Le speranze di Gat

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà adesso Gat? Andrà a spedire la letterà uscendo dalla finestra di fronte a lui. (80%)

L’inseguimento

-Ok, ok… Penso sia meglio uscire dalla finestra senza perdere ulteriore tempo prezioso-

Disse mentre balzando sul cornicione si produsse in un balzo atletico che lo portò a precipitarsi con grazia felina sino al suolo, atterrando in modo perfetto.

-Un atleta nato: ecco cosa sono! Ora sarà meglio consegnare la… Che idiota! La lettera, sono sceso senza prenderla!

Subito si precipitò all’entrata della villa, con uno scatto passò attraverso la gattaiola e si bloccò. Sentì un odore familiare come di… Ma lasciò perdere quell’odore declassando il tutto come a semplice immaginazione. Nel caso non lo aveste capito non era molto sveglio Gat come felino. Quindi sgattaiolò sulla rampa di scale, raggiunse la stanza in cui si trovava prima di cadere e dove avrebbe dovuto esserci la lettera; si arrampicò sul tavolo ma si accorse che la letterà era sparita.

-Cosa?! Ma dove Cagna (al posto del nostro Diavolo nel linguaggio felino) è finita? Era quì un momento fa e… aspetta, non mi dire che sono così imbecille. Ecco cos’era quell’odore!-

Finita la frase si buttò nuovamente dalla finestra, ma sta volta in modo più goffo, infatti nell’atterraggio finì col muso nel fango sporcandosi parte della sua faccia di marrone, ma ovviamente non aveva tempo per pensare a pulirsi, doveva iniziare un inseguimento. Ma ormai come fare a rintracciare i ladri siccome erano spariti dalle circostanze? Bhe, dopotutto è un gatto Gat e possiede un senso molto importante per loro: l’olfatto. La villa di Gat era circondata da un piccolo boschetto che si estendeva a pochi metri dalla villa dopo il recinto. Un luogo tranquillo e piacevole lontano dal fracasso cittadino, dove molte persone vi passeggiavano; ma purtoppo caratterizzato da un particolare odore pungente. Gat lo sapeva ma se ne ricordò solo poco dopo.

-Accidenti! Ci volevano solo gli odori della foresta: se da questo lato sento odore di fango, da questo sento odore di cane, da quell’altro di urina e da quest’altro di… snif snif.-

Sentì ancora una volta un odore familiare.

-Questo particolare odore di… MERDA! Hahaha lo riconoscerei ovunque!

Solo un gatto aveva quell’odore in tutta la cittadina, il suo nome era Straccio. Un gatto che amava esplorare luoghi… poco puliti diciamo così.

Come un fulmine a ciel sereno travolese tutto ciò che incontrava, come foglie e ghiaia, e i piccoli abitanti del boschetto scappavano impauriti. Gat se ne sbatte e procede.

Così corre seguendo la scia fino ad arrivare a un grande masso, doveva essere lì vicino il colpevole.

-Eccomi arrivato! Il colpevole dovrebbe essere qui vicino! Hehe.-

Non appena finì di pronunciare la frase sentì un fruscio dietro al masso e subito dopo due gatti che corseso: uno andava verso destra e l’altro verso sinistra. Sfortunatamente Gat non si accorse chi dei due gatti avesse la lettera per cui fece questo ragionamento: dato che Straccio era puzzolente era più facile da rintracciare, quindi era più probabile che possedesse l’altro felino la lettera. Inoltre nel caso avesse sbagliato ed era Straccio che aveva la lettera, poteva ugualmente ritrovarlo seguendo la sua scia.

-Maledetto me! Adesso devo subito mettermi a inseguire quel gatto bianco, che non ho riconosciuto. A destra dunque, del resto sono il gatto più veloce di tutti no?-

E si mise di nuovo all’inseguimento seguendo le orme e la sagoma di quel gatto bianco, tra ostacoli e altre cose da evitare, ogni tanto qualche umano. Era veloce quel gatto ma non abbastanza da scomparire alla vista di Gat. Corse fino alla fine del boschetto giungendo alla Grande Scala. Dovete sapere che la villa di Gat si trovava in un boschetto che sorgeva su una collinetta, per arrivare a questa collinetta la via più comoda era una grande scalinata in pietra, soprannominata la Grande Scala dai felini del posto, ma che veniva utilizzata per lo più da persone. Per cui si stupì del fatto che il gatto bianco scendesse dalla collina usando la Grande Scala, in quanto era anche abbastanza in vista e non aveva alberi che la circondavano. Ma non ci badò molto e proseguì. Il gatto correva instancabile veloce quasi quanto Gat, scendendo gli scalini cinque a cinque.

