Jonas

Dove eravamo rimasti?

ora sappiamo che tutto è nato dal suo chip. Che finale scegliamo per il nostro eroe? Troverà la ragazza, che gli spiegherà come 'curare' la sua mente (44%)

Ricominciare

Riconobbe ancor prima di aprire gli occhi la sua mano poggiata sulla guancia. Lei lo fissava seria, Jonas temette una sfuriata. Ritrasse la mano, ma lentamente, fissandolo.

“Mi dispiace” disse semplicemente. “Non sono sempre stato così stronzo vero?”

Emma scosse la testa e Jonas notò che piangeva. Gli si buttò al petto e prima che potesse formulare un qualsiasi pensiero lo baciò. In un attimo milioni di momenti come quello, eppure diversi, affollarono la sua mente. Baci della donna che aveva amato e perduto, sensazioni che aveva creduto perse e che ora vorticavano nel suo animo spezzettato.

L’amò con tutta la passione di una prima volta, ma con la disperazione di un’ultima.

“Non ricordo tutto, ma so che ti amavo, e che provo ancora qualcosa di indelebile per te” le disse più tardi, i loro corpi abbracciati in quello sgabuzzino, come clandestini.

“Lo so” commentò lei sfiorandolo di piccoli baci sul petto.

“Devo andare alla Braintec” disse alzandosi.

Posò ancora lo sguardo sul suo corpo perfetto, ricordandosi solo allora delle sue gambe sintetiche. Si sbrigò a coprirsi, ma lei lo fermò.

“Nathan?”

La guardò imbronciato.

“È stato bello” disse arrossendo lievemente.

Istantaneo il suo umore si rischiarò.

“Ho qualcosa per te” disse prendendo qualcosa sotto al divano.

Un dispositivo di memoria esterna.

“È tuo, te lo avrei dovuto dare prima”

Posizionò i sensori alle tempie e si preparò a cercare qualcosa d’interessante tra i dati. Aprì la mail che aveva dimenticato di avere. Ce ne era che catturò la sua attenzione: era datata 1/9/2090 alla stessa ora dell’incidente. Era della dottoressa Hors. Una cartina. La braintec aveva tre laboratori clandestini, poi c’erano le abitazioni del proprietario. Cinque: tre in città, una a Newmiami e l’ultima a Coldlake. Nessun testo.

Attivò istantaneamente la chiamata: “Hors ti passo a prendere tra due minuti, se c’è ancora speranza che sia viva so dove trovarla”.

Non aveva altre possibilità, se avesse fallito avrebbero diramato l’allarme e fatto sparire la Hors, sempre che fosse ancora viva.

 ……

Coldlake era silenzioso e isolato, i tre avanzavano, pistola alla mano tra fitte canne. Gli occhiali termici rivelarono la presenza di un unico uomo. Dopo tutto quel tempo i controlli erano scemati, cercò di convincersi Jonas. Sperò con tutto se stesso che il motivo non fosse il più ovvio: non c’era più nulla da controllare.

“Andiamo!”

Fecero irruzione: un ubriacone, una dottoressa e un invalido. L’uomo fu atterrato immediatamente dal colpo preciso dell’agente anziano, che sembrava ringiovanito.

Perquisirono la casupola, nulla. Jonas stava per dichiararsi sconfitto quando udì leggeri colpi sotto di lui. Percorse avanti e indietro il pavimento di legno, poi iniziò a dare colpi con il piede: “qui!” si accucciò e tirò fuori una lama laser, di quelle per il campeggio. Un attimo dopo la vecchia botola scattò e una luce artificiale illuminò il suo volto. Scesero e si trovarono in un laboratorio lindo, moderno e quasi accogliente. Hors crollò in ginocchio piangendo di gioia, mente la figlia lo abbracciava tra i singhiozzi. Jonas sentì il sangue colare dalle narici. Si sedette su un divanetto e aspettò che i giramenti di testa passassero.

La ragazza lo guardò, sembrava stupita:

“Sei vivo!”

“Ma non ricordo nulla” si chinò e vomitò.

 “Il chip corrode lentamente l’amigdala e le aree associative del lobo temporale, l’idea era che si sostituisse ad esse per incrementare la capienza dei ricordi. Ma pare che il cervello si difenda rigettandolo”

“Ma non ha più il chip” disse Emma.

Jonas, si alzò barcollando. “Andiamocene” riuscì a dire.

…..

Aprì gli occhi, ancora l’ospedale, ma sorrise vedendo lei al suo fianco.

 “Sembra che il chip abbia corroso anche l’ippocampo e che il processo innescato sia irreversibile: il tuo cervello sta attaccando se stesso” disse.

