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Fortuna

Chris, vedendosi riflesso nello specchio appannato, osservò il proprio volto annientato dalla notte “brava”.

Si mise le mani a coppa ed alitò. Puzzava ancora della Vodka fruttata della notte prima. Si schizzò il volto spossato con una manata di acqua gelida. Inspirò a fondo.

Oltre la sua deprimente immagine, nella stanza in cui si trovava c’era qualcosa di più sensuale. Con calma poggiò le natiche nude sul lavandino per guardare davanti a sé: nella cabina della doccia, avvolta dal vapore, una ragazza snella e delicata cantava un motivo a lui molto noto.

A braccia conserte, si attardò a guardarla cullarsi sotto l’acqua calda. Intonava la canzone che avevano provato il giorno prima, fino a crollare esausti sul liso materasso.

La vide inclinare la testa all’indietro e frustarsi il collo con i capelli bagnati. Non distingueva bene le sue forme per via del vetro che gli distorceva la visuale, ma sapeva che stava facendo scorrere l’acqua sul collo. Sul suo bellissimo corpo.

La tentazione era irresistibile e, con una sola falcata, raggiunse il box doccia per aprirlo di scatