Le conseguenze di una scelta

Prima che tutto abbia inizio

Le grandi occasioni andavano festeggiate come si doveva. Per questo la madre di Violetta si era prontamente adoperata per organizzare un pranzo per riunire le famiglie dei due futuri sposi prima del grande evento. Non c’era luogo migliore di villa Adorata, per il suo aspetto elegante. Violetta aveva provato a spiegarle che non c’era bisogno di tante cerimonie, ma la madre, per una strana ragione, sentiva che era suo dovere impegnarsi per tale evento. Così in una giornata di fine estate era stato allestito un pranzo nella villa fuori città.

Il pranzo si sarebbe svolto nel giardino, sotto il pergolato del viale principale. A attendere gli invitati c’era una lunga tavolata bianca con qualche tocco lilla. Alle travi del pergolato Violetta aveva fatto aggiungere delle lampade di carta dello stesso colore come decorazione. La madre Anna avrebbe preferito una sala al chiuso e aveva criticato aspramente le lanterne colorate. Era convinta che alla famiglia del suo fidanzato non era piaciuta l’idea della figlia. Violetta non sapeva più come farle capire che aveva scelto tutto insieme al suo fidanzato Arturo. Anzi, chiunque si era complimentato con lei.

Così come avevano fatto per il vestito che aveva scelto per l’occasione. Verde smeraldo, con l’orlo turchese spezzato della decorazione floreali. Alla madre Anna, però, la cinta nera in vita non era piaciuta.

Sembrava tutto in ordine, le due famiglie e gli amici più stretti erano lì. In qualsiasi momento si poteva dare inizio al pranzo. Si poteva, se solo Arturo fosse stato presente. I futuri suoceri di Violetta l’avevano aspettato per un po’ all’entrata della villa. Fino a quando non si erano arresi e erano ritornati in giardino. Avevano tirato in disparte i genitori di Violetta. Qualunque cosa si erano detti, i due uomini si erano allontanati insieme, mentre le due donne avevano richiamato l’attenzione degli invitati per farli sedere. Da un angolo erano comparsi i camerieri con gli antipasti in mano da servire. Ma a nessuno erano sfuggito che i posti d’onore al centro erano entrambi vuoti. Oltre a Arturo era sparita anche Violetta. Solo in quel momento la madre di Violetta si era resa conto d’aver perso di vista la figlia.

La verità era che, senza farsi vedere, Violetta si era allontanata a camminare nel giardino. Si era nascosta in un viale dalle siepi alte come pareti, al riparo da occhi curiosi. Camminava scorrendo le dita sulla siepe accompagnata dal rumore dei suoi passi sulla ghiaia. Violetta era assorta nei suoi pensieri. Pensieri tristi, quando quello sarebbe dovuto essere un giorno di festa. Cominciava a pentirsi d’aver accettato la proposta di Arturo. Loro non erano fatti per stare insieme. Anche se non le era piaciuto dalla prima volta che si erano incontrati, lentamente si era ricreduta su di lui. Si sentiva stupida solo per aver potuto cambiare idea. Arturo era un uomo inaffidabile. E non presentandosi quel giorno aveva dimostrato di non essere cambiato. La sua assenza l’aveva profondamente delusa.

«Violetta! Ti pare questo il momento di allontanarsi?»

La madre Anna senza perdere troppo tempo l’aveva presa per mano e trascinata con sé. E intanto si lamentava. «Adele la tua futura suocera ha insistito per far iniziare il pranzo. Senza nemmeno aspettare Arturo. Ha detto che è in ritardo. In ritardo, proprio in un giorno così importante. Dubito che gli altri si siano bevuti questa storia.»

Violetta l’aveva lasciata fare, almeno fino a quando si era decisa a fare opposizione. Si era staccata dalla madre che si era voltata a guardarla perplessa in attesa di una spiegazione.

«Non sopporto l’idea d’avere tutto quegli occhi puntati addosso.»

«Li avrai comunque puntati addosso, se non oggi accadrà quando vi sposerete. Sperando che almeno allora Arturo non arrivi in ritardo.» Riprendendo la figlia per la mano la madre aveva provato a rassicurarla, o quasi. «Senti tuo padre e il padre di Arturo sono all’entrata a aspettarlo. Tua suocera appena è squillato il cellulare è scattata in piedi e si è allontanata a parlare. Non intendo rimanere seduta al tavolo da sola. Non puoi lasciarmi do sola a gestire due famiglie, della quale una metà la conosco a malapena. Questo fidanzamento è tuo e tu lo devi affrontare.»

