La società degli uomini malvagi

Dove eravamo rimasti?

Mentre sono in fila noto qualcosa. Qualcosa che mi DestabIlizza il SisTema neuRo cognitivo BAsale ma quello in fila poco distante da me? Non è mio fratello? Ma com'è possibile visto che è morto in Iraq? (50%)

Natale di Sangue - pt. 2

Osservo tremante la figura poco distante da me,

è come se la sua massa potesse

attrarre non solo la mia attenzione

il mio sguardo

le mie emozioni,

un buco nero di me stesso.

La figura è alta, stretta in una uniforme militare logora,

macchiata in più punti,

il basco blu di lato mi regala il profilo del proprietario.

Hopassatoanniaguardarequelvolto , fin dai primi momenti della mia vita.

Non posso non riconoscere gli occhi azzurro ghiaccio che scrutano il parco

distratti

assenti

lontani.

Mi muovo verso di lui incurante degli spintoni che do

alle persone in fila ed ai

loro commenti,

quasi corro per raggiungerlo.

E lo tocco.

InquelmomeNtoquasiunascossamiattraversa

ilcorpoemugoliscopERildOlore

ritraggo la mano.

“Fred.”

Alzo gli occhi e mi ritrovo a osservare mio fratello,

uguale a quando è partito per la guerra.

L’impulso di stringerlo a me è forte ma non lo faccio,

il turbine delle emozioni è come stretto ad una morsa.

Co-come è possibile che tu sia qui?” Domando con voce tremante

mentre la mano pulsa di dolore,

quasi avessi toccato una medusa.

Lui scosse il capo, sorridendo come solo lui sa fare

EdovedovreiesseresecoNdoteAncorainguerra?”

Deglutisco a vuoto, ritrovandomi a rispondere

In una bara”

Lui smette di sorridere e mi osserva.

Nei suoi occhi non leggo alcuna gioia o

ironia, ma violenza, cattiveria e una brutale scintilla omicida.

Quegli occhi.

Dove ho già visto quegli occhi?

Tento di abbozzare un sorriso ma il tutto si trasforma in

una smorfia di dolore

i palmi delle mani iniziano a farmi un

male cane come se qualcuno ci stesse facendo

scorrere un coltello con la lama dentellata.

Abbasso gli occhi e noto le bende di un colore rosso vivo, e le sento

pulsare mentre gocce di sangue cadono sulla neve sporcandola.

Con un urlo soffocato di stupore e dolore

comincio a srotolare le bende e

le lascio scivolare a terra;

maunanuovaondatadIdOloremifapiegare

dolorosameNtesumestessoEserraregli

occhiedestabilizzandomi

Quando li riapro, noto che i miei palmi presentano nuovi tagli

e gli occhi si sgranano quando vedo cosa è accaduto.

Sui miei palmi si è disegnato un simbolo!

Non ho mai visto nulla del gente, ho il fiato corto per il dolore e la paura.

Qualcuno mi poggia le mani sulle spalle e domanda

TuTtobenesignorPAyne?

SperononsianuLladigravE.

Alzo gli occhi e lo vedo,

vedo il volto di colui che ha cercato di uccidermi la sera prima

urlo di paura e mi ritrovo a terra

ad annaspare nella neve

i miei movimenti convulsi mi allontanano

di qualche passo

da lui.

Il vestito rosso di babbo natale stona molto

con il suo volto martoriato dalle cicatrici,

solo ora mi accorgo che il suo occhi destro è bianco come la neve,

mentre l’opposto è nero come la notte.

VorREirialzarmiEcorrerediSperatoma

nOnpossomuovermiLiberAMENTE

Le persone hanno formato un cerchio,

quasi a ricreare le pareti di una gabbia attorno a noi.

Vi prego

vi prego

aiutatemi!

Urlo disperato.

Mi aggrappo alla giacca di un tipo e cerco di sollevarmi.

Ma non lo faccio.

