Tu sei la mia cura

Dove eravamo rimasti?

Di che colore dipingerà le pareti? bianco (100%)

Quando l’amore balla

comincia a scrivere-Dio come sei dimagrita Skye-
-Ahhh mo inizi pure tu. Ti sei consultato con mia madre?-
-A proposito di tua madre, che cosa le hai detto per farla piangere? Mi ha salutato con le lacrime agli occhi prima.-
-Rob  le ho solo detto che ho intenzione di fare il test per medicina.-

Non ho neanche il tempo di lasciare il bicchiere d’acqua che mi ero presa che lui mi prende di peso e mi fa girare come una trottola. Non capisco come tutti siamo più elici di me quando dico queste parole.

-Che bella notizia Skye. Sono davvero felice di sentirtelo dire. Pensavo avessi perso le speranza.-
-Rob perché sei tornato?-
-Se la metti così posso anche andarmene.- E fa l’offeso.
-Ma dai scemo, è che ti sapevo in qualche regione sperduta della Siria, a fare il tuo lavoro.-
-Io ho sei mesi di congedo Sky, perché ho rinunciato ad un incarico .-
-Capisco e perché?-
-Che ne dici di venire con me ad una festa stasera? Ci divertiremo!-

Capisco che non ne vuole parlare, ed è giusto così. Verrà il momento in cui mi racconterà tutto senza che gli faccia alcuna domanda.

-Vada per questa festa allora!-
-Passo a prenderti alle nove cara, non farmi aspettare!-
-E quando mai l’ho fatto?.-
-Tipo sempre?-
-Sbruffone! Fuori da casa mia bugiardo!-

E ridiamo. Mi mancava tutto. E sono stata così stupida a non accorge mene prima. Quando varca la soglia della mia porta per andare via decido di dargli un casto bacio sulla guancia.

-A stasera Rob.-
-A stasera Sky.-

Quel gesto così spontaneo e naturale, comune tra noi poveri mortali, lo ha lasciato di stucco. Ed io l’ho fatto proprio per questo. Da quel baci infantile, non ho mai pensato a Rob come fidanzato. Forse l’idea che lui stesse via non mi avrebbe entusiasmato.
La mia camera, giustamente, dopo tutte queste interruzioni non è finita. Chiamo Mike per chiedergli un cambio, stasera lui e domani io tutto il giorno. Accetta anche se mal-volentieri. Dopo essermi pulita tutta pittura da dosso, chiamo Marghe.

Sei proprio una cessa. Ci hai messo troppo a chiamarmi per dirmi che hai deciso di fare il test per medicina.-

Due sono le cosa: o Rob l’aveva chiamata, oppure lei era dappertutto come un fantasma. Opto per la prima.

-Ho dovuto fare una doccia, Rob mi ha invitato ad una festa.-
-Lo so. Sono fottutamente felice per te, amica mia. –
-Ci sbronzeremo per dimenticare.-
-Ehm…-
-Ops, scusa. Vabbè festeggeremo comunque.-
-Ne sono sicura.-
-A stasera.-

-Ci siamo messe in tiro stasera?-
Disse divertito.- Io sono sempre in tiro. Solo che non te ne sei mai accorto.-
-Forse hai ragione. Sei bellissima Skye.
-Andiamo marpione. Divertiamoci.-

Non parlammo durante il tragitto, ma una volta arrivati ci scatenammo in pista come due adolescenti insieme a Marghe. Avevo voglia di stare bene. Me lo meritavo dopo tutto il dolore che mi sono provocata da idiota che sono. Lo guardavo muoversi e sorridere e mi sentivo bene. Certo se non fosse stato per la puzza di sudore e per tutte le mani che  volevano toccare qualcosa di me, forse  mi sarei divertita ancora di più. Allungai le mani e lo chiamai.

-Rob vieni.-
-Cosa? Non ti sento!!-

Certo che sentirci era impossibile con quella musica. Eppure eravamo così vicini che i nostri nasi si toccavano. Respiravamo insieme quasi come la manovra di pronto soccorso. Marghe ci aveva visti e mi sorrideva con il pollice in su. Mi bacia. Questa volta senza chiedere il permesso. Ed io mi lascio andare. Con desiderio. Come se il resto delle persone in quella discoteca non esistessero Come se non aspettavamo altro. Come se non ci fosse un domani. Forse colpa dell’essere brilli e sudati, o forse colpa della chimica che c’era quella sera. Fatto sta che quando ci stacchiamo la sua vicinanza mi fa ricordare il bacio in acqua dato ad Ian. Come rovinare un bel momento eh?  Oh Rob, che ti sto facendo. Che mi sto facendo. Ma continua a ballare, non curante dell’incredibile quantità di pensieri che inondano la mia testa senza lasciarmi tregua. Balliamo fino a notte fonda. Fino a quando non riusciamo neanche a sentire i nostri pensieri. Stremati torniamo a casa.

-Rob io…-Mi sembro Ian.
-Skye sono stato bene, mi mancavi.-

Io non me la sento di farlo stare una schifezza ,come me, dopo quello che mi aveva detto Ian.

-Anche io Rob. Sono felice del tuo ritorno.-

-Il tuo cuore sta correndo una maratona.-
-Spero non si fermi proprio ora.-

Lo spero anche io. Anche se sarò io a mettere un cartello con scritto Stop. Ma non stasera. Non voglio rovinare un momento che sia io che lui aspettavamo da anni. Forse io un po’ di meno adesso che Ian circolava nel mio sangue.
Quando ritorno nella mia camera che puzza di vernice, riaccendo il mio pc. Un bip mi avvisa dell’arrivo di una nuova mail.
 
Da: Dottor Ian P.<ian.p@psicologydott.com></ian.p@psicologydott.com>
A: Sky<strcolour.sky@gmail.com></strcolour.sky@gmail.com>
Oggetto: Non ci sono perchè.

“Siamo fragili se tutti ci toccano.
Siamo fatti di sogni che non ci fanno dormire..
..Cosa che non si possono dire.”

I.

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