Rebel 2315

Dove eravamo rimasti?

Come finisce la storia? Malia adempie al suo dovere di capo e raggiunge gli altri comandanti della Ribellione, scoprendo che la vittoria è vicina. (100%)

Domani

Siamo in viaggio da qualche giorno. Non ho idea delle coordinate che stiamo seguendo, a bordo l’equipaggio ne sa più di me. Non parlo molto con loro. Il morale è basso dopo la morte di Cheslav, anche se molti sommergibili sono riusciti a partire pieni di gente. Siamo abbastanza. Non credo che mi abbiano accettata come sostituta, ma dovranno farsene una ragione: abbiamo una missione da compiere. Non lascerò che Cheslav sia morto inutilmente. Stiamo andando a Colosso per incontrare gli altri capi ribelli. Questa è l’unica cosa che so. L’unico motivo per cui non mi sto lasciando andare. Guardo fuori dall’oblò e il mare acido che ci sovrasta mi riempie gli occhi e i pensieri.

Abbiamo trovato un porto dove attraccare, ovviamente sotto Terra. Credo che siamo in un vecchissimo sistema fognario, molto antecedente all’epoca degli Anni Felici. Come è possibile che non sia stato distrutto? Riemergiamo sotto una grande cupola di metallo anti-acidi. Il posto è pieno di persone. Non ne ho mai viste così tante in un posto solo. E di tante etnie diverse! Parlano tra loro, si muovono, provano nanotecnologie sconosciute. Sembra la base di Cheslav, ma moltiplicata per un numero infinito di volte. Resto senza fiato. Un uomo si avvicina con un sorriso rassicurante, parla ma non è la mia lingua e lo guardo spaesata. Dunque lui assume un’espressione comprensiva e mi porge una sfera facendo segno di infilarmela nell’orecchio. Eseguo. Il rumore di tanti discorsi diversi ora è assordante. Capisco ogni singola parola. “Salute! Mi chiamo Cicero e sono l’ambasciatore di Colosso. Sono qui per accogliervi e portarvi al Consiglio Internazionale della Ribellione. Abbiamo creato questi apparecchi di modo che tutti possano capire la nostra lingua e convertire la loro senza sforzo. Tu sei Cheslav?” Sento i sospiri affranti dei miei compagni. “No, io… Cheslav è morto. Ora sono io il capo. Mi chiamo Malia”. Il volto di Cicero si illumina. “Malia? Malia del messaggio la Ribellione è viva?” Lo fisso incredula: “Avete avuto il nostro messaggio!?” “Ragazza mia, certo che lo abbiamo avuto! Sei una specie di eroina qui!” dice mentre mi prende sottobraccio e inizia a trascinarmi per la stanza. “Hai preso un bel rischio! Cosa è successo in quell’attentato? Abbiamo sentito poche speranzose parole e poi il nulla” “Ci hanno lanciato un esplosivo. Ho perso molti dei miei compagni” Cicero corruccia le foltissime sopracciglia nere. “Mi dispiace. Sono cose che accadono spesso in guerre come queste. Ma se ti può consolare, quel messaggio ha dato speranza. Molte delle persone che vedi qui, sono arrivate in seguito a quella comunicazione, da ogni parte del mondo. Non credere di essere stata l’unica a provarci, ma sei una delle poche che ci è riuscita” “Qual è il piano qui?” Cicero mi sorride bonariamente: “Vieni, ti faccio conoscere gli altri capi della Ribellione”.

La grande tavolata rotonda accoglie i più grandi leader Ribelli di tutto il mondo, anche se non sembriamo affatto dei capi. Abbiamo tutti le facce stanche e siamo scheletrici, alcuni più di altri. Mi chiedo se anche il mio aspetto appaia malaticcio e denutrito agli occhi altrui. Ma posso leggere negli occhi di ognuno la speranza. Esponiamo a turno le risorse di cui disponiamo. I sommergibili di Cheslav faranno la differenza a livello globale. Ma prima dobbiamo prendere il centro di Colosso. Siamo pronti per lottare. Viene fuori che gli imperiali non si sono più preoccupati di avanzare tecnologicamente: troppo impegnati a farci credere di essere pochi e divisi. E invece siamo tanti qui. E questa è solo una delle 12 basi di Colosso. Abbiamo programmato un attacco congiunto tra 3 giorni. Aspettiamo ancora pochi gruppi da varie nazioni.

E’ un giorno senza nevi o piogge acide quello in cui attacchiamo gli Imperiali rinchiusi nel grande palazzo ovale di Colosso. Non si aspettavano un attacco praticamente frontale da parte di così tanti Ribelli alla Capitale. Cadono come mosche. Li abbiamo colti impreparati e nei loro occhi, mentre li decimiamo, leggo più sorpresa che terrore. Come se non potesse accadere proprio a loro. Dà una certa soddisfazione, per una volta, essere la parte forte.

L’attacco dura un solo giorno. Ci appropriamo di tutto, invadiamo la principale base nemica e la facciamo nostra. Sono io che uso la torretta, incoraggiata dagli altri che credono spetti a me. Mi avvicino titubante: “A tutti gli Imperiali del mondo. I Ribelli hanno preso Colosso” e cala il silenzio. Divento più decisa: “Ribelli di tutto il mondo: oggi abbiamo vinto una battaglia importante, ma non la guerra. Non dobbiamo più accontentarci delle briciole. Possiamo vincere, perché noi combattiamo per una causa giusta” e ora urlo: “Per la libertà!” esplode un’ovazione accorata.

