondo , cercai freneticamente il comunicatore e , tremando , lo misi all’orecchio << Frank ?? rispondi frank ti prego dimmi che ci sei ? …FRank!!>> gridai ancora più spaventato finchè un segnale gracchiante non giunse alle mie orecchie << Jessie …Jessie sei tu ? ah finalmente! …non sapevo quando ti saresti svegliato …dove sei ? >> << Dove sei tu cazzo  !! Che è successo alla base , sembra di stare in un congelatore !>> risposi stizzito << Beh tecnicamente fa molto più freddo che in un congelato ..>> >> FRANK !!>> lo interruppi subito << Ok ok !! per prima cosa nel tuo armadio dovrebbero esserci degli eskimo , prendine uno e vai alla sala del comunicatore olografico >> << ma che dici ? dove sei ? >> << per favore Jessie fai quello che ti dico ! dopo ti spiegherò tutto !>> sospirai  liberando ua nuvola di fumo nell’aria e mi diressi nuovamente indietro per prendere il giaccone  e dirigermi alla sala ologrammi . Poco prima di arrivare sentì una voce che mi chiamava e  voltandomi e vidi la figura di Carlos , un mio vecchio compagno d’armi che mi sorrideva . rimasi qualche secondo impalato poi lui mi fece cenno di seguirlo e sparì dietro l’angolo . Gli corsi subito dietro ma era sparito . Uno strano ronzio inziò a percorrermi il cervello <<Accidenti , ora vedo pure i morti ! sarà che sto andando in ipotermia! devo sbrigarmi !! >> e iniziai a correre verso la mia meta . Giunto a destinazione chiusi la porta e richiamai Frank : la sala ologrammi si accese gracchiando e la figura del mio migliore amico comparve , a tratti ,  come me la ricordavo , con quei capelli sempre arruffati e quella barba ispida e incolta . Per qualche secondo la visione di un volto amico mi riempi di nuovo calore …ma fu un attimo ; perchè ciò che mi disse dopo mi ripiombò nell’abisso più nero . << Sei di circa un millennio nel futuro >> disse secco << COSA??>> << ok …prima che tu salti al mio olografico collo …sappi che non è colpa mia …! Abbiamo trovato un macchinario nella parte sommersa della base ; stavo cercando di capire il suo funzionamento quando si è attivato  generando  un fenomeno molto simile ad un lampo che ti ha investito mandandoti lì dove sei ora ! >> << Storie assurde a parte …perchè tutto ghiacciato ? >> inveì << Beh !perchè il sole di quel sistema sta collassando ed è diventato una stella fredda ! per cui …>> << Va bene va bene non m’interessa …! Come faccio ad andarmene e raggiungerti >> il viso del mio amico si fece ansioso come se non volesse continuare << Forse non hai afferrato il punto Jessie ! io sono solo un ologramma , il vero Frank e tutti quelli che conosci : sono morti >> 

Jessie si è ritrovato in una situazione dalla indubbia gravita ! come si comporterà di fronte all'imminenza dei problemi che dev affrontare?

  • cercherà con l'aiuto del suo amico di rimettere on line tutti i sistemi della base per poi decidere il da farsi (43%)
    43
  • Scenderà nell' Hangar della base per vedere se la sua nave interstellare "Icarus " è ancora lì così da sfruttarla per scappare (14%)
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  • Continuerà ad interpellare l'ologramma dell'amico per carpire informazioni maggiori (43%)
    43
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9 Commenti

  • Ehilà Federico. Sono io ad inaugurare la tua storia. 😀 Ma mi sparirà pure l’aroma del caffè??? 😀 Comunque, l’incipit è interessante e ho scelto l’opzione che prevede di continuare l’interrogazione all’ologramma. Alla prossima 🙂 🙂

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