Il mistero di pergamena

Dove eravamo rimasti?

Cosa vogliono le donne in grigio dai due prigionieri? Unire le conoscenze comuni per decifrare l'opera definitivamente (50%)

La lampada inutile

– Bene, Abel – disse Claire, mentre venivano scortati attraverso un angusto corridoio – non voglio offendere la tua intelligenza, non sono chi hai creduto… ma il mio nome è veramente Claire. – il professore sembrava invecchiato, forse per la stanchezza e, probabilmente, per la delusione. Attraverso un’altra di quelle piccole porte, arrivarono ad una cavità enorme, se ne vedeva solo il soffitto. Gli ambienti erano divisi da vecchi mobili e scaffalature; c’era praticamente di tutto, dai libri agli alambicchi, dai PC a sofisticati mezzi di scansione; l’aria secca era pervasa da un ronzio, certo un impianto notevole di deumidificazione. Un paio di svolte in quel labirinto, poi entrarono in una grande costruzione, ricavata tutta in cristallo, compreso il tetto.
– Ora assisteremo ad un incontro storico – disse lo strano tipo che si era unito al gruppo; l’uomo aveva un volto anonimo, era vestito da prete ma aveva uno sguardo freddo e indecifrabile e gli occhi neri come la pece.
– Monsignore è il nostro capo – disse Claire, stranamente deferente – il suo nome non vi direbbe niente… né vi servirebbe a capire chi siamo.
– Hai ragione – intervenne amaro Corbett – non ci servirebbe a niente, visto che ci avete già condannati!
– Silenzio! – disse il prete, autoritario – Dovremmo essere tra studiosi, no? – ma poi atteggiò la bocca a un sorriso malevolo. Claire intervenne per ricordare a tutti il motivo di quella riunione. “Probabilmente,” pensò Davide, “tra tante menzogne, è veramente un’archeologa.”
– Il Manoscritto – iniziò Claire – è stato redatto molto prima di quanto si pensi, nel 1239, da un amanuense, Aspreno, per altro del tutto sconosciuto alla storia, e il committente del libro fu l’imperatore Federico II. “Noi” – e probabilmente si riferiva alla Chiesa – conosciamo bene l’origine del libro… ma celava il suo mistero da troppo tempo, perché lo ritenessimo pericoloso. In pratica, avevamo un po’ abbassato la guardia. Se l’opera non aveva rappresentato un pericolo per 800 anni, probabilmente poteva rimanere dov’era restando un crivello per gli esperti del settore.
– Perché diavolo sei venuta da me, allora? Cosa cercavi a Yale? – il professore probabilmente non digeriva ancora l’inganno. Quando Claire rispose, la sua voce era fredda, quasi sprezzante; non lo aveva mai amato, era lampante.
– È molto semplice: tutto è partito dalla tua idea di rendere il Voynich fruibile integralmente, sul web.
– Un’azione infantile – disse l’ometto divertito – cosa sperava? Che una persona qualunque… un appassionato di misteri da fumetto, lo decifrasse come per incanto?
– Beh… non sbagliavo di molto, visto i crimini di cui vi state macchiando, semplicemente perché Davide mi ha cercato, a Yale… – disse Corbett, provocando la stizza dei presenti.
– Non è solo questo. – rispose acida Claire – Tra i nostri esperti, qualcun’altro ha scorso il Manoscritto ed ha riconosciuto, nelle pagine finali, uno strumento conservato nella parte più recondita e inaccessibile della Biblioteca Vaticana; un manufatto di forma cilindrica di cui non si è mai compreso l’utilizzo, denominato: la Lampada inutile. Intanto, una delle guardiane, trascinava, al centro della stanza, una gruetta da officina. Appeso al gancio, una specie di cilindro nero.
– Questo strano oggetto, giace da secoli nel deposito, praticamente dimenticato. – disse il prete – Poi, l’occhio acuto della nostra insostituibile Claire rimase colpito da una figura del Voynich. Per puro caso, risistemando dei reperti, aveva avuto modo di avere tra le mani la Lampada oscura… ma continua tu, mia cara.
– Credo ci sia poco da spiegare, Monsignore, il professor Corbett ha individuato dove ha già visto una “lampada” come quella, giusto? – Chiese lei lanciando uno sguardo di sfuggita in direzione di lui.
– Mio Dio! – disse questi, incredulo; l’aveva notato subito. Era lo stesso disegnato minuziosamente sul lato esterno di molte pagine del Manoscritto. – Pensavamo fossero vasi da Speziale ma io non ne sono mai stato convinto: perché disegnarli con cura senza indicare cosa avrebbero potuto contenere?
– Quando l’abbiamo studiato, dopo secoli di abbandono, comprendemmo molto sul funzionamento della Lampada. Era stata etichettata come “inutile” perchè, chi la studiò, non aveva alcuna conoscenza della tecnologia che le permetteva di funzionare. Lo stesso appellativo di “Lampada” dovette essere collegato più a un sentito dire, che a una reale comprensione del reperto. – era ancora Claire, a spiegare tutto. Corbett pensò che per loro, forse, c’era ancora una speranza di avere il tempo necessario per tentare di fuggire. Se gli raccontavano tutte quelle cose era per due motivi: uno, volevano servirsi del suo aiuto e della sua esperienza e, due, erano certamente convinti che sia lui che Davide, non sarebbero mai usciti dai sotterranei del Vaticano, perlomeno non da vivi.

A cosa servirà la Lampada Inutile?

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141 Commenti

    • Gentile Annarita, scusa se ti rispondo con grande ritardo, ho passato un periodo infernale.
      Grazie per i tuoi complimenti, immeritati ma accettati come un incoraggiamento a continuare a scrivere.
      Ho trovato qualche ora nella notte per terminare il racconto, anche se mi è sembrata così intrigante, la storia del Manoscritto misterioso, che mi riservo di riscrivere, con maggiore spazio e dovizia di particolari, un’opera simile ma più completa.

    • Ciao, sono felice che ancora riesci a seguirmi… magari procede carino questo racconto che piace anche a me… ah ah
      Fin’ora le votazioni propendono per il Vaticano, e non credere sia troppo poco plausibile: nello staterello al centro di Roma si nascondono molti più misteri che, forse, in tutto il resto del mondo. Dal IV secolo dopo Cristo, quando la Chiesa Cristiana è stata adottata da ciò che restava dell’Impero Romano, durante le successive opere di “evangelizzazione” gli emissari di Roma, giravano il mondo conosciuto e oltre a catechizzare adepti, procedevano sistematicamente alla razzia di tutte le testimonianze archeologiche e dei documenti che avrebbero potuto permettere di confutare “il nuovo corso”.Questa mentalità è stata perpetrata ed ha raggiunto l’apoteosi con le Crociate.
      Successivamente la Chiesa (bellicosa) si è occupata sistematicamente di appoggiare e coadiuvare ogni esercito in via di conquista, accontentandosi come parte del bottino di accaparrarsi libri e testimonianze. Quando le popolazioni, dopo il massacro e il genocidio, restavano inermi e senza più punti di riferimento, la chiesa interveniva per “aiutare” i superstiti, sempre che pronti a giurare fedeltà alla nuova Religione.
      In questo modo, le biblioteche e i sotterranei del Vaticano, rappresentano oggi una delle più fornite “miniere” storiche e archeologiche del Pianeta, peccato che solo una piccola parte sia visitabile.
      Ribadisco inoltre che rubare un libro da un’università, per quanto ben conservato è sempre più facile di inscenare un rapimento armato in una città americana, dove, come ben sappiamo, i poliziotti hanno il grilletto facile.

  1. Tesoro,
    sei brava, hai una bella “penna in testa”… non cadere nella banalità del Vaticano, nella banalità del terrorismo islamico… non farlo!!! Il collezionista italiano è originale, ottimo… nemmeno un po’ usurato… 🙂

    • Non so… un collezionista che smuove un gruppo di sequestratori, un aereo privato con personale misterioso, armato e femminile, sicuro di atterrare senza temere controlli in un aeroporto paramilitare, mi sembra un po’ troppo potente, onestamente. E poi: per quale motivo aspettare di fare un casino simile, quando sarebbe stato assai più facile rubare il libro; per quanto abbastanza salvaguardato, alla fine è solo un libro. Lo stesso professore, se lo carica in un “supertrolley” e se lo porta in gita, senza troppi tentennamenti.
      Comunque ti prometto ancora colpi di scena… così il mio racconto potrà essere cretino ma mai banale. parola di scout!
      Grazie del commento e del voto.
      😉

  2. il manoscritto svela i suoi incredibili segreti, se no che manoscritto sarebbe?
    belle le descrizioni in particolare mi ha colpito molto la prima parte. Anche se arrivata leggermente in ritardo ti seguo, ho finito giusto ora di recuperarli tutti. 😀

  3. Leggendo sia le due parti di questo episodio, sia la domanda, è stato impossibile non votare per il rischio d’imbarcarsi in una pericolosa avventura. Perché, secondo me, quando il professore e Davide decifreranno il manoscritto e scopriranno la natura del Figlio del Sole (che sembrava tanto un alieno) qualcosa andrà storto.

    • Ti piacerebbe eh? Anche a me… tanto.
      Ma nasce qui un piccolo dibattito: per quanto un romanzo sia un’opera di fantasia può invischiarsi falsamente nella realtà?
      Naturalmente senza permettermi paragoni ma ho molto criticato Dan Brown per il suo libro più famoso, il Da Vinci, proprio per la speculazione che è stata fomentata nel lettore meno attento, cercando di far passare per “storia” quello che storico non è.
      Non lo so… non credo che il Manoscritto potrà essere decifrato ma la mia fantasia mi porta a spaziare sulle sue origini e… sulla sua fine. Giocando con personaggi che mi hanno sempre affascinato e su una “realtà” non provata e non storica, appunto, ma di cui io sono praticamente certa:
      ci sono personaggi che hanno avuto accesso a cose che a noi non è dato conoscere.

  4. Ho votato per il punto di riferimento e ti ho portato in parità con il suggerimento. Speriamo che arrivi qualcuno a sbloccare il risultato. 🙂
    Bello lo sguardo di fuoco di Claire. Mi ha dato la sensazione che l’ultimo arrivato (Davide) l’abbia parecchio infastidita. 🙂

    • Nella moderna cinematografia e nella televisione, il supporto meccanico della pellicola è stato sostituito da informazioni elettromagnetiche e digitali. Da qui la sincronizzazione dei vari fotogrammi, dei suoni, della colonna sonora, non si basa più sui classici e caratteristici forellini quadrati, ai lati della vecchia pizza ma su stringhe sensibili. La sincronizzazione di tutte le informazioni, degli spezzoni, dei pezzi, delle trasmissioni è affidata quindi a un apparecchiatura sofisticata che si chiama TBC, time base corrector. Queste attrezzature sono al quarzo per ottenere il massimo della precisione nella ripetibilità degli impulsi.
      Immagina un binario metallico, con scambi, incroci e stazioni, su cui passa tutto il materiale video: il TBC fa in modo che tutto viaggi allo stesso tempo, senza intoppi, sulla stessa frequenza di base.
      Per il Capitolo hai ragione, spero mi serva per aiutare tutti a delineare meglio i ruoli successivi per gli eventi che ci attendono.
      Ti prometto per il prossimo una pagina mozzafiato… ah ah

  5. Non credo che la ragazza o la figlia del professore possano accedere a un’area riservata quando vogliono, a meno che non lavorino lì. Per questo ho votato per la scienziata. Suppongo che le immagini delle pergamene si riferivano all’episodio di Tamhal. Mi piace. 🙂 Attendo il prossimo episodio.

    • Sulla ragazza “di bella presenza” siamo più che d’accordo tutti, pare.
      Le immagini sulle pergamene sono sicuramente legate al vissuto di Tamhal, però, la più precisa datazione del Voynich è del 1420, 1800 anni dopo la misteriosa giornata, descritta da miti, documenti in tutto il mondo e dalla stessa Bibbia.

  6. Non ho dubbi sul fatto che sia una scienziata che avrà un ruolo importante in seguito.
    La visione del filmato ha mostrato molto bene le immagini che hai dato e il brano citato porta a un intrigo davvero interessante. Brava.

    • Io credo di essere in perfetta sintonia anche se nei racconti è meglio non fidarsi mai completamente delle apparenze.
      Non dimentichiamo che l’autore, per forza, ci presenterà ciò che vuole dei vari personaggi.
      Ma questo discorso è prematuro, forse.
      Grazie Federica
      🙂

  7. Grazie a tutte e a tutti.
    Serena, che bello. Sto inventando tutto adesso… certo che 2 lauree in Storia sono un colpo troppo basso per una sparaballe come me!
    ah ah
    Datemi il tempo di tornare da una capatina a circa 4000 anni or sono… mi rifaccio il trucco e sono da voi.

