Il matrimonio di Lavilla

Vestiamoci a festa

La vedova Daphne Heart era ancora in azienda a finire le ultime faccende della mattinata quando la sua segretaria entrò nell’ufficio per annunciare alla direttrice l’arrivo di sua figlia Kate dagli Stati Uniti. Dopo queste parole Daphne si illuminò ed era già pronta per tornare a casa, quando una scia di profumo le invase le narici e le raggiunse la gola costringendola a tossire leggermente. Si voltò e la vide in piedi di fronte a lei, con il suo sguardo profondo…proprio lei: LAVILLA CART. Lavilla era una quarantenne molto abbiente, tanto da essere la più ricca d’Olanda dopo la regina e qualche politico del posto. Bionda e con gli occhi azzurri, alta e snella, sempre vestita con abiti di marca, già a prima vista si capiva che era una donna di classe. Daphne appena la vide si portò la mano alla fronte dandosi un piccolo colpetto con le dita chiudendo gli occhi un istante come per dire “Come ho fatto a dimenticarmi?”. Era da più di un mese che lavorava per lei, quel giorno ci sarebbe stata la prova finale per il suo abito da sposa. Uno dei fatti che denotava l’agiatezza di Lavilla poteva semplicemente essere il suo vestito da sposa, infatti la donna aveva esplicitamente chiesto che l’abito emanasse lusso e regalità da ogni centimetro di stoffa. Ciò nonostante non era uno degli abiti più costosi che avesse realizzato. Daphne presentò la figlia a Lavilla e dopo una stretta di mano e una breve presentazione quest’ultima andò nel camerino a provare il suo abito. Nel frattempo Lavilla elogiava il fantastico lavoro svolto dalla stilista perciò decise di invitarla, insieme alla figlia, alle proprie nozze che si sarebbero svolte la settimana dopo. Daphne se ne stupì non poco e rivolse lo sguardo verso Kate che accettò l’invito.

I giorni passarono in fretta e la mattina del matrimonio Kate e la madre si svegliarono di prima mattina per prepararsi. Alle dieci si trovarono davanti al grande cancello di ferro battuto, ma prima di procedere si fermarono un attimo colpite dalla maestosità di quel luogo.

Dal cancello si procedeva lungo un imponente viale alberato che introduceva prima ad un’abitazione più piccola e poi a quella, situata in cima, dei Cart. La casa era sui toni dell’arancione e dava l’impressione di essere una di quelle case di campagna italiane in mezzo al sole e alla natura con il vialetto di mattoni e i campi di girasoli lungo la collina. Il giardino ricco di alberi, fiori e arbusti era molto grande con panche in legno e archi dove rampicavano le rose, altre panche in pietra addossate al muro, molti alberi secolari e un laghetto sul retro vicino al quale era stato allestito il luogo dove sarebbe stato celebrato il matrimonio.

Nell’enorme giardino si trovavano centinaia di ospiti che chiacchieravano felici con bicchieri di champagne in mano sorseggiandolo con cura. Daphne e Kate si diressero a salutare la sposa, Lavilla le abbracciò e baciò e poi le presentò alla sorella Vivian. Era una donna di trentacinque anni con capelli castani tendenti al nero, la carnagione olivastra e gli occhi scuri. Era vestita con un abito panna dalle linee molto morbide con molte paillette sul petto.

L’atmosfera che animava la mattinata era armoniosa, ma appena si guardarono intorno Kate e la madre notarono qualcosa che lì in mezzo stonava, ma non riuscirono a capire che cosa fosse.

Si scambiarono un’occhiata intuendo che entrambe stavano pensando la stessa cosa, ma non riuscirono a spiegarselo.

Poco dopo la sposa apparve dal fondo del giardino percorrendo l’ideale navata. Questo era il secondo matrimonio per la donna, che infatti si era sposata molto giovane con un uomo dal quale aveva divorziato una decina di anni prima.

Si ricordavano tutti lo scandalo che era saltato fuori ai tempi del divorzio prima di tutto per una questione lavorativa, dal momento che erano i direttori di un’impresa comune e quindi risultava difficile stabilire chi avrebbe continuato a gestirla; alla fine era rimasta all’uomo. In secondo luogo c’era stato un processo che era durato quasi tre anni per questioni che erano rimaste private. Alla fine, perfino dopo dieci anni, nessuno sapeva ancora il motivo del divorzio e nemmeno quello del lungo processo; nonostante avesse perso la sua azienda, Lavilla non si disperò ed essendo intraprendente per natura iniziò a collaborare con la società di abbigliamento della sorella.

La sposa arrivò all’altare e tutti si sedettero, il pastore iniziò quindi la funzione.

Sul piccolo altare circolare si trovavano solamente gli sposi e il celebrante mentre poco sotto c’erano tre damigelle e dietro la testimone che era Vivian, la sorella della sposa. Dalla parte dello sposo c’era un amico che era il suo testimone.

Passati a malapena dieci minuti una strana nebbia iniziò a propagarsi per il giardino. Tutti si spaventarono e si guardarono in giro per capire cosa stesse accadendo. Passò qualche minuto di lieve panico prima che i fumogeni grigi perdessero il loro effetto allora ci fu un pesante silenzio e poi l’urlo della sposa!

Qual è il motivo del grido di Lavilla?

  • Il futuro marito, Robert, non vuole più sposarsi. (44%)
    44
  • Un invitato è sparito. (56%)
    56
  • Il fumo ha rovinato il suo vestito e perciò non vuole continuare la cerimonia. (0%)
    0
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126 Commenti

  • Letto tutto. Appena in tempo per votare che Sebastian accusa Lavilla per aver rapito la sorella Vivian. E mandarlo in parità con Sebastian che svela fatti e movente, con tanto si sorprese a seguire. 🙂
    Penso che l’idea alla base della tua storia non è male. Personalmente avrei staccato le varie scene (lasciando una riga in bianco) tra una scena e l’altra. Per sottolineare i momenti differenti. E sostituito qualche scene con i dialoghi.
    Detto questo io sospetto che Lavilla e Vivian abbiano organizzato il rapimento di quest’ultima. 😉

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