Il Lupercale: Stilo

Dove eravamo rimasti?

Infine, Robert... Tradì. (56%)

Stilo

Il corpo sottile avanzò nel cono di luce che filtrava dal soffitto. “Sei davvero tu.”
La voce era quella di un tempo. Lei era magra, anche se meno dell’ultima volta. Gli zigomi si affacciavano sul volto scavato e roseo, tra le labbra nuovamente piene. I capelli erano lunghi come quando la conobbe. Forse, un po’ più tenui.
            Robert si accostò alla ringhiera. La nostalgia lo morse allo stomaco. “…Perché?”
           “Non credevo di farcela, quando ti ho mandato via e ho giurato di non volerti più vedere.” I grandi occhi azzurri le si inumidirono. “Non volevo che soffrissi ancora. Dovevi dimenticarti di me, non fermarti e sprecare ciò che avevi.”
             Robert poggiò una stampella al parapetto. “Perché non mi hai contattato? Perché sei sparita?”
           “Non è come pensi!” Eula alzò la voce. “Come potevo? Pensavo avessi rinunciato a me, che fossi andato avanti, dato che non sei più tornato in ospedale da quel giorno. Non potevo ripiombare nella tua vita, dopo due anni, come se nulla fosse mai accaduto.”
           “Andato avanti?” Robert abbassò la visiera del berretto. Il cuore gli batteva a mille. Sollevò il bordo destro della giacca e coprì la fondina con la mano. “Io non sono andato avanti. Non sono avanzato di un millimetro. Mi sono illuso tante volte ma non potrei mai dimenticarti. E tu, invece…”
           “Nemmeno io. Perché credi sia venuta proprio qui?” Eula camminò verso di lui. Era troppo vicina; il profumo dolciastro gli solleticò le narici. “Quando seppi che ti eri trasferito, non esitai un attimo. Ho vissuto da reclusa, con i soldi di un uomo che non amo, soltanto per vederti. Ti guardavo quando ti aggiravi in cerca della Musa, ti accasciavi per il poco cibo e le nottate insonni.”
           Robert strinse il calcio della pistola. “Ma io non posso più vivere, capisci? Lo sai cos’ho fatto? Devo lasciarmi tutto alle spalle, tutto! Anche te! Non ho altra scelta.”
Eula lo abbracciò. Robert perse l’equilibrio, ma lei lo tenne stretto.
           “Lo so cos’hai fatto, e non ci ho visto più. Quel giorno ho capito che dovevo incontrarti di nuovo. Non potevo continuare in questo modo.” Singhiozzò. “Ma non sapevo più che fare. Sei ricercato, Robert. I telegiornali hanno parlato di te.”
Lui lasciò la pistola. Le sollevò il volto dal petto. Lei lo aggredì con un bacio.
La bocca lo succhiò con ingordigia. Anche lui, senza accorgersene, la baciava con una certa foga. Le labbra scivolavano e salivano, le lingue si spingevano più a fondo che potevano. Impossibile rinunciare a quel sapore; il cervello l’aveva subito riconosciuto, e gli era mancato.
Si staccarono. Robert riprese fiato.
           “Scappiamo.”
           “Dove?”
           “Lontano. C’è una macchina qui fuori.” Si voltò. “Mio cugino Gabriele ci aiuterà. Non abbiamo altra scelta.”
           Eula lo prese per il braccio. “Ti seguirò ovunque.”
Lo accompagnò lungo le scale. Scesero con prudenza, al buio.
Stalker e Sesto lo attendevano oltre quella porta. Robert li aveva traditi, aveva scelto la vita. Ma si trattava di criminali incalliti, sicari pronti a tutto. Anche se conoscevano Husky, non lo avrebbero mai perdonato. Robert conosceva il Lupercale e aveva deciso di non farne parte; ciò non era consentito.
Mollò una stampella a Eula. Il bruciore alla gamba si risvegliò di colpo.
           “Me la reggi? Cammino meglio.”
Estrasse la pistola senza farsi notare. Aveva il colpo in canna. La tenne nascosta sotto la giacca.
Aprì la porta della cisterna. La luce lo accecò.
 