  8. Ciao cara, eccomi qua! Appena in ritardo, ma pronta a seguire la tua avventura :). Ho votato che il dottore di ricordi qualcosa che non riesce a definire.
    Mi piace l’idea che hai avuto, ho visto di recente un documentario molto interessante su questo manoscritto e sono curiosa di vedere cosa ne tirerai fuori tu! Ti seguo ovviamente 🙂

  9. Ha visto qualcosa tempo prima, ora non focalizza cosa di presiso, ma ben presto il professore si troverà d’accordo con lo studente e ogni tassello tornerà al suo posto….
    ops….
    l’opzione non diceva tutte queste cose, ahahahah, scusa , mi sono lasciata prendere la mano… mi piace molto questo plot. 🙂

  10. Mi unisco alla minoranza degli scienziati che stanno indagando in tal senso.
    Mi è piaciuta la teoria esposta dal ragazzo. Un po’ meno l’alternanza tra il dialogo e le descrizioni. Rallentavano un po’ troppo il procedere della storia.
    Curiosa la parte finale con l’entrata in scena di un altro personaggio. Chissà chi sarà? Alla prossima. 🙂

  11. Ho votato per dare al ragazzo la possibilità di esaminare il manoscritto. Ammetto che appena letta la parola Voynich sono andata a curiosare per capire di che cosa si trattava. Mi incuriosisce questo episodio e sono altrettanto curiosa di capire come tratterai l’argomento in questo racconto. Alla prossima … 🙂

  12. Ciao, Giovanna.
    Per come sono fatta e per quello che leggo, non potevo perdermi questa storia. Perfettamente permeata nel mio schedario di letture interessanti. Anche quando queste storie sono trasposte cinematograficamente non me ne perdo una. Tu hai toccato le mie corde essenziali e ho deciso di seguirti, nonostante avessi promesso a me stessa di non seguire altre storie al momento, poiché cerco di essere puntuale nei commenti e ricordare ogni episodio e – seguendone molte, ora – correrei il rischio di non essere né puntuale né memore. Però devo fare un’eccezione per questo tuo incipit, poiché rispecchia le storie che m’intrigano di più, e se ne trovano pochissime in giro.

    Detto questo, nessuna delle opzioni mi sconfiffera… ma dovendo scegliere vado: il professore ha fiutato qualcosa, questo giovane qualcosa sa, meglio dargli retta… e gli permette di esaminare il manoscritto.

    Da quanto vedo, hai pubblicato molte storie, per cui direi Bentornata.

    quindi seguo. 🙂

    • Continuo a ringraziarvi ma, permettetemi, sento una gratitudine speciale nei confronti di #alessandra_startari. Per prima cosa apprezzo il suo sforzo e, poi, sono incantata da lei come “lettrice” e critica. Dire “ok, carino” è quello che facciamo un po’ tutti (in sintesi), soprattutto io (ma ne soffro); valutare, soppesare, apprezzare o, perché no, criticare con cognizione e convinzione è un “lavoro” duro, a volte noioso, ed essere onesti e puntuali nelle recensioni richiede una particolare sensibilità e cultura.
      Credo di averti capita “perfettamente”, come lettrice, perchè rappresenti tutto ciò che io, per carattere e per tempo disponibile, non potrò essere mai… e ne soffro “fisicamente” (leggi, in alcuni casi, magone!!!)

      Il racconto: in questo caso, in Te, prende il sopravvento la “lettrice accanita”. Le opzioni offerte sono assai soft per due motivi, nel progetto: per prima cosa perchè siamo solo all’inizio e poi perchè non ho voluto commettere l’errore di caricare una storia che, vera o di fantasia, si è già prefigurata nella mia mente. Questo è uno dei motivi per cui mi ero allontanata dai Social di scrittura: quando il racconto, per grandi linee, è già pensato, le scelte, i pareri e le recensioni mi facevano sperdere un po’, la conseguenza era una disaffezione alla mia creatura e un desiderio di concludere “alla carlona”; presto e male, per accontentare tutti e passare oltre; naturalmente un racconto scritto così annoia per prima cosa chi lo scrive e, di conseguenza, i possibili lettori.
      In questo racconto, per finire, io non so assolutamente che trama e che piega prenderanno gli eventi ma ho solo un “colpo di scena”, per sorprendervi e divertirvi… a cosa ci porterà? E chi lo sa? 🙂
      Oggi, naturalmente, andrò a leggere un po’ dei vostri racconti per conoscervi meglio.
      Grazie a tutti, grazie ad Alessandra che mi ha permesso questo noioso sproloquio, ponendosi (poverina) come complice sotto l’indice severo del vostro sbuffare.

  13. Ciao. ::) Facciamo esaminare il manoscritto al ragazzo.. Diamogli una possibilità.
    Ho già sentito parlare del Voynich in qualche documentario. Mi piace l’idea di voler affrontare questo argomento tramite una storia. Ti seguo. 🙂

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