Il pavone argentato

Dove eravamo rimasti?

L’ultimo episodio svelerà finalmente il mistero. Scegliete una parola chiave Speranza (40%)

La speranza di un sognatore

Davanti alla flebile luce di una candela Lea ed Ottavia aprirono i documenti custoditi dai rapitori. Si trattava di frammenti di mappa. Ne mancavano molti, ma riuscirono a riconoscere il simbolo del pavone che si librava su tutti i continenti.

“Guardate” disse il Dott. Pavo “in questi punti il simbolo del pavone è più grande”. Effettivamente erano visibili nove simboli più grandi. Ottavia rise: “Se unite i punti compare la costellazione del pavone!”

“Guardate qui” disse muovendo il dito “La costellazione parte dalla stella più brillante, alfa pavonis e arriva all’altra estremità. Dobbiamo concentrarci sulla stella più luminosa, che come vedete si trova esattamente qui”. Un punto in aperto oceano.

“Siamo a meno di cinquemila chilometri dal punto indicato nella mappa. Possiamo arrivarci con la nostra nave, parlerò io con il Capitano” disse il ragazzo che aveva contribuito al loro salvataggio. Il Dott. Pavo nell’osservarlo lo riconobbe: era il giovane scienziato che sulla nave aveva posto loro tante domande”. Ottavia li interruppe: “Guardate, latitudine e longitudine corrispondono esattamente ai calcoli che abbiamo ipotizzato prima di partire”. Partirono pieni di curiosità.

Dopo qualche giorno giunsero al punto indicato. Oceano aperto. Si fermarono e attivarono le strumentazioni. Ad un tratto il sonar segnalò la presenza di massa ad una profondità di circa duecento metri, cosa molto strana visto che in quel punto l’oceano aveva una profondità di circa tremila metri. Fu calato un piccolo sommergibile telecomandato con telecamera. Dopo venti minuti con stupore generale videro galleggiare davanti alla telecamera una cassa di colore scuro con alcune incrostazioni.

“Probabilmente era contenuta all’interno di una nave poi affondata e la cassa è stata spinta verso la superficie, dove non è mai arrivata” disse Ottavia. “Oppure è stato tutto calcolato e si trova proprio dove volevano che fosse: in un luogo difficilmente accessibile, ma potenzialmente scovabile”.

“Arrivati a questo punto credo sia il momento di recuperare la cassa e scoprire finalmente cosa contiene”. Il piccolo sommergibile telecomandato estrasse due bracci meccanici. Il primo fissò la presa sul cavo che teneva la cassa ancorata verso il fondo e l’altro lo tagliò. La cassa fu condotta in superficie, asciugata e posata al centro del tavolo del laboratorio, sotto lo sguardo attento e curioso di tutti. Il giovane scienziato puntò verso di essa uno strumento: “E’ fatta con una lega di bronzo. Ha uno spessore di cinque centimetri e contiene qualche cosa, oggetti sottili e altre cose piccole” concluse.

Il Dott. Pavo, Ottavia e Lea si guardarono con occhi eccitati. Era giunto il momento della verità. Cosa spingeva molte persone a ricercare questo mistero? E come mai, se qualcuno lo conosceva, non erano stati ostacolati?

La cassa fu aperta e fu estratta delicatamente  una lettera scritta in francese. La lesse Ottavia.

Chiunque tu sia complimenti. Se hai trovato questa lettera devi aver viaggiato molto. Ti starai chiedendo chi sono e cosa rappresenta il pavone argentato.

Io non sono nessuno e posso essere chiunque, non ha importanza. Posso solo dire che sono malato e sto per morire. Ma prima di farlo voglio dare un senso alla mia vita e lasciare alla futura umanità un dono prezioso.

Ho viaggiato in tutto il mondo e raccolto molti semi di fiori e piante, che voglio donare alla futura umanità. I semi provengono dai luoghi contrassegnati sulla mia mappa con il simbolo del pavone, nome  della mia nave. Si tratta di piante rare che nel tempo temo andranno a scomparire. In questo modo verranno preservate e sarà possibile ricrearle.