Ricado a terra urlante quando noto che lui,

il suo vicino,

tutti,

tutti coloro che formano il cerchio non hanno volto.

Nessuno di loro ha un volto, s

olo facce bianche dalle misere fattezze umane.

Continuo ad urlare senza potermi fermare.

Senza sapere come inizio a correre e

cercare di sfondare quel cerchio

ma inutilmente,

ed a ogni mio tentativo di forzare quel blocco

le figure si stringono sempre più,

lorOstannostringenDoilcErchioeportandomiversoLuomo

deimieiincubicheconlebracciaconserTe

osservaridendoimieisforziinumaniperliberarmiOddio

Non può sfuggire signor Payne,

si rassegni.

Non è bello andare al creatore tutti sudati,

ne conviene con me credo.”

Vaffanculo figlio di puttana!” Gli urlo contro addossandogli il mio indice destro,

accusatore.

Lui scuote la testa e ride, chinandosi verso il suo pacco dei doni,

lo apre e ci fruga dentro.

chEcattIvobambinosignorpaynebabbonataLe

nonèfeliCeditesperoleilosAppia

maperoeMeravigliosaMentebuonoetIfa

lostessouNregalOprendi.

E detto questo mi lancia qualcosa di scuro che prendo al volo.

La consistenza è quella di un melone marcio ma ma…

questi sono capelli!

Oddio

cazzo cazzo

Nel ruotare il regalo mi ritrovo tra le mani una testa mozzata.

Non dico nulla.

Non faccio nulla.

Dentro di me il mio cervello

è in una morsa di terrore e sgomento.

Fra le mani reggo la testa di mio fratello!

Le mie labbra tremano come il mio corpo,

non riesco a staccarmi da quella cosa,

neppure il sangue che cade e mi sporca gli abiti e

le mani mi fa desistere.

Con la destra tremante mi avvicino alla pelle pallida di lui e la sfioro.

E’ come toccare un fiore morto.

FREDERICHSTAIATTENTODIETRO!

ILQUINTOZIGURATSIMUOVE

Mi urla addosso la testa animandosi di colpo.

Io urlo e l’ultima cosa che si imprime nella mia retina è

babbo natale con un machete in mano che mi colpisce al centro degli occhi.

Urlo di dolore mentre riapro gli occhi. Dove sono adesso? Cosa è successo? DOVE MI TROVO ORA??

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  • Cella di polizia (100%)
    100
  • Biblioteca (0%)
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71 Commenti

  • E’ passato un po’ di tempo ma il sito mi ha portato a questo racconto, e se lo ha fatto ci sarà un motivo. E per me il motivo è chiaro; l’idea di Babbo Natale che invece di giocattoli regala pezzi umani è superba. Me la sto appuntando, senza impegno, perché è un ottimo spunto. Ogni volta che mi imbatto in idee ancora allo stato larvale mi emoziono al pensiero del magnifico lavoro che ci si potrebbe fare. Grazie!!
    A parte questo, io ho letto con piacere i primi capitoli. Non ho letto le discussioni dei commenti di sotto, e non intendo farlo; posso solo dire che ho apprezzato l’originalità e soprattutto credo che sia giusto per uno scrittore esprimersi come gli dice la mente. Il fatto che io, personalmente, prediliga uno stile più “classico” non significa affatto che non mi esprima come voglio; i miei significati nascosti, le mie sotto trame, i miei messaggi segreti che nessuno troverà mai sono comunque lì. C’è chi li confeziona in una scatola standard, bianca col fiocco rosso, come me, e chi come te li mescola insieme in qualcosa di già evidentemente bizzarro.
    Mentre leggevo ho spontaneamente fatto attenzione alle lunghe frasi senza spasi, analizzandole e isolando le singole lettere. E’ stato divertente. Non posso dire con certezza di aver capito lo Schema, ma sicuramente, anche se non è uguale al tuo, ho creato uno schema mio che ben si prestava. In futuro potresti provare questa stessa tecnica utilizzando diversi colori invece della sottolineatura, del corsivo o del grassetto. Niente di più psichedelico… il lettore a un certo punto quelle lettere le vedrà danzare davanti agli occhi, causando il mal di testa simile a quello del protagonista.
    Gli ultimi capitoli… sinceramente, non li ho capiti. Ma scorrendo e trovando le varie lettere, mi è scappato un mezzo sorriso come a dire “ma che..?”. E va bene così.
    Non so se leggerai questo commento tardivo; in tutti i casi, bel lavoro.
    Vinc.