            “È lui!”
           “Ha una pistola!”
           “Gettala a terra!”
 

Divise. Il bagliore si dissipò.
 

            “No!”
 

Uno sparo. Una fitta allo sterno.
 

            “Merde!”
 

Altri spari. Venivano dai lati.
Robert lasciò cadere l’arma. Eula si accasciò al suo petto. Del sangue le schiumò dalla bocca. Lo guardava. Gli scivolò di dosso, sul selciato. La parrucca le rotolò di fianco.
Silenzio. Robert crollò a terra.
 

           

           Presto, dobbiamo portarlo all’ospedale!

 

            No, se ne occuperà Hati.

 

            Ma potrebbe morire!

 

            È andata

 

            come…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

***

 

 

            “Esci, Stilo! Abbiamo da fare!”
           “Arrivo.”
Robert chiuse il taccuino sulla Montblanc. Aprì il cassetto del comodino e lo posò accanto alle Leggi.
Si alzò, andò davanti allo specchio. Spostò il lembo della camicia. La fasciatura era ancora asciutta. Il lupo aveva fatto le prime crosticine.
Robert riabbottonò il colletto.
Aprì la porta.

Fine.

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146 Commenti

  1. Ogni volta che leggo un episodio ammiro il tuo stile e mi compiaccio della tua capacità di creare l’atmosfera giusta, che coinvolge subito il lettore. Vorrei che Robert perdonasse per cominciare una nuova vita, così ci sarebbe un margine di speranza

  2. Indubbiamente un episodio scritto molto bene, quei versi finali mi sono piaciuti tantissimo. Bella anche la descrizione del posto :). Voto punì, perchè deve per forza punirla dopo quello che ha fatto. Peccato davvero che questa storia sta per finire.

  3. Ho scelto affronti il Lupercale,anche se m’ interessa anche la vicenda con Eula.. questo episodio è davvero avvincente !! Sei riuscito a descrivere perfettamente la scena dell’ inseguimento, mi sembrava di averla davanti agli occhi!

  4. Questo episodio mi è piaciuto particolarmente, inoltre mi ha colpito la comparsa dei lupi, sono animali sempre interessanti. Vorrei propri
    o scoprire il segreto del lupercale, ci siamo quasi,vero ? Non tenerci troppo sospesi

  5. Sono curiosa di sapere cosa succede se affronta Eula. Episodio fantastico, scritto benissimo, sei riuscito a trascinarmi nella storia,ho avuto quasi paura che Robert venisse sbranato. Poveri lupi però:'( Chissà che futuro avrà nel Lupercale.

  6. Pur essendo interessata ad Eula e al suo destino, adesso, andando verso il nono episodio, a mio avviso è più urgente che affronti il Lupercale.
    Una narrazione vivida e scorrevole come sempre. A tratti fa riflettere, altre volte è poetica. Nell’insieme non perde un colpo. 😉
    Ho iniziato una nuova avventura, se può interessarti. A presto.

  7. Ciao Giuseppe. La narrazione mi è sembrata lenta ci sono come sempre delle ottime scene. Ma forse hai dovuto tagliare, ovviamente si sente che avevi concepito il capitolo in maniera diversa. Il ruolo di Gabriel in questo episodio non mi è molto chiaro. Robert fa sentire tutta la tensione e la sorpresa ma vorrei che ci conducessi nell’avventura. Ciao

  8. Ero indecisa se tragedia o avventura, poi ho votato avventura. Ottimo episodio come sempre,sono curiosa di scoprire quale soprannome toccherà a Robert 😀 Chissà chi si nasconde sotto quella maschera. Sono ancora troppe le cose che voglio leggere di questa storia,non deve finire !