Mentre camminavano, Violetta aveva chiesto chi aveva chiamato, ma la madre non aveva risposto. Una volta svoltato l’angolo, come una calamita, Violetta aveva attirato gli sguardi di tutti verso di lei. Il migliore dei sorrisi che Violetta aveva mai saputo sfoggiare era comparso sulla sua faccia, mentre si sedeva a tavola per iniziare a pranzare.

Facciamo un salto indietro. A quale momento?

  • Quello nella quale Violetta era da sola nel giardino. (0%)
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  • Quello del loro primo incontro. (50%)
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  • Quello nella quale Violetta e Arturo si sono visti l’ultima volta. (50%)
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225 Commenti

    • La tua domanda mi ha lasciato spiazzata. 🙂
      Un po’ perché Violetta non è che si sia proprio divertita. Un po’ perché tipi come Arturo esistono solo nella fantasia. Quelli nella vita reale per essere così (cioè come Arturo) dovrebbero come minimo leggersi lo stesso romanzo rosa più di una volta. Almeno per capire i fondamentali. 😉
      Questo secondo il mio punto di vista. 😀

  1. Finale dal sapore dolce. Bravissima, Danica. Un racconto delicato e sentimentale regalato a noi lettori da una penna sensibile e femminile.
    Non leggo molti rosa, ma sarei disposta a fare eccezioni per autrici come te.
    Alla prossima storia!

    • Vivere felici e contenti a casa loro mi era sembrato un po’ azzardato. 🙂
      I guizzi sentimentali per adesso sono esauriti. Mi sa che darò sfogo a qualche altro tipo di guizzo. 😉 Anche per mettermi alla prova.
      Ti ringrazio per essere stata sempre presente. A presto.

  2. Ricominciano da zero. Voglio essere obiettiva: ritengo che abbiano ragione entrambi, per cui che si lascino mi pare drastico. Nemmeno però concepisco una risoluzione immediata con un matrimonio. Con questo episodio sollevi tematiche profonde, non ben sviscerate a causa del poco spazio a disposizione ma, tuttavia, ben date. 😉

    • Per mia fortuna era poco spazio. Se no altro che far passare un mese, avrei avuto bisogno di più tempo. Per avere un’idea più chiara, posso chiederti come avresti approfondito. Ammetto che rileggendo mi sfuggono i punti che avrei potuto sviscerare di più. 🙂

      • Ciao, Danica.
        Il fatto è che, anche quando si scrive un racconto corale – come del resto sto facendo anch’io – sostanzialmente la storia è basata sempre su un personaggio. Quelli che gli ruotano intorno devi immaginarli come la sua coscienza sfaccettata. Ognuno di noi parla con se stesso, per farti capire meglio, a volte ci diciamo che abbiamo fatto bene a fare quel che abbiamo fatto, altre ci rimproveriamo per averlo fatto, altre ancora ci diciamo che è meglio prendere tempo e riflettere. Immagina che queste tre cose che dici a te stessa siano impersonate da tre personaggi: hai quello avventato, quello prudente e quello insicuro. Eppure sono tre versioni della stessa persona, te.
        Ecco: quando si scrive una storia si crea un protagonista e gli si mettono intorno le facce della sua coscienza incarnate da altri personaggi. Per approfondire, in conclusione, devi scegliere una di queste facce e farla interagire maggiormente col protagonista, poiché quella faccia rappresenta la sua scelta finale ed è l’unica che può portarlo alla fine della storia con una crescita personale. Detto questo:
        Manuele, Arturo, Cassandra… ruotano tutti intorno a Violetta. Come se fossero tante facce della sua coscienza. Ma quale di queste prevale? E’ così che puoi approfondire, rispondendo a questa domanda. 😉

  3. Chiedo immensamente scusa per il ritardo. Il problema è stato che non sapevo che parole usare.E aggiungete anche un po’ di grattacapi ( che non mi mancano mai).
    Spero che il senso di questo episodio sia almeno comprensibile.
    Buona serata a tutti quanti. 🙂

  4. Complimenti… bel racconto…profondo..mi sono immedesimata completamente in Violetta… non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo…
    io ho votato per “Niente, se nn rinnovare il suo amore per lei”

  5. Innanzitutto complimenti per la copertina. Bella bella bella. 😀 Devo dire che Arturo ha tante sfaccettature, tutte molto particolari. Ora cercherà di salvare la sua storia d’amore.
    Comunque, vada per la verità…però la sceneggiata davanti agli altri, no, Arturo bello! 😉 😉

