Le speranze di Gat

Dove eravamo rimasti?

Gat stava per rispondere, quando notò lo sguardo di Scalt, allora si fermò per riflettere. Quale sarà la sua decisione. Gat vuole ulteriori chiarimenti sullo scopo di Melfin ed il Vecchio sebbene sappia a grandi linee il tutto dal racconto esauriente di Cod. (60%)

Una storia commovente...

Gat scrutò con attenzione e sospetto l’uomo che aveva di fronte, che teneva il capo leggermente inclinato come a voler nascondere qualcosa. 

-Senti vecchio! Prima di accettare voglio capirci più cose su questa faccenda… vedendoti mi son ricordato i tempi in cui ero al tuo fianco, dovrei considerarti un padre ma… non ricordo il motivo per cui mi sono allontanato da te.-

Il vecchio sorrise da sotto il cappuccio: – forse mi trovavi noioso Gat, ma adesso i preparativi per il mio dominio totale sono ultimati, per questo ho riunito qui i miei figli-

Gat incominciò ad innervosirsi per il fatto che il Vecchio non lo guardasse, ma stava sempre con lo sguardo rivolto verso il basso.

-Scopi o non scopi, tirà su quella cazzo di faccia non è possibile parlarci in questo modo.-

Il Vecchio parve imbarazzato: -ma… volevo stupirti e mostrarmi tutto il mio volto alla fine della mia gloriosa storia ed ambizione e…-

Prima che finisse la frase come è solito fare da parte di Gat, gli passò da dietro e con un balzo gli tolse il cappuccio.

-Ma..maledetto Gat sempre così devi fare, e va bene guarda la mia bellezza dunque se ci tieni così tanto.-

-Ma, sei giovane!-

L’unica parvenza di antichità che Gat aveva intravisto si riponeva nel suo sguardo e nelle sue vesti e al fatto che avesse un quantità d’anni che Gat non riusciva ad immaginare.

-Certo hehe, merito dei Canti. Ora lascia che ti spieghi da dove tutto ebbe inizio, dovresti aver sentito qualche informazione su di me da parte di Cod stando alle mie informazioni (gioco di parole hehe). Tuttavia nemmeno Cod sa tutta la storia, anzi un tubo per così dire.-

Gat si era già messo in posizione d’ascolto, spaparanzato sul pavimento come se fosse in un salotto. -Racconta dunque, vecchio-

-Questa città in qui ci troviamo viene chiamata Zampogna da voi felini. Bhe, parecchio tempo fa fu una città ricca e fiorente, unica tra tutte si distingueva per il suo uso raffinato e intelligente del suono, gli abitanti recitavano come dei Canti ma molto meno potenti, piuttosto assomigliavano più a preghiere, con la sola differenza che non si lodavano dei ed erano molto più efficaci, perchè andavano a cambiare direttamente la realtà attraverso questi timbri armoniosi e particolari di musica e suoni.-

-Straccio, ti spiacerebbe portarmi un bicchier d’acqua?-

-Si vecchio.-

-Non era una domanda portamelo subito.-

Straccio andò a prenderlo di mala voglia.

-Dicevo. Al centro di questa città sorgeva il castello in qui ora ci troviamo, e nei suoi sotteranei la famosa Biblioteca.-

Gat si stupì ma non dava a vederlo.

-Si Gat, la famosa Biblioteca si trovava qua sotto. Comunque, è una Biblioteca assai più antica di me, da quando infatti gli abitanti provenienti da molti posti remoti andarono ad abitare in questa città, la trovarono abbandonata… insieme appunto alle sue conoscenze antiche, passarono gli anni e passarono i secondi e Straccio non mi portò mai sto fottutissimo bicchier d’acqua!-

-Arrivo Vecchio! Faccio un pò fatica a trasportarlo con le mie zampe feline.-

Il vecchio si diede una pacca sulla fronte, poi continuò.

-Passarono gli anni, poi entrai in scena io. All’interno di questa famosa biblioteca erano riposti in grandi archivi i Canti! Ma nessuno sapeva come usarli ne come facessero gli abitanti precedenti ad utilizzarli, in tutta la biblioteca non era presente un solo scritto che desse qualche indizio sul loro utilizzo. Fino a quando non trovai qualcosa, un piccolo indizio.

