Super Operaio

Il colpo basso proletario

Michele quel giorno avrebbe voluto rimanere a casa. Erano i primi giorni di gennaio e, a sentire il telegiornale, le temperature avevano toccato le minime da trent’anni a questa parte.

La sera precedente  lui e Annina, la dolce metà della sua vita da tre anni a quella parte, avevano avuto una litigata furibonda. Per futili motivi, come sempre.

La notte l’aveva passata nel lettone matrimoniale, solo come un cane, perché lei era tornata a dormire da sua mamma. 

Gli infissi scadenti li avrebbero poi cambiati, ma solo anni dopo. Quella notte maledetta la passò tra spifferi gelidi e incubi di recisione pubica.

“Annina, no! Scherzavo! Molla il coltello! Nooooo!” gridò durante la fase rem.

La mattina arrivò come un tram su di un gatto.

Si vestì in fretta senza neanche lavarsi e corse a lavoro, era già in ritardo. Il cerchio della sfiga non sembrava cambiare giro.

Il capo, un tipo mite e pacifico che aveva imparato a rispettare in quei primi mesi di apprendistato come tecnico riparatore, gli diede le chiamate del giorno, tra cui una riparazione a un importante cliente. Gli confidò che era un tipo “fatto alla sua maniera” ma pagava puntuale e comprava tanto.

Michele si preparò psicologicamente durante il tragitto, inutilmente.

Arrivò con qualche minuto di ritardo alla grande villa affacciata sulla spiaggia nella quale dimorava il signorotto. Non era la prima riparazione della giornata e qualche minuto perso era inevitabile.

Il cancello automatico si aprì mostrando la sagoma dell’uomo: un vecchio sulla settantina stempiato e dalla mascella squadrata. Se ne stava ritto sull’ingresso fissando Michele con uno sguardo sospettoso.

“Buongiorno!” si presentò il ragazzo.

L’uomo sputò in terra ed entrò in casa lasciandosi aperta la porta alle spalle. 

Michele entrò con timore.

“Chiudi quella porta, ragazzino!”

Preso alla sprovvista, chiuse la porta scusandosi.

Camminava per il corridoio facendo dei grossi respiri.

Sotto lo sguardo severo dell’uomo, si mise a lavorare sul forno.

“Speravo venisse il suo capo.”

“No, oggi era impegnato.” rispose Michele togliendo le viti della lamiera posteriore.

“Non so se si rende conto che è in ritardo.”

“Mi scusi, signore. Ci sono stati degli imprevisti.”

La cosa più difficile del suo mestiere era sempre stata quella di lavorare e tenere una conversazione nello stesso momento. 

Ad ogni scusa, la pazienza di Michele di esauriva di una tacca sulla già bassa quantità di partenza.

Cominciò a lavorare con meno precisione e a lasciar cadere qualche vite per terra.

“Crede di poterlo riparare o sa solo far perdere tempo alla gente?”

Un vampata di calore improvvisa colpì la testa del ragazzo. Sapeva che non poteva esserci nulla di buono nel contatto visivo con l’uomo. Lui l’avrebbe interpretato come una gara a chi piscia più lontano…voleva solo andare a casa.

Resistette alla tentazione e fece un altro grande respiro. 

“Certo, signore. Non ci vorrà che qualche minuto.”

Accucciandosi sulla borsa, fuori dalla vista del carnefice, sibilò a bassa voce una bestemmia ad altissima intensità emotiva.

Quello che Michele non sapeva era che a quell’intensità una bestemmia poteva viaggiare a velocità ipersonica sotto la superficie del terreno.

E correndo a quella maniera, raggiungere le pendici della Collina del Salario, un antico luogo sacro di tradizione pagano-operaista, dove riposa in un sonno trentennale il grande eroe dimenticato degli oppressi: Super-Operaio!

L’eroe percepì a livello sub-strutturale l’ingiustizia e aprì gli occhi incrostati di cispie rosse, lasciando intravedere una feroce vendetta.

Michele intanto ha concluso eroicamente la riparazione tra soprusi verbali e difficoltà emotive.

Scrisse la ricevuta e la presentò all’arrogante signorotto:

“Questo è il totale, signore.”

“Chiami il suo titolare, vorrei uno sconto.”

“Non credo, signore. Il prezzo è già molto basso.”

“Lei chiami.”

Michele non poteva credere ai suoi orecchi. Frustrato e amareggiato uscì di casa per prendere il cellulare e chiamare in ufficio. Sperava che il bastardo non ottenesse nessuno sconto, ma purtroppo, il cliente ha sempre ragione.

A testa china tornò in casa.

“Ok per lo sconto.”

“Lo sapevo che eravate dei ladri.”

Il vecchio passò le banconote al ragazzo che mise in ordine per poi uscire di casa.

Ma proprio quando salì di nuovo in macchina, accadde il prodigio.

Un fulmine rosse fendette  l’aria del giardino per abbattersi sul signorotto che lo osservava fare retromarcia. Un attimo ed era già tutto accaduto.

Il vecchio per terra con le mani sui testicoli in preda a un dolore lancinante.

Un senso di pace e serenità invase Michele che quella sera stessa chiederà ad Annina di sposarlo. Avranno un mutuo e due bambini.

Michele racconterà per molti anni ancora quel volto appena accennato in una folata di vento che pareva ammiccargli, quella volta che un vecchio signorotto arrogante venne colpito misteriosamente alla palle.

Chi vendicherà Super-Operaio?

  • una segretaria maltrattata per telefono (19%)
    19
  • un addetto di una catena di supermarket sfruttato (38%)
    38
  • un igienista dentale molestata dal suo capo (44%)
    44
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12 Commenti

  1. A parte l’idea, che come molti hanno detto, é geniale, mi piace lo stile con il quale sviluppi la vicenda. Forse a volte le frasi si combinano in modo un po’ troppo veloce. Ovvero, capisco che hai basato lo stile su frasi brevi e concise, ironiche, e anche salti temporali al futuro ma a volte io sento che non si sommano con la massima fluiditá.

  2. Oddio, un superuomo proletario che interviene contro i borghesi e i capitalisti sfruttatori?
    Ma sei un genio! Un’idea semplice ma che credo nessuno aveva sfruttato in questa formula. Hai l’ironia giusta per affrontare il tema facendoci divertire e con accenni al sociale, ti seguo senz’altro! Voto per l’addetto del supermarket sfruttato.

  3. Troppo divertente questo episodio. Sto ancora ridendo.
    Mi piace anche l’idea di creare più episodi ma con situazioni diverse. Ho scelto quella della segretaria perché mi riguarda da vicino.
    Bravo

    P.s. potresti darmi il numero di Super-operaio?

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