Viaggio mirabolante

Baluardo dell’antichità

Probabilmente è colpa mia, sono troppo normale e per questo attiro l’attenzione; dev’essere questa la causa delle mie disavventure.

Non ho tatuaggi né un taglio di capelli particolare, non vesto alla moda né porto occhiali dalla montatura spessa e colorata, non porto gioielli né piercing, non ho apparati oculari ne innesti tecnologici di sorta e per tutto questo la gente mi nota. Mentre cammino tra la folla attiro l’attenzione come un albero verde e rigoglioso al centro del deserto. Con la mia giacca di pelle e i miei jeans, entrambi consumati, cammino tra la gente che mi osserva insistentemente; unico coraggioso vezzo: una barba nera che copre e caratterizza metà del mio viso, una barba che sottolinea il mio menefreghismo verso i fenomeni di massa e la mia immunità verso il giudizio che gli altri hanno di me. La barba è passata di moda da almeno 80 anni e non è più tornata alla ribalta.

Ma forse è meglio andare con ordine perché mi accorgo che sto divagando. Mi presento: io sono Marius e sono impiegato in un’azienda multinazionale che mi sottovaluta sfruttandomi. Gli specialisti del settore mi definiscono con termini che parteno da “anomalo”, “fuori mercato”, “residuo di magazzino” fino ad arrivare anche ad un imbarazzante “baluardo dell’antichità”. Queste grandi personalità parlano perché sostenuti da tutta una serie di schiavetti novità-dipendenti che ormai hanno perso ogni logica. Sono accerchiato da occhiali collegabili ad ogni genere di rete ma che non correggono i difetti di vista, vestiti fatti di fibre speciali che rispondono alla temperatura corporea ma davanti al freddo devono essere coperti con altri tessuti. Ogni giorno mi propongono scarpe estremamente flessibili, illuminate, molleggiate, a colori cangianti e variabili a comando….peccato che la loro durata media sia di 3 mesi. I robot? Sono scomodi, costosi e stupidi il che naturalmente non elimina l’irrefrenabile impulso di acquistare i più disparati modelli. La condivisione ha raggiunto livelli sensazionali: ormai e’ in tempo reale! Ovunque ti trovi hai a disposizione i messaggi e le sensazioni della tua cerchia di amici, una follia….Purtroppo, pero’, solo io la vedo cosi e sono fuori rete da un bel po’ di anni.

Ma non è questo il punto.

Il punto è che questa mattina dovevo capire che qualcosa non andava. Ho gli occhi aperti prima della sveglia, e già è strano, scendendo dal letto ho preso una storta ed ho strappato una pagina del calendario sul comodino mentre cercavo di riprendermi. Invece sono caduto schiacciando una coccinella ed accorgendomi che la suddetta pagina riportava, tra gli altri, un venerdi 17. Un lampo di gelo su per la schiena si somma al dolore diffuso causato dalla caduta. Mi impongo di stare molto calmo ma la macchina del caffè non funziona e la doccia mi colpisce con acqua gelata riciclata. Ma il coraggio non mi manca quindi mi vesto ed esco; non mi arrenderò cosi facilmente! Vi evito il racconto sul resto della giornata fatta di piedi pestati, spintoni, pestaggi di cacche varie, gatti neri, colore viola ovunque e, orrore tra gli orrori, un caffè tra i più terribili che si possano incontrare: lungo, bruciato e bollente…….il mio odio si riversa inutilmente sul robobarista che risponde con la sua solita fredda neutralità ed un disarmante saluto amichevole.

Dopo tutto ciò, lo ammetto, il mio coraggio ha vacillato portandomi ad una composta ritirata verso casa. E li cosa trovo? Ho ricevuto un pacchetto non richiesto a casa mia ed ora sono seduto sul divano, davanti ad una televisione spenta, a chiedermi se sia il caso o meno di aprirlo. Non ha mittente né segni di riconoscimento; nessun segno distintivo: un dannato parallelepipedo di alluminio schermato che mi trasferisce il nulla più completo.

E’ il 14 Novembre del 2094, la curiosità fa ancora parte del mio DNA ma la stupidità ha portato molti di noi alla cancellazione dalla realtà e non vorrei seguire la stessa strada. Data la giornata iniziata e continuata stupendamente, cosa faccio? La testa si poggia sulle mani che a loro volta scaricano sulle ginocchia tramite i gomiti. La ponderazione come risultato dell’indecisione. La mia giornata continuerà in modo pessimo o svolterà incredibilmente? Ma soprattutto, perché sono entrato in questo loop solo a causa di un’insignificante pacchetto?

Sbuffando mi alzo dal divano e mi verso un dito di rum che sorseggio mentre guardo istintivamente il pacchetto. La luce calda dello schermo-camino si riflette su di esso e le fiamme simulate si attorcigliano invitandomi senza sosta. Altri interminabili secondi si sommano lentamente l’uno all’altro finchè, anche grazie al rum, il mio coraggio ritorna alla carica; poso il bicchiere e con decisione mi avvento sul pacchetto stringendolo quasi a volerlo strozzare. <Tu non mi sconfiggerai maledetto involucro postale! Io sono più forte di te!> grido senza senso e….

Che cosa farà Marius con il misterioso pacchetto?

  • Lo apre cedendo alla curiosità... (67%)
    67
  • Lo butta nel trita-ricicla rifiuti e va a dormire sentendosi molto meglio.... (8%)
    8
  • Lo lancia contro lo schermo-camino sperando di bruciarlo e va a dormire non pensandoci più.... (25%)
    25
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180 Commenti

  • ” …Non ho tatuaggi né un taglio di capelli particolare, non vesto alla moda né porto occhiali dalla montatura spessa e colorata, non porto gioielli né piercing, non ho apparati oculari ne innesti tecnologici di sorta e per tutto questo la gente mi nota …”

    un finale encomiabile. Sono colpita. Davvero.
    Indirizzo per non perderti di vista?