  9. Robert cerca di fuggire.

    Ciao, Giuseppe.
    Assodato il tuo talento, devo però dire che le frasi quando date in modo sintetico e veloce – sppure concedano all’azione di scorrere fluida – sembrano una lista della spesa. Brevi, sì, ma per punti no… 😉

    • In effetti possono suonare insolite per chi è abituato a leggere narrativa più retorica e letteraria (ovvero tutti). Questione di abitudine! Comunque di norma cerco di evitare, ma il limite di 5000 caratteri mi fa praticamente tagliare tutto il superfluo… (non ho il dono della sintesi, in realtà).

  10. Nonostante il racconto si sia fatto molto crudo ,cosa che non è nel mio genere letterario, ho letto l’episodio con piacere, apprezzando l’aspetto surreale della situazione. Inotre mi è particolarmente piaciuta la poesia,penso che tu abbia davvero creatività e talento. Alla prossima, con un’interessante retroscena su Robert

  11. Tutta questa violenza mi piace *-*, ne voglio altra!! La poesia mi piace molto è davvero bella,ho votato per scoprire il passato di Robert, chissà cosa gli è successo. Spero che sia stato Gabriele a beccarlo,voglio sapere qualcosa in più anche su di lui. Nell’episodio, Teo meritava quella fine.

  12. Credo di essermi persa qualcosa. Eravamo rimasti al cotpo che galleggiava nell’acqua e poi improvvisamente all’interno della casa. Forse non ho capito bene.
    Non penso possa sparare mi sembra un personaggio poco aggressivo, ma sotto pressione è perda il controllo ma a che prò???

  13. La storia sta prendendo una piega a dir poco inquietante… Ma perchè questi due individui sono tanto sinistri ? Meglio cominciare a far sparire almeno uno dei due, almeno il povero Robert può avere qualche chance. Sono curiosa di vedere lo sviluppo della vicenda

  14. Ho votato sparò. Finalmente un po’ d’azione, era proprio quello che ci voleva. Mi piace la violenza che Robert usa per vendicarsi dei suoi “strozzini”. Sono riuscita ad immaginare perfettamente la scena, ancora una volta, perfetto.

  15. Ciao Giuseppe. Ottimo il modo di scrivere, eccezionale. Apprezzo molto l’uso di frasi brevi e dure. Attento però a come imprimi la tua profondità, che invece di essere stata breve e compatta, l’hai diluita su tutto lo scritto. Bello, ma più pesante. Occorre un pelino più di dinamicità. Detto questo, dal tuo scritto traspare un’intelligenza rara. Seguirò febbrilmente ogni cosa che scriverai. Lorenzo.

  16. Essendo il racconto catalogato come horror non posso che votare per il livello estremo. Nella letteratura le lettere incise sulla pelle sono abbastanza inflazionate soprattutto dai serial killer, ma dipende dalla motivazione. Bene la scrtittura che scorre
    piacevolmente, sei sufficientemente incisivo per evitare piccoli dettagli nei movimenti dei personaggi che dilungano un pò la frase, ma nel complesso riesci a creare l’aspettativa nel lettore. Avanti tutta…..!!!

  17. Complimenti ancora per il tuo stile!hai una capacità descrittiva fuori dal comune..attraverso le tue parole riesco a immaginare perfettamente gli ambienti, i personaggi..e la storia mi appassiona sempre di più!
    Voto Livello medio perchè non voglio che scivoli nel grottesco

  18. Ancora una volta mi colpisce lo stile, così immediato, la naturalezza della narrazione. Ma questo cugino Gabriele soprattutto mi interessa, mi è stranamente familiare,mi ricorda qualcuno …Spero che il seguito non sia troppo efferato

  19. Lettere e frasi incise nella pelle. Romantico e maledetto, gotico.
    Inizialmente il capitolo mi è parso esageratamente scarno, nelle descrizioni, ma poi ha recuperato e ho capito che questa linearità serve a rendere il gelo e la rabbia del protagonista.