  6. Farà di tutto per salvare la loro storia…

    Devo dire che hai caratterizzato meglio Arturo che Violetta. Lei è la tua protagonista, ma lui è sfaccettato, tridimensionale, come personaggio, lei è bidimensionale… diciamo che Arturo si avvicina di più a te di quanto non ti identifichi con Violetta… mi sbaglio?
    La verità è che – quando inizi a studiare full immersion i grandi maestri di scrittura creativa – ti accorgi che fanno molta psicologia. Loro si comportano come degli analisti: ogni problema del personaggio svela un trauma sepolto dovuto a una situazione irrisolta e così via… Alla fine ti mettono con le spalle al muro e ti invitano cordialmente a farti domande su te stesso come autore, … si scopre che tendi a scrivere sempre delle stesse “ferite” perché in fondo ti appartengono davvero.
    Chi lo sa… io mi ci sono ritrovata molte volte… 😉

    • Il tuo commento ha scatenato una serie infinita di ragionamenti. E non so’ quale vada bene come risposta. Perciò proverò a riassumere. 🙂
      La tua descrizione dei personaggi è corretta. Riguardo Violetta avevo pensato a un carattere debole. E come tale non offre molto rispetto a Arturo. Di lui è stato facile scrivere perché ha più da offrire. 😀
      Ma posso assicurarti che non c’è nessuna “ferita” personale. Piuttosto mi sono ispirata a una persona vicina a me che si è comportata come Violetta. Ammetto che la sua storia mi lascia perplessa ancora adesso a pensarci.
      Solo che per la mia Violetta voglio dare un finale diverso. 😉

  7. Beh… uff… io ho votato per la libera scelta… em… solo io a quanto vedo , ahahahah… comunque pensavo che sarebbe il caso che Violetta e Arturo parlassero in privato… dopo la confessione pubblica… lui deve anche finire di dirle qualcosa, no? … ma mi sa che sarà Cassandra… da quel che vedo. 🙂

  8. Ciao Danica, ho letto il titolo e subito mi ha incuriosito, perchè nonostante sia una frase che si sente spesso in giro (“devi affrontare le conseguenze delle tue scelte”) penso che sia una frase molto molto eloquente, ed ero curioso di sapere come avessi sviluppato il tema. Secondo me nello svolgersi dei capitoli sei un po altalenante, nel senso che dei capitoli sono proprio belli, altri relativamente meno, forse a causa dei refusi e qualche tempo verbale qua e là che rende la frase più farraginosa. Però nel complesso la trama non ne risente, ed anzi, rende bene.
    Arturo si presenta a pranzo e lì davanti scopriamo la verità, mi sembra la più scenica come opzione.
    A presto =)

      • Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

        Un refuso (dal latino refūsus, participio passato di refundĕre, riversare[1]) è un errore di stampa causato dallo scambio o dallo spostamento di uno o più caratteri

        Si manifesta tipicamente nell’omissione (es. Wikpedia) o nell’aggiunta (es. Wikiipedia) di un carattere o ancora nello scambio della posizione di due caratteri vicini (es. Wikiepdia).

        Presente in abbondanza nella prima stesura di un testo, il refuso viene corretto grazie al lavoro dei correttori di bozze, solitamente in almeno due letture e da persone diverse. Una volta eseguiti questi passaggi il testo viene rivisto per l’ultima lettura e pubblicato.

        Alcuni programmi di videoscrittura contengono una tabella che raccoglie i refusi più comuni della lingua in uso e l’opzione per correggerli, attivabile durante la battitura.

        Nel gergo informatico, viene a volte usato come sinonimo l’anglicismo typo, abbreviazione di typographical error.

        In senso più esteso, si indica come refuso un errore commesso nello scrivere o nel parlare, commesso per fretta o distrazione.

        😉

  9. Vacanza a due… dato che ovviamente la proposta ci sarà! 🙂
    Brava, Danica… per comodità e risparmio di battute ti consiglio il passato remoto, il trapassato prossimo richiede frasi più lunghe che poco vanno d’accordo con le 5000 battute… ma stai andando alla grande 😉

    • Hai ragione, avrei la domanda corretta sarebbe stata “come avverrà?”. Ogni tanto l’italiano diventa un optional per me. 🙂
      Prenderò sicuramente in considerazione il tuo consiglio su tempi verbali. Però, mi sa che per rimanere coerente la storia dovrà rimanere al trapassato prossimo. Più che altro per non “rimbambire” chi legge.

