Regno d’Italia fino ad oggi

Dove eravamo rimasti?

Chi vince al referendum? La monarchia (50%)

Il referendum istituzionale

1946, 25 aprile: ad un congresso della Democrazia Cristiana il presidente del Consiglio e segretario di partito Alcide De Gasperi propende per il mantenimento dell’istituto monarchico come buona parte dei suoi elettori, nonostante la dirigenza sia in larga parte repubblicana. La DC sceglie, mossa dal proprio anticomunismo e conservatorismo, di appoggiare la monarchia per la campagna referendaria insieme al Partito Liberale che con la Democrazia del Lavoro e il Blocco Nazionale delle Libertà costituiscono l’Unione Democratica Nazionale, un polo liberale di centrodestra. Anche il conservatore Fronte dell’Uomo Qualunque, del commediografo Guglielmo Giannini, sceglie di appoggiare i Savoia. Papa Pio XII, che rimane agnostico sulla consultazione, non nasconde le proprie simpatie per tale scelta.

1946, 10 maggio: La propaganda politica e referendaria si fa acerrima. Il Partito Comunista Italiano, il Partito Repubblicano Italiano, il Partito d’Azione e il Partito Socialista d’Unità Proletaria formano un temporaneo fronte anti-monarchico con il motto “Basta fascismi“.

1946, 2-3 giugno: referendum istituzionale ed elezione dell’Assemblea Costituente. Gli Italiani vengono chiamati alle urne dopo anni di dittatura e di guerra per scegliere tra la monarchia e la repubblica.

1946, 4 giugno: il ministro dell’Interno, il socialista Giuseppe Romita, comunica a De Gasperi i primi risultati del referendum, indicanti la monarchia in vantaggio. Sono risultati parziali ma alcune fonti del Vaticano vicino ai carabinieri prevedono questa vittoria. Per le elezioni della Costituente i risultati sono: DC 30,2%, Partito Socialista d’Unità Proletaria 20,68%, PCI 18,93%, Unione Democratica Nazionale 14,55%, Uomo Qualunque 5,27%, PRI 4,36%, Azionisti 1,45%.

1946, 5 giugno: il quotidiano L’Unità esce con un titolo su presunti brogli elettorali riguardanti il referendum. De Gasperi è ricevuto al Quirinale ed informa il re dell’appurato vantaggio della monarchia.

1946, 7 giugno: manifestazioni di protesta a Ravenna e Trento degenerano in scontri di piazza. A Napoli e Roma invece si tengono cortei di solidarietà al sovrano.

1946, 10 giugno: la Corte di Cassazione, riunita nella sala della Lupa a Montecitorio, proclama i risultati maggioritari del referendum: 12.672.767 per la monarchia e 10.688.905 per la repubblica. Il presidente della Corte, Giuseppe Pagano, comunica a Falcone Lucifero, ministro della Real Casa, i risultati ormai evidenti: Umberto II è sovrano di fronte alla consultazione.

1946, 11 giugno: gli organi d’informazione danno ampiamente notizia della vittoria della Monarchia. Tuttavia il re decide di non comunicare nulla di ufficiale prima della fine dello spoglio.

1946, 12-13 giugno: il ministro della Giustizia, Palmiro Togliatti, dichiarando di voler evitare una guerra civile, invita i compagni ed elettori a calmare gli animi. Dopo una riunione, il governo De Gasperi, a seguito della proclamazione dei risultati, riconosce la vittoria monarchica e giura nelle mani del re.

1946, 18 giugno: la Corte di Cassazione proclama i risultati definitivi: monarchia 55,3% e repubblica 44,7%. Lo stesso giorno Umberto II e Maria José, dal Quirinale, rivolgono all’Italia il loro ringraziamento per la fiducia accordata all’istituto monarchico riaffermando la fedeltà alla democrazia. La capitale, il Sud, le Isole e il Piemonte hanno votato per i Savoia mentre il Centro-Nord (senza il territorio triestino, l’Alto-Adige e Zara ancora italiana) ha votato per la repubblica.

1946, 22 giugno: Togliatti concede parzialmente un’amnistia per reati politici. Viene creata una commissione di quaranta esponenti della Costituente che inizia i lavori per elaborare una nuova carta costituzionale. L’assemblea è presieduta dal socialista Giuseppe Saragat con Umberto Terracini, Vittorio Emanuele Orlando, Luigi Longo, Ivanoe Bonomi, Sandro Pertini, Ignazio Silone, Giorgio La Pira, Francesco Saverio Nitti e Aldo Moro.

Cosa succede alle future elezioni?

  • Coalizione socialista-democristiana (0%)
    0
  • Coalizione democristiana-liberale (50%)
    50
  • Vittoria democristiana (50%)
    50
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12 Commenti

  1. Ciao. 🙂 Sono indeciso tra i tre. Forse la monarchia. 🙂 Scherzo. Hai descritto bene la storia italiana prima del referendum. Mi interessa come storia perché sarebbe curioso capire cosa sarebbe successo se la monarchia avesse vinto. Ti seguo. 😀

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