Il mistero di pergamena

Dove eravamo rimasti?

Cosa sarà del Figlio del Sole? Federico II lo incontra e se ne prende cura. (71%)

Meandri e segrete

Federico II si prese cura del misterioso personaggio che il popolo dell’Altro Mondo aveva chiamato: Figlio del Sole. Mai nome fu meno appropriato, però: l’essere era magro come una mantide, nonostante fosse alto oltre due metri. Visto da vicino ricordava più un insetto che un animale. La grande testa, ovale e liscia, lo faceva assomigliare a una formica; tra l’altro, sopra i grandi occhi, aveva delle piccolissime antenne, che si muovevano seguendo l’oggetto della sua attenzione. Il suo assistente Olmeco, era un indigeno di bassa statura e dal viso nobile, di nome Fatu. Era il settantaquattresimo “Servo del sole”, il titolo che spettava agli speciali sacerdoti, che si tramandavano, l’un l’altro, l’alto incarico. Era così dai tempi di Tamhal. I Servi, venivano scelti fin da ragazzi e vivevano solo per servire il Tam, in cambio, Lui entrava nella loro mente e li metteva al corrente di Misteri, riguardanti lo Spazio ed il Tempo che, presto, agivano sulla loro mente facendogli perdere ogni interesse per la vita mondana. Quando il Sacerdote non era impegnato con il Tam, o non dirigeva lavori per la comunità, si appartava in meditazione, per prepararsi al viaggio Astrale che lo attendeva dopo la vita e, rispetto al quale non aveva più alcuna titubanza. Avevano vita breve; frequentare Tam, nel suo ambiente ipogeo, li debilitava; aggrediva la pelle e i loro organi interni ma essi vivevano e morivano sereni.

***
Davide era sul punto di cadere nella trappola mortale dello sfinimento. Il malcapitato ragazzo italiano sarebbe stato la seconda vittima di quella incredibile serie di eventi. Non ne conosceva i motivi ma, adesso, intravvedeva la “fine”. L’ambiente in cui era stato scaraventato da un po’ aiutava; sembrava una grotta. Dal fievole bagliore, che proveniva da una lampada lontana, era evidente che la cella era scavata nel tufo. La grata che lo teneva prigioniero era antica, il ferro dolce era sfaldato dalla ruggine. Solo il lucchetto era nuovo, e d’acciaio. Dopo l’atterraggio, era stato di nuovo drogato e caricato, come un ubriaco, su un grosso elicottero bianco. Forse portava lo stemma della Croce Rossa ma lui era troppo malridotto per esserne sicuro.
Anche Corbett aveva ricevuto lo stesso trattamento ma, al contrario del giovane, sembrava molto più presente a se stesso, pur se provato dai maltrattamenti.
– Mi dispiace molto, ragazzo. – disse Corbett con un fil di voce – Sei capitato nel posto sbagliato… – lo scienziato, più che addolorato, sembrava sarcastico, come se la situazione, nonostante tutto, gli sembrasse ridicola. Poi agguantò il giovane per la manica e tirò lentamente verso sé, per invogliarlo a mettersi seduto.
– Ma perché… cosa… – disse Davide, quasi piagnucolando per gli choc a cui era stato sottoposto.
– Meno ne sai meglio è, credimi. – poi, gli si avvicinò all’orecchio: – Cerca di raccogliere le forze, – bisbigliò – se usciremo da qui, se ti capita l’occasione, devi provare a scappare; è la tua unica speranza. Ricorda: devi sempre salire, mai scendere, capito? Salire! Siamo nelle viscere di Roma.
Un rumore di passi fece tacere il professore, due carcerieri si accostarono alla grata e l’aprirono. Uno, aveva una pistola infilata nella fondina che portava alla cintola; entrambi avevano in mano dei manganelli neri di tipo militare, sicuramente con l’anima di piombo.
– Uscite, presto! – intimò una vocina sottile e del tutto stridente con la situazione drammatica. Mentre Corbett lo aiutava a rimettersi in piedi, Davide guardò in basso e rimase stupito: i “carcerieri” erano donne, vestite in tailleur monacali e castigati. Avevano le gambe nude e calzavano Chanel a mezzo tacco di pregevole fattura.
I due uomini non opposero nessuna resistenza. A pochi metri dal corridoio che attraversarono, c’era una sala ampia e buia. Pochi metri dopo, vennero indirizzati verso una scaletta di ferro che portava a una piccola porta, dipinta di bianco. Corbett cercò di penetrare il buio con lo sguardo: la Catacomba continuava, perdendosi nei sotterranei della Città Eterna.
Furono spinti in una saletta spoglia. Un tavolo e due panche, tutto fissato al pavimento, per non rischiare che la “ferraglia” si trasformasse in armi improprie. Sul tavolo, del latte e alcuni bicchieri di plastica; in un piatto, biscotti secchi. Le due carceriere entrarono e invitarono i due a consumare velocemente un pasto frugale. Mentre si rifocillavano, la porta si aprì ed entrò Claire. Alle sue spalle un uomo bassino: era vestito di scuro e aveva un aspetto insignificante.
– Futura mamma o puttana? Dovresti deciderti, Claire… – iniziò a dire Corbett, con la bocca impastata di cibo. La sua “battuta” terminò in un rantolo, la donna alle sue spalle lo aveva colpito prontamente al fianco, spezzandogli il respiro.
Davide era talmente sorpreso che non riuscì a restare zitto: – Ma, ma lei, tu…
Claire alzò di scatto la mano è riuscì a fermare appena in tempo l’aguzzina, pronta a colpire, con altrettanta determinazione, anche il giovane l’italiano.