Scoprii così attraverso alcune mie fantastiche intuizioni, che la città precendente usufruiva di un potere quasi divino, ma per qualche strano motivo i suoi abitanti scomparvero e con essi anche un importante caratteristica di quel luogo ormai persa: l’atmosfera. Un’atmosfera che circondava questa città era in grado di dar vita ai Canti, di farli funzionare. 

Hehe, son furbo non è vero? Comunque sono riuscito dopo parecchi anni e studi a capire come riportare l’atmosfera come un tempo. Semplice. Un corno al centro del castello collegava tutti i templi esterni alla città. Con un particolare strumento di frequenze magnetiche, affiancato all’utilizzo di un paricolare canto, produssero un suono che trasmesso a quel corno passò attraverso vari canali colleganti ciascuno a un punto diverso della città e ad altrettanti corni. Ma fu un putiferio, sbagliai qualcosa forse o forse no, in ogni caso la città fu invasa di terremoti e distruzione. Non so come, ma io fui l’unico a sopravvivere. Ero indenne al centro della città, vicino al corno. Nonostante l’accaduto ero riuscito nel mio intento, ma pochi erano i Canti sopravvissuti alla catastrofe. Grazie a questi ultimi ricostruii in parte il castello, fino a quando non decisi di conquistare il mondo grazie a questi fantastici poteri. Fine.

Gat scoppiò a ridere.

-Cosa c’è di tanto divertente?-

-Niente è che hai fatto un bordello.-

-Straccio il bicchiere!-

-Eccolo il tuo bicchiere.- Un timbro di voce assai strano per un felino proveniva dalla porta. Poi apparve un uomo.

Gat impallidì.

-Pa-padrone?!-

Il Padrone di Gat, fantastico, che diavolo di intenzioni avrà? Dove cacchio finirono gli abitanti di quell'antica città? Come si concluderà?

  • Gat sembra impazzire... il padrone lo rassicura e insieme prendono in giro il Vecchio. (25%)
    25
  • Il padrone di Gat è tranquillisimo e porge il bicchiere al Vecchio, cosa avrà in mente? (50%)
    50
  • Il padrone di Gat, minacciando di uccidere Straccio si avvicina al Vecchio per... (25%)
    25
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84 Commenti

  • Un finale davvero inaspettato!! *_* Sia da come il padron si sia volto alle spalle e si sia alleato segretamente con Melfin, sia come la scena finale si sia concluso.
    Ovviamente anche nell’ultimo capitolo mi hai strappato una risata XD
    Grazie per questa storia strappa-sorriso ^^ Mi sono davvero divertita a leggerla dall’inizio alla fine

    • Grazie anche a te per avermi seguito fino a questo punto 🙂 nonostante non sia un granchè come l’ho scritta xD. Spero mi seguirai anche nella prossima avventura, che ho già iniziato, vedremo se riesco a far qualcosa di meglio. Si la storia finisce in modo aperto, i nostri protagonisti si sono spostati in questa dimensione parallela, perchè nel mondo in cui erano avevano fatto scoperte troppo grosse che avrebbero compromesso l’equilibrio di quel regno. Così si ritroveranno in un mondo nuovo con gente come loro, pieno di magia e cose strane, ovvero il teatro dove si svolgeranno tutte le storie che avrò in mente. Spero che così si capisca meglio hehe.

  • Ammetto che avrei voluto leggere il finale da te, considerato che ci hai fatto ridere tantissimo e che avevi tutte le carte in regola per concludere la storia, comunque…

    Gat iniziò una durissima lotta con Melfin, che dovette andarsene leccandosi le ferite e sputando palle di pelo lungo la strada. Se era un attira-informazioni, tanto valeva approfittarne. Gat e i suoi amici diventarono la gang del quartiere dei gatti, divertendosi a crepapelle alle spalle del vecchio e di tutti quelli che non credono nello strapotere del micio! E in sottofondo ci metterei pure 44 Gatti, già che stiamo.

  • “Il padrone di Gat è tranquillissimo e porge il bicchiere al Vecchio, cosa avrà in mente?”
    Questa e’ stata la mia scelta… Sono troppo curiosa cosa avra’ in mente con quella scena apparentemente tranquilla *_*
    Siamo quasi alla fine, come finira’ questa storia del nostro micio a quattro zampe? Aspetto con ansia il tuo ultimo capitolo!! ^^

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