    • Leggo ed apprezzo il commento, credimi.

      Era da molto che non entravo su TI, ma di recente ho sviluppato una necessità quasi patologica nel tornare a scrivere. (Il mio omino del cervello si è svegliato finalmente!).

      L’idea del Babbo Natale pazzo è tutta tua, gestiscila, evolvila, falla vivere insomma come credi più opportuno 🙂

      Ti ringrazio ancora per il lungo commento, mi ha fatto un piacere che tu non puoi immaginare.

  • La tortura ce l’ha chi vuole, non sono mai andato da altri scrittori a pubblicare il mio racconto, chi vuole arriva, legge e poi decide se rimanere o meno. È una sua scelta, chi rimane sa che questo racconto sarà così per mia scelta e responsabilità. Fallisco? Va benissimo, almeno mi sono sbizzaritto a scrivere qualcosa di assurdo e visionario. Un semplice esercizio insomma. Inoltre se gli autori di “calibro” non mi seguono non mi interessa più di tanto, se vogliono leggono sennò no, a dire il vero autori calibro .22 non mi fanno paura, loro avranno seguito,fans supporters gruppies e chi più ne ha più ne metta io no, sto solo facendo gavetta e sperimentazione un giorno forse pure io sarò così.

  • Questo racconto è faticoso da leggere. Il capitolo lo è stato meno degli altri tre, ma non si regge. E’ difficile e stanca. L’idea di fondo, il personaggio e tutto il resto piace.
    Perché torturarsi ? Non saprei. Bho.
    Ho votato la cella della polizia. Ti prego salvaci dalla tortura.

    • Il racconto deve esser faticoso da leggere, non esiste modo di renderlo più semplice. Un minimo di sforzo dovete metterlo lo so ma sì viene ripagati se ci si applica. Non è semplice me nel rendo conto, ci vuole più attenzione e bisogna ragionarci sopra ma ritengo che se uno vuole andare liscio prende Topolino e buona notte 🙂

      perché torturarsi? Questa è una domanda che si pone il lettore, se riesce a trovare una risposta valida allora seguo la storia altrimenti no, in questo racconto lo stile sarà questo, ad alcuni piace ad altri bo, ma è l’unica via in cui posso rappresentare visivamente oltre che a lettere il vero Io del protagonista.

      E non so se vi posso risparmiare dalla tortura, ma già il fatto di considerare questa una tortura indica che ik racconto ha raggiunto il suo scopo 😉

        • Credo che l’unico motivo per cui gli autori di “calibro” non seguono questa storia sia perché non ce ne sono, in questo sito. Non mi pare di aver visto nessun Stephen King, nessuna Licia Troisi e nessun Philip Pullman da queste parti. Inoltre, credo che un vero autore di “calibro”, con una mente fresca e aperta, si accorgerebbe che chi ha scritto questa storia ha il fegato di fare qualcosa di nuovo, e che magari dietro tutte quelle cose confusionarie e difficili da leggere c’è uno schema (che, a proposito, è una cosa che è stata detta e sottolineata più volte). Mi sento in dovere di citare un certo Filippo Tommaso Marinetti, autore del Manifesto Futurista del 1909. Perché? Perché lui ha fatto una cosa che Umbra stà facendo adesso, e lui è passato alla storia.

        • Mi dispiace Lucia ma questa volta son d’accordo con loro. Il fatto che sia criptico è un fatto (ed è ciò che renderebbe interessante appunto il racconto)! Un fatto intrinseco del racconto che è così. Esistesse un genere enigmatico son abbastanza convinto che Damiano l’avrebbe messo lì. Ma dover dire perché autori di calibro non ti stanno seguendo denota purtroppo due realtà:
          1) Questo è un racconto. Si suppone che ti ferma a leggerlo e quindi sei lettore ma questa è una pignoleria mia per così dire dal momento che per fortuna o purtroppo (secondo me quest’ultima) qua non si ha bene la distinzione tra lettore e scrittore.

          2) Si vuol forse rendere stupido il volgare lettore che lo vuol leggere e che magari lo trova interessante appunto per la criptatura ? Dunque chi non lo segue è “di calibro” e quindi intelligente e gli altri che lo seguono ? Son forse stupidi ??

          “Uno segue già altre storie” poi dici tu, vero ? Beh che le segua. Così come anche che non le segua, non è obbligato per una disperata ricerca di punti. Lo scrittore spesso e volentieri non scrive per desiderio di essere letto ma per desiderio di scrivere. Non son certo io a dirlo ma appunto il King che mi accorgo rileggendo Karestya di averlo citato (grazie Gabry).

          Questo non implica necessariamente che non ci siano qui su TI scrittori e buoni scrittori anzi e qua mi trovo in disaccordo con Karestya. Dico soltanto che per esempio a me che piacciono romanzi horror o criminali vado a leggere questi. Punto. E scrivo questi quando e se mi va. Di nuovo punto. Non chiedo che mi si valuti per ciò che scrivo ma per come lo scrivo. In linea di massima e mi perdona la confraternita solenne di scrittori, io credo che tutti possono avere una buona fantasia e descrivere un mondo, persino io. Ma un conto è metterlo semplicemente su carta e l’altro è viverlo o averlo vissuto. Questo differenzia uno scrittore mediocre da uno grande.

          • Ti ringrazio per il sostegno e per il commento, hai detto cose che condivido pienamente.

            A mio giudizio siamo di fronte a dei concetti molto importanti, il ruolo di lettore/scrittore e questa gerarchia che viene indicata fra autori di calibro e la massa. Anche io, come te, ho avuto la sensazione che, basandosi su quanto detto da Lucia, qui dentro solo chi ha i BIGGO punti può parlare, commentare e far valere le proprie ragioni. Come se il successo di un’opera fosse legato al fatto che un autore segue, commenta e altro chi ha più punti. Ma il problema sta qui per me.

            I punti. Cosa sono i punti? Uno sterile sistema numerico che non indica la qualità del racconto e le capacità dello scrittore, ma unicamente quanta gente ti segua, nel bene o nel male. Ma siamo sicuri che la funzione personechemiseguono=quantosonobravoascrivere?

            Per me no. Forse sbaglio, ma ho la sensazione che i punti stiano prendendo troppa importanza qui dentro, e che tutto ciò che fai e scrivi sia in diretto rapporto a loro. Quando invece è l’inverso, sempre secondo me.

            In ogni caso rinnovo i ringraziamenti, a rileggerci!

