Le speranze di Gat

Dove eravamo rimasti?

Grandi situazioni nel prossimo episodio in cui le scelte giocheranno un ruolo, importante o irrilevante non so dirlo ma... MIAO! Gat nel prossimo episodio imparerà un Canto, ma nel contempo ne pagherà le conseguenze. (57%)

Il sogno di Gat

“Lerta e Gat, fratelli felini sin dalla nascita avevano entrambi un carattere vivace. Ma il vecchio non avrebbe mai immaginato che un giorno si sarebbero separati. Tutto è un gioco per loro, tutto è finto. Anche il male.”

-Lerta… Lerta… ma che…?-

Gat era supino e rintronito, ci mise un pò a prendere coscienza, ma  si svegliò del tutto grazie a…

-Lerta? Perchè? Che razza di nome è?-

Il musone di un gatto paffuto apparve alla vista di Gat ancora offuscata.

-Bhe…- sussurò.

-Ehi, ehi non siamo in un film dove riprendendoti da uno svenimento e ritrovandoti in un luogo sconosciuto, ti risvegli sussurrando ciò che hai sognato inerente per altro a fatti del tuo passato. Sveglia e dimmi che razza di nome è Lerta-

Il gattone parve profilarsi con più nitidezza alla vista di Gat, che notò che era davvero paffutello, gli umani lo avrebbero trovato “tenero”, come dicono loro.

-Bhe Lerta… anzi Miao, sono un gatto. Lerta, sta sempre allerta. In realtà si chiama… ehi! Ma dove mi trovo?-

Subito si riprese e iniziò a guardarsi attorno: un prato, molto verde ed alto lo circondava ed andava a focalizzare la sua attenzione ad una cittadella lì vicino. Il cielo era imbrunito e il sole stava scomparendo alle sue spalle.

-Una città… non ricordo nulla di ieri.-

Il gattone giunse alle sue spalle e gli poso una zampa pesante dietro la testa.

-Tu sei nato qua Gat. Bentornato alla realtà. Troverai le risposte che cerchi in questo posto.-

Gat era confuso, non ricordava nemmeno molto bene la sua vita ordinaria, solo qualche ricordo sconnesso e confuso, come Lerta.

-Allora… se vuoi seguirmi.-

Gatton cammino in direzione della cittadella. Gat lo seguì.

Poco dopo erano in quella strana città. Gat notò subito che era strana, era come se fosse su misura felina. Le case strane e basse, addirittura negozi in miniatura, botteghe, taverne. Ma la cosa più strana era come i gatti si fossero abituati alle abitudini umane. Gat era sempre stato affascinato dagli umani, come vivevano, i piaceri di cui poteva approfittare…

Certo non voleva essere un totale umano. Per questo il luogo in cui era rappresentava una via di mezzo tra l’essere gatti ed umani, e a Gat la cosa iniziò a farlo eccitare.

-Seguimi- Il gattone entrò in una taverna, rozza e piena di graffi”ti”. 

E’ una banalissima taverna medievale in stile felino, lasciò immaginare a voi lettori come doveva essere.

A gat parve un sogno tutto ciò, eppure era la realtà. Ma rimase più stupito dal fatto che dei gatti “seduti” a un tavolo all’angolo iniziarono ad alzare i musi nella sua direzione e a chiamarlo.

-Ehi Gat!-

-Vieni qui Gat!-

-Come stai? Vecchia lisca!-

Dei gatti uno più strano dell’altro lo chiamarono, sebbene Gat non ne riconoscesse uno solo.

-Probabilmente non ricordi chi sono, per via di ciò che ti è successo ieri, sono i gatti del posto, con cui ti diverti quasi ogni sera micio.-

-Micione che diavolo mi sarebbe successo ieri?-

-La botta del gatto alcuni la chiamano. Un colpo che se ti becchi in un punto preciso della testa ti fa perdere la memoria. E inoltre hai strani ricordi… ah lascia perdere è un casino, pensiamo a divertirci adesso!-

Il micione si diresse al tavolo dove eran seduti i presunti amici di Gat, per via della sua stazza li riuscì difficile sedersi sulla panca e nel farlo mise in mostra il suo pancione, un pancione reso tanto più grosso dal grasso o dall’alcol questo Gat non riusciva a capirlo. Come non capiva e non si domandava nemmeno del suo passato e di ciò che gli era successo.

-Forse ero sul cesso?- si domandò brevemente Gat, per poi aggiungersi alla allegra brigata.

-Tieni bevi anche tu un pò di Lattischio!-

Gat avvicinò la ciotola che gli porsero contenente un liquido biancastro, lo assaggiò ma non era latte, in ogni caso era roba forte.

-EEEh Rubino parlaci ancora di quella tua astronomia.-

-Certo, le stelle son belle e sembran quasi vicine. Ma in realtà son lontane e incandescenti. Come queste bellezze.-

Ammicò ad una gatta che ricambio sorridendo. E tutti si misero a ridere (alla cazzo).

-Hahaha ragazzi che ridere. Ehi ma cos’è sto odore di…-

Un gatto della compagnia annusò.

-DI MERDA!!-

-Oh sta arrivando Marcio hehehe!-

Gat si bloccò, e gli venne un panico improvviso. Si alzò da dove era seduto. 

-Scusate miciazzi (ragazzi in gergo felino)-

Uscì di corsa dalla taverna. Era confuso e correva in cerca di una via di uscità, cercava disperato il suo passato nei meandri di quella cittadina, fino a che non si imbattè in uno strano negozio.

Involontariamente ci entrò.

-Che cerchi amico?-

Un gatto occhialuto lo osservava da dietro un bancone.

-Dispongo di una vasta gamma di Canti.-

-Canti?-

Gli ricordò qualcosa…

-Si Canti, sinfonie in grado di far ottenere qualsiasi cosa.-

-Si ora ricordo. Per caso ce n’è uno in grado di farmi tornare la memoria?-

Il gatto lo fissò severamente. Poco dopo prese una pergamena e gliela porse.

-Oh Gat. La vuoi davvero? Perderai il tuo sogno in questo modo.-

Gat era deciso e prese il Canto. Il sole era tramontato quando recitò i primi versi. Poi ricordò. 

Non appena riavuta la memoria un individuo appare a Gat. Chi è?

  • Micione (25%)
    25
  • Lerta (25%)
    25
  • Melfin (50%)
    50
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84 Commenti

  • Un finale davvero inaspettato!! *_* Sia da come il padron si sia volto alle spalle e si sia alleato segretamente con Melfin, sia come la scena finale si sia concluso.
    Ovviamente anche nell’ultimo capitolo mi hai strappato una risata XD
    Grazie per questa storia strappa-sorriso ^^ Mi sono davvero divertita a leggerla dall’inizio alla fine

    • Grazie anche a te per avermi seguito fino a questo punto 🙂 nonostante non sia un granchè come l’ho scritta xD. Spero mi seguirai anche nella prossima avventura, che ho già iniziato, vedremo se riesco a far qualcosa di meglio. Si la storia finisce in modo aperto, i nostri protagonisti si sono spostati in questa dimensione parallela, perchè nel mondo in cui erano avevano fatto scoperte troppo grosse che avrebbero compromesso l’equilibrio di quel regno. Così si ritroveranno in un mondo nuovo con gente come loro, pieno di magia e cose strane, ovvero il teatro dove si svolgeranno tutte le storie che avrò in mente. Spero che così si capisca meglio hehe.

  • Ammetto che avrei voluto leggere il finale da te, considerato che ci hai fatto ridere tantissimo e che avevi tutte le carte in regola per concludere la storia, comunque…

    Gat iniziò una durissima lotta con Melfin, che dovette andarsene leccandosi le ferite e sputando palle di pelo lungo la strada. Se era un attira-informazioni, tanto valeva approfittarne. Gat e i suoi amici diventarono la gang del quartiere dei gatti, divertendosi a crepapelle alle spalle del vecchio e di tutti quelli che non credono nello strapotere del micio! E in sottofondo ci metterei pure 44 Gatti, già che stiamo.

  • “Il padrone di Gat è tranquillissimo e porge il bicchiere al Vecchio, cosa avrà in mente?”
    Questa e’ stata la mia scelta… Sono troppo curiosa cosa avra’ in mente con quella scena apparentemente tranquilla *_*
    Siamo quasi alla fine, come finira’ questa storia del nostro micio a quattro zampe? Aspetto con ansia il tuo ultimo capitolo!! ^^

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