  • “Troppo normale” è una espressione abusata. Potevi semplicemente togliere le prime due righe. La pappa sull’alienazione e la critica al capitalismo sono abusate, anche in un’ambientazione futuristica. Non mi è piaciuto che schiaccia una coccinella di venerdì 17, vede gatti neri. Per dare una sensazione di malessere bastano meno elementi di quelli che hai inserito. L’effetto di troppi elementi negativi è comico. “mi arrendo a una delle caratteristiche più radicate della razza umana: la curiosità” molti autori di saggi sulla scrittura direbbero che questa frase è orribile. E anche io. “quello marrone umano e quello grigio artificiale” cliché ciberpunk. “inca@@#§mi” le regole del sito permettono di scrivere imprecazioni, insulti, etc. “Abbiamo scelto lei… dalla tecnologia. ” mi sembra uno di quei deux ex machina per l’incidente scatenante: è una motivazione debole. “spazio-tempo-realtà” qui o dai credibilità all’espressione usi continuamente un gergo futuristico (ma senza infodumpare, cioè facendolo usandolo quando serve o meglio quando dei personaggi realisticamente lo userebbero), o il risultato è comico. Anche gli universi paralleli sono un cliché, ma questa è una mia opinione: o incentri una storia in cui gli universi paralleli sono elementi fondamentali della storia (Donnie Darko), oppure niente. Sono parole sprecate. “Purtroppo… piuttosto casuale.” mi piace. “Non può rifiutarsi, e buon viaggio!” qui l’effetto comico è voluto, vero? Mi sembra un po’ “A spasso nel tempo” di Vanzina. etc, etc… mi sembra scritto alla carlona.

    • Grazie per essere passato e sopratutto per aver dedicato del tempo a scrivere questo commento molto interessante.
      Ho letto altri tuoi commenti lasciati in altre storie e stavo perdendo ormai le speranze di riceverne uno anche io. Per un attimo mi sono preoccupato che il mio pressappochismo non fosse abbastanza! Invece eccoti qui a riportarmi finalmente con i piedi per terra.

      Alcuni passaggi del tuo commento sono poco chiari ma tutto sembra riferisi alla trama ed ai primi episodi. Forse andando avanti sono migliorato o non li hai ancora letti tutti?

      In tutti i casi io riassumerei in pochi punti:
      1. Non sono uno scrittore di professione
      2. ho iniziato a scrivere per divertimento
      3. avevo qualche idea fondamentale (come rientrare nella fantascienza ma con una bella dose di ironia e comicità) poi la storia si è evoluta anche con l’aiuto dei lettori
      4. sono sparito per un pò
      5. sono tornato più motivato ma non più professionale

      Detto questo direi che c’hai preso quasi su tutto e spero di avere un tuo commento tecnico anche sul resto della storia 😉

  • Incredibile, Janus, sei un filosofo. Ma direi che ne sto’ leggendo di filosofi, su questo sito… io dico sempre che la matematica cambierà il mondo… per cui…
    Interessante la disquisizione che fai sull’uso del tempo. Per quanto mi riguarda, penso iche Il tempo non abbia dimensione né misura. Però si può piegare su se stesso. Quando lo faremo, attraverseremo l’universo. Che ne dici?
    Finale chiuso, sono dispettosa…
    Al finalone!!! 😉

    • Un filosofo addirittura! eheheh grazie mille!

      Ogni tanto mi capita di perdermi in questo tipo di pensieri….ho dovuto eliminare una piccola parte per questioni di spazio. La bozza prevedeva un pensiero aggiuntivo sulle unità di misura come ricerca di sicurezza e controllo da parte dell’uomo.
      Cmq l’ho eliminata anche per non appesantire troppo.

      Attraversare l’universo…..sarebbe proprio bello! Non voglio sapere come, pieghiamo lo spazio, il tempo, le gomme da masticare; tutto pur di arrivare…..”laddove nessun uomo è mai giunto prima” 😉

      Anche tu come il tempo sei dispettosa eh!

    • Hahaha, grazie!
      Stavo iniziando a pensare che ti fossi presa una meritata vacanza dopo la fine della tua storia (ah tra l’altro complimenti per il punteggio!) e invece eccoti qua!
      Sospetto che tua abbia qualcosa che bolle in pentola……”nevvero”?
      Nuova storia in arrivo?
      😉

      • Janus,
        avrei preferito che mi avessi fatto i complimenti per la storia, invece che per il punteggio!
        eheheh
        Comunque io seguo molte storie e finché non finiscono le vado a leggere e voto per partecipare al gioco. Non è che quando uno finisce una storia smette automaticamente di giocare alle altre storie, sarebbe proprio una cattiveria. Io poi amo leggere, per cui lungi da me abbandonare un sito che mi diverte.
        Detto questo – che penso abbia risposto anche alla tua ultima domanda – no, come ho già detto non sono qui perchè pubblicherò presto qualcos’altro. Anche perchè non pubblicherò nulla. Sono qui per finire di leggere gli autori che seguo, tra cui te. 😉
        al prossimo.

        • Hai ragione, rileggendo il mio commento ammetto che il fraintendimento è facile e me ne scuso.

          Non ho pensato neanche lontanamente che ci fosse un secondo fine nel tuo comportamento, ci mancherebbe!
          La tua storia mi è talmente piaciuta che dietro alla mia domanda un pò invadente c’era solo la speranza di leggerne un’altra nuova e fiammante o, che ne so, magari una spoilerata inoffensiva!

          Grazie comunque per i commenti sempre positivi! 😉

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