  • Odio quelle frasi attaccate. Sono illeggibili, irritanti. Forse pensi che il lettore le legga come frasi dette velocemente, senza pausa, ma in realtà fatica e perde più tempo del normale solo per capire cosa ci sia scritto. Oppure rinuncia, a un certo punto…
    A parte questo, il personaggio è interessante. I primi due episodi sinceramente non mi sono piaciuti, erano chiacchiere fumose del protagonista rivolte a me, che vorrei leggere una storia. Poi finalmente sono cominciati i fatti, che immagino siano allucinazioni. Un racconto di allucinazioni nonstop però diventa stremante, fossi in te le userei per sfuggire dalla realtà dei fatti ogni tanto, o anche spesso se vuoi, ma non sempre. Per esempio: il personaggio sta facendo qualcosa, ha le allucinazioni e combina un macello. Quindi realtà – allucinazione – realtà, non allucinazione – allucinazione – allucinazione. Insomma l’allucinazione dovrebbe servire a qualche scopo.
    Anche il ritmo della narrazione è piuttosto snervante. In quest’episodio, a un certo punto diventa azione – azione – azione, con quei periodi brevi di pura azione. Facendo così, però, si perde la tensione, l’interesse e anche l’orrore dell’azione iniziale, perché portandola a lungo si smorza e stanca. Perciò bisognerebbe dosarla un po’ di più.
    Questi sono solo consigli ovviamente, e ti seguo perché il soggetto è interessante e potrebbe portare a qualcosa di forte.
    Ciao!

    • Allora, prima di tutto grazie per il commento ed il following :9 Parto subito ad analizzare il tuo commento:

      1- Quelle frase attaccate che tu tanto odi sono la base del racconto. Non penso che il lettore debba leggerle a fiato sospeso o simili ma deve leggerle. Se decide di rinunciare il danno è solo suo, non potrà apprezzare a pieno la storia, perdendo così molti spunti interessanti e necessari allo scolgersi della vicenda. Il fatto che debba impegnarsi a leggerle è voluto, non tanto per semplice gusto di creare difficoltà nella lettura ma perchè al loro interno vi è uno schema. Infatti, ogni frase così complicata vi è uno o più significati incogniti. E’ un gioco dentro al gioco insomma, e credo che la gente lo apprezzi. Può non apprezzare magari queste frasi tutte unite ma non vi altro modo per far capire al lettore medio che la sua attenzione deve essere li focalizzata.

      2- Le chicchere fumose dei primi due capitoli come tu gli definisci, si chiamano introduzione, presentazione del personaggio e delle sue peculiarità, presentazione dello schema di lettura grafico. Il secondo capitolo non è riuscito bene, ne convengo, ma essendo il primo e attualmente l’unico che usa un simile stile stavo ancora sperimentando varie tipologie di scrittura, fino a trovare il più adatto.Inoltre le scritte fumose indicano come il personaggio sia affetto da una sorta di pazzia o ipervedenza per usare un termine tecnico dell’occultismo. Posso piacerti o meno, ma sono comunque parte integrante della storia che tu leggi. Dici di voler leggere una storia, e i primi due capitoli, benchè privi di azione o confusi (volontariamente) ne fanno parte, come le lunghissime descrizioni nei Promessi Sposi (per fare un esempio) dove l’autore ferma la vicenda per descrivere con dovizia di particolari a volte pure maniacale i paesaggi.
      3- Definire gli avvenimenti allucinazioni lo trovo riduttivo, certo, è un punto di vista ma incompleto a mio giudizio. Come è possibile che una allucinazione ti lasci sulle mani delle ferite evidenti? Sogno dentro sogno dentro sogno? Forse. O forse no. Forse quello che leggi è realtà, chi può saperlo. Un sistema allucinazio – allucinazione – allucinazione forse ha un significato più profondo. Forse nascosto dentro quelle frasi che tu tanto odi.
      4 – Il ritmo della narrazione è snervante, anche questa volta, per mia volontà. Questo non è un racconto lineare, è un racconto sperimentale che si cala a livello del sub conscio umano e nelle sue perversioni e particolarità, causate forse da u tumore, o forse no. Il sistema azione – azione – azione è causato da rapidi eventi in successione che si alternano a colpi di allucinazione – allucinazione – allucinazione. La tensione che si è generata si spezza via via in frammenti più piccoli fino a sparire. Verissimo. Ma poi è dagli stessi frammenti così creati che si torna a far crescere l’attenzione. L’orrore della azione iniziale poi è perpetuato e ripreso in più capitoli, non svanisce mai ma rimane latente…come un tumore che silente si sparge dentro te. In ciò l’intaresse svanisce definitivamente? Va bene, sinceramente non me ne sorprendo ne mi rammarico più di tanto, questo è un testo che richiede più dei soliti 5 minuti per esser letto e capito,un’analisi superficiale può bollarlo come follia d’autore ma ciò non è. Ovviamente ti ringrazio per le critiche (costruttive) e i consigli, che vedrò di ascoltare. Ciò che ho scritto non è una accusa contro di te o il tuo pensiero, ma un modo per definire come la penso io sul mio lavoro, il quale è la base per successivi racconti. In ogni caso grazie ancora e a rileggersi!

