Il mistero di pergamena

Dove eravamo rimasti?

Il professore ha molti dubbi su ciò che dice il giovane italiano. Si convince che il giovane ha scoperto veramente qualcosa e gli permette di esaminare il manoscritto. (67%)

Un giovane impacciato

L’ambiente era piccolo e spoglio, tanto da creare in Davide una leggera apprensione; aggiungeva disagio al timore di aver scomodato il luminare per una fesseria.
– Gradisce del caffè? – disse Corbett in italiano fluente – il “nostro”, naturalmente… – aggiunse con tono deluso.
– Grazie, sto bene – rispose il ragazzo.
– Mi dica, allora, che cosa l’ha spinta a cercarmi?
– Parliamo in italiano? – chiese Davide ingenuamente, l’altro non rispose, con la mano lo invitò a proseguire.
– Le dico sinceramente che adesso mi sento uno sciocco… veda, professore, sono uno studente di Architettura, in Italia. Un colpo di fortuna mi ha permesso di passare due mesi in America, ma non so niente di libri antichi… né di codici segreti. – l’altro non parlava, continuava a osservarlo, in attesa. Si sentiva, nella stanza, tutto il carisma del “personaggio” che lo studente aveva di fronte. Si era imbattuto nel famoso Manoscritto solo tre giorni prima, su internet, mentre cercava notizie di Corbett. Lui era l’autore del suo testo preferito, un saggio fondamentale sul simbolismo Gotico e Rinascimentale nell’Architettura Sacra europea. Davide cercò di spiegare tutto il preambolo a Corbett, che, invece, dava chiari segni di impazienza: voleva dei “fatti”! Quei fatti che, al povero giovane, sembravano sempre più inconsistenti…
– Lei, prima ha parlato di un Film… che cosa intende? E questo che voglio sapere… mi spieghi solo da dove le viene quest’idea, ok?
Stupidaggini o no, era il momento di spifferare la sua intuizione; l’italiano doveva procedere.
– Le dico cosa è capitato e cosa credo, d’accordo? Poi tolgo il disturbo, subito. – era fatta; stava per iniziare, quando un telefono interno iniziò a ronzare. Corbett ignorò la chiamata e fece di nuovo segno di procedere nel racconto.
– Ho trovato il suo Blog, cercavo proprio notizie su di lei, sapevo che insegnava a Yale… poi mi sono imbattuto nel Voynich, che non conoscevo affatto. – ora Davide desiderava un po’ d’acqua, aveva la gola secca, ma non osò cambiare argomento. – Ho letto l’articolo; mi è sembrato strano che si potesse scaricare l’opera intera con tanta facilità…
Corbett sorrise: – Seicento anni di ricerche non hanno portato da nessuna parte, o quasi… deve capire: siamo disperati. Oggi, l’ipotesi che più piace a noi scienziati è che sia solo un gioco, l’opera di uno spiritoso, magari uno studente, come lei. L’uomo della strada non ama sentirsi sciocco, meglio credere in uno scherzo da prete… Si sentì bussare discretamente alla porta, il professore ne fu seccato ma si alzò e andò ad aprire. Era un giovane, gli riferì qualcosa a bassa voce e Corbett, per un attimo perplesso, rispose in inglese.
– Ma perché? E’ da matti. Comunque, adesso sta bene? – l’altro dovette rispondere di sì. – Ok… richiamala, dille che se non se la sente di venire in Taxi la vai a prendere… non posso muovermi, adesso! – Il giovane non fece una piega,  assentì e scomparve nel corridoio. Lo scienziato sembrava contrariato e rimase in piedi; un momento dopo si rivolse a Davide in maniera spiccia e diretta, invitandolo a venire al sodo.
– Ecco… ho scaricato il PDF: è abbastanza pesante, ci è voluto un po’. Sono un tipo impaziente, premevo senza pensarci i tasti “up and down”. Andavo su e giù, meccanicamente, senza nemmeno farci caso… professor Corbett, io, il manoscritto in sé non l’ho quasi guardato! Quello che mi ha colpito, sono le pagine. – più parlava, più si rendeva conto di non avere quasi nulla da dire. Il suo interlocutore era sempre più seccato.
– Facendo scorrere le pagine dall’alto verso il basso, ho avuto la netta sensazione di vedere qualcosa… una specie di segni, come una sequenza, sa, tipo cartone animato. – Davide cercava di essere il più chiaro possibile; appena termnato si sarebbe scusato, per poi “fuggire” in Italia, sperando che si fossero presto scordati di lui.
– Pur non credendo ai mie occhi, ho cercato di fare maggiore attenzione… ma non si vedeva bene. Ho girato il PC, ribaltandolo su un lato, per vedere scorrere le pagine in orizzontale. Come sa, non è possibile intervenire sulla velocità dello scroll… quindi non so bene cosa ho visto… cioè, cosa ho creduto di vedere. Insomma, la mia netta sensazione e che, facendo passare le pagine una dopo l’altra, guardando da una certa distanza, si legge qualcosa… dei segni o delle lettere… un po’ come quegli scherzi ottici che si fanno con i foglietti di carta… Tipo Lanterne Cinesi o roba simile. – Davide concluse così, e non ebbe il coraggio di aggiungere altre idiozie.
***
Tamhal, il Sacerdote, aveva fallito. Ogni preghiera, ogni orazione segreta, il sangue di 50 vergini: niente aveva placato la collera del Dio Sole. Il Signore della Luce non si era svegliato per tutto il giorno. Il cielo era nero ma senza una stella.
Tamhal non volle tornare dal Re con la sua vergogna. Si gettò senza un grido nella pira ardente che lui stesso aveva allestito, sull’altopiano di pietra.