– Sei veloce gatto bianco! Ma questo non ti basterà per sfuggirmi!

Disse Gat rivolto a lui.

Corse senza sosta fino alla fine della gradinata, dove iniziava il vero fulcro della città. In questo modo sarebbe stato più difficile tenerlo d’occhio. Erano case in pietra e legno di montagna, alcune alte due o tre piani simili a quelle dell’epoca medievale. La vie della strada erano fatte di mattonelle di pietra, dove si spostavano un consistente numero di persone, carri traportanti merci, e anche bambini che giocavano. Il gatto bianco prese la prima via che andava verso destra e Gat lo seguì sempre più vicino al suo bersaglio. Si muoveva agile tra la folla allo scopo di seminarlo, ma Gat era altrettanto agile da non farsi fregare. Lo stava quasi per acchiapare quando d’un trappo il bianco entro in un negozio…

Miao che faccio? E' entrato in un negozio probabilmente del suo padrone e all'entrata c'è un cane da guardia di grossa stazza!

  • Forse è meglio entrare furtivamente dalla finestra in alto e una volta dentro improvvisare, anche se rischierò molto nel farlo. (33%)
    33
  • Non ho tempo, magari ce l'ha Straccio la lettera, meglio tornare indietro per cercare le sue tracce. (17%)
    17
  • Faccio finta di andarmene, così che il bianco di cui ormai ho riconosciuto l'identità, esca sentendosi più sicuro. (50%)
    50
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84 Commenti

  • Un finale davvero inaspettato!! *_* Sia da come il padron si sia volto alle spalle e si sia alleato segretamente con Melfin, sia come la scena finale si sia concluso.
    Ovviamente anche nell’ultimo capitolo mi hai strappato una risata XD
    Grazie per questa storia strappa-sorriso ^^ Mi sono davvero divertita a leggerla dall’inizio alla fine

    • Grazie anche a te per avermi seguito fino a questo punto 🙂 nonostante non sia un granchè come l’ho scritta xD. Spero mi seguirai anche nella prossima avventura, che ho già iniziato, vedremo se riesco a far qualcosa di meglio. Si la storia finisce in modo aperto, i nostri protagonisti si sono spostati in questa dimensione parallela, perchè nel mondo in cui erano avevano fatto scoperte troppo grosse che avrebbero compromesso l’equilibrio di quel regno. Così si ritroveranno in un mondo nuovo con gente come loro, pieno di magia e cose strane, ovvero il teatro dove si svolgeranno tutte le storie che avrò in mente. Spero che così si capisca meglio hehe.

  • Ammetto che avrei voluto leggere il finale da te, considerato che ci hai fatto ridere tantissimo e che avevi tutte le carte in regola per concludere la storia, comunque…

    Gat iniziò una durissima lotta con Melfin, che dovette andarsene leccandosi le ferite e sputando palle di pelo lungo la strada. Se era un attira-informazioni, tanto valeva approfittarne. Gat e i suoi amici diventarono la gang del quartiere dei gatti, divertendosi a crepapelle alle spalle del vecchio e di tutti quelli che non credono nello strapotere del micio! E in sottofondo ci metterei pure 44 Gatti, già che stiamo.

  • “Il padrone di Gat è tranquillissimo e porge il bicchiere al Vecchio, cosa avrà in mente?”
    Questa e’ stata la mia scelta… Sono troppo curiosa cosa avra’ in mente con quella scena apparentemente tranquilla *_*
    Siamo quasi alla fine, come finira’ questa storia del nostro micio a quattro zampe? Aspetto con ansia il tuo ultimo capitolo!! ^^

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