  • Gran figata! Il piccolo difetto delle frasi troppo lunghe l’hai risolto molto bene, e la follia che si sente leggendo queste righe é stupenda! Se aumentassi la frequenza delle frasi attaccate secondo me sarebbe tutto molto più “folle”, rendendole brevi ma numerose, ma questa é una scelta stilistica che spetta a te. Bel capitolo comunque, i miei complimenti 🙂

    • Grazie mille Carloz, ma è grazie a voi che il capitolo è così 🙂

      Mi avete indicato gli errori e mi avete dato dei consigli e ci avete azzeccato in pieno,così il capitolo scorre da Dio, grazie mille a voi 🙂

  • Ma tu che fai ? Li leggi gli altri ?
    Fratello in Iraq…. Il capitolo due non è proprio umanamente accettabile, si forse con l’accetta in testa a te ! Uno lo capisce ?
    Che la tua ordinaria follia scenda pietosa su di noi… Risparmiaci certi azzeccamenti lunghissimi. La storia regge…. Leggi pure tu…

    • Leggo solitamente altri autori horror, cerco principalmente un contatto con autori a me affini e che seguono il mio filone alla ricerca di spunti per me è per gli altri, insomma, cerco dj dare una mano in famiglia come posso.

      Il secondo capitoli è stato un errore come ho già detto, ma cioè è normale considerato che qui dentro al sito sono il primo che sfrutta un simile sistema di scrittura e di formattazione, la sperimentazione è fatta di ciò, errori e aggiustamenti, credo che la scienza insegni questo molto meglio di quanto io possa farlo.

      Inoltre certi azzeccamenti lunghissimi suona molto da ossimoro, ma forse è il gatto nella mia testa a spingermi a crederlo 🙂

      Felice che comunque piaccia, farò certo un viaggio da te.
      da svidànija

    • Babbo Natale avrà modo di rifarsi credo, in ogni caso apprezzo il commento come sempre 🙂

      Resto in attesa del tuo nuovo capitolo, come si era detto se serve un’idea su modalità di uccisione posso aiutare.
      da svidànija mio piccolo koskenkorva

  • Babbo Natale è l’uomo dell’incubo.
    Damianooooooooo….Il copia e incolla lo devi fare con attenzione, altrimenti ti esce la frase lunga lunga dalla pagina.
    Poi il capitolo è delizioso, in senso lato per essere un Horror è bello.
    Molto creativo e rende l’idea….Grazie della citazione:
    MilioniDiluciadInterMitteNza infatti sono venute milioni di Lucia a intermittenza a leggerti, valiamo al massimo due punti però!
    We fatti sentire, sto un poco sotto terra ma per fortuna non ho un gatto nella testa e manco Babbo Natale che vuole uccidermi. Bacio….Meno azzeccamenti creativi, sarebbero graditi, disturbi la lettura dei più coraggiosi e non ne vale la pena, la storia regge.

