Caroline

Un compleanno da festeggiare

Mi giro e rigiro nel letto, il mio sonno disturbato ormai da un paio di giorni da incubi, di cui i miei ricordi sono frammentati. Gli incubi sono ricorrenti, ma ogni volta cambia un piccolo particolare. Sono persino andata da una psicol0ga l’altro giorno, ma non ha saputo aiutarmi un granchè. Tra qualche giorno sarà Natale ed io non vorrei avere preoccupazioni, anche perchè è il giorno del mio 18° compleanno. E già, sono nata a Natale, bizzarro eh? Beh questo è il principale motivo per cui per la maggior parte degli anni non ho potuto organizzare una festa. Non credo che quest’anno sia diverso, ma oltre a festeggiare con i miei zii con i quali vivo da quando mia madre è scomparsa misteriosamente 13 anni fa, vorrei uscire a divertirmi con la mia migliore amica Valerie. O almeno vorrei provarci. sono stati un po’ tristi questi anni. Inizialmente odiavo mia madre, perchè non capivo come potesse avermi abbandonata, ma poi ho provato pietà perchè non conosco tutta la verità e mai la conoscerò, potrebbe esserle successo di tutto. Ed ora solo angoscia ed il vuoto che ha lasciato dentro di me.

Il 25 dicembre finalmente è arrivato e così anche il mio compleanno. Mentre aspetto che Valerie mi venga a prendere con la macchina per andare in discoteca, mi preparo. Qui a Los Angeles non fa molto freddo a Natale, così decido di mettermi delle calze color carne con sopra una gonna nera a vita alta che arriva a metà coscie e un top grigio di jeans che lascia scoperta un po’ della mia pancia. Poi passo al viso: lego i miei capelli castani ramati in uno chignon e incorono la testa con una fascietta nera lasciando fuori la frangetta, poi mi passo un leggero fondotinta e risalto le mie guance pronunciate con un fard color pesca, un ombretto grigio che contrasta con i miei occhi verdi e un mascara nera con effetto volumizzante sulle mie ciglia già folte. Mia zia Mary mi dice sempre che ho il viso da bambola di procellana, il che è abbastanza inquietante. Completo l’opera con un lucidalabra color corallo sulle mie labbra carnose. Sento un clcson suonare così mi sbrigo a prendere la mia borsa bianca, mi infilo gli stivali bassi con le borchie e un piccolo tacco e scendo di corsa le scale. – Zia Mary, zio Sam io vado! Ah, buon Natale! – li saluto dando un bacio sulla giancia ciascuno. – Buon Natale a te cara e ancora buon compleanno! E fate attenzione! – si raccomanda mia zia, mentre mio zio fa un cenno di assenso. Li rassicuro, li risaluto ed esco di casa.

Valerie è li nella sua Lancia Ypsilon blu metallizzato che mi guarda con una faccia fin troppo allegra. Apro lo sportello ed entro fulminea nella macchina. Osservo per qualche minuto la mia amica, che soffoca una risata. E’ una ragazza non molto alta, i capelli biondo grano con qualche riflesso più scuro, gli occhi luminosi sono tra il verde tè e il grigio, labbra piuttosto sottili ma larghe, le sue curve sono davvero al punto giusto, forse i fianchi sono un pochino un po’ larghi e la pelle è decisamente più scura rispetto alla mia chiarissima. Ha lasciato i suoi capelli mossi e lunghi un po’ più delle spalle sciolti, indossa un vestito con le bretelline ed una scollatura a V di color turchese e dei sandali a zeppa piuttosto alta bianchi. – Buon compleanno e buon Natale scema! Come ti senti? – mi abbraccia ridendo mentre parla. – Grazie, buon Natale anche a te. Mi sento come ieri, dovrei sentirmi diversa? – ricambio la braccio ridendo anch’io. Era da tanto che non ridevo così. – Non lo so magari un po’ più responabile, adulta. Aspetta..Tu? E’ impossibile che sciocchezze dico.- scoppia di nuovo a ridere ed io la fulmino con lo sgaurdo. – Dai parti che è meglio, sono già le 21. – le rispondo seria, ma il mio sorriso mi tradisce. Dopo una mezzoretta arriviamo davanti il locale che avevamo scelto. “Purgatory” leggo la grande scritta luminosa sopra l’entrata dell’edificio. Arrivate dal buttafuori mostriamo il biglietto e lui ci fa entrare, dopo averci squadrato dalla testa ai piedi. Che viscido.

All’interno il locale è già quasi del tutto affollato e la musica assordante rende difficile parlare. Individuo subito il bar e prendendo Val per mano la trascino li. – Due ‘Sex on the beach’ per favore. – ordino al barman che annuisce ammicando. – Già vuoi cominciare Carry? – ride la mia amica. – Si, stasera ho proprio voglia divertirmi.v- Prendiamo le nostre ordinazioni e ci sediamo su uno dei divanetti all’angolo in pelle nera. Le pareti sono di un grigio appena più chiaro dei divani e le luci al neon rosa e viola illuminano a tratti l’ambiente. le luci stroboscopiche multicolore sul soffitto invece si proiettano in seguenza casuale sul pavimento e sulle persone che ballano. Sembra un tunnel psichedelico. Sento un leggero giramento di testa, dev’essere l’alcol che inizia a fare effetto. Non lo reggo molto. Mi giro verso Valerie e vedo che già sta puntando un gruppo di ragazzi, che a loro volta ci guardano e sorridono. – Che ne dici Car, andiamo a ballare con quelli? – mi chiede Val. Cosa?

Andranno Caroline e Valerie a ballare con il gruppo di ragazzi?

  • Caroline non se la sente per via dell'alcol, così Val non vuole forzarla ed entrambe si dirigono verso il bagno. (0%)
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  • Caroline preferisce di no, ma vuole che Val si diverta così le dice di andare mentre lei resta seduta. (23%)
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  • Si, Valerie riesce a convincere Caroline e prendendola per mano si avvicinano al gruppetto. (77%)
    77
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10 Commenti

  • Ciao Venus! Benvenuta su The Incipit.
    Secondo me vanno a ballare coi ragazzi. Forse tra questi incontrerà già il misterioso Michael? Ho letto la trama solo dopo aver letto il capitolo e mi son chiesto perché iniziare un fantasy senza farci capire che è un fantasy?
    Seguo la storia. A presto!

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