Le speranze di Gat

Dove eravamo rimasti?

Non appena riavuta la memoria un individuo appare a Gat. Chi è? Melfin (50%)

Il Vecchio

“un patto tra i due nacque ed entrambi scelsero una parte da recitare, Lerta la cattiva, Gat il fintotonto che pensa solo a divertirsi… ma venne il giorno in cui il vecchio li richiamò a se…”

-Vedo con piacere che hai imparato un canto… Gat.-

Una sagoma scura apparve davanti a Gat, ricordò il modo ghignoso di parlare di Melfin, ma non disse nulla.

-Ora ti ricordi che è successo?-

-Questo canto mi ha solo fatto tornare la memoria: mi hai dato una botta, e poi mi sono svegliato in questa bella messa in scena, che intenzioni hai Melfin?-

Melfin sorrise, mentre vide Gat voltarsi verso di lui, visibilmente incazzato.

-Hahaha! Bhe ci hai messo un pò per rendertene conto gattazzo. Ma ora lascia che ti accompagni dal nostro… vecchio.-

Gat sebbene fosse confuso non perse l’umorismo colto da una situazione così strampalata.

-Certo che sei più pazzo di me Melfin! Tutto sto casino per farmi vivere il mio sogno, chissa quanto tempo avrete speso per questa bella messa in scena, e per cosa? Bhe è stata un Gatta dalle uova d’oro questa (figata in gergo felino). Batti l’unghia!-

Melfin rise a sua volta e gli batte l’unghia.

-Ora seguimi ti porto da lui.-

Sebbene fosse amichevole in quel momento Gat notò nella sua espressione un sorrisetto beffardo, come se stesse architettando qualcosa. La verità era che Melfin aveva ben ragione di essere felice.

Uscirono così da quella città da gatti, coi passanti felini che li incrociavano in continuazione. Nonostante fosse tutta una messa in scena, pensò Gat, il teatro in cui ha avuto luogo doveva essere reale e abitato da veri e propri gatti. Gat iniziò ad eccitarsi.

Arrivati a un certo punto abbastanza appartato, lontano da occhi indiscreti, Gat iniziò ad avere sonno, un sonno pazzesco, che lo fece addormentare sul colpo…

-Ovviamente non posso farti vedere dov’è questo luogo se prima non accetti-

Come al solito le ultime parole di Melfin lo accompagnarono nell’oblio…

“Mastro Melfin, autore di fiabe e racconti, veste di leggenda e miti, un aura carismatica lo sorregge, ed è temuto per la sua follia…”

-Sveglia, sveglia! Fra poco sarai dinanzi al vecchio, non puoi farti trovare impreparato.-

Melfin lo tirò per la coda per svegliarlo, una cosa che Gat non sopportava, infatti si alzò ritto in un batter d’occhio e fece uno stridulo miagolio… Miaaooooo!

-Brutto bastardo, come hai osato?!-

Gat diede subito un morso all’orecchio di Melfin!

-Ehi aiò ma che…?-

Sopreso da quell’attaccò rotolò per terra nel tentativo di levarsi da quella morsa.

-Idiota, guarda se questo è il modo di trattare un tuo superiore!-

-Superiore!? Tu sei solo un vigliacco Melfin, beccati questa!-

Una palla di pelo uscì di getto dalle fauci di Gat per andare a scagliarsi nella parte più brillante e curata di Melfin.

-Ma sei?! Ma cosa? No non è possibile sverrei se non fosse per la rabbia brutto bastardo!-

E così continuarono a litigare, tra insulti felini che non riesco a tradurre e strane tecniche anch’esse feline che non riesco a descrivere, fortuna che sta per intervenire il nostro amato…

Cod! Che prese Gat per le spalle con un morso e lo separò da Gat.

-C-cod? Anche tu qui?-

-Se son riusciti a beccare te… figurarsi noi.-

-Noi? Cioè voi? Chi altro c’è con te?

Alle spalle di Cod in un angolo si accorse che erano presenti anche Scalt e Straccio, nonchè il suo amico Lisca. Oltre a ciò si accorse anche di trovarsi in un ampio salone, che nonostante la sua decandenza lasciava intravedere in alcuni particolari la bellezza che in un tempo assai antico doveva possedere. Era davanti a un portone ai cui lati c’erano due… guardie gatti?

-Guardie gatti?- disse Gat.

-Anzichè salutarci si interessa di due stupide guardie gatto…- sussurò Lisca a Straccio.

-Ehi Gat girati!-

Si girò e…

-U-un trono!! E in perfetta forma? Ma non ci regna nessuno qui, che diavolo?!! Ah scusate ragazzi, ciao Lisca, ciao Scalt…-

-E io?-

-E basta Straccio ti sembra il momento di salutarci questo?-

I loro discorsi furono interrotti dall’apertura del portone.

Degli stivali oltrepassarono la soglia, una mantella scura e un cappuccio, nascondevano una veste elegante ma allo stesso tempo oscura, magica, pronta alla battaglia. Un uomo, sembrava vecchio dal volto in parte oscurato, se non fosse per gli occhi che davano un effetto di vivacità e un vigore quasi giovanile, ma allo stesso tempo antico, occhi gialli che a volte sfumavano nel grigio o nell’azzurro. E un sorriso beffardo paragonabile a quello di Melfin. 

-Ti stavo aspettando Gat, mancavi solo tu. Vedi io sono il Vecchio, non te ne ha già parlato Melfin?-

Seppur assai rintontito da quell’apparizione Gat rispose: -Mi ha spiegato poco o niente quel solliscatore (gergo gattile, non chiedetemi cosa significhi…)-

-E’ vero Melfin?- disse il vecchio.

-Eeehm speravo ricordasse…-

-Si ricorderà sicuramente visto che io son suo padre, come per tutti voi lo sono del resto…-

Gat all’improvviso ricordò.

-Comuque, sono qui per farti una proposta. Unisciti a me Gat, e prometto che ti farò rivivere quel sogno, lo farò diventare realtà!-

Gat stava per rispondere, quando notò lo sguardo di Scalt, allora si fermò per riflettere. Quale sarà la sua decisione.

  • Gat vuole ulteriori chiarimenti sullo scopo di Melfin ed il Vecchio sebbene sappia a grandi linee il tutto dal racconto esauriente di Cod. (60%)
    60
  • Gat avendo capito le sue intenzioni, non accetta, e si gusta la reazione divertito. (20%)
    20
  • Intuito lo scopo di questa messa in scena Gat decide di accettare, almeno per il momento... (20%)
    20
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84 Commenti

  • Un finale davvero inaspettato!! *_* Sia da come il padron si sia volto alle spalle e si sia alleato segretamente con Melfin, sia come la scena finale si sia concluso.
    Ovviamente anche nell’ultimo capitolo mi hai strappato una risata XD
    Grazie per questa storia strappa-sorriso ^^ Mi sono davvero divertita a leggerla dall’inizio alla fine

    • Grazie anche a te per avermi seguito fino a questo punto 🙂 nonostante non sia un granchè come l’ho scritta xD. Spero mi seguirai anche nella prossima avventura, che ho già iniziato, vedremo se riesco a far qualcosa di meglio. Si la storia finisce in modo aperto, i nostri protagonisti si sono spostati in questa dimensione parallela, perchè nel mondo in cui erano avevano fatto scoperte troppo grosse che avrebbero compromesso l’equilibrio di quel regno. Così si ritroveranno in un mondo nuovo con gente come loro, pieno di magia e cose strane, ovvero il teatro dove si svolgeranno tutte le storie che avrò in mente. Spero che così si capisca meglio hehe.

  • Ammetto che avrei voluto leggere il finale da te, considerato che ci hai fatto ridere tantissimo e che avevi tutte le carte in regola per concludere la storia, comunque…

    Gat iniziò una durissima lotta con Melfin, che dovette andarsene leccandosi le ferite e sputando palle di pelo lungo la strada. Se era un attira-informazioni, tanto valeva approfittarne. Gat e i suoi amici diventarono la gang del quartiere dei gatti, divertendosi a crepapelle alle spalle del vecchio e di tutti quelli che non credono nello strapotere del micio! E in sottofondo ci metterei pure 44 Gatti, già che stiamo.

  • “Il padrone di Gat è tranquillissimo e porge il bicchiere al Vecchio, cosa avrà in mente?”
    Questa e’ stata la mia scelta… Sono troppo curiosa cosa avra’ in mente con quella scena apparentemente tranquilla *_*
    Siamo quasi alla fine, come finira’ questa storia del nostro micio a quattro zampe? Aspetto con ansia il tuo ultimo capitolo!! ^^

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