Le speranze di Gat

Dove eravamo rimasti?

Miao che faccio? E' entrato in un negozio probabilmente del suo padrone e all'entrata c'è un cane da guardia di grossa stazza! Faccio finta di andarmene, così che il bianco di cui ormai ho riconosciuto l'identità, esca sentendosi più sicuro. (50%)

L’Affronto

-Devo ammettere che la scelta migliore è quella di aspettare che esca il bianco, già basta stronzate Gat, è ora di essere più saggi nelle scelte che faccio, ma prima, meglio mettersi in un luogo di osservarvazione come il tetto di questa casa affianco.-

Gat si arrampicò agilmente come suo solito fino a raggiungere la cima del tetto, da lì poteva tenere d’occhio il negozio in cui si era rifugiato il bianco e aspettare che uscisse. Ah, dimenticavo, il gatto bianco si chiamava Scalt dato che era molto scaltro.
Così aspettò, fiero e paziente, ma l’attenzione che aveva nei primi cinque minuti di appostamento andò via via ad affievolirsi, perdendosi nel ronzio di una mosca, nelle foglie autunnali che venivan trascinate dal vento, nello scalpiccio di cavallo e in uno strano odore di…

-Sniff sniff… questo odore… Ma è merda!!!-

La poca attenzione che aveva fino a un momento fa svanì nel sentire quell’odore familiare. Già, era ancora Straccio. Ma cosa ci faceva lì? Perchè era tornato da Scalt rischiando di farli rintracciare da Gat?

-Che diavolo ci fa quì, ehi ma sta entrando nel negozio… che faccio adesso?-
Straccio entrò nel negozio non senza affanno, era visibilmente esausto e a una vista più acuta sembrava essergli successo qualcosa. Ora a Gat non restava altro che decidere cosa fare…
-Mi sono stufato di aspettare, quindi tornerò a casa a mangiarmi un buon stufato! Peccato che abbian loro la lettera e non posso star tranquillo finchè non la riprenderò. Ok mi son deciso farò irruzione furtivamente, tenderò un agguato, e riprenderò ciò che mi è dovuto volente o non volente.-

Saltò dal tetto in cui si era posizionato fino al ramo dell’albero che separava la sua postazione dal negozio, il suo obiettivo era la finestra del piano più in alto, che era collegata a un altro ramo dell’albero. Sembrava fatta apposta per un uscita o entrata di emergenza…
Entrò quindi da quella finestra, e non appena entrò si mise quatto quatto all’ascolto… nessun rumore proveniva dal piano di sotto quindi si dicese a scendere. Una volta sotto superò sileziosamente l’entrata del retro del negozio e proseguì nel corridoio fino a trovarsi di fronte a una porta da cui provenivano miagolii appena accenati di due gatti. Si mise furbamente ad origliare.
“Non dovrei mettermi a perdere tempo ma son curioso di sapere cosa stiano tramando” pensò Gat, questa volta senza parlare.

-Allora Straccio cosa ti ha chiesto?- era la voce di Scalt. -Nulla, vedendomi mi ha semplicemente rincorso e catturato, mi ha atterrato e tramortito con uno strano colpo con la zampa. Quando mi son ripreso la lettera era scomparsa.-
“Quindi ce l’aveva lui, questo Scalt è più furbo del previsto…” constatò Gat (sempre pensando fortunatamente).
-Mi dispiace di averti coinvolto in tutto questo, ma volevo capire che diavolo stava architettando Gat e i suoi compagni, presi come sempre a interferire tra le due fazioni di questa Ratta(maledetta) città, probabilmente stava scrivendo una lettera falsa allo scopo di creare disguidi tra Gart e Molf. Stava recandosi nel suo rifugio per timbrarla con uno dei loro tanti timbri falsi…-  disse Scalt abbozzando un ammiccamento.
-Ah! Ora capisco Scalt, adesso mi è tutto più chiaro- asserì serenamente Straccio.
-COME COME?! Come diamine fa a saperlo razza di…- si tappò la bocca ma ormai fu troppò tardi, per cui fece irruzione nella stanza stupidamente.