    • Il coraggio credo sia la seconda qualità che bisogna avere per leggere questo racconto, la prima è una buona dose di pazzia 🙂

      Ovviamente per chi ne è sprovvisto vendo gatti a poco 😉

      Grazie mille come Lucia, vedo di farmi vivo se tu mi rispondi 😉

      E vedrò di fare meno voli pindarici nel prossimo capitoli promesso.
      da svidànija

  • Ho votato che si nasconde, un po’ di buona paranoia.Io condivido il pensiero di Alessandro Rossignoli, la storia mi ha preso parecchio ma le parti tutte attaccate sono effettivamente un po’ dure da leggere senza fatica (per chi come me poi, abituati a leggere su smartphone…).

  • Il primo episodio curioso e interessante,
    ora però queste lunghe parti tutte attaccate non riesco proprio a leggerle, nemmeno con tutta la buona volontà di questo mondo.
    Le avrei lette, magari fossero state più corte o più spezzate, tanto l’evidenza è data dall’utilizzo della tipografia. Ammetto che mi sono scoraggiato appena le ho viste.

    Prometto però che mi metterò di buona volontà e le leggerò, perchè il personaggio è parecchio disturbato e la storia mi interessa.
    Al prossimo episodio allora!

    • Grazie mille per il commento, si ho commesso un errore grossolano nel secondo capitolo, spero che con questo terzo di esser venuto incontro alle esigenze e ai consigli di voi lettori. Fatemi sapere se vi piace lo stile e ditemi dove devo migliorare 🙂

  • Interessante, ma non quanto il primo capitolo. Il filo del discorso è difficile da seguire, forse troppo difficile, e la mancanza di alcune lettere nel mezzo delle colossali frasi (la battitura, con uno stile come questo, deve essere trattata con estrema precisione) non mi ha agevolato la lettura, che ho trovato faticosa. Ho amato quasi alla follia come hai concluso la storia, ma ti sei forse lasciato prendere la mano nel rendere tutto attaccato e questo non mi è piaicuto. E’ come quando mangi una torta. La prima, la seconda e la terza fetta sono anche buone, ma alla lunga stanca. Attenderò comunque con pazienza il prossimo capitolo perché la storia mi piace e voglio vedere come andrà avanti. Più folle e terrificante di prima 🙂

    • Considerato che a me le torte piacciono molto, concordo con ciò che gai detto, il tuo commento mi è stato molto utile per tracciare una corretta via di scrittura. Dato che questo è l’unico racconto del genere com questa tipologia di grafica e di scrittura a volte vado in crisi non avendo punti di riferimento a cui rifarmi. Grazie ancora fratello

    • il lasciarsi coinvolgere e trasportare è la base stesa del racconto, una visione troppo distaccata o razionale fa perdere l’essenza stessa della storia

      ti ringrazio per il commento, spero che tornerai a rileggermi

  • Nooo! Ho scelto a caso! Ancora non ci capisco del linguaggio! Nicola ha ragione! Fai diventare tutti scemi! Ma si vede che la prima metà mi è dedicata! 🙂 Grazie!

    Ho scelto il 911 ma mi son già pentito! Resta immobile ed aspetta, genio-malato! 🙂

  • Ciao Damiano,
    incipit molto interessante, verità/bugia, vero/falso, la pazzia e la distorsione della realtà sono tra i temi che più catturano la mia attenzione e mi coinvolgono.
    Per tutta la durata del racconto c’è il richiamo allo schema che fin troppo facilmente è stato mostrato. Ma non mi fido di un matto o forse maniaco che sa di essere visto. Spero che lo schema, quello vero, non sia quello che si “vede”.
    Mentire, o nulla…

    Bravo perchè per il tempo in cui ho letto sei riuscito ad immergermi nel personaggio!
    Mi farebbe piacere se trovassi del tempo per leggere e commentare il mio lavoro,
    aspetto con ansia il prossimo episodio per sentire cosa dirà il gatto.
    A presto!

  • Non capisco se sei geniale o pazzo. Mi riservo il diritto di scoprirlo nel prossimo capitolo. Non posso non seguirti, la formattazione che hai dato al testo è la cosa più originale e visionaria che abbia mai visto su Theincipit.

