Castleville

Dove eravamo rimasti?

E voi quale pensate che sia la cosa migliore da fare ora? Seguire l'auto nera fino al Castello (60%)

Il Signore Di Castleville

I due uomini stettero per cinque minuti a osservarsi in silenzio. Fu Ben a romperlo per primo:
– Io credo che…dovremmo tornare indietro…Kin- Disse pallido come un cencio.
Ma il detective non lo stava ad ascoltare fissava il castello pensando che mai più gli sarebbe capitata un’occasione come quella e, mentre una flebile goccia di sudore scendeva dalla sua fronte come una goccia di rugiada alle prime luci dell’alba, premette il piede sull’acceleratore dirigendo l’auto verso il castello.
– Kin, ma che fai ?- Esclamò Ben
– Ora o mai più! Credo che i fantasmi di questo posto non ci saranno utili amico mio! Mai,! quanto potranno esserci utili degli uomini in carne e ossa capaci di spifferare tutto se ben interrogati – Rispose Kin con un’ aria di follia mista a eccitazione.
– E la copertura? – Domandò Ben più cercando una scusa per tornare indietro che una risposta.
– La copertura? Quella è già saltata l’esatto momento in cui la nostra macchina ha fatto ingresso in questa città maledetta – Risposte Kin accendendosi una sigaretta – Lo sanno che gli seguiamo! L.’ innaturale silenzio di questo posto ha fatto da eco al nostro motore… Ragion per cui, amico mio, non solo penso che sanno di essere inseguiti ma anche che stiano preparando un comitato d’accoglienza per noi – Concluse Kin in una risata forzata.

La Opel bianca dei due detective, così tanto rumorosa nel silenzio di quella notte, giunse nella vicinanze del castello e spense il motore. Attorno ad essa non vi era l’ombra di anima viva… nessuno … neppure l’auto nera che i due avevano perso di vista nell’attimo di esitazione.
– Ben, apri il cruscotto!- Intimò Kin all’amico perdendo ora la sua consueta calma.
 Ben si affrettò ad aprire il cruscotto e ne tirò fuori due pistole caricate con venti cartucce da 9mm l’una e ne passò una al detective
– Come pensi di entrare nel castello? – Domandò Ben
– Pensavo di bussare!- Scherzò Kin – A meno che non ti voglia arrampicare sul muro di cinta come in uno di quei dannati videogiochi che tanto piacciono ai tuoi figli!! E ora seguimi – Concluse poi uscendo dalla macchina.

La prima cosa che colpì i due uomini appena usciti dalla macchina non fu il gelo della notte inglese, non fu l’imponenza del castello medievale che dall’alto della collina regnava signore sopra tutta la cittadina ma fu l’odore di morte che si respirava attorno a quel luogo oscuro. Sarà dovuto in parte al fatto che una bassa coltre di nubi coprisse la luce della luna, in parte alla voce degli animali  notturni che risuonava così chiara in quel profondo silenzio ma ciò rendeva quel luogo ancora più spettrale di quel che fosse quasi un luogo appartenente ad un’ altro mondo nel quale sarebbe stato meglio non mettervi piede . Le due ombre dei detective si mossero fulminee e a passo felpato lungo la scalinata in pietra che portava all’ingresso principale, sempre guardandosi da ogni parte, ogni secondo temendo che qualche figura poco amichevole gli si parasse davanti con intenzioni poco amichevoli.
Ma non fu così. I due riuscirono infatti a raggiungere il pesante portone in legno senza essere disturbati . Il portone era alto più di 4 metri e si ergeva intatto da chissà quanto tempo ormai, forte contro le intemperie e gli assalti di antichi nemici … l’unica modifica che gli era stata fatta, era quella di intagliare in esso una piccola porta, per permettere ai turisti di accedervi, senza dover muovere i pesanti cardini dell’antico portone. E fu dinnanzi a questo antico portone che i due detective si fermarono, tolsero la sicura dalle pistole, e con una spallata aprirono la porta che diede loro accesso al castello.

Kin e Ben si ritrovarono nel salone principale del castello. Esso era di forma ovale, ampio e lussuoso e su di esso padroneggiava un enorme candelabro , composto da 8 cerchi concentrici, contenenti 20 candele accese, che rilasciavano nell’aria quell’odore antico di cera sciolta, che normalmente si sente nelle chiese.
Ad un lato del salone vi era una mezza scala a chiocciola che portava al primo piano del castello.
I due amici si guardarono intorno, senza mai abbassare le pistole, sebbene non ci fosse anima viva ad attenderli. Dopo che si guardarono attorno per un poco fu Ben a rompere un’altra volta il silenzio:
-Sembra non ci sia nessuno … nemmeno i fantasmi del tempo che fu- disse riacquistando un poco di coraggio.
-Non sono i fantasmi a farmi paura Ben- disse Kin – Ma coloro che son sicuro si stiano nascondendo da qualche parte nel castello.
I due fecero un passo avanti dirigendosi al centro della sala e fu allora che accadde qualcosa che non si sarebbero mai aspettati …
Il pesante candelabro cominciò a discendere dal soffitto contro di loro, come una pesante gabbia pronta a catturarli
– Attento Ben- Urlò Kin mentre si buttava da un lato per  evitare di finire sotto il candelabro. Ma fu invano poiché entrambi i detective finirono nella morsa della pesante gabbia e persero i sensi …

Dove si ritrovano i due detective quando si risvegliano?

  • Si Ritrovano In Un Laboratorio Sotterraneo (50%)
    50
  • Si Ritrovano Nelle Prigioni Del Castello (50%)
    50
  • Sono Ancora Dentro La Gabbia (0%)
    0
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87 Commenti

  • Segue John
    Oops, il fratellino ha qualche problema di schizofrenia acuta? Ammazza oh! Lo salva per poi farci uno spiedino? Interessante e originale questa ambivalenza. Ma i miei dubbi sono quelli di Kin: cosa possono fare da soli contro uno che disintegra città, anzi, cittadini a migliaia?
    Ciao ciao

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