-Allora adesso vorrei sapere chi diamine ha preso la mia fottutissima e squisitissima lettera che avevo scritto con tanto amore bastardi!-
Scalt pronunciò la sua espressione in un finto stupore .
-Ohhh ma che sorpresa felinor(signor) Gat, non mi sarei mai aspettato che stessi origliando dietro la porta aspettando il momento opportuno per sorprenderci.-
-Vedi poco di scherzare Scalt, pezzo di lisca, e tu, Straccio dimmi chi ti ha fregato la mia busta! Anzi chi mi ha fregato la tua busta, ah no ops volevo dir-
-Senti Gat.- lo interruppe Scalt. -Come vedi siamo in una situazione critica, il felino che ha aggredito Straccio è molto pericoloso e non sappiamo cosa possa succedere quando leggerà la lettera. Legno D’oro, la nostra città è intessuta di una serie di intrighi e complotti tra le varie fazioni e se quel gatto scoprisse che c’è qualcuno che si intromette nei suoi piani potremmo finire molto male.-
-Di finir male non mi interessa, a me importa solo divertirmi, e se quel tizio ci darà la caccia trarrò ancora maggior divertimento da questa faccenda.- disse Gat ridendo. -Ora, posso sapere chi era quel gatto oppure no?-
-Quel gatto era… Melfin!- Scalt pronunciò quel nome in modo pacato e sottovoce. Temeva molto quel felino.
-Fischia, siamo in un bel guaio hahaha, ci sarà da divertirsi- disse Gat mentre pensava: “Merda siamo fottuti”  

-Melfin eh?! Vecchio mio sei sempre nei guai! Hehe!-
Dalla porta apparve una sagoma canina, quella di un cane di grossa stazza grigio e dal muso allungato, con le grandi orecchie che gli penzolavano.
-Oh Cod hai sentito?- parlò Straccio. Il cane rise (alla cazzo).

 

 

Cosa accadrà adesso?

  • Interverrà un nuovo personaggio che dirà a Straccio di lavarsi e proporrà a tutti un offertà. (25%)
    25
  • Si riuniranno tutti per discutere della situazione in un rifugio sicuro. (0%)
    0
  • Cod si metterà a parlare della storia della città di Legno D'oro, spiegando l'origine delle fazioni felini e di molte altre cose. (75%)
    75
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84 Commenti

  • Un finale davvero inaspettato!! *_* Sia da come il padron si sia volto alle spalle e si sia alleato segretamente con Melfin, sia come la scena finale si sia concluso.
    Ovviamente anche nell’ultimo capitolo mi hai strappato una risata XD
    Grazie per questa storia strappa-sorriso ^^ Mi sono davvero divertita a leggerla dall’inizio alla fine

    • Grazie anche a te per avermi seguito fino a questo punto 🙂 nonostante non sia un granchè come l’ho scritta xD. Spero mi seguirai anche nella prossima avventura, che ho già iniziato, vedremo se riesco a far qualcosa di meglio. Si la storia finisce in modo aperto, i nostri protagonisti si sono spostati in questa dimensione parallela, perchè nel mondo in cui erano avevano fatto scoperte troppo grosse che avrebbero compromesso l’equilibrio di quel regno. Così si ritroveranno in un mondo nuovo con gente come loro, pieno di magia e cose strane, ovvero il teatro dove si svolgeranno tutte le storie che avrò in mente. Spero che così si capisca meglio hehe.

  • Ammetto che avrei voluto leggere il finale da te, considerato che ci hai fatto ridere tantissimo e che avevi tutte le carte in regola per concludere la storia, comunque…

    Gat iniziò una durissima lotta con Melfin, che dovette andarsene leccandosi le ferite e sputando palle di pelo lungo la strada. Se era un attira-informazioni, tanto valeva approfittarne. Gat e i suoi amici diventarono la gang del quartiere dei gatti, divertendosi a crepapelle alle spalle del vecchio e di tutti quelli che non credono nello strapotere del micio! E in sottofondo ci metterei pure 44 Gatti, già che stiamo.

  • “Il padrone di Gat è tranquillissimo e porge il bicchiere al Vecchio, cosa avrà in mente?”
    Questa e’ stata la mia scelta… Sono troppo curiosa cosa avra’ in mente con quella scena apparentemente tranquilla *_*
    Siamo quasi alla fine, come finira’ questa storia del nostro micio a quattro zampe? Aspetto con ansia il tuo ultimo capitolo!! ^^

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