    • Grazie per la fortuna, ma più di quello avrò bisogno di una botta di allucinogeni per finire sti capitoli. XD

      e poi non sei stupida, credo che nessuno sia riuscito a leggere i messaggi che ci sono scritti qui 😉 ma dal prossimo capitolo vedrai anche tu la verità:)

  • Per adesso mi hai sorpreso e confuso. Mi piace.
    Ma siccome non ho capito appieno dove vuoi andare a parare, seguo e ci vediamo al prossimo capitolo!
    Anch’io sto scrivendo un horror. Lo stile è decisamente diverso, ma forse troverò il modo di shakerare il lettore come tu mi hai shakerato il cervello costringendomi a cercare le invisibili lettere in corsivo…
    A presto 😉

    • considerato che pure il cervello si è ingrippato scrivendo questo capitolo sono felice di vedere che il mio obbiettivo di mettervi in crisi l’ho raggiunto. 😉

      passerò a leggere il tuo racconto e ci vedremo presto con il mio nuovo capitolo 🙂

    • Felice che il mio racconto ti abbia preso quanto il tuo ha preso me 🙂

      ho letto il commento che mi hai lasciato sul tuo racconto e siamo similari sulla base letteraria, pure io ho letto quasi tutto se non tutto di King e pure Koontz anche se, a differenza tua che ti rifai molto al loro stile, io cerco di uscire dai loro sentieri classici per sperimentare nuove forme di scrittura come in questo caso.

      Sul filone horror classico invece c’è l’altro mio racconto che però non so se apprezzerai dato che si rifà al filone horror anni ’80 molto duro con tinte pulp e splatter 🙂

      in ogni caso grazie mille 🙂

  • Ho voluto sopravvalutarmi una volta tanto. Molto poco però uno schemino l’avrei forse! Di certo (e grazie alla verga) non ti sei messo a scrivere di “Federico-Willis” per niente! 🙂 Scusa se lo chiamo in italiano, Federico! Willis ovviamente dovresti saperlo no ? 🙂 Ma ormai ci conosciamo tutti. Tutti i nostri personaggi meno quelli di noi stessi. Ora son particolarmente sibillino ma conoscendoti non avrai problemi a capire il mio di schema mentale! 🙂

  • Ho voluto sopravvalutarmi una volta tanto. Molto poco però uno schemino l’avrei forse! Di certo (e grazie alla verga) non ti sei messo a scrivere di “Federico-Willis” per niente! 🙂 Scusa se lo chiamo in italiano, Federico! Willis ovviamente dovresti saperlo no ? 🙂 Ma ormai ci conosciamo tutti. Tutti i nostri personaggi meno quelli di noi stessi. Ora son particolarmente sibillino ma conoscendoti non avrai problemi a capire il mio di schema mentale! 🙂

  • Ho voluto sopravvalutarmi una volta tanto. Molto poco però uno schemino l’avrei forse! Di certo (e grazie alla verga) non ti sei messo a scrivere di “Federico-Willis” per niente! 🙂 Scusa se lo chiamo in italiano, Federico! 🙂 Ma ormai ci conosciamo tutti, meno che i personaggi di noi stessi. Ora son particolarmente sibillino ma conoscendoti non avrai problemi a capire il mio di schema mentale! 🙂

  • Vi riscrivo qui la frase lunga che trovate, ignoro il motivo della sua scrittura scentrata XD
    sostanzainfettavorebbedirechelaterrasetessa
    hauninfezionevascolarecomportantelamancanzadi
    unenzimachepoinonèaltroquellapiccolaproteinachecatalizzainmiei
    pensieriinsinapsineuronaliassecondatedalleteorieeconocentrichedi
    Freudchesostienecheselamiamentepuòunilateralemene
    costituireincongruenzevisivedisincronizzate

    è da leggere tutta di un fiato, tranquilliche il vostro cervello riuscirà a comprenderla…se trovate il giusto schema ;=)

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