  10. Io direi che ricompare Manuele.
    Fai attenzione ai tempi verbali, ( ripetizioni a parte) che cambiano la cronologia degli eventi confondendo il lettore. Quando Arturo le gira il viso e lo vede rigato da una lacrima, che cosa fa? La bacia? Perchè stando al verbo che hai usato sembrerebbe averla baciata in passato, non in quel momento, perciò non ho capito se il bacio è arrivato in quel momento o in precedenza.
    Te la stai cavando bene, Danica, non perdere il filo, sei brava. 😉

  11. Sono assolutamente in minoranza poiché ho votato che Violetta torni al giorno dopo…
    ma stai attenta, Danica – solo un consiglio – stai usando troppi elementi…. poi dovrai spiegarli uno per uno… non vorrei essere nei tuoi panni…. 🙂

  12. Ho votato che la conquista dopo molta insistenza per poter uscire insieme, perchè per come ho letto la storia mi sembra che lei all’inizio sia un pò sulle sue, quasi con la puzza sotto al naso. Poi forse l’ho interpretata male io.
    Comunque ti seguo 🙂

  13. Quindi il colpo di fulmine è avvenuto col pugno dato all’ex? hahah Carina come cosa 🙂 Violetta mi sembra tanto una ragazza dolce e ingenua quindi in un primo momento ero propensa a votare la 3, violetta che lo cerca, però Arturo non mi sembra uno S…Sembra che la voglia molto bene.. Mi ispira la2 sono curiosa di sapere cosa intendi per appuntamenti non andati bene haha =) alla prossima !

    • Carina la tua idea. 🙂 Ma posso assicurarti che il pugno ha ben altro motivo. La loro storia non è nata con il classico colpo di fulmine. Direi più che appartiene all’altro tipo di innamoramento. Quello lento che passa attraverso i preconcetti che ti impediscono di capire chi hai veramente di fronte. E quando ci arrivi è come scoprire un tesoro. O quasi. 😉

  14. Ciao Daniela, secondo me è lei a cercare lui. Arturo mi dà l’idea di essere uno di quelli convinti di non dover chiedere mai, e lei una di quelle che gli permettono di crederlo 😉 in effetti sarebbe bello scoprire come mai ha dato un pugno a Manuele, e perché Manuele si è accontentato di andar via lasciando la ragazza con lui. Che rapporto c’era, poi, tra Gabriella e Arturo? Sto esagerando 🙂 alla prossima

    • Essere riuscita a suscitare tutte queste domande come è capitato a me leggendo altri racconti (es. i tuoi) non può che farmi piacere. 🙂
      Di sicuro più avanti spiegherò la motivazione dietro quel pugno. Come il rapporto tra Gabriella e Arturo. Alla prossima. 🙂

  15. Quando è stata Violetta a cercare lui.

    Non hai spiegato la ragione del pugno. Perché quel giorno Arturo ha colpito Manuele? Certi fatti non sono mai inutili da spiegare, possono tracciare il profilo del protagonista… determinarne scelte e reazioni che torneranno utili nel seguito…

  16. Non che i rosa siano i miei romanzi preferiti, ma son curioso di vedere le emozioni che saprai passare attraverso i protagonisti.
    L’ultima volta che si sono visti, forse non sarà la scelta più popolare, ma da come due persone parlano si comportano l’uno con l’altra, si può capire anche cosa abbiano passato insieme.
    Vediamo un po’ come prpsegue!

  17. ohhhh beccata al primo capitolo evviva!!!! io andrei al loro primo incontro … adoro le storie in cui lui e lei all’inizio non si sopportano… ma sono di parte: l’ho inserito anche nel mio phoenix 🙂 non posso ancora dir nulla su questa storia se non che… aspetto grandi emozioni ! ciao Danica un abbraccio

  18. Cara Danica, solo oggi realizzo che sei Daniela Caso…. Dirai tu: ma sei rimbambita Lucia ? Si, effettivamente, se non mi fossi messa in testa di seguire il tuo rosa non me lo sarei mai ricordato chi sei.
    Ora Violetta mi strazia, manipolata da tutti non decide.
    Lui è inaffidabile, allora perché stanno tutti qua ?
    Era Arturo al telefono?
    Cosa è accaduto durante l’ultimo incontro trai due ?
    Woow…. Che storia….

  19. Ciao Daniela, anche tu sei stata veloce ad iniziare una nuova storia e ne sono felice 🙂
    Violetta è succube di una madre invadente e prepotente, forse Arturo è scappato da lei? Ovviamente no, però mi sembra giusto conoscere qualcosa del primo incontro. Ovviamente ti seguo 😉

    • Mi sono presa la mia settimana di “pausa”, il tempo di capire come raccontare questa idea che avevo già in mente.
      In effetti la madre di Violetta è asfissiante. Che Arturo abbia voluto mettersi al riparo prima che fosse troppo tardi? Mah.
      E’ un piacere averti di nuovo qui a commentare un mio racconto. 🙂

  20. Ciao, Danica.
    Inizio questo nuovo viaggio che sa di saga famigliare, con te. E lo faccio, come sai, sempre volentieri. Mi dispiace per Violetta, vorrei fare un salto al loro ultimo incontro per capire se ci sono elementi premonitori che facciano comprendere il suo ritardo o, peggio, la sua assenza.
    🙂 seguo.

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