Il mistero di Aiden di Red Island

Un isola, un pensiero

Da dove iniziare? Fu questa la domanda che tanto afflisse la mia esistenza nel corso degli anni, ma che trovò ragione di celarsi dietro a un mio accomodamento, un compromesso analogo che mi ridò un illusorio vigore. Un vigore antico che conoscevo, ma la cui natura dimenticai dopo la mia amnesia.

Fu così che iniziai la mia seconda vita, domande su domande, e antichi ricordi che paressero provenire da epoche lontane della mia esistenza.

Come chi insegna meglio ciò di cui a bisogno, la strada della mia vita mi portò invariabilmente ad un incrocio irresistibile e oscuro, ma molto logico. Divenni uno che dava risposte. Un investigatore.

La speranza di trovare la mia tra le mille risposte che davo mi diede un impegno e un ardore tali da divenire un esperto nel mio campo, ben presto la fama mi raggiunse e io l’accolsi aggrappandomi ad essa, mentre i miei piedi e il mio corpo per aria si dimenavano alla ricerca di un sostegno che trovai dove non mi sarei mai aspettato, nella fama appunto, che mi condusse su un placido isolotto di illusioni incantate e inebrianti. Ma in quella sbronza di piacere la lucidità cominciò a farsi spazio lentamente e assonnata, e mi ricordò il dovere.

Nella mia seconda vita ebbi molto successo.

Chiedo scusa per la surreale interpretazione data a ciò che fui, ma il modo in cui lo descrivo non è altro che un allusione al carattere metafisico e surreale della mia avventura, che per quanto parrà banale agli occhi di molti, fu il punto cruciale e finale del mio essere.

Ma per non cadere in paranoia in considerazioni e descrizioni tutt’altro che razionali cercherò di assumere un linguaggio abbastanza concreto, anche perchè ciò che sto per raccontarvi è già dal suo canto una storia fitta di mistero.

Era il 17 febbraio del 1831 quando ricevetti il caso. Sostavo riflettendo su un altro caso nella mia abitazione, una casupola costruita in cima a un dirupo sorto tra un mare molto spesso in fermento. In mezzo ai mari della Scozia in uno dei suoi tanti isolotti. Disperso e solo restavo in pace e riflettevo. C’era qualcosa che attirava la mia attenzione nei confronti del nuovo caso, ma allo stesso tempo ero incline a una strana repulsione nel leggerlo. Quando mi decisi ad analizzarlo ormai era tardi, e quel giorno ero stanco perciò mi addormentai direttamente nella posizione in cui giacevo. Mi addormentai col viso corrucciato e serio di chi non fa altro che pensare. Alle prime luci dell’alba mi svegliai, quando i raggi del sole spietati contro la mia pigrizia penetrarono nella mia stanza. Il fruscio delle onde quel giorno era più forte del solito e ad un attento ascolto, nella nebulosità del dormiveglia riuscii a percepire un lieve sussurro in quelle onde. Un sussurro che mi incitò ad aprire finalmente la lettera del caso ricevuto ieri. Aprii la lettera e lessi:

“Mio caro investigatore, ti chiedo il mio aiuto. Quì da noi un mistero incombe, la cui natura sono incerto. Non posso spiegarti i particolari ne tanto meno cosa sta succedendo, devi venire. Capirai non appena ti recherai in questo luogo. Non posso dirti chi sono, ma ci incontreremo sicuramente.
Ho bisogno del tuo aiuto. Sei l’unico che può. Recati a Red Island, un isola abitata dalla nostra unica città.”

Quelle parole destarono in me una certa curiosità e una leggera malinconia, ma dopo averla letta una cosa era certa. Quell’isola… era come se la conoscessi già da molto tempo come in un sogno. Provai quella sensazione che in molti chiamano Déjà vu. Quella lettera carica di mistero doveva essere qualcosa di importante, che scaturì in me un certo fascino. Il fascino della scoperta.

Così senza nemmeno perdere un attimo, preparai tutto il necessario per raggiungere quel luogo, non doveva essere troppo lontano…
 
Non sto a descrivere i problemi e gli ostacoli che feci per raggiungere quel luogo, ma vi basti sapere che impiegai sette giorni, quindi il 25 febbraio giunsi a Red Island. Fu lì che iniziò un viaggio. Il viaggio e la fine della mia storia. Mentre camminai sulla banchina del porto di Red Island percepii una strana atmosfera, il mio intuito affinato da anni di investigazioni non mi ingannava, era qualcosa di inquietante che leggevo nello sguardo delle persone. Quella sensazione scoparve quando vidi la città. Ancora oggi non riesco a descriverla a parole umane, ma non tanto per la sua bellezza che era comunque da tenere in considerazione; ma per ciò che suscitò in me in quel momento. Completamente differente era poi l’architettura con il resto della Scozia. Come potevo non aver mai conosciuto in tutti quegli anni un luogo simile. Mancò poco che svennì alla sua vista, ma ritornai subito alla sana razionalità. Dopo tutto ero un investigatore ed avevo un compito da svolgere.

Qual'è la natura del mistero di Red Island?

  • Ambientale (29%)
    29
  • Psicofisica (29%)
    29
  • Psicologica (43%)
    43
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17 Commenti

    • We grazie per essere passato! Avevo già letto la tua storia con l’altro account. Non credevo avessi 16 anni pensavo ne avessi di più :O
      Son contento di trovare un coetaneo, comunque hai ragione, l’ho scritta da cani xD non era il risultato che mi aspettavo e quando l’ho scritta ero un pò scazzato, prometto che dal secondo ci metterò il cuore nel farlo u.u

  1. Ciao, eccomi qui a darti un consiglio, come hai chiesto. Hai delle buone idee ma, come già ti hanno suggerito gli altri, devi rileggere mille volte prima di pubblicare. Per gli errori grammaticali, puoi cercare su Internet o chiedere aiuto a qualcuno più esperto di cui ti fidi Lo stesso dicasi per la coniugazione dei verbi, ad esempio “antichi ricordi paressero provenire” doveva essere “antichi ricordi pareva provenissero” oppure “Mentre camminai sulla banchina…” doveva essere “Mentre camminavo sulla banchina” Le ripetizioni, i refusi e gli errori di battitura, ad esempio “scoparve” invece di “scomparve” si evitano semplicemente rileggendo più volte. “Presto e bene non va insieme” dice il proverbio e ha perfettamente ragione. Non farti prendere dall’ansia di pubblicare, prenditi il tempo necessario. Vedrai che ne trarrai subito grandi miglioramenti! E comunque bravo, alla tua giovane età, impegnarsi nella scrittura non è impresa facile! Spero di non averti annoiato ed esserti stata utile. Scelgo ambientale e ti seguo. In bocca al lupo! 🙂

  2. Ciao allora prima di tutto ho votato ambientale, più che altro per rendere le cose leggermente complesse e originali rispetto alla solita isola dietro la quale si nascondono matti o delitti misteriosi.
    Detto ciò, ho letto tra i commenti che hai solo 16 anni, e lo si legge tra le righe. Sono diretta, ma almeno in questo modo ti evito giri e giri di parole e sopratutto ti do consigli per migliorare . I contenuti vanno bene, ci sono abbastanza refusi, incoerenze ed errori grammaticali. “Come chi insegna meglio ciò di cui a bisogno”. Non è per nulla facile, lo so. Prima di pubblicare leggi e rileggi mille volte, e cerca di rendere il tutto fluido ed omogeneo. Altro suggerimento che mi sento di darti, sopratutto all’inizio, non c’è bisogno che scrivi tutto quello che pensi, perché anche se ogni cosa ti sembra importante, devi lasciare che il lettore sia sempre avvolto da un minimo di alone di mistero; se sa tutto subito che legge a fare? non la finisce neanche la storia, no? Fai un salto sul mio libro se ti fa piacere, e con franchezza, come sto facendo io, dimmi pure cosa ne pensi. A rileggerti

    • Grazie, era proprio il tipo di commento che volevo sentire, e me ne sono reso conto eccome dei problemi. Purtroppo ho scelto una storia un pò troppo difficile per la mia portata. E devo dire che ero anche abbastanza stressato mentre la scrivevo ed essendo molto stanco ed era sera tarda, ho riletto svogliatamente la storia in modo stupido; infatti quando l’ho pubblicata ero amareggiato, perchè non faceva scaturire le emozioni e l’effetto che ho provato quando l’ho immaginata. E alcune cose le ho improvvisate…
      Diciamo che sono stato un pò idiota e privo della pazienza e della cura necessaria per renderla decente e comprensibile.
      Sul fatto delle rivelazioni iniziali, diciamo che sono un pò volute, ma ho esagerato un pochino, il mistero si incentra più che altro sul passato del protagonista, e non su ciò che già sapeva sino a quel momento.
      La grammatica lasciamo stare, sono stato un fiasco, scrivo e scrivo senza badare a ciò che digito, ci sono errori davvero evidenti che nello scrivere non mi accorgo di farli. Seguirò attentamente il tuo consiglio e rileggerò più e più volte. Grazie mille, anche se secondo me un racconto scritto così male non doveva nemmeno essere commentato :((
      p.s.: ho riletto più volte il mio commento 🙂

  3. Eccomi qua! Innanzitutto, mi piace l’immagine del profilo! 😉
    Mi hai chiesto consiglio ed eccomi! La prima parte presenta delle ripetizioni, ha vuto successo, un fenomeno nel campo, ebbi successo ecc. Poi, l’italiano è così bello e ha una marea di sinonimi. 😀 In 5 righe ripeti CASO tre volte… Addormentai vicino due volte. E devi dare una rilettura prima della pubblicazione. Qui va scritto senza accento, un’isola con l’apostrofo e a te manca… 😛
    L’idea è bella e va sviluppata alla grande.
    Se vuoi una mano, un consiglio o una semplice lettura prima che tu pubblichi, mi puoi lasciare la tua mail e ti contatto. 😀 😀

    • Grazie mille non l’avevo notato, il punto è che ero così ansioso di pubblicarlo, e alla fine era tarda e psicologicamente stanco che ho riletto svogliatamente il testo ed ho pure improvvisato xD. Ah non ti avevo risposto per la questione delle storie. La mia idea era quella di creare un universo unico in cui coesistevano tutte le storie.

    • Grazie del prezioso consiglio, e accipicchia hai ragione. Ho fatto un sacco di ripetizioni. Per gli errori grammaticali lasciamo stare, li sbaglio sempre… Il fatto è che quando scritto non bado mai troppo a ciò che digito, e il fatto di rileggerlo alla cavolo li ha fatti rimanere, nonostante la loro evidenza.
      Non ho avuto la pazienza e la parsimonia di renderla abbastanza misteriosa e coinvolgente, il mio problema è sempre stato quello di non riuscire ad esprire ciò che provo o immagino. Grazie per la disponibilità per darmi una mano, sempre se ti farà piacere leggere i miei racconti diroccati :((
      p.s. non ti avevo risposto ad una proposta: la mia idea era quella di creare un universo in cui coesistono tutte le storie e i personaggi dei vari racconti.

    • T_T cacchio, hai ragione, ho fatto un casino con sta storia. La troppo impazienza nel pubblicarla e la poca voglia nella parte finale di scriverla hanno fatto un pasticcio. Ma dalla seconda parte prometto che mi impegnerò per portare su questo sito un qualcosa di decente e curato! Rileggerò come un somarello 100 volte prima di pubblicare.

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