La guerra di Reeno

Nuove responsabilità

Non avevo nemmeno sedici anni quando mio padre morì.

Il mio tutore, Barsha, correva verso di me attraversando i giardini della residenza ducale, quando intuì il messaggio che stava per consegnare.
Mio padre giaceva sul letto di morte da tre settimane, vittima di un veleno che nessuno dei medici era riuscito a debellare.

Nonostante i loro sforzi, conservavo dubbi sul loro operato. L’attentato a mio padre era un atto politico di grande importanza. Tutti i pianeti appartenenti al Fronte di Liberazione si erano si erano indignati e avevano promesso che, qualora il Duca di Titano fosse morto, la guerra avrebbe finalmente avuto inizio.
In tanti volevano la guerra, pertanto si era reso necessario che mio padre dovesse morire.
Questa mia analisi potrebbe farmi apparire freddo, ma è mia responsabilità essere pragmatico.  Nonostante la giovane età, sono divenuto duca. Una posizione scomoda in vista di un conflitto che avrebbe coinvolto l’intero Sistema Solare.

Sedevo sul trono quando il ciambellano annunciò l’arrivo del mio atteso ospite.
Fecero il loro ingresso le sacerdotesse dell’equilibrio, splendidamente perfette nella loro tunica bianca e marrone. Il cerimoniale cappuccio nascondeva l’identità di quelle che per dogma dovevano essere giovani fanciulle. Soltanto i lunghissimi capelli lisci, ordinati e scuri, mostravano la loro natura.
Si divisero ai i lati della sala, creando un corridoio che l’ambasciatore Guttner percorse, giungendo ai piedi del mio scranno.
Il diplomatico saturniano indossava i tipici abiti del suo pianeta, dagli sgargianti colori giallo e arancione. Per lo meno, si era risparmiato di esibire lo stemma della sua Alleanza.
Si lanciò in un inchino elaborato, che risuonò di falsa reverenza.

– I miei omaggi a lei, duca Reeno Kerba di Titano.

Con un gesto della mano gli feci segno di rialzarsi e proseguire con il protocollo liturgico.

– Sono qui scortato dalle sorelle dell’equilibrio, godendo della neutralità che esse rappresentano in ogni luogo, per parlare e ascoltare la sua voce.

A quella parole, le sorelle ruotarono su sé stesse in perfetta sincronia, voltando le spalle sia all’ambasciatore sia a me. Era il segno che la cerimonia diplomatica era cominciata, e che ogni parola fosse stata detta non avrebbe dovuto avere ripercussioni su Guttner.

Aspettavo la sua visita da molto tempo. Da prima ancora che mio padre spirasse, a dire il vero.
Barsha, da esperto tutore quale era, aveva letto i pensieri dell’Alleanza con facilità:
“Il nuovo duca non è altro che un ragazzo. Sarà facile avvicinarlo alla nostra causa”.
Quello che l’Alleanza non aveva considerato, era la ferrea educazione alla quale ero stato indirizzato da sempre.
Sedevo fisicamente sul trono solo da quindici giorni, ma ero mentalmente lì sopra da molti anni.

Misi subito le cose in chiaro prendendo la parola per primo:

– Lieto di rivederla, caro Guttner. Rammento quando fece visita a mio padre, un anno fa.

Guttner accentuò il sorriso. L’ultima volta aveva avuto il pessimo gusto di portare con sé un seguito di cinquanta schiavi, per mostrare gli agi concessi dalla politica schiavista dell’Alleanza. Mio padre era stato tentato di farlo incarcerare e dare la libertà agli schiavi, ma la presenza delle sorelle dell’equilibrio l’aveva trattenuto da una simile follia.
No; quel sorriso mostrava che l’ambasciatore aveva portato persuasioni di un tipo del tutto diverso.

– La guerra è alle porte, – cominciò, – e il pianeta del quale siete satellite ha già cominciato a preparare gli armamenti. Migliaia di navi da sbarco e milioni di missili vengono collaudati ogni giorno in attesa di quello che verrà ricordato come…

– State forse cercando d’intimidirmi, Guttner?

Il suo sorriso si spense immediatamente. Avevo anticipato la mia battuta nella sua commedia personale.

–  Certo che no, Duca. Espongo solo la conoscenza dei fatti così che lei possa operare come la sua carica richiede. In qualità di luna, Titano è in una posizione cruciale per fornire attacco e difesa, ma è anche un facile bersaglio per la flotta del mio pianeta.

– Basta così! – Intervenni, – Non vorrai forse erudirmi sull’intera situazione regale! Sono certo che il Re di Saturno abbia una proposta in mente.

Il sorriso ritornò sul volto di Guttner. Il Re non immaginava che avrei rifiutato qualsiasi alleanza alla sua Alleanza schiavista e retrograda e io volevo gustare il momento in cui l’avrei messo a parte di questa decisione.

– Neutralità. – Esordì Guttner. – Neutralità è quello che il Re chiede al ducato di Titano.

Inarcai un sopracciglio, confuso. Nemmeno Barsha aveva previsto una simile proposta.

– Non vi schierate, Duca, e il Re promette di non considerarvi una minaccia. Anzi, si permette di estendere a voi le sue difese balistiche, così che questa guerra non tocchi la sua luna.

Cercai di leggere negli occhi dell’ambasciatore il segno della sua sincerità. La neutralità di Titano sarebbe stata uno svantaggio per chiunque, ma ancor di più per il Fronte. 

Cosa dovrebbe fare il duca Reeno, protagonista della nostra storia?

  • Prendere tempo per raccogliere più informazioni, al costo di apparire debole. (73%)
    73
  • Accettare di proclamarsi neutrale come il Re chiede. (20%)
    20
  • Schierarsi con il Fronte e proclamare guerra a Saturno e all'Alleanza Esterna. (7%)
    7
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57 Commenti

  • Molto interessante e “herbertiano” direi. La narrazione in prima persona é una piacevole variazione in un genere solitamente impersonale e distaccato. Il protagonista mi é però sembrato a una prima lettura un po’ privo di debolezze, sempre all’altezza della situazione. A parte questo buon lavoro. Al prossimo episodio.

  • Ciao,il ritmo è sempre molto buono, e mi piacciono molto le riflessioni del giovane nobile che si trova al centro di una tela di complotti e inganni per il solo fatto di essere nato in quella famiglia, senza poter fare altro che reagire al susseguirsi degli eventi senza poterli scardinare alla cima.
    Wilbur mi sembra interessante, farei che ha ucciso un nobile così da creare un qualche legame con il protagonista.

  • Reeno perde definitivamente il senno? Oppure colto da paranoia decide di mettere in discussione tutto, partendo proprio dalla sua stessa immagine?
    Questo capitolo è sicuramente di rottura di cambiamento.
    Le sorelle dell’equilibrio tessevano come un piano ben congegnato il coinvolgimento del giovane Duca.
    Avevano torno visto che il caos ha avuto altri piani per lui.

    Su Wilbur essendo su questo capitolo ancora una stella cometa, non ho appigli di decisione, per logica dico un contrabbandiere.

  • Questo racconto assume sempre più le connotazioni dei classici della fantascienza: introspezione, paesaggi desolati, intrighi, tutto insieme. E’ veramente bello. Solo, peccato per Reeno: avrebbe dovuto immaginare che tornare su un pianeta in piena occupazione militare non è proprio la migliore delle idee. Speriamo se la cavi con i soldati.

  • Mi è piaciuto molto il deserto artico e per questo ho votato i nomadi. La storia così poteva procedere con nuovi personaggi con cui allearsi o combattere. Purtroppo l’opzione da me scelta non è la più votata. Pazienza. Sono sicura, però, che la storia procederà alla grande!
    🙂

  • Un deserto che ci inghiotte e che racchiude perfettamente lo stato di Reeno: Solo, disperso e confuso. Spesso le lotte peggiori sono quelle con noi stesse e Reeno deve stare attento a non lasciarsi andare.
    Per fortuna la sua giovane età e la sua determinazione lo porteranno ad avere un nuovo posto in questo conflitto.
    Bello anche come ti sei giostrato con le risposte del capitolo precedente che erano ex aequo.

    Io ho votato contrabbandieri.

    Hanno armi vetuste e se sono in quelle lande sperdute è perché nascondono qualcosa

  • Dovessi rispondere col cuore, salvare Barsha sarebbe la mia risposta.

    Se invece dovessi onorare i suoi insegnamenti, affrontare l’immagine che porto dentro di mio padre, impormi (magari sbagliando) in questo conflitto in cui vengo trattato, da tutte le forze in gioco, come una pedina…. Voterei per mettere le carte in tavola.
    La sorellanza può essere mossa da buoni propositi, anzi direi che sta mandando a benedire il suo ruolo di neutralità e questo fa intendere quanto la posta sia alta. Però non è nascondendo tutto a Reeno che posso pensare di renderlo partecipante attivo e consapevole per la loro causa.

    Voto: Scendere sulla faccia oscura di Titano per interrogare le Sorelle

    Inoltre il fermarsi, può portare alla modifica del ritmo, cosa che sento necessaria

    Continua ti seguo 😉

  • Bel capitolo caotico espresso sempre con chiarezza e linearità.
    Sinceramente temo che Reeno non sia ancora pronto per tutto questo, non riesco ancora ad inquadrare la sua personalità.
    Quando passano le guardie si sente come il protagonista non sappia più di chi fidarsi!
    Da come si sta sviluppando la storia io, sinceramente, non riesco a fidarmi delle sorelle, che di equilibrato hanno ben poco

    Ho votato il dirottamento.

  • Ciao, sono rimasto piacevolmente colpito dal tuo racconto: una prosa scorrevole e avvincente che ci catapulta subito sul mondo alieno, con poche parole ci hai già fatto capire che tipo di società esiste su Titano e hai delineato efficacemente la pragmaticità del protagonista, oltre che lasciato intuire i dubbi morali e politici ai quali il duca sarà sottoposto nei prossimi episodi.
    Fossi nel protagonista, prenderei tempo lasciando intuire di essere propenso alla neutralità ma cercando di capire se il re di Saturno trama qualcosa dietro questa apparente dichiarazione di non belligeranza.

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