Rebel 2315

Dove eravamo rimasti?

Quali conseguenze avrà la fuga di Malia? Malia fugge e riesce a non farsi scoprire, ma dovrà affrontare gli ostacoli dell'esilio. (50%)

Un drone amico.

Sono corsa via. Ho lasciato mio padre ad affrontare le conseguenze della mia fuga. Non credevo che si sarebbe mai sacrificato per me. Che avrebbe corso il rischio. Ma l’ha fatto, e adesso io sono in giro per il mondo, con una bombola di ossigeno che sta finendo e non ho nessuno accanto. Devo procurarmi una mappa. Non so nemmeno dove sono, dove sto andando. Se non mi muovo a trovare un qualsiasi posto, sarò comunque morta. Di cibo non ce n’è. Al solo contatto con l’esterno, la mia pelle potrebbe raggrinzirsi e sciogliersi, figuriamoci se trovo qualcosa di commestibile! Odio questa guerra, lo giuro. La odio. Sto camminando nella foresta. Possibile che sia tutta così identica? Gli alberi sono strani. Ho letto, da qualche parte, che prima le foreste erano verdi e gli alberi avevano delle escrescenze chiamate foglie. Ora ci sono dei tentacoli viola al posto dei rami. Fanno impressione … ma continuo a camminare, non ho tempo per fermarmi a riflettere, non sugli alberi almeno. 

Saranno passati due o tre giorni da quando sono fuggita, e la foresta ancora non è finita. La mia bombola dell’ossigeno è in riserva, non so nemmeno dove ricaricarla. Merda! Ho fame. Credevo di poter resistere di più. La foresta ha provato a mangiarmi. Questi tentacoli proiettano strane cose di notte. Ho visto mia sorella una di queste notti, di sicuro un’allucinazione. E ho visto Cheslav. Ma non mi va di parlare di lui. E’ una storia vecchia, non so nemmeno perché mi sia tornato in mente … 

“LA’!!! E’ LEI!!!”

Oh no! Mi hanno trovata! Corr0 a perdifiato, ma l’ossigeno sta finendo. Non vedo nemmeno dove vado, e sbatto il muso contro qualcosa di duro. Un palo? L’ultima cosa che vedo è un drone con la corazza che mi dà un pugno in testa.

Mi sto muovendo, ma non sulle mie gambe. Sono in una specie di sacco, suppongo, ma aprendo gli occhi scopro invece di essere in una stanza. C’è il caricatore per le bombole, e riesco a respirare. Su un tavolo ci sono delle pietanze. Mais? Mai provato il mais. E’ cibo in scatola. In tutta sincerità potrebbe essere qualsiasi cosa, mi basta che riempia il mio stomaco. Contro ogni mia aspettativa, il mais è buono. Lo divoro in pochi minuti. C’è del pane, e della frutta secca anche. E finalmente c’è l’acqua! Un intero container! Se sono morta e questo è il Paradiso, vorrei più cibo.Che sia una stanza mobile? Continua a muoversi.

“Ehiii? Ehiiiii!!!”

“Sta’ zitta, o ci troveranno!” 

Il mio interlocutore sembra un gigante. La sua voce fa tremare tutte le pareti. Eppure è metallica. Il drone? Dove mi sta portando? Per chi lavora?

“Dove andiamo? Chi sei!?”

“Sono della Resistenza. Non sei sola. Ti sto p0rtando in un posto sicuro.”

Mi ammutolisco. Sapere che non vuole uccidermi, è abbastanza. Decido di osservarmi intorno. C’è una bella vasca da bagno in fondo alla stanza. Ne approfitto subito. Non ricordo l’ultima volta che ho fatto un bagno caldo. I miei vestiti sono sudici di sangue, sudore e sporcizia. Mi annuso un attimo. Puzzo da morire. Sono talmente esausta che mi addormento nella vasca.

“Malia! Mi serve il tuo aiuto!!!” 

Il mio soccorritore vorrebbe essere soccorso a sua volta. Mi vesto in fretta, prendo la bombola dell’ossigeno, ma non trovo l’uscita! Sento rumore di spari.

“Fammi uscire! Fammi uscire!” grido prendendo a pugni il muro. La stanza si capovolge e c’è una porta su quello che dovrebbe essere il soffitto. La apro e precipito nel vuoto. Un raggio di un’arma mi colpisce e improvvisamente mi ritrovo a grandezza naturale. Ero in una scatola? Il drone mi lancia una pistola, inizio a sparare contro i nostri aggressori. Sono un plotone di circa dieci uomini, li possiamo battere, con un po’ di fortuna. Non ho tempo di guardare la luccicante corazza del mio compagno, ma per essere un robot si muove come un umano e si protegge fin troppo bene. Tanto da farmi pensare che sotto ci sia la carne viva. Colpisco due soldati con un colpo, un altro mi viene addosso, ma strappo i tubi della sua maschera e muore soffocato in poco tempo. Siamo fuori dalla foresta, ma vicino a quello che un tempo veniva chiamato Mar Nero. Adesso è solo il covo di mostri marini e rifiuti tossici. Il drone ha staccato la testa a un soldato, mozzato la gamba ad un altro. Ne restano cinque. Uno ha una delle pistole laser più potenti che io abbia mai visto. Me la sta puntando contro, il drone è più svelto di me e mi fa da scudo con il suo corpo. Mi supera di almeno venti centimetri. Dalla sua spalla comincia a sgorgare sangue, e mi si affloscia addosso con tutto il peso della sua dannata corazza. Riesco a prendere dalla sua cintura un lancia razzi, lascio che tutti i cinque soldati rimasti ci siano vicini e poi sparo. L’impatto è talmente forte che io e il drone veniamo catapultati in acqua, mentre i soldati muoiono una volta scagliati lontano con il razzo. L’acqua è tossica. Dobbiamo uscirne il prima possibile, sta già corrodendo i nostri vestiti.  L’unico modo è lanciare un altro razzo, sperando che ci porti lontani. E’ quello che faccio.

Malia e il drone riescono a salvarsi e a congiungersi ad altri ribelli?

  • Il viaggio è ancora lungo (57%)
    57
  • Entrambi raggiungono la Resistenza in poco tempo (29%)
    29
  • Il drone non sopravvive, ma dà informazioni preziose e lascia istruzioni precise a Malia (14%)
    14
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

50 Commenti

    • Ciao, scusa se ci metto sempre una vita a rispondere e a postare, ma siamo quasi alla fine ^^”’. Comunque, breve riassunto: Malia e i suoi sono arrivati a Baku, sono riusciti a lanciare un segnale ai ribelli dalla torretta di comunicazione, ma sono stati catturati. Tra i soldati nemici c’è il padre di Malia, che contro ogni aspettativa la libera di nascosto. Tuttavia, Malia durante la fuga viene inseguita. Trova salvezza grazie a un drone misterioso. Riescono a scappare ancora quando i soldati li trovano, ma il drone viene ferito e dal sangue si capisce che potrebbe essere umano. I due si salvano grazie a una pistola che rimpicciolisce, poi sprofondano in un cunicolo degli anni Felici che porta a una base ribelle, dove Malia scopre l’identità del suo aiutante 🙂

  1. Ciao, ti scopro soltanto ora: se dici di avere già esperienza letteraria ti credo, infatti rilevo una padronanza nel linguaggio tale che soltanto pochi altri autori della piattaforma hanno; riesci perfettamente a rendere sia l’atmosfera drammatica senza scendere nel lacrimevole sia a far trasparire lo sfinimento del vecchio attraverso la descrizione fisica. Ti seguo assolutamente, voto affinché il padre rimanga ucciso (perché renderebbe la ragazza consapevole delle proprie responsabilità).

  2. Bel capitolo, brava! Attenta a qualche errore di battitura, una volta confermato l’episodio, non c’è modo di correggere. Ho votato la prima opzione, quella in cui viene ritenuta, a torto, una traditrice dai suoi stessi compagni. Mi piacerebbe vedere in che modo riesca a cavarsela. Alla prossima! 🙂

  3. :”Berla, a Colosso, a Torre Alta, a Madre” non sono male come nomi. “Furtivamente si arrampicano sulle impalcature, agili, svelti” quali impalcature? a quanto ho capito c’è una falla in una specie di cittadella fortificata, da cui la protagonista entrerà coi suoi uomini. “I dieci migliori… vigliacca” quindi sta dando dei vigliacchi a degli uomini a cui ordina lei stessa di restare nelle retrovie? “Klaus… Venera” sono discreti come nomi.

    Ho scelto: “Offrirà a Malia di tornare al Palazzo Reale in cambio di informazioni sui ribelli”

    • Sì, c’è una falla. Il “vigliacca” è riferito al fatto che lei, essendo un capo, non può stare nelle retrovie come vorrebbero i suoi uomini che vogliono proteggerla. Crede che un capo che si comportasse così sarebbe un vigliacco, non i suoi uomini, ma forse sono stata poco chiara. Comunque grazie del commento 🙂

  4. ho appena scritto il nuovo capitolo. Alla fine le opzioni Malia prigioniera e l’attentato fallito risultavano a pari merito, ma ho optato per la seconda. Sono riuscita a risolvere tutti i problemi, continuerò a scrivere con questo account 🙂

  5. Bhe il mondo post-apocalittico ha sempre il suo fascino, poi l’incipit lo hai scritto bene..
    Ho solo due appunti da fare : io personalmente darei più “aria” al testo, è troppo fitto, metterei più punti a capo; inoltre non ho ben capito la fine del racconto, nel senso che se conquistassero la torretta delle comunicazioni poi come farebbero a mettersi in contatto con gli altri ribelli se hai detto che le torrette di comunicazione le possono utilizzare solo i sovrani delle città ?
    Comunque sono solo opinioni personali, l’incipt è tuo, non mi stancherò mai di dire che i miei commenti sono puramente costruttivi e nient’altro…
    Ti rifaccio i complimenti e ti saluto..

    • Le critiche costruttive sono sempre ben accette, il fatto di “far prendere aria” al testo mi é stato utile per scrivere il capitolo successivo. Per quanto riguarda le incertezze nella storia, essendo un diario molte cose vengono sottintese o spiegate in un secondo momento. In ogni caso terrò conto anche di questo nella stesura dei capitoli successivi 🙂

  6. Wow grazie! Non mi aspettavo tanto seguito. Comunque vi comunico che mi cancellerò dal sito per problemi tecnici, ma appena potrò mi iscriverò di nuovo e riposterò questa storia dato che è piaciuta tanto. Grazie mille 🙂

  7. E’ sicuramente un bell’incipit, brava. Forse la storia dei ribelli in un mondo post-apocalittico mi ricorda molto alla lontana Divergent, ma appunto, è giusto un’eco dettata dal genere distopico/fantascientifico.

    Le descrizioni dello scenario sono molto buone, presentano bene la situazione riuscendo comunque ad incuriosire il lettore.

    Ti seguo e aspetto il prossimo capitolo 😉

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi