Morte all’Imperatore – DIes III

Dove eravamo rimasti?

Ultim'ora, ultime indagini: Pomponio è immischiato fino al collo, ma chi altri? Pomponio confessa il rituale per imbrigliare Tuchulcha, ma non conosce chi detiene l'artefatto di comando (100%)

Hora IX: Chiudere il cerchio o porre le basi?

Azia Medea Rubinia Antinea camminava lungo i corridoi del palazzo imperiale seguita da uno sbuffante Gautighot Germanicus.

Le stava dietro nonostante fosse lui a comandare la Coorte XII ma, ammise solo a se stesso, che lei aveva avuto ragione: la disparità del vestiario urlava al mondo che lui in quel posto non ci doveva proprio stare, mentre lei era di casa. Letteralmente dal momento che era la figlia putativa dell’Imperatore.

Svoltando in uno dei molti corridoi, arrivarono a uno dei magazzini davanti la cui porta chiusa si fermarono.

«Che ci facciamo qui?»

«L’imperator ha chiesto del Falerno e siamo qui per assicurarci che venga servito il vino migliore alla cena di questa sera.»

Aveva assunto un tono altero e snob, ma subito si accorse del servitore che stava accorrendo nella loro direzione e comprese che le parole erano a suo uso e consumo. La sapiente parlò brevemente con il servitore, che aprì la porta e li indirizzò tra le rastrelliere di anfore, fermandosi di botto quando Azia lasciò cadere con casualità nel discorso il nome di Ettore Pomponio.

Svoltando repentinamente, il servitore indicò loro le anfore: «Domina, questo è in assoluto il vino più indicato per il ricevimento di questa sera.»

Azia annuì, fremendo interiormente. con un cenno secco della mano a Gautighot si voltò per andarsene e il germanico, dopo un attimo di indecisione, prese due anfore, una per spalla, e si apprestò a seguirla.

Quando fu certo di essere solo con la sapiente l’appellò: «Vuoi spiegarmi?»

Ma Azia scrollò le spalle. «Fa ciò che ti dico, schiavo. Ne va della tua libertà la buona riuscita di questo ricevimento, sono stata chiara?»

Ancora una volta Gautighot ristette, senza notare la presenza di alcuno, ma non disse nulla. Avrebbe avuto tutto il tempo di fare i conti con lei dopo.

Giunti alla sala dove si sarebbe tenuto il ricevimento, Gautighot la studiò e piombò nel più completo sconforto: la sala era pressoché raggiungibile da qualunque lato, oltre ad affacciarsi su uno dei cinque peristili del palazzo. 

Sotto le altere direttive della nobile sapiente il guerriero si mosse a obbedire a tutti, mentre lei chiacchierava e gozzovigliava con consiglieri e altri nobili che seguivano i preparativi o solamente si imbucavano a godere di frutta e dolcini anzitempo. La risata cristallina della donna si levò più volte e ogni volta Gautighot la guardava ma non poi così stupito: non aveva mai sentito una risata così falsa, tuttavia gli altri sembravano deliziati da quell’aspetto di Azia e questo lo infastidì ulteriormente. Allungando la lista dei conti da pareggiare con la donna, si rituffò nei compiti assegnatigli come schiavo e perse di vista la “sua” domina.

Azia, in un momento di disattenzione del germanico, sgattaiolò via con agilità. Sola, si lasciò andare a mille e più congetture. Con un cenno a uno schiavo mandò a chiamare la sua ancella che arrivò in breve tempo dal momento che occupava i suoi alloggi a Palazzo. 

Istruì la giovane che corse via con le ali ai piedi, quindi si diresse verso la sala del trono, ora vuota. Era stata completamente ripulita, nulla dava a pensare a quanto successo solo il giorno prima. 

Passeggiando sola per il peristilium ragionò su come proseguire e quando la sua ancella la raggiunse, accompagnata da Elettra e Kaeso quasi tirò un sospiro di sollievo. Scoprire che avevano scoperto che Ettore Pomponio era invischiato fino al collo non la stupì, li indirizzò a Pendaran per consegnargli il testo del rituale dato loro dal faciundis per l’evocazione di un demone. Considerò le nuove informazioni e raggiunta da Demetrio, il suo segretario, accolse con freddezza la notizia che Didimo Valente aveva collaborato fornendo la lista dei suoi clienti particolari. La consegnò a Elettra e disse una sola parola: «Divertiti.»

La daciana sorrise sghemba, quasi felice.

Gautighot, inspiegabilmente, si trovò a trattenere il fiato al sentire l’ordine della sapiente: «Sei congedato. Va’ pure dai tuoi pari e vedi di tornare per tempo per il banchetto. Non ammetto ritardi e, soprattutto, ricorda che farò in modo che la punizione sia esemplare, questa volta, se ti azzardi a introdurre tuoi amici. Sono stata chiara?»

Rischiò di perdere il lume della ragione, tuttavia riuscì a trattenersi e se ne andò senza una parola, camminando a grandi falcate verso il castra. Camminando a testa bassa non si avvide di un gruppo di giovani scansafatiche in cerca di guai e con lui ne trovarono in abbondanza. Quando finì di rompere il naso all’ultimo esordì: «Ringraziate di essere ancora vivi, idioti! Ora andatevene prima che rincari la punizione!»

Con quella parola un campanello trillò nella sua testa. Rivide lo sguardo della sapiente con gli occhi della memoria, mentre fissava le porte del castra ancora sporche del sangue delle vittime di due giorni prima e comprese.

«Domina, ma vaffanculo, cosa trami?» Nel frattempo si lanciò in avanti, richiamando a gran voce i compagni e i colleghi della XV: doveva organizzare una punizione con i fiocchi.

Siamo alla conclusione di questo terzo giorno e di tutta la faccenda, ma... come?

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96 Commenti

  1. Ehilà bella gente, c’è ancora qualcuno in giro?
    Eh già, sono tornata e torno a scrivere la conclusione. Mi sto rileggendo la storia (comprese le parti precedenti) per dare una degna conclusione.
    Ma come, a distanza di due anni? Beh, ecco, diciamo che io ed elios abbiamo avuto qualche impegno – come dire? – serio di pubblicazione! La casa editrice è stata parecchio esigente su molte fasi di lavorazione, non potevamo tirarci indietro, no? XD
    Ergo abbiamo dovuto mettere un certo ordine di priorità alle cose, fate conto che sto dando priorità a The Incipit piuttosto che al nostro blog! XD XD
    Via, spero di poter tornare a breve su questi schermi per divertirci ancora insieme nel mondo della Specula e della Legio M Ultima! 😀

  2. Ciao tesoro! Bentornata! Ma sei proprio tu??
    Non posso votare, devo rileggere, ho dimenticato troppe cose, che te possino 😉 🙂
    Felice che tu abbia comunque deciso di concludere. Le storie si devono sempre chiudere, è nell’ordine delle cose 😉
    Come stai?

    • Ciao bella, certo che sono io!
      Quest’ultimo periodo è stato un delirio, con la storia della pubblicazione… XD

      Latrunculi è stato acquistato in toto da una casa editrice e lo ha spezzato, a Lucca Comics di quest’anno esce il primo volume!!
      Così, tra famiglia, lavoro e lavoro bis al libro ho dovuto abbandonare un sacco di altre cose! Compreso The Incipit, ma ho visto che sono in buona compagnia, ahimè…

      Dai, dai, su, che fa bene leggere. Tanto poi sta storia è un casino! 😀

    • Ciao cara, bentrovata!
      Ammetto che mi stavo preoccupando di aver perso anche te come lettore… Prometto che con l’anno nuovo sarò più assidua, un’uscita a settimana caschi il mondo! ^_^

      Grazie del commento e del complimento, a volte è difficile portare avanti la storia e questo mi ha dilungato i tempi molto più di quanto mi aspettassi. E piuttosto di scrivere una ciofeca preferisco aspettare!

  3. Ooooohhhh, ma – per fare una citazione – anch’io “amo questa donna e il modo in cui scrive”, solo che io l’invidio anche un po’, dato che non riesco proprio a capire dove prenda tanta fantasia e informazioni!!!

    Nefer…

  4. Bentrovata! Ora che ho finito Latrunculi ho bisogno della mia dose di Legio settimanale ^_^
    Mi piace vedere che mantieni sempre lo stesso ottimo tenore di narrazione nonostante gli impegni e sono lieto di riprendere ad approfondire il complotto che ha in mezzo persino i demoni etruschi. Voto per comporre il mosaico, chissà cosa hai in mente ^_^

  5. Seguo.

    Mi piace l’ambientazione fantasy-roma imperiale. “Come una bambola di pezza…” Mi piace. Che bello che i demoni sono quelli degli Etruschi! Mi piace la descrizione dei preparativi dell’incantesimo… Hai mai letto Arcani Rivelati? È un vecchio manuale di Dnd 3.5, ci sono un po’ di idee diverse per i componenti materiali di un’incantesimo che sarebbe bello leggere (mi pare delle tavolette da spezzare, dei tatuaggi da fare, etc. Adesso non ricordo bene) . Mi piace il nome ‘Kaeso’. Non ho ben capito perché si mettono a parlare dialetto romano.

    Ho scelto Adhad Iddin: vediamo che farà il divinator

  6. Druso.

    In questo episodio – che sempre mi è piaciuto molto – ci sono diversi refusi e qualche virgola mancante… non è da te!!
    Comunque, quando accade qualcosa, non anticiparlo: non scrivere “fu in quel momento che accadde”, fallo accadere e basta. L’anticipazione sottrae potenza alla scena, crea aspettative e disperde la suspense. 🙂

    • Eh…boh… cerco soluzioni semplici a problemi complessi: del tipo come posso ammazzare l’imperatore senza che mi scoprano se non alla fine? E a volte le soluzioni sono geniali nella loro semplicità, tutto qui.
      Altre volte invece sono troppo forzate e in genere finisce che butto il pezzo. Quanti libri ho letto? Francamente non potrei darti una stima precisa: la mia libreria ne conta un centinaio, quella di mia madre supera le 250 unità a cui poi si devono aggiungere i ventordici scatoloni di harmony romance in soffitta da mia madre e tutti i libri che mi hanno prestato… ah e gli ebook. Prima di avere Emi mediamente mi leggevo quasi una decina di romanzi al mese. Adesso, se sono fortunata, lo stesso numero lo leggo in un anno!
      Documentari, beh, neanche a parlarne che Quark, Superquark, Ulisse e passaggio a nord-ovest li ho praticamente visti e rivisti tutti, vero?! 😀 😀

      Palazzo imperiale? Beh, se nessun altro vota, mi sa che domani e/o nel weekend ti accontento!

    • Nick caro, io mi sono solo messa nei panni di un demone che se ne stava beatamente per i fatti suoi ad arrostire animelle morte ed ecco che un pirla qualunque dal mondo di fuori mi evoca, mi mette un guinzaglio e pensa pure di potermi comandare a bacchetta.
      Ora, d’accordo che gli evocatori di demoni possono farlo, ma qui stiamo parlando di evocare un demoniuccio di alta gamma, insomma… mica vorrai che gliela faccia passare liscia no? XD

    • Hai ragione, vedo che spesso i voti cercano di seguire l’elemento più soprannaturale dimenticando il giallo che sta di fondo a questa storia. 😀
      Scrivere per strati narrativi non ho ben presente cosa sia, ma ho sempre amato concentrare la scrittura su un personaggio alla volta, di modo da non perdere mai di vista come evolvono le cose quando il gruppo è separato. E, giustamente, troncare le cose a effetto. Vizio che mi sa mi è stato tramandato da Terry Brooks! 😀

  7. Approfitto spudoratamente di questo spazio per indicarvi anche il racconto Latrunculi, che sto scrivendo a quattro mani con Elios (autore di Le Ombre dell’Impero) e che sarà il racconto “collante” dell’antologia che abbiamo intenzione di pubblicare a giugno.

    Per cui… raus! Andate a leggere e votare anche lì! 😛

    Momento spam: off.

    Grazie a tutti per seguirmi in questa terza e ultima parte del racconto. Chissà, magari in futuro lo pubblico come romanzo vero!. ^_^

  8. Bello. Certe volte ti ho letta con una paura di perdermi nei personaggi e non comprendere, ( è il terrore che mi fa il genere fantasy). Però poi arrivo a fine capitolo, tiro un sospiro di sollievo e mi dico ce l’ho fatta si capisce tutto. Ave Azia!
    Ora penso tutto si snoda verso questa figura di demone che perseguita Roma.
    Bella l’immagine di Diocleziano, che prende in mano la situazione e mi piace anche Flavio in questo episodio…. Ma la frase che più mi ha scosso è:
    «Se un popolo fosse davvero estinto, i suoi demoni dell’oltretomba non tornerebbero. Qualcuno sa come farlo tornare, dobbiamo scoprire chi. Deve essere qualcuno dai poteri pari ai nostri.»
    Scrivi bene, a volte ho pensato che lo storico s’addicesse meglio.

    • Ciao Lucia,
      lieta di rileggerti!