Ciò che Davide ha intuito sorprende il professor Corbett.

  • Perché gli ricorda qualcosa che ha visto tanto tempo prima ma che adesso non riesce a mettere a fuoco. (67%)
    67
  • Perché anche gli scienziati stanno indagando in tal senso. (33%)
    33
  • Perché è un assurdità e non ha alcun senso. (0%)
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141 Commenti

    • Gentile Annarita, scusa se ti rispondo con grande ritardo, ho passato un periodo infernale.
      Grazie per i tuoi complimenti, immeritati ma accettati come un incoraggiamento a continuare a scrivere.
      Ho trovato qualche ora nella notte per terminare il racconto, anche se mi è sembrata così intrigante, la storia del Manoscritto misterioso, che mi riservo di riscrivere, con maggiore spazio e dovizia di particolari, un’opera simile ma più completa.

    • Ciao, sono felice che ancora riesci a seguirmi… magari procede carino questo racconto che piace anche a me… ah ah
      Fin’ora le votazioni propendono per il Vaticano, e non credere sia troppo poco plausibile: nello staterello al centro di Roma si nascondono molti più misteri che, forse, in tutto il resto del mondo. Dal IV secolo dopo Cristo, quando la Chiesa Cristiana è stata adottata da ciò che restava dell’Impero Romano, durante le successive opere di “evangelizzazione” gli emissari di Roma, giravano il mondo conosciuto e oltre a catechizzare adepti, procedevano sistematicamente alla razzia di tutte le testimonianze archeologiche e dei documenti che avrebbero potuto permettere di confutare “il nuovo corso”.Questa mentalità è stata perpetrata ed ha raggiunto l’apoteosi con le Crociate.
      Successivamente la Chiesa (bellicosa) si è occupata sistematicamente di appoggiare e coadiuvare ogni esercito in via di conquista, accontentandosi come parte del bottino di accaparrarsi libri e testimonianze. Quando le popolazioni, dopo il massacro e il genocidio, restavano inermi e senza più punti di riferimento, la chiesa interveniva per “aiutare” i superstiti, sempre che pronti a giurare fedeltà alla nuova Religione.
      In questo modo, le biblioteche e i sotterranei del Vaticano, rappresentano oggi una delle più fornite “miniere” storiche e archeologiche del Pianeta, peccato che solo una piccola parte sia visitabile.
      Ribadisco inoltre che rubare un libro da un’università, per quanto ben conservato è sempre più facile di inscenare un rapimento armato in una città americana, dove, come ben sappiamo, i poliziotti hanno il grilletto facile.

  1. Tesoro,
    sei brava, hai una bella “penna in testa”… non cadere nella banalità del Vaticano, nella banalità del terrorismo islamico… non farlo!!! Il collezionista italiano è originale, ottimo… nemmeno un po’ usurato… 🙂

    • Non so… un collezionista che smuove un gruppo di sequestratori, un aereo privato con personale misterioso, armato e femminile, sicuro di atterrare senza temere controlli in un aeroporto paramilitare, mi sembra un po’ troppo potente, onestamente. E poi: per quale motivo aspettare di fare un casino simile, quando sarebbe stato assai più facile rubare il libro; per quanto abbastanza salvaguardato, alla fine è solo un libro. Lo stesso professore, se lo carica in un “supertrolley” e se lo porta in gita, senza troppi tentennamenti.
      Comunque ti prometto ancora colpi di scena… così il mio racconto potrà essere cretino ma mai banale. parola di scout!
      Grazie del commento e del voto.
      😉

  2. il manoscritto svela i suoi incredibili segreti, se no che manoscritto sarebbe?
    belle le descrizioni in particolare mi ha colpito molto la prima parte. Anche se arrivata leggermente in ritardo ti seguo, ho finito giusto ora di recuperarli tutti. 😀

  3. Leggendo sia le due parti di questo episodio, sia la domanda, è stato impossibile non votare per il rischio d’imbarcarsi in una pericolosa avventura. Perché, secondo me, quando il professore e Davide decifreranno il manoscritto e scopriranno la natura del Figlio del Sole (che sembrava tanto un alieno) qualcosa andrà storto.

