Reincarnation

Le vite di Jack

Ciao sono Jack e oggi sono morto.

Avete capito bene, sono morto, andato, caput.

Ed è stata la morte più stupida del mondo, un passaggio a livello, le cuffie alle orecchie, quando ho visto il treno che avanzava verso di me ormai era troppo tardi, un botto, poi più nulla, non ho sentito neanche dolore, è stato come addormentarsi.

Ero un ragazzo di 25 anni, mi mancava un esame per laurearmi in letteratura, oggi era proprio il giorno di quell’esame.

Ora voi vi chiederete “se sei morto, cosa ci fai qui a raccontarcelo” e avete ragione, ora vi spiegherò tutto:

Metempsicosi.

Che parola strana, ma non è ne una parolaccia e non è neanche difficile da spiegare.

Reincarnazione, si, metempsicosi significa appunto reincarnazione, in poche parole l’anima dopo la morte lascia il corpo per prenderne un altro.

Ad ogni anima succede questo, ma il reincarnato non se ne accorge neanche, non ricorda nulla della sua vita precedente, rimane solo qualche dejà-vu e la sensazione di essere destinati a sciegliere quella scuola e a fare quel lavoro e nient’altro.

Io sono l’unico essere vivente a ricordare le mie vite precedenti, ricordo tutto, ogni dettaglio, come se non fossi mai morto.

Sono stato in India in una mia vita precedente, era il 1963, per farmi “studiare” da qualche santone, io ero la prova che la reincarnazione esiste, ma persino i seguaci di quel culto mi ridevano in faccia e si facevano beffe di me.

Ho partecipato alla presa della Bastiglia, ero Jacques Lapis, poeta parigino, con le mie mani ho decapitato le guardie ancora vive quel martedì o mercoledì, non ricordo bene, e non ne vado fiero, ma l’impeto della Rivoluzione e le privazioni a cui il popolo parigino era costretto a sopportare, faceva fare queste cose.

Sono stato Jacob khan, militare tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale, morto in battaglia, per una battaglia a cui non avrei mai voluto partecipare, avrei voluto scriverci un libro su quella guerra, sono sempre stato bravo con le parole, ma un’imboscata ha sorpreso me e i miei fratelli d’armi nel sonno.

” La donzelletta vien dalla campagna,

In sul calar del sole,

Col suo fascio dell’erba, e reca in mano

Un mazzolin di rose e di viole…”

Vi ricordano qualcosa questi versi? Beh, non per vantarmi ma li ho scritti io.

Come avrete capito il mio nome è rimasto invariato, come il mio sesso e la mia passione, nelle mie molteplici vite sono stato in tutto il mondo e in tutti i periodi storici fin dal medioevo, almeno per quello che ricordo.

Qualcosa stavolta é andato storto però, non vi nego che la situazione non mi piaccia, ma purtroppo mi sono reincarnato in…

In cosa si è reincarnato Jack?

  • Un gatto francese. (33%)
    33
  • Un cane inglese. (39%)
    39
  • Una bambina americana. (28%)
    28
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88 Commenti

  • Eccoci al 2 capitolo =)
    Vedo che l’ironia resta sempre nell’aria! Ottimo! Leggendolo sembravano davvero i pensieri di un cane hahaha, povero claustrofobico haha soprattutto quando hai scritto “quello che tutte le mamme rispondono” alle proprie figlie se vogliono un cane, fa una certa tristezza..
    Stile chiaro e curato. Non c’è che dire, davvero, non sei un principiante.
    Vorrei entrare un pò più nel vivo, ma giusto perchè sono curiosa =)
    Dato che tanto vince Scarlett, ho votato per il dolce vecchietto, mi ha dato questa impressione a primo impatto
    Alla prossima =)

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