Cosa vogliono le donne in grigio dai due prigionieri?

  • Eliminare i due e far sparire il Manoscritto per sempre, insieme ai suoi segreti (13%)
    13
  • Unire le conoscenze comuni per decifrare l'opera definitivamente (50%)
    50
  • Conoscere cosa altro sanno rispetto al Manoscritto Voynic (38%)
    38
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141 Commenti

    • Gentile Annarita, scusa se ti rispondo con grande ritardo, ho passato un periodo infernale.
      Grazie per i tuoi complimenti, immeritati ma accettati come un incoraggiamento a continuare a scrivere.
      Ho trovato qualche ora nella notte per terminare il racconto, anche se mi è sembrata così intrigante, la storia del Manoscritto misterioso, che mi riservo di riscrivere, con maggiore spazio e dovizia di particolari, un’opera simile ma più completa.

    • Ciao, sono felice che ancora riesci a seguirmi… magari procede carino questo racconto che piace anche a me… ah ah
      Fin’ora le votazioni propendono per il Vaticano, e non credere sia troppo poco plausibile: nello staterello al centro di Roma si nascondono molti più misteri che, forse, in tutto il resto del mondo. Dal IV secolo dopo Cristo, quando la Chiesa Cristiana è stata adottata da ciò che restava dell’Impero Romano, durante le successive opere di “evangelizzazione” gli emissari di Roma, giravano il mondo conosciuto e oltre a catechizzare adepti, procedevano sistematicamente alla razzia di tutte le testimonianze archeologiche e dei documenti che avrebbero potuto permettere di confutare “il nuovo corso”.Questa mentalità è stata perpetrata ed ha raggiunto l’apoteosi con le Crociate.
      Successivamente la Chiesa (bellicosa) si è occupata sistematicamente di appoggiare e coadiuvare ogni esercito in via di conquista, accontentandosi come parte del bottino di accaparrarsi libri e testimonianze. Quando le popolazioni, dopo il massacro e il genocidio, restavano inermi e senza più punti di riferimento, la chiesa interveniva per “aiutare” i superstiti, sempre che pronti a giurare fedeltà alla nuova Religione.
      In questo modo, le biblioteche e i sotterranei del Vaticano, rappresentano oggi una delle più fornite “miniere” storiche e archeologiche del Pianeta, peccato che solo una piccola parte sia visitabile.
      Ribadisco inoltre che rubare un libro da un’università, per quanto ben conservato è sempre più facile di inscenare un rapimento armato in una città americana, dove, come ben sappiamo, i poliziotti hanno il grilletto facile.

  1. Tesoro,
    sei brava, hai una bella “penna in testa”… non cadere nella banalità del Vaticano, nella banalità del terrorismo islamico… non farlo!!! Il collezionista italiano è originale, ottimo… nemmeno un po’ usurato… 🙂

    • Non so… un collezionista che smuove un gruppo di sequestratori, un aereo privato con personale misterioso, armato e femminile, sicuro di atterrare senza temere controlli in un aeroporto paramilitare, mi sembra un po’ troppo potente, onestamente. E poi: per quale motivo aspettare di fare un casino simile, quando sarebbe stato assai più facile rubare il libro; per quanto abbastanza salvaguardato, alla fine è solo un libro. Lo stesso professore, se lo carica in un “supertrolley” e se lo porta in gita, senza troppi tentennamenti.
      Comunque ti prometto ancora colpi di scena… così il mio racconto potrà essere cretino ma mai banale. parola di scout!
      Grazie del commento e del voto.
      😉

  2. il manoscritto svela i suoi incredibili segreti, se no che manoscritto sarebbe?
    belle le descrizioni in particolare mi ha colpito molto la prima parte. Anche se arrivata leggermente in ritardo ti seguo, ho finito giusto ora di recuperarli tutti. 😀

  3. Leggendo sia le due parti di questo episodio, sia la domanda, è stato impossibile non votare per il rischio d’imbarcarsi in una pericolosa avventura. Perché, secondo me, quando il professore e Davide decifreranno il manoscritto e scopriranno la natura del Figlio del Sole (che sembrava tanto un alieno) qualcosa andrà storto.

    • Ti piacerebbe eh? Anche a me… tanto.
      Ma nasce qui un piccolo dibattito: per quanto un romanzo sia un’opera di fantasia può invischiarsi falsamente nella realtà?
      Naturalmente senza permettermi paragoni ma ho molto criticato Dan Brown per il suo libro più famoso, il Da Vinci, proprio per la speculazione che è stata fomentata nel lettore meno attento, cercando di far passare per “storia” quello che storico non è.
      Non lo so… non credo che il Manoscritto potrà essere decifrato ma la mia fantasia mi porta a spaziare sulle sue origini e… sulla sua fine. Giocando con personaggi che mi hanno sempre affascinato e su una “realtà” non provata e non storica, appunto, ma di cui io sono praticamente certa:
      ci sono personaggi che hanno avuto accesso a cose che a noi non è dato conoscere.

  4. Ho votato per il punto di riferimento e ti ho portato in parità con il suggerimento. Speriamo che arrivi qualcuno a sbloccare il risultato. 🙂
    Bello lo sguardo di fuoco di Claire. Mi ha dato la sensazione che l’ultimo arrivato (Davide) l’abbia parecchio infastidita. 🙂

    • Nella moderna cinematografia e nella televisione, il supporto meccanico della pellicola è stato sostituito da informazioni elettromagnetiche e digitali. Da qui la sincronizzazione dei vari fotogrammi, dei suoni, della colonna sonora, non si basa più sui classici e caratteristici forellini quadrati, ai lati della vecchia pizza ma su stringhe sensibili. La sincronizzazione di tutte le informazioni, degli spezzoni, dei pezzi, delle trasmissioni è affidata quindi a un apparecchiatura sofisticata che si chiama TBC, time base corrector. Queste attrezzature sono al quarzo per ottenere il massimo della precisione nella ripetibilità degli impulsi.
      Immagina un binario metallico, con scambi, incroci e stazioni, su cui passa tutto il materiale video: il TBC fa in modo che tutto viaggi allo stesso tempo, senza intoppi, sulla stessa frequenza di base.
      Per il Capitolo hai ragione, spero mi serva per aiutare tutti a delineare meglio i ruoli successivi per gli eventi che ci attendono.
      Ti prometto per il prossimo una pagina mozzafiato… ah ah

  5. Non credo che la ragazza o la figlia del professore possano accedere a un’area riservata quando vogliono, a meno che non lavorino lì. Per questo ho votato per la scienziata. Suppongo che le immagini delle pergamene si riferivano all’episodio di Tamhal. Mi piace. 🙂 Attendo il prossimo episodio.

    • Sulla ragazza “di bella presenza” siamo più che d’accordo tutti, pare.
      Le immagini sulle pergamene sono sicuramente legate al vissuto di Tamhal, però, la più precisa datazione del Voynich è del 1420, 1800 anni dopo la misteriosa giornata, descritta da miti, documenti in tutto il mondo e dalla stessa Bibbia.

  6. Non ho dubbi sul fatto che sia una scienziata che avrà un ruolo importante in seguito.
    La visione del filmato ha mostrato molto bene le immagini che hai dato e il brano citato porta a un intrigo davvero interessante. Brava.

    • Io credo di essere in perfetta sintonia anche se nei racconti è meglio non fidarsi mai completamente delle apparenze.
      Non dimentichiamo che l’autore, per forza, ci presenterà ciò che vuole dei vari personaggi.
      Ma questo discorso è prematuro, forse.
      Grazie Federica
      🙂

  7. Grazie a tutte e a tutti.
    Serena, che bello. Sto inventando tutto adesso… certo che 2 lauree in Storia sono un colpo troppo basso per una sparaballe come me!
    ah ah
    Datemi il tempo di tornare da una capatina a circa 4000 anni or sono… mi rifaccio il trucco e sono da voi.

  8. Ciao cara, eccomi qua! Appena in ritardo, ma pronta a seguire la tua avventura :). Ho votato che il dottore di ricordi qualcosa che non riesce a definire.
    Mi piace l’idea che hai avuto, ho visto di recente un documentario molto interessante su questo manoscritto e sono curiosa di vedere cosa ne tirerai fuori tu! Ti seguo ovviamente 🙂

  9. Ha visto qualcosa tempo prima, ora non focalizza cosa di presiso, ma ben presto il professore si troverà d’accordo con lo studente e ogni tassello tornerà al suo posto….
    ops….
    l’opzione non diceva tutte queste cose, ahahahah, scusa , mi sono lasciata prendere la mano… mi piace molto questo plot. 🙂

  10. Mi unisco alla minoranza degli scienziati che stanno indagando in tal senso.
    Mi è piaciuta la teoria esposta dal ragazzo. Un po’ meno l’alternanza tra il dialogo e le descrizioni. Rallentavano un po’ troppo il procedere della storia.
    Curiosa la parte finale con l’entrata in scena di un altro personaggio. Chissà chi sarà? Alla prossima. 🙂

  11. Ho votato per dare al ragazzo la possibilità di esaminare il manoscritto. Ammetto che appena letta la parola Voynich sono andata a curiosare per capire di che cosa si trattava. Mi incuriosisce questo episodio e sono altrettanto curiosa di capire come tratterai l’argomento in questo racconto. Alla prossima … 🙂

  12. Ciao, Giovanna.
    Per come sono fatta e per quello che leggo, non potevo perdermi questa storia. Perfettamente permeata nel mio schedario di letture interessanti. Anche quando queste storie sono trasposte cinematograficamente non me ne perdo una. Tu hai toccato le mie corde essenziali e ho deciso di seguirti, nonostante avessi promesso a me stessa di non seguire altre storie al momento, poiché cerco di essere puntuale nei commenti e ricordare ogni episodio e – seguendone molte, ora – correrei il rischio di non essere né puntuale né memore. Però devo fare un’eccezione per questo tuo incipit, poiché rispecchia le storie che m’intrigano di più, e se ne trovano pochissime in giro.

    Detto questo, nessuna delle opzioni mi sconfiffera… ma dovendo scegliere vado: il professore ha fiutato qualcosa, questo giovane qualcosa sa, meglio dargli retta… e gli permette di esaminare il manoscritto.

    Da quanto vedo, hai pubblicato molte storie, per cui direi Bentornata.

    quindi seguo. 🙂

    • Continuo a ringraziarvi ma, permettetemi, sento una gratitudine speciale nei confronti di #alessandra_startari. Per prima cosa apprezzo il suo sforzo e, poi, sono incantata da lei come “lettrice” e critica. Dire “ok, carino” è quello che facciamo un po’ tutti (in sintesi), soprattutto io (ma ne soffro); valutare, soppesare, apprezzare o, perché no, criticare con cognizione e convinzione è un “lavoro” duro, a volte noioso, ed essere onesti e puntuali nelle recensioni richiede una particolare sensibilità e cultura.
      Credo di averti capita “perfettamente”, come lettrice, perchè rappresenti tutto ciò che io, per carattere e per tempo disponibile, non potrò essere mai… e ne soffro “fisicamente” (leggi, in alcuni casi, magone!!!)

      Il racconto: in questo caso, in Te, prende il sopravvento la “lettrice accanita”. Le opzioni offerte sono assai soft per due motivi, nel progetto: per prima cosa perchè siamo solo all’inizio e poi perchè non ho voluto commettere l’errore di caricare una storia che, vera o di fantasia, si è già prefigurata nella mia mente. Questo è uno dei motivi per cui mi ero allontanata dai Social di scrittura: quando il racconto, per grandi linee, è già pensato, le scelte, i pareri e le recensioni mi facevano sperdere un po’, la conseguenza era una disaffezione alla mia creatura e un desiderio di concludere “alla carlona”; presto e male, per accontentare tutti e passare oltre; naturalmente un racconto scritto così annoia per prima cosa chi lo scrive e, di conseguenza, i possibili lettori.
      In questo racconto, per finire, io non so assolutamente che trama e che piega prenderanno gli eventi ma ho solo un “colpo di scena”, per sorprendervi e divertirvi… a cosa ci porterà? E chi lo sa? 🙂
      Oggi, naturalmente, andrò a leggere un po’ dei vostri racconti per conoscervi meglio.
      Grazie a tutti, grazie ad Alessandra che mi ha permesso questo noioso sproloquio, ponendosi (poverina) come complice sotto l’indice severo del vostro sbuffare.

  13. Ciao. ::) Facciamo esaminare il manoscritto al ragazzo.. Diamogli una possibilità.
    Ho già sentito parlare del Voynich in qualche documentario. Mi piace l’idea di voler affrontare questo argomento tramite una storia. Ti seguo. 🙂

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