E Jonas si domandò cosa diavolo ci fosse da sorridere.

“Abbiamo una soluzione” disse finalmente, accarezzandogli la fronte. Lui alzò un sopracciglio in segno di domanda.

“Nostro figlio” disse in un soffio.

Jonas si alzò di scatto:

“Io, io mi dispiace”

“Lo so, l’ho perso dopo il tuo incidente: troppa paura di perderti”

 “Non ti ho chiesto io di abortire?” sembrava liberato di un peso enorme.

Lei scosse il capo, gli occhi lucidi. Non avrei potuto, eri cambiato e mi hai detto che saresti uscito dalla mia vita e dalla sua, per proteggerci. Non sapevi cosa ti sarebbe successo.

La Hors intervenne bruscamente: “Non è un’operazione semplice e dobbiamo tentare prima che la situazione peggiori”

Jonas guardò senza capire.

“L’embrione è conservato, come da procedura standard, e ha il 50% del tuo DNA, ed un cervello primitivo pronto a legare con il tuo. Avrai ancora infiltrazioni della vita di mio padre e buchi di memoria, ma potrebbe funzionare. Soprattutto non rischierai di divenire un vegetale. Jonas sentì stringere forte la mano e per la prima volta, da quando si era svegliato in quello stesso letto sapeva chi era e cosa voleva, era felice:

“Facciamolo”

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207 Commenti

    • Ciao Max! Sì hai perfettamente ragione, per questo mi sono presa una pausa per uscire un po’ dai limiti di the incipit. Non ho più tempo di limare e ragionarci e ne verrebbero fuori delle porcherie. Anche questa storia, più delle altre mi è sfuggita di mano, confermando ancora una volta che non è un mio pregio la sintesi 🙂

  • Avevo già avuto intenzione di leggerti e poi mi sono assentata un pò dal sito per lo studio .. :C
    Mi aveva incuriosito la trama originale, la novità ..
    Delle volte è un vero peccato finire così presto, servirebbero altri capitoli o capitoli più lunghi .. Ma quello che ho capito è che qua ciò che conta è partecipare, maturare la propria passione, e ciò che ne viene , ne viene 😛
    Al prossimo racconto spero =)

  • E così finisce anche questa bellissima storia. Perdona il ritardo ma ho dovuto recuperare qualche episodio.
    Jonas guarirà e tutto fa pensare che tornerà. Mi sono affezionata a questo personaggio che odia i robot e ama i divani del 2015 🙂
    A presto, ciao

  • Finale interessante. Spiegazioni scientifiche, possibili e impossibili ma pur sempre ben date. Interessante l’idea di usare l’embrione del figlio perduto per salvare Jonas dal diventare un vegetale. Caotica la reazione del personaggio, però. Qualcuno avrebbe detto che fare tutti quegli esperimenti sul suo cervello ha causato il danno che – se non avesse avuto un figlio perso – non avrebbe avuto chance di recuperare in alcun modo… qualcuno si sarebbe molto arrabbiato… però il finale piega sul perdono, l’accettazione, l’unione e va bene così.
    Brava, Francesca.

    • Di fronte alla possibilità di salvezza si gioisce, i dubbi sulla provenienza di questa salvezza verranno forse dopo… Te lo dice una che lo ha passato: l’unica parola che si ascolta in quei momenti è: ‘soluzione’ 🙂 per il resto, come sempre i caratteri sono la mia dannazione e come sempre il taglia taglia si vede. È il mio modo di scrivere, mi dilungo forse troppo, ma non penso di poterci far niente.

    • a chi lo dici! sono 5000 tondi tondi e ho limato e limato, come in tutte le mie storie non sono soddisfatta del finale perché avrei voluto ancora dire molto. Ma forse questa ha il vantaggio di prestarsi ad un continuo… chissà se Jonas si sveglierà dopo l’operazione e cosa succederà? per ora mi prendo una bella pausa ragazzi, grazie a tutti di avermi seguito!

  • Salverà la ragazza ma per quanto riguarda lui…
    Molto interessante! L’unico “difetto”, se cosi si può dire è che si avverte la fretta di dover finire e il poco spazio a disposizione. Avessi avuto più episodi sono sicuro che avresti saputo rendere ancor meglio la storia. In ogni caso, attendo il finale! 🙂

    • come al mio solito… alla 4 storia qui non ho ancora imparato a gestire i capitoli e i pochi caratteri a disposizione, anzi… peggioro sempre più 🙁 la sintesi non è un mio pregio purtroppo, ma mai come stavolta sono in difficoltà per farci stare tutto in un 10 capitolo… vediamo un po’ dove mi porteranno i salti mortali che dovrò fare 🙂

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