  20. Ho votato l’opzione due, una giusta via di mezzo. Divento sempre più curiosa di sapere cosa succederà. Gabriele poi, è un personaggio che mi affascina. Continua cosi,hai talento! Spero di non dover aspettare troppo per il terzo episodio

  21. Sono andata sui lividi rossi e verdi. L’episodio fa riflettere e si snoda sulla frase “Non c’è molta poesia nel morire di fame”. Le scene sono tutte bellissime specie quelle nella casa e con la stufa. Veramente molto bravo per la giovanissima età che hai. La scelta dell’opzioni è perché vorrei rimanesse un noir e non diventasse splatter…

  22. Mi piace molto lo stile del racconto, così asciutto e privo di retorica, dimostra molta padronanza del linguaggio ed una notevole abilità narrativa. La storia è intrigante, spero scivoli progressivamente nell’horror puro, magari con un tocco di soprannaturale, il mio genere preferito. Complimenti a questo giovane autore emergente, ha senz’altro la stoffa per andare avanti

  23. Mi piace. Semplicemente mi piace. Perchè? Perchè scivola, perchè non mi sono annoiata e questo credo sia un buon inizio. La scrittura ‘poetica’ in un racconto non
    deve essere necessariamente bandita, anzi a volte aiuta ad entrare più facilmente dentro al quadro che si traccia, ti avvicina all’ambiente e al personaggio. In questo caso il nostro amico (chissà se restererà tale) è un poeta , quindi pensa e parla come un poeta per cui trovo sia appropriato il lessico che contrasti sapientemente con la punteggiatura. Io voto per l’accetta. Trovo la pistola un’arma impersonale e fredda rispetto ad un racconto che non è un poliziesco ma una storia si tensione e …..paura!!!!!

  24. Un’accetta.
    Io amo il genere horror e, quando un racconto non mi tira, non lo seguo. Tu, per i miei gusti, fai periodi sin troppo brevi che mi fanno distrarre, arrabbiare e tirare avanti per questo. I primi versi mi hanno convinta a proseguire la lettura, gli ultimi a seguire la storia 😉 perché la poesia, nell’horror, ti stringe lo stomaco come un ringhio di belva nel cuore della notte. Alla prossima.

  25. Odio l’horror. Però questo incipit mi gridava leggimi perché inizia con quello che sono e che da sempre rinnego di essere: poesia.
    E’ una vita che cerco di svincolarmi dalla poesia. Seguo delle regole ferree per cui un testo narrativo non deve avere poesia, ne sollazzarsi con parole o immagini troppo poetiche. Tu invece, mi spiazzi e mi fai un incipit in un genere che niente di poetico ha, me lo sbatti in faccia a sfidarmi e dirmi, tutto quello che hai creduto fino ad oggi, Lucia mia, non esiste e te lo dimostro.
    Quindi per qualcosa a me oscuro che fa della legge d’attrazione un mantra ti sto seguendo. Mi auguro tu hai capito come funziona.
    1) I capitoli pascolano come pecorelle su un prato, un capitolo a settimana o ogni dieci giorni.
    2) Ogni autore che ti segue ti regala due punti una tantum, cambia finale è un punto e commento è un successivo punto. Dal capitolo quattro in poi, il commento varrà zero. Prendi solo il punto di cambia finale. E’ importante seguire chi ti piace. Anche facendo uno sforzo cerca di seguire almeno chi ti segue. E’ bruttissimo aprire la pagina di un autore e trovare che non segue nessuno. Qui le storie si giocano c’è l’interscambio.
    3) I commenti servono a far crescere ognuno di noi ( solo che a te cosa accidenti ti debbo dire sei bravo cavoletti!)
    4) Se passi da me non ti spaventare sono al settimo capitolo sono tutti slegati tra loro è un pamphlet, racconto una storia vera di mobbing scolastico trasfigurata nella metafora. Mi serve sostegno specie psicologico, ho usato questa storia come un arma di redenzione di massa e visti i risultati devo dire che ha funzionato.
    Ancora benvenuto mi piace tanto questo tuo esordio. Passa da Enana (fantascienza) e da Libera di amare (rosa). Non fare l’errore che fanno molti autori di horror che seguono solo il loro genere. Allarga i tuoi orizzonti.