Perché l’ho fatto? Perché spero che un giorno questi semi possano essere usati per creare giardini e frutteti nei quali le persone possano passare del tempo in armonia, godendo della bellezza di questi fiori e dei frutti di piante esotiche.

Un sognatore, 1708  

Il mistero era stato svelato, la ricchezza ipotizzata altro non era che un mucchio di semi che avevano dato un senso alla vita di un uomo, una speranza per il futuro. E una ricchezza odierna per tutta l’umanità.

“La mia famiglia ha custodito questo segreto per diverse generazioni” disse il Capitano con stupore di tutti. “Quest’uomo raccontò questo segreto prima di partire ad un amico, mio antenato. Da li nacquero poi leggende di vario genere legate ad un ipotetico tesoro. Credo sia giunto il momento di usare questi semi, con il tempo andrebbero comunque perduti e lei ha dimostrato di essere adatto a gestirli” disse rivolgendosi al Dott. Pavo.

***

Il mistero fu svelato e i gruppi antagonisti rivolsero la loro attenzione altrove. Il Dott. Pavo creò un giardino con serre nelle quali piantò i semi. Il giardino divenne una biblioteca aperta al pubblico dove era possibile assaggiare i frutti e osservare fiori esotici. Lea tornò a casa. 

Nuovi semi furono raccolti e un nuovo messaggio fu inserito in una cassa, che fu riportata dal Dott. Pavo e Ottavia nel punto dove era stata prelevata la precedente. 

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351 Commenti

  • Federica! Hai avuto un’idea molto intelligente. Come sempre, aggiungerei…
    Un tesoro custodito sott’acqua… un tesoro che rappresenta la terra, la crescita che – come la ricerca, il viaggio dell’eroe – serve a dare speranza per il futuro, a trovare un significato archetipico a tutto quello che esiste su questo pianeta: il vecchio e il nuovo, la tradizione e l’evoluzione, il seme e il frutto.
    Non poteva concludersi il modo più intelligente, il viaggio del professor Pavo.
    Ma dall’autrice de “L’autobus dei ricordi”, non mi aspettavo di meno.
    Tua fan.

  • E per una volta scelgo amore!
    Legato a una sedia davanti a un lago…. molto creativa, Federica, come sempre. 😉 certo poi affogarcelo, più che creativo, è terribile, sì 🙂 ma sono proprio curiosa di scoprire il mistero. Immagino che dovrò attendere parecchio, però… 🙁 attendo!

  • Tre ottime opzioni, dopo questa scena d’azione pura, però io opto per i rapitori che si mettono sulle tracce di Ottavia.
    Alla fine hai fatto un po’ di confusione con il PV… ma la storia – sebbene rapida – è sempre avvincente. Forse troppo complessa per queste 5000 battute… lo capisco…

  • Uno dei due viene rapito, l’altro fugge…
    Interessante la posizione astrale, il coinvolgimento del cielo per l’individuazione del territorio interessato. Come sempre non ti smentisci, hai davvero una fantasia intelligente. Mai dispersiva, sempre brillante.

  • Che bello, secondo me uno solo dei due viene rapito, ed è Ottavia.
    Oppure viene rapito Pavo, e durante la sua prigionia raccoglie qualche informazione utile. Ma essendo il protagonista della storia, sicuramente poi riuscirà a scappare per proseguire le indagini.
    Anche se mancano pochi episodi, mi piacerebbe che riuscissero a visitare anche le altre mete e che il mistero non si celi proprio in Tasmania. Sarebbe strano che al primo colpo trovino subito la meta giusta. Sono così fortunati?

    🙂

    Bellissimo episodio.

  • Mi piace ancora di più ora che è entrato nel mistero più denso, non nego che bramo di sapere in concreto che cosa rappresenta questo simbolo ^_^
    Non mi fido ancora del tutto della signora, ma per il momento assumiamo che non stia veramente aiutando il Gruppo, che spero appaia nel prossimo episodio.
    Avvincente come sempre, brava!