    • Ti piacerebbe eh? Anche a me… tanto.
      Ma nasce qui un piccolo dibattito: per quanto un romanzo sia un’opera di fantasia può invischiarsi falsamente nella realtà?
      Naturalmente senza permettermi paragoni ma ho molto criticato Dan Brown per il suo libro più famoso, il Da Vinci, proprio per la speculazione che è stata fomentata nel lettore meno attento, cercando di far passare per “storia” quello che storico non è.
      Non lo so… non credo che il Manoscritto potrà essere decifrato ma la mia fantasia mi porta a spaziare sulle sue origini e… sulla sua fine. Giocando con personaggi che mi hanno sempre affascinato e su una “realtà” non provata e non storica, appunto, ma di cui io sono praticamente certa:
      ci sono personaggi che hanno avuto accesso a cose che a noi non è dato conoscere.

  4. Ho votato per il punto di riferimento e ti ho portato in parità con il suggerimento. Speriamo che arrivi qualcuno a sbloccare il risultato. 🙂
    Bello lo sguardo di fuoco di Claire. Mi ha dato la sensazione che l’ultimo arrivato (Davide) l’abbia parecchio infastidita. 🙂

    • Nella moderna cinematografia e nella televisione, il supporto meccanico della pellicola è stato sostituito da informazioni elettromagnetiche e digitali. Da qui la sincronizzazione dei vari fotogrammi, dei suoni, della colonna sonora, non si basa più sui classici e caratteristici forellini quadrati, ai lati della vecchia pizza ma su stringhe sensibili. La sincronizzazione di tutte le informazioni, degli spezzoni, dei pezzi, delle trasmissioni è affidata quindi a un apparecchiatura sofisticata che si chiama TBC, time base corrector. Queste attrezzature sono al quarzo per ottenere il massimo della precisione nella ripetibilità degli impulsi.
      Immagina un binario metallico, con scambi, incroci e stazioni, su cui passa tutto il materiale video: il TBC fa in modo che tutto viaggi allo stesso tempo, senza intoppi, sulla stessa frequenza di base.
      Per il Capitolo hai ragione, spero mi serva per aiutare tutti a delineare meglio i ruoli successivi per gli eventi che ci attendono.
      Ti prometto per il prossimo una pagina mozzafiato… ah ah

  5. Non credo che la ragazza o la figlia del professore possano accedere a un’area riservata quando vogliono, a meno che non lavorino lì. Per questo ho votato per la scienziata. Suppongo che le immagini delle pergamene si riferivano all’episodio di Tamhal. Mi piace. 🙂 Attendo il prossimo episodio.

    • Sulla ragazza “di bella presenza” siamo più che d’accordo tutti, pare.
      Le immagini sulle pergamene sono sicuramente legate al vissuto di Tamhal, però, la più precisa datazione del Voynich è del 1420, 1800 anni dopo la misteriosa giornata, descritta da miti, documenti in tutto il mondo e dalla stessa Bibbia.

  6. Non ho dubbi sul fatto che sia una scienziata che avrà un ruolo importante in seguito.
    La visione del filmato ha mostrato molto bene le immagini che hai dato e il brano citato porta a un intrigo davvero interessante. Brava.

    • Io credo di essere in perfetta sintonia anche se nei racconti è meglio non fidarsi mai completamente delle apparenze.
      Non dimentichiamo che l’autore, per forza, ci presenterà ciò che vuole dei vari personaggi.
      Ma questo discorso è prematuro, forse.
      Grazie Federica
      🙂

  7. Grazie a tutte e a tutti.
    Serena, che bello. Sto inventando tutto adesso… certo che 2 lauree in Storia sono un colpo troppo basso per una sparaballe come me!
    ah ah
    Datemi il tempo di tornare da una capatina a circa 4000 anni or sono… mi rifaccio il trucco e sono da voi.