    • Grazie mille per le dritte. Purtroppo c’è tanto da leggere e il tempo è quello che è, perciò ci metterò un po’ a contraccambiare tutti. Poi, lo ammetto, vedere una storia all’ottavo o nono episodio e doverla leggere da zero un po’ mi spaventa. Ma ce la farò! (Sì, non sono un grande lettore.)
      Fortunatamente non ho barriere di genere e non scrivo neanche horror, quindi darò volentieri un occhio ai racconti delle altre sezioni.

      E ti ringrazio caldamente per il benvenuto e le belle parole. Ti capisco: sarei portato a infilare letteratura e poesia nella mia narrativa, ma normalmente mi freno. Non è una cosa sana, ne sono convinto. Questo, tuttavia, vuole essere un esperimento, anche in vista di altri progetti che ho. E se riuscissi a trasformare la poesia in un elemento della narrazione? E se riuscissi a creare poesia all’interno dei vincoli narrativi?
      Me lo direte voi alla fine se ci sarò riuscito o se avrò fallito miseramente.

      Leggerò volentieri il tuo racconto. Vedo che ha avuto un grande successo (complimenti). In realtà ho già letto l’ultimo episodio e mi è piaciuto parecchio, soprattutto l’idea delle immagini, ma non sono ancora tornato all’inizio per paura di essere sommerso dal testo. Ma lo farò, non temere!

  26. ” … In quale altro posto al mondo i balconi di un palazzo sfiorano quello di fronte …” è una frase che mi ha convinta definitivamente a seguirti, durante la lettura.
    Io sono una persona concreta, non amo il linguaggio aulico, non infilo la poesia nei miei racconti, -per me la poesia sta alla poesia e basta – , tu hai iniziato con dei versi, hai piazzato riflessioni in tutto l’incipit, una cosa che ho condiviso solo a metà. Però poi hai scritto:
    ” … Era stanco, stanco di vivere in quelle condizioni. Una volta aveva senso, la vita spartana del poeta. Ma da quando la poesia era morta, non c’erano più scuse per quella miseria. …” e allora ho capito che sei un fuoriclasse in modo definitivo.

    Hai tutta la mia attenzione, da ora in avanti.

    Dimenticavo: … In una scatola… puoi trovare al massimo una pistola… io sono per le Glock 17 con un caricatore in più, ma va bene anche la Beretta 92.

    • Wow, ti ringrazio per i complimenti.
      Sono d’accordo con te, la poesia è una cosa e la narrativa è un’altra, anche perché i versi possono distrarre il lettore e sfavorirne l’immersione nella vicenda. Il linguaggio aulico, poi, è spesso fuori registro, per cui tendo a tenermici alla larga.
      In questo caso, la poesia c’è perché lo richiede il personaggio (un poeta). La sua presenza non dovrebbe destare sospetti né saltar fuori dal racconto; i versi non dovrebbero ingannare il lettore ma essere coerenti alla storia e al personaggio, favorendo quindi l’immersione nella narrazione. Almeno credo, eh… se la poesia disturba cercherò di attenuarla. Comunque, se risulta insolito al primo episodio, man mano con i prossimi ci si dovrebbe abituare. Ho intenzione di mettere una poesia per ciascun episodio.
      Per quanto riguarda la scatola: beh ce ne sono di tutte le dimensioni!
      Grazie ancora!

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