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dove va a finire la notte?

«Rick,» disse Jessica prendendo la giacca dall’attaccapanni, «non importa che ci lasci gli occhi su quel monitor.» C’era una nota di preoccupazione nella sua voce, o era lui che voleva trovarcela per forza?

Dave scoppiò in una risata sguaiata. «Si, tanto lo scoop non lo fai, sfigato! Anche se ci stai su tutta la notte.»

Rick li ignorò, ma avrebbe dato volentieri un pugno a Dave.

«Beh, noi andiamo. Buona guardia, difendi il fortino, sfigato,» lo incalzò Dave. Jessica non aggiunse nulla, ma Rick fece in tempo a incrociare il suo sguardo prima che uscisse dall’ufficio con quel rumore cadenzato di tacchi alti che accompagnava ogni suo spostamento. Dave la seguì subito dopo, chiudendosi la porta alle spalle con troppa energia.

Rick non faticò a immaginare quello che sarebbe successo subito dopo. Tanti piani in ascensore, il palazzo semideserto, pochi bottoni sulla camicetta di lei. Ecco una di quelle confidenze da macchinetta del caffè che Rick avrebbe preferito non sentire.

Si accese una sigaretta. Forse dopotutto fantasticare su Jessica che si faceva toccare in ascensore era meglio che aspettare uno scoop che non sarebbe arrivato, nemmeno quella notte. Si passò una mano sugli occhi. Aveva un pezzo sulla fiera dell’elettronica vintage da scrivere. Se andava bene, si sarebbe fatto venire un mal di testa colossale per ritagliarsi uno scampolo di nulla in sedicesima pagina.

Tanto il mal di testa sarebbe arrivato comunque. Abbandonò la sigaretta nel posacenere e tirò fuori dalla giacca un flacone con l’etichetta bianca e rossa, «Alunil 2500 – Panacea Inc.» Quel nome lo faceva sempre sorridere. Panacea! Il mondo stava impazzendo, oppure anche le corporazioni cominciavano a scoprire il senso dell’umorismo. Si rovesciò due pastiglie bianche nel palmo della mano e le buttò giù con un sorso d’acqua dalla bottiglietta che teneva sul tavolo.

«Ecco fatto, come nella pubblicità. Prendi la pastiglia, passa tutto.» Si accese una sigaretta, dimenticandosi di quella nel posacenere.

Un bip dalle casse del computer lo avvisò che c’era un nuovo messaggio in chat. Aprì la finestra senza entusiasmo, sicuramente era qualche mitomane come al solito.

Rick sospirò. Non era un mitomane. Era un’hacker che si faceva chiamare darkBadGirl. L’aveva intervistata online qualche mese prima, mentre lavorava a un articolo sulla criminalità informatica giovanile.

«Ciao,» diceva la chat. «Ciao,» rispose Rick.

«Ti interessano sempre gli hacker?»

Rick esalò una lunga boccata di fumo. «Dipende.»

«Sei l’unico giornalista che conosco, ho pensato di dirlo a te.»

«Cosa?»

«Non qui, non è sicuro. Vediamoci.»

Rick stava per rispondere quando suonò il cellulare. Imprecando sottovoce rovistò nella giacca mentre il telefono continuava a suonare l’mp3 di «scotland the brave». Era il capo.

«Pronto,» disse Rick quando finalmente riuscì a tirare fuori l’apparecchio di tasca e a scorrere il pollice sullo schermo.

«Cazzone, quanto cazzo ci metti a rispondere?»

Era il suo capo. «Scusi, boss, ero…»

«Non me ne frega un cazzo.»

«Er…»

«Hai finito l’articolo sulla fiera?»

«Ecco, a dire la verità…»

«Dev’essere all’impaginazione fra due ore, e mi serve di tremila caratteri in più. Il pezzo su Mario’s è slittato a dopodomani e dobbiamo tappare il buco.»

«Va bene, boss.»

«Visto che non riesci a prendere i tonni, datti da fare con le sardine, cazzone. Allora siamo intesi, presto e bene, ok? Ciao.»

Rick sospirò. Poi vide la sigaretta che si era fumata da sola nel posacenere e imprecò. Poi vide la finestra della chat lampeggiare e imprecò di nuovo.

cosa farà Rick?

  • manderà a quel paese l'hacker e il boss e si precipiterà nel parcheggio. Forse Jessica si è fermata a fumare lì, come fa spesso... (15%)
    15
  • liquiderà l'hacker con una scusa e scriverà l'articolo che gli ha chiesto il boss: stavolta rischia davvero il posto... (15%)
    15
  • ignorerà il boss e andrà all'appuntamento con l'hacker: stavolta lo scoop è sicuramente in agguato... (69%)
    69
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28 Commenti

  1. L’episodio è ben strutturato e mi ha riportato alla mente una delle mie più amate letture Larsson Stieg. Rick, mi piace, anche il bottone lo avrai inserito per qualche motivo. Sara è un bel personaggio. Dico che ha delle informazioni da consegnargli. Però sono molto contenta di questo episodio, forse ho esagerato nel paragonarti a questo autore che adoro. Però se mi è venuta l’assimilazione vuol dire che qualcosa ho trovato.

  2. Stando al mestiere che fa Rick, l’unica strada percorribile secondo me è lo scambio di favori e di informazioni – ne so qualcosa-.

    Mi piace come hai descritto il suo stato d’animo, hai raccontato i suoi pensieri e non ultimo… mi è piaciuto che tu abbia descritto Revolution City come un agglomerato di strade “sempre in ora di punta”. Confermi la mia prima impressione, sei bravo davvero.

  3. Liquiderà l’hacker per non perdere il posto. Ma che ti devo dire sto in minoranza.
    Ok. Mi piace il tuo incipit e il tuo personaggio li hai delineati bene chissà…. Hai messo tanta ciccia sulla brace per una partenza ottimale e ci siamo.
    Ora mi auguro di vedere i tuoi commenti sotto le storie, che non pubblichi di fretta una settimana o dieci giorni sono perfetti. Che non ti scoraggi di leggere chi è già in fase avanzata della storia ( i miei capitoli sono slegati e puoi venire da me senza leggermi dall’inizio). La mia storia è vera, uso i personaggi cani e bambini sotto metafora per raccontare il mobbing scolastico.
    Le altre cose bellissime te le ha dette tutte Alessandra, (Startari docet), quindi a noi non ci resta che avvalorare. Bacio, leggi Enana (fantascienza) e Libera di amare (rosa).

  4. Devo dire che il tuo stile mi ha preso fin da subito: duro, conciso, che rispecchia la vita di poche soddisfazioni del protagonista.
    Prima di leggere la trama credevo che sarebbe stato un thriller giornalistico, invece vedo che ci sarà una bella sconfinata nella fantascienza, o forse sarà un misto di entrambi. Ti seguo, sembra davvero interessante!

  5. Ciao Benvenuto! 😀
    Anche io ti voglio come maestro d’armi! Fantastico!!! *_* Son cresciutella, però la scherma mi ha sempre affascinato maledettamente! 🙂
    Ok, il tuo racconto così è passato in secondo piano. Scherzo! L’incipit è interessante e scorrevole! Voto per lo scoop in agguato!

  6. Benvenuto!
    E complimenti, mi piace molto l’impostazione che hai dato a questo incipit, e ho deciso di seguirti… sarà per analogia professionale? ehehehe

    PS Maestro d’armi? Racconta…

    Voto perchè vada lo stesso all’appuntamento. 🙂 al prossimo!!

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