  8. Ciao cara, eccomi qua! Appena in ritardo, ma pronta a seguire la tua avventura :). Ho votato che il dottore di ricordi qualcosa che non riesce a definire.
    Mi piace l’idea che hai avuto, ho visto di recente un documentario molto interessante su questo manoscritto e sono curiosa di vedere cosa ne tirerai fuori tu! Ti seguo ovviamente 🙂

  9. Ha visto qualcosa tempo prima, ora non focalizza cosa di presiso, ma ben presto il professore si troverà d’accordo con lo studente e ogni tassello tornerà al suo posto….
    ops….
    l’opzione non diceva tutte queste cose, ahahahah, scusa , mi sono lasciata prendere la mano… mi piace molto questo plot. 🙂

  10. Mi unisco alla minoranza degli scienziati che stanno indagando in tal senso.
    Mi è piaciuta la teoria esposta dal ragazzo. Un po’ meno l’alternanza tra il dialogo e le descrizioni. Rallentavano un po’ troppo il procedere della storia.
    Curiosa la parte finale con l’entrata in scena di un altro personaggio. Chissà chi sarà? Alla prossima. 🙂

  11. Ho votato per dare al ragazzo la possibilità di esaminare il manoscritto. Ammetto che appena letta la parola Voynich sono andata a curiosare per capire di che cosa si trattava. Mi incuriosisce questo episodio e sono altrettanto curiosa di capire come tratterai l’argomento in questo racconto. Alla prossima … 🙂

  12. Ciao, Giovanna.
    Per come sono fatta e per quello che leggo, non potevo perdermi questa storia. Perfettamente permeata nel mio schedario di letture interessanti. Anche quando queste storie sono trasposte cinematograficamente non me ne perdo una. Tu hai toccato le mie corde essenziali e ho deciso di seguirti, nonostante avessi promesso a me stessa di non seguire altre storie al momento, poiché cerco di essere puntuale nei commenti e ricordare ogni episodio e – seguendone molte, ora – correrei il rischio di non essere né puntuale né memore. Però devo fare un’eccezione per questo tuo incipit, poiché rispecchia le storie che m’intrigano di più, e se ne trovano pochissime in giro.

    Detto questo, nessuna delle opzioni mi sconfiffera… ma dovendo scegliere vado: il professore ha fiutato qualcosa, questo giovane qualcosa sa, meglio dargli retta… e gli permette di esaminare il manoscritto.

    Da quanto vedo, hai pubblicato molte storie, per cui direi Bentornata.

    quindi seguo. 🙂

    • Continuo a ringraziarvi ma, permettetemi, sento una gratitudine speciale nei confronti di #alessandra_startari. Per prima cosa apprezzo il suo sforzo e, poi, sono incantata da lei come “lettrice” e critica. Dire “ok, carino” è quello che facciamo un po’ tutti (in sintesi), soprattutto io (ma ne soffro); valutare, soppesare, apprezzare o, perché no, criticare con cognizione e convinzione è un “lavoro” duro, a volte noioso, ed essere onesti e puntuali nelle recensioni richiede una particolare sensibilità e cultura.
      Credo di averti capita “perfettamente”, come lettrice, perchè rappresenti tutto ciò che io, per carattere e per tempo disponibile, non potrò essere mai… e ne soffro “fisicamente” (leggi, in alcuni casi, magone!!!)

      Il racconto: in questo caso, in Te, prende il sopravvento la “lettrice accanita”. Le opzioni offerte sono assai soft per due motivi, nel progetto: per prima cosa perchè siamo solo all’inizio e poi perchè non ho voluto commettere l’errore di caricare una storia che, vera o di fantasia, si è già prefigurata nella mia mente. Questo è uno dei motivi per cui mi ero allontanata dai Social di scrittura: quando il racconto, per grandi linee, è già pensato, le scelte, i pareri e le recensioni mi facevano sperdere un po’, la conseguenza era una disaffezione alla mia creatura e un desiderio di concludere “alla carlona”; presto e male, per accontentare tutti e passare oltre; naturalmente un racconto scritto così annoia per prima cosa chi lo scrive e, di conseguenza, i possibili lettori.
      In questo racconto, per finire, io non so assolutamente che trama e che piega prenderanno gli eventi ma ho solo un “colpo di scena”, per sorprendervi e divertirvi… a cosa ci porterà? E chi lo sa? 🙂
      Oggi, naturalmente, andrò a leggere un po’ dei vostri racconti per conoscervi meglio.
      Grazie a tutti, grazie ad Alessandra che mi ha permesso questo noioso sproloquio, ponendosi (poverina) come complice sotto l’indice severo del vostro sbuffare.

  13. Ciao. ::) Facciamo esaminare il manoscritto al ragazzo.. Diamogli una possibilità.
    Ho già sentito parlare del Voynich in qualche documentario. Mi piace l’idea di voler affrontare questo argomento tramite una storia. Ti seguo. 🙂

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