      Effettivamente uno dei temi cardine del fantasy classico è appunto la numerosità dei personaggi in gioco, spesso una saga fantasy (perché gli scrittori fantasy pare non siano capaci di scrivere un singolo romanzo, no, loro viaggiano sui multipli di tre) tiene in piedi molte storie all’inizio slegate e che magari anche per un bel pezzo restano tali, salvo poi comunque concertarsi verso un intreccio comune e per ottenere questo si devono seguire le fila di molte storie legate a molti personaggi diversi. Esempio lampante di questo stile – che non amo particolarmente – è Martin con le sue Cronache del ghiaccio e del fuoco; altri invece prediligono una certa linearità narrativa puntandosi su un unico gruppo che al massimo si spacca (Tolkien, Il Signore degli Anelli o – ancora – Brooks con Shannara), quasi tutti quelli degli emergenti (e in special modo gli italiani) hanno il loro eletto, il predestinato, l’orfano/a portato in fasce in un altro mondo (il nostro, che fantasia) e cresciuto come uno di noi (Harry Potter docet, infatti penso che tutti si siano ispirati a questo invece di usare la propria fantasia) che poi scopre di essere l’unico e il solo, l’eletto, il predestinato, colui (o colei) predetti nella profezia detta nella notte dei tempi da dei fattoni mitologici che detengono (cito) “fenomenali poteri cosmici in un minuscolo spazio vitale”.

      Tutto sto pippone per dirti che hai ragione, ma questo spero non sia mai il mio caso, né di Elios (perché sennò lo strozzo): il nostro intento è sempre stato quello di essere lineari. Se ci riusciamo o meno, beh, questo ce lo dite voi in ogni commento.

      • Tesò, io non le abbandono le storie fino a quando vedi che seguo la storia allora vuol dire che ti leggerò prima o poi….Poi aspettati anche un pippone di commento, non ce la faccio ad essere breve certe volte. Specie se la storia è finita o se c’è un capitolo che mi ha lasciato a bocca aperta o se, sono riuscita finalmente nonostante i miei pregiudizi letterari ad entrare nella storia.
        Riguardo a te, sei come quegli uomini che mi mandano i fiori e non degno di uno sguardo, poi improvvisamente dicono qualcosa e mi affascino…. Questo vuol dire che ho avuto una carburazione lenta, ma poi è nato l’amore, cioè ogni volta sei riuscita a farmi vincere le mie resistenze e pregiudizi.
        Arrivati a questo punto, posso dirti che il tipo di narrazione sicuramente mi piace.
        La mia anima bambina ci si sta affezionando, sono una che vive in un mondo parallelo fatto di infanzia.
        Il mio autore preferito è Michael Ende, si proprio quello della storia infinita, Momo, Il mangia Sogni..Come autrice non saprei definirmi, infatti sono una scribacchina! Mi piace la satira pungente, ma elegante.
        Un giorno dedicherò anche ad Elios un commentone, se lo merita.
        Sono un pochino stanca di TI, non vedo l’ora di finire la storia e rimanere lettrice. Anche se, c’è una storia di gruppo e dei progetti di gruppo con altri che sto facendo.
        Azia, tu ed elios curate molto la parte storica e questo è un piacere per chi come me ha studiato il diritto romano e la storia romana.
        Detto questo, non so come altro dirti che sono contenta.
        Forse, nella serie infinita che scriverete, la smetterò di iniziare il capitolo con l’angoscia di non capirci un tubo. Per poi arrivare alla fine e dire ci sono riuscita non sono cretina.

  9. “Diocleziano non aveva avuto alcun problema a raccogliere in quella stanza isolata del palazzo imperiale le due coorti della Specula, la XII e la XV ” mi fa molto strano, tutt’ora, essendo in fase tesi su una Legione u.u ma rimango che tu sei Diocleziano, hai una mente straordinaria e e sei più brava di Conan Doyle in Conan Doyle[e non parlo dello stile ma degli intrighi]… Potrei dire che il buon Elios mi ricorda Dumas ma non lo dirò come non ho detto che tu mi ricordi, migliorata, Sherlock Holmes. *________*

  10. CIao, ora che ho approfondito a sufficienza l’ambientazione mi rendo conto di quanto sia bello il connubio ambientazione romana-elementi soprannaturali, che a mio dire la rendono davvero avvincente e originale.
    Apprezzo il tono concitato con cui comincia l’episodio, il lettore si sente trascinato nel vortice degli eventi e sente palpabile lo scorrere del tempo… inizi alla grande! Voto per seguire Nefer e Claudius.

  11. Altro imperdibile racconto epico della bravissima Azia! Come perderselo?!
    Brava davvero, documentata, attenta ai dettagli, avvincente. Inizio a somigliare a un tizio all’angolo col violino in mano, perciò mi fermo qui… ma avrei continuato ahahahah

    Io andrei nei bassifondi…

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