  • Ciao, Federica.
    Le ricerche proseguono in un altro luogo.
    Mi piace la piega che sta prendendo la storia, l’intreccio, il mistero. Mi piacciono molto meno i dialoghi… piuttosto didascalici: mi hanno chiesto di fare il doppio gioco, di metterle il bastone tra le ruote… un po’ infantili come dichiarazioni. Tanto più che le cose, in narrativa, si mostrano, non si spiegano. Ma anche laddove necessitino di una spiegazione, questa potrebbe essere meno esplicita… anche per mentenere l’alone di mistero tematico che costella l’intero plot. No? 😉 Baci

    • Ciao Alessandra, stavo rileggendo l’ultimo capitolo per fare il punto della situazione sulla storia e mi sono imbattuto nel tuo commento. Anche se non sono l’autore del racconto volevo solo dire la mia opinione sull’appunto che hai fatto. Secondo me i dialoghi didascalici non sono proprio infantili, sono certamente standard, ossia i classici dialoghi che si leggono in queste circostanze, però consentono di focalizzarsi sul mistero, sull’intreccio proprio perchè non essendo essi stessi troppo criptici è come se fossero meno “ingombranti”. Ecco, mi premeva dire solo questo, scusa se mi sono permesso, dato che non era il “mio” spazio per replicare, e per ciò mi scuso anche con Federica78, ci tenevo solamente a dire la mia al riguardo, senza essere troppo invadente.
      Buon proseguimento su TI,
      A presto
      Istinto Vitale =)

      • Ciao I.V.
        per replicare dovrei portare a esempio pezzi del racconto e fare un’analisi dettagliata che spieghi la mia tesi. Non avendo il permesso dell’autrice e non volendo farlo autonomamente, mi dispiace ma non posso controbattere. Posso solo dirti che il mio non è un parere, è tecnica applicata dopo anni di studio. Io in genere esprimo il mio parere nella prima frase, poi applico la conoscenza acquisita per essere utile agli autori. Esprimere un parere è una buona cosa ma quasi mai utile quanto condividere la conoscenza. 🙂

        • Non sarei mai stato più concorde sull’ultima frase, però sarei curioso di venire a conoscenza della tua conoscenza al riguardo, anche senza fare diretti riferimenti o citazioni al racconto, se il discorso è lungo mi piacerebbe parlarne anche via mail, credo che possa anche aiutarmi a crescere come autore.
          A presto =)

            • Ciao, wow, il mio episodio è stato preso come esempio per una analisi accurata! Premetto che i dialoghi non sono mai stati il mio forte, cerco di strutturarli sulla base del carattere che ho pensato per i protagonisti. Quindi volevo far trasparire una Lea, come commentavo poco sopra, ingenua e che non sa bene come uscire dalla situazione in cui si trova… non so se ci sono riuscita..
              Non ho studi alle spalle su come si scrivono, quindi il poter conoscere le tecniche di cui parla Alessandra non mi dispiacerebbe. Pertanto sentitevi lineri, se volete, di portare esempi o “analizzare” pezzi del racconto, possono solo essermi di aiuto per migliorare i prossimi dialoghi.
              Grazie e ciao! 🙂

  • Ciao, ho letto ora tutti e 6 i capitoli, allora la trama è molto affascinante e accattivante, cattura sin da subito l’attenzione e la curiosità del lettore, brava! Tuttavia devo farti degli appunti che mi hanno un po lasciato perplesso:
    -nel primo capitolo il dott.Pavo dice “perchè mi racconta tutto questo?” all’anziano uomo che gli ha dato il taccuino, ma è il dott. Pavo a chiedergli di raccontare la storia, quindi la domanda mi sembra priva di senso, o un pretesto per poi introdurre il dott. Pavo.
    -Ad un certo punto nel capitolo 2 scrivi “grande come un’attuale moneta da 2 euro” se non ricordo male, così facendo però confondi i punti di vista del narratore, perchè il narratore sembra contemporaneo a noi, ma la storia sembra svolgersi in passato, anche perchè altrimenti non avresti scritto “attuale”, quindi non si capisce bene se il punto di vista sia interno o esterno, onniscente oppure no.
    -nel capitolo 3 quando la bambina si scusa col dott. Pavo gli parla in francese ma poi la donna di mezza età parla perfettamente la lingua di Pavo senza che sia spiegato il perchè.
    Detto ciò, scusa il papiro, solo solamente tre cosette da nulla che però ci tenevo a precisarti, ripeto, la trama è molto intrigante, facciamo incontrare alcuni membri del gruppo al dott. Pavo va.
    A presto =)

    • Ah, grazie per le osservazioni, specifico che la storia si svolge ai giorni nostri, ho specificato attuale moneta da 2 euro non so bene perchè, forse inconsciamente facevo riferimento ad un oggetto vecchio e quindi lo paragonavo ad un oggetto contemporaneo… per la lingua invece ho dato per scontato che lei parlasse un po’ di italiano essendo un paese turistico, mentre la bimba secondo me era troppo piccola per conoscerlo… Infine la questione del racconto (primo capitolo). E’ vero che è il dott. Pavo a chiedere di raccontare la storia, alla fine però volevo far trasparire che l’anziano ha detto molto di più di quello che si aspettava il dott. Pavo…
      La prossima volta rileggerò una volta in più per verificare se ci sono incongruenze. Grazie e a presto! 🙂

  • La donna fugge senza dare spiegazioni e non racconta niente di quello che sa.

    Lo sai che è un errore tirare fuori elementi narrativi senza che il lettore ne fosse a conoscenza fin dall’inizio? ( set-up) Dovevamo sapere da subito ( da quando ce lo hai presentato nel primo episodio. Poi non ne avresti più fatto mensione e ora gli sarebbe tornato utile: costruzione del personaggio per strati, set-up) che lui conosce le arti marziali, pur se da tempo non ne fa uso. Altrimenti è un escamotage tirato fuori all’ultimo che non stupisce, rende insoddisfatti…

    🙂

  • Ciao Federica, non c’entra niente però volevo dirti che l’altro giorno ho cercato qualcosa da leggere e mi ha ispirato una delle tue storie finite, “l’autobus dei ricordi”, e volevo farti proprio i complimenti perchè è molto originale e ben scritta 🙂

  • Ogni buona storia risolve conflitti, per cui il nuovo personaggio deve assolutamente ostacolare il dottore.
    La proiezione del pavone, come in un gioco di luci e ombre, è molto interessante come idea.
    Ti vorrei consigliare di essere meno pignola, quando narri, e più fotografica:
    “… acquistò una brioche…” , il verbo “acquistare” non è coerente con la scena, è vero che materilamente ha fatto un acquisto, però la narrazione non è cinica, è mostrata: lo addentò, iniziò a masticarlo, lo annusò prima di godere della sua soffice consistenza, insomma anche i piccoli dettagli come quello di mangiare una brioche, devono essere dati in modo che noi possiamo mangiarli con lui, farci venire fame, darci l’idea che se adesso in cucina non abbiamo una brioche, usciamo a comprarla.
    Sei una buona narratrice perché hai buone idee, devi solo scrollarti di dosso le frasi correte, le espressioni consone, e inziare – anche nel dettaglio più piccolo – a farci provare ciò che lui prova. Sei valida. Non te lo avrei detto, altrimenti. 🙂

  • Vedo che alla fine hai accolto il mio suggerimento, migliorandolo, introducendo l’escamotage degli stickers. Ottima idea.
    Adesso è il momento di introdurre questo nuovo misterioso personaggio che magari sta seguendo il dottor Pavo fin dall’inizio, ma non ce lo hai ancora presentato. Secondo me, non ce lo hai ancora fatto conoscere perché lui (o lei) osserva da lontano le mosse di Pavo, non interviene e non interverrà ancora per molto. Sa molte cose, ma si esporrà solo al momento giusto. Per me è l’opzione più intrigante.

  • avevo messo segui la storia, ma non avevo fatto in tempo a leggere il 2 così ho aspettato a commentare. Trama affascinante, sembra quasi un fantasy a tratti. L’immagine della bimba con la voglia mi alletta moltissimo, chissà dove ci condurrà questa tua storia? Di sicuro sarà una bella avventura, eccomi pronta a viverla in prima linea 🙂

  • Ciao Federica.
    Temo che, inserendo l’opzione della voglia identica al simbolo, sia forte il rischio di una svolta nel fantastico che un po’ stona con il puntuale diario di viaggio che avevi iniziato. Potresti però scoprire che in realtà non si tratta di una voglia ma di un tatuaggio che ha tutta la famiglia… Comunque io voto per la pietra scolpita.
    Grazie per avermi fatto il borgo medievale di Cagnes e la festa delle violette di Tourrettes sur Loup.

  • Direi una donna che custodisce una pietra poiché, fin qui, ci hai fatto immergere in un racconto verosimile e per questo affascinante. Se diventasse una voglia sul braccio scadremmo nel soprannaturale e l’albero è un cliché, per cui non ho dubbi sul mio voto.

    Posso dirti che è una storia molto ben articolata, fin qui apparentemente documentata – che se fosse solo frutto di ingegno sarebbe decisamente minuziosa – ma un po’ frettoloso l’episodio. Troppe notizie per poche battute, molto perdifiato per raccontarle tutte.
    Federica, Federica, la tua fantasia mi ricorda quella che avevo un tempo, prima di perdermi nella cronaca e diventare giornalista, quando inventavo queste sotrie e le raccontavo alle amiche… molto, molto tempo fa… ahimè. 🙁 che bella che sei.

  • Su un medaglione!
    Hai sempre idee molto interessanti, Federica! Però vorrei farti un piccolo appunto: mi sembra che tu usi sempre un narratore esterno, raccontando in terza persona e al passato. Sarei curioso di vederti cambiare punto di vista o anche tempo verbale. Al tempo stesso, mi rendo conto che questo è il tuo stile: nelle tue storie, infatti, crei sempre quest’atmosfera di una storia vera, vissuta, dando un forte realismo. Per cui non so, a te riflettere se la mia proposta ti può stuzzicare per una prossima storia!
    Ovviamente ti seguo! 🙂

    • Grazie per il consiglio. In questo periodo sto in effetti scrivendo una storia in seconda persona singolare. Ci sto mettendo un’eternità, è più difficile. La prossima volta proverò sicuramente a cambiare, anche perchè altrimenti ho paura che le storie siano tutte simili! Grazie e a presto!

  • Gli elementi per una buona storia ci sono tutti. Anche in questo incipit ritrovo il tuo stile piano e rigoroso. Che sai scrivere ormai lo sappiamo, stavolta ti consiglierei – visto l’argomento – di sperimentare: dai più ritmo e meno dettagli, lascia spazio alla fantasia dei lettori 😉

  • Incipit molto particolare e scritto benissimo. Con il tuo inconfondibile stile pulito e senza fronzoli. Il dottor Pavo è veramente un bel personaggio e lo hai introdotto bene, il mistero prende forma e credo che lui abbia già visto quel sinbolo infatti se lo ricorda quando il vecchietto gli mostra la copia della mappa. Si, potrebbe averlo visto su una pietra di un paesino medioevale.
    Stupiscici.

  • Altra splendida avventura firmata Federica! 🙂
    Irrestibile, anche stavolta. Brava, come sempre.
    Opto per un quadro…
    (alla fine di questa nuova avventura, ti proporrei di linkare un file-audio, per raccontarcela. Te l’ho scritto in passato, hai questa fantasia vivida che sarebbe bello sentirti narrare a voce le tue storie. 🙂 Pensaci!

    Seguo! Con piacere.

  • Ciao Federica, ho votato su un medaglione ritratto in un quadro pensando che questo quadro potrebbe trovarsi nel suo negozio. Tra l’altro il nome del Dottore ha certamente qualche attinenza con la mappa del Pavone d’Argento, credo che il protagonista dovrebbe cercare vicino a sé 😉
    Questa affascinante avventura mi ispira molto e già so che mi trascinerà come le tue precedenti, hai una grande fantasia 🙂 ovviamente ti seguo.

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