Ancestoria I

Dove eravamo rimasti?

Come finisce la storia? Il gruppo combatte seriamente con il gigante e si evidenziano le abilità dei personaggi nel combattimento (86%)

Combattimento serio

Il gigante, in fiamme, proseguiva la sua impetuosa corsa  per le vie della città travolgendo abitazioni e bancarelle. Il gruppo di avventurieri si mise al suo inseguimento.

Angel, grazie alle sue doti acrobatiche, si arrampicò velocemente sulla parete di una casa e, balzando da un tetto all’altro, fu la prima a raggiungere Gruntang, il gigante. Josephyn aveva ragione: le sue tecniche contro quel mostro erano inefficaci. La sua arte marziale era basata su movimenti eleganti e veloci ma non particolarmente forti. In più alcune parti del corpo del gigante erano ancora lambite dalle fiamme per cui avvicinarsi rappresentava un pericolo concreto per la sua incolumità, ciò nonostante non si diede per vinta. Gruntang non si era accorto di lei e questo le dava un vantaggio. Arrivata su un tetto alle spalle del mostro gli balzò sulla schiena aggrappandosi ai lunghi capelli. Gruntang piegò il capo all’indietro per il peso e subito prese a divincolarsi per liberarsi di quell’ennesimo fastidio. Angel stava bene attenta a mantenersi al centro della schiena ben distante dalle mani del gigante che cercavano di ghermirla. In pochi secondi il titano perse l’equilibrio e cadde al suolo. Con un salto al momento giusto Angel evitò di rimanere travolta dalla caduta.

Finora aveva agito in maniera impeccabile, persino mentre cavalcava quel colosso era stata aggraziata come il suo maestro le aveva sempre insegnato. Tuttavia quando il gigante balzò in piedi alle sue spalle rimase del tutto sorpresa, non immaginava che si sarebbe ripreso così in fretta, e capì che non sarebbe riuscita a schivare il pugno del mostro. Sollevò le braccia per proteggersi dal colpo ma qualcuno si frappose tra loro. Il colpo del gigante fu deviato verso il basso, con violenza, dal pesante spadone di Josephyn.

-Ti cacci sempre nei guai!- esclamò rivolta ad Angel che le rispose con un sorriso di gratitudine.

-Andiamo!- gridò Roland incitando i suoi amici all’attacco ed insieme a lui scattarono Kito e Gus. Roland colpì con Elios il polpaccio destro di Gruntang strappando via la carne, Gus lo sbilanciò mirando con forza alla caviglia sinistra facendola slittare di lato e Kito fece roteare la sua falce ( sì usa proprio una falce! ) e con la punta della lama colpì il gigante tra le natiche. Il gigante sarebbe senz’altro caduto nuovamente a terra se non avesse avvertito all’ultimo istante quella puntura sul di dietro, così al posto di cadere pancia a terra, cercò di mantenere le gambe diritte e cadde con la faccia sulla strada e il sedere rivolto al cielo. Quando alzò gli occhi vide davanti a se un guerriero con un’armatura dorata dai tratti egizi, con l’elmo simile alla testa di un’acquila, era Seko con le sue lame corte in pugno. La ragazza con movimenti rapidi e precisi fece saettare le sue spade sul volto del gigante ferendolo ripetutamente.

-Ferma!- urlò Josephyn prima che Seko potesse dare il colpo di grazia conficcando le punte delle sue lame negli occhi del mostro.

Il gigante aveva ormai perso i sensi e non era più necessario infierire.

-Mai una gioia- rispose seccata Seko che, da quando faceva parte del gruppo, aveva imparato a tenere a freno la sua indole spietata.

Poche ore dopo il gigante era stato incatenato a dovere nella piazza centrale del villaggio e gli avventurieri sedevano intorno a lui intenti a riprendersi dallo scontro. Seko ed Angel parlottavano tra di loro; Gus controllava ancora una volta che le catene fossero ben strette; Kito, che era anche il medico nel gruppo, cercava di convincere Roland a farsi medicare le ferite ma Roland rifiutava con ostinazione. Josephyn, pensierosa, osservava il cielo chiedendosi cosa avrebbe riservato loro il futuro.

Fu lei ad accorgersi dei villagiani che pian piano stavano tornando nel borgo. In breve furono circondati da una folla di persone.

I villagiani non riuscivano ancora a credere che quel gruppetto di ragazzi, così giovani, avesse potuto sconfiggere il gigante, eppure era lì, proprio davanti a loro. Allora si fece avanti il capo villaggio, un uomo alto e dalla corporatura massiccia che aveva la pelle simile a cuoio. Diede una forte pacca sulla spalla a Gus e scoppiò in un allegra risata -Siete stati incredibili! Ahahaha- disse continuando a ridere. Poi anche gli altri cominciarono a ridere ed in breve la tensione che fino ad allora aveva aleggiato in quel luogo svanì.

-Scusate- chiese infine il capo villaggio -Ma ora cosa ce ne dovremmo fare di questo gigante?-

-Noi non siamo dei carnefici- rispose Josephyn -fate di lui ciò che ritenete più giusto. Lasciatevi guidare dalla vostra coscienza ma ricordate che la violenza porta solo altra violenza-

Poi gli avventurieri si fecero largo tra la folla e si diressero verso i confini del villaggio per riprendere il loro viaggio.

Quando i villaggiani rimasero soli si consultarono per decidere cosa fare del gigante.

-Lo uccidiamo?-

-No, la violenza porta solo altra violenza-

-E allora cosa facciamo?-

-Oh, guarda. Sta piangendo. Forse si è pentito. Liberiamolo!-

-D’accordo!-

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90 Commenti

  • Guanti magici, spadone…scorrono davanti ai miei occhi come se stessi vedendo un’anime o come se stessi giocando a un gdr. L’azione è veloce come dev’essere secondo il genere che hai scelto. E’ fatto proprio bene. Non ti perdi in sciocchezze. Voto per il gigante che si trascina dietro Kito e Roland 😛

  • Ciao, devo dire che riesci con grande efficacia a mediare tra l’esigenza narrativa e il rispetto delle meccaniche del gdr, sei riuscito a descrivere caratteristiche e modus operandi dei personaggi in maniera molto naturale.
    Mi intriga il discorso delle spade di Roland, spero di approfondire i rispettivi significati.
    Ti seguo e voto per Josephyn esca! ^_^

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