Mi guardo intorno e guardo la spilla di Cheslav sul mio petto. Sorrido, anche se è un sorriso amaro perché vorrei che ci fossero Liuba e Cheslav qui. Ma per la prima volta guardo il cielo che non semina niente di orribile. E il domani sa di speranza.

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50 Commenti

    • Ciao, scusa se ci metto sempre una vita a rispondere e a postare, ma siamo quasi alla fine ^^”’. Comunque, breve riassunto: Malia e i suoi sono arrivati a Baku, sono riusciti a lanciare un segnale ai ribelli dalla torretta di comunicazione, ma sono stati catturati. Tra i soldati nemici c’è il padre di Malia, che contro ogni aspettativa la libera di nascosto. Tuttavia, Malia durante la fuga viene inseguita. Trova salvezza grazie a un drone misterioso. Riescono a scappare ancora quando i soldati li trovano, ma il drone viene ferito e dal sangue si capisce che potrebbe essere umano. I due si salvano grazie a una pistola che rimpicciolisce, poi sprofondano in un cunicolo degli anni Felici che porta a una base ribelle, dove Malia scopre l’identità del suo aiutante 🙂

  1. Ciao, ti scopro soltanto ora: se dici di avere già esperienza letteraria ti credo, infatti rilevo una padronanza nel linguaggio tale che soltanto pochi altri autori della piattaforma hanno; riesci perfettamente a rendere sia l’atmosfera drammatica senza scendere nel lacrimevole sia a far trasparire lo sfinimento del vecchio attraverso la descrizione fisica. Ti seguo assolutamente, voto affinché il padre rimanga ucciso (perché renderebbe la ragazza consapevole delle proprie responsabilità).

  2. Bel capitolo, brava! Attenta a qualche errore di battitura, una volta confermato l’episodio, non c’è modo di correggere. Ho votato la prima opzione, quella in cui viene ritenuta, a torto, una traditrice dai suoi stessi compagni. Mi piacerebbe vedere in che modo riesca a cavarsela. Alla prossima! 🙂

  3. :”Berla, a Colosso, a Torre Alta, a Madre” non sono male come nomi. “Furtivamente si arrampicano sulle impalcature, agili, svelti” quali impalcature? a quanto ho capito c’è una falla in una specie di cittadella fortificata, da cui la protagonista entrerà coi suoi uomini. “I dieci migliori… vigliacca” quindi sta dando dei vigliacchi a degli uomini a cui ordina lei stessa di restare nelle retrovie? “Klaus… Venera” sono discreti come nomi.

    Ho scelto: “Offrirà a Malia di tornare al Palazzo Reale in cambio di informazioni sui ribelli”

    • Sì, c’è una falla. Il “vigliacca” è riferito al fatto che lei, essendo un capo, non può stare nelle retrovie come vorrebbero i suoi uomini che vogliono proteggerla. Crede che un capo che si comportasse così sarebbe un vigliacco, non i suoi uomini, ma forse sono stata poco chiara. Comunque grazie del commento 🙂

  4. ho appena scritto il nuovo capitolo. Alla fine le opzioni Malia prigioniera e l’attentato fallito risultavano a pari merito, ma ho optato per la seconda. Sono riuscita a risolvere tutti i problemi, continuerò a scrivere con questo account 🙂

  5. Bhe il mondo post-apocalittico ha sempre il suo fascino, poi l’incipit lo hai scritto bene..
    Ho solo due appunti da fare : io personalmente darei più “aria” al testo, è troppo fitto, metterei più punti a capo; inoltre non ho ben capito la fine del racconto, nel senso che se conquistassero la torretta delle comunicazioni poi come farebbero a mettersi in contatto con gli altri ribelli se hai detto che le torrette di comunicazione le possono utilizzare solo i sovrani delle città ?
    Comunque sono solo opinioni personali, l’incipt è tuo, non mi stancherò mai di dire che i miei commenti sono puramente costruttivi e nient’altro…
    Ti rifaccio i complimenti e ti saluto..

    • Le critiche costruttive sono sempre ben accette, il fatto di “far prendere aria” al testo mi é stato utile per scrivere il capitolo successivo. Per quanto riguarda le incertezze nella storia, essendo un diario molte cose vengono sottintese o spiegate in un secondo momento. In ogni caso terrò conto anche di questo nella stesura dei capitoli successivi 🙂

  6. Wow grazie! Non mi aspettavo tanto seguito. Comunque vi comunico che mi cancellerò dal sito per problemi tecnici, ma appena potrò mi iscriverò di nuovo e riposterò questa storia dato che è piaciuta tanto. Grazie mille 🙂

  7. E’ sicuramente un bell’incipit, brava. Forse la storia dei ribelli in un mondo post-apocalittico mi ricorda molto alla lontana Divergent, ma appunto, è giusto un’eco dettata dal genere distopico/fantascientifico.

    Le descrizioni dello scenario sono molto buone, presentano bene la situazione riuscendo comunque ad incuriosire il lettore.

    Ti seguo e aspetto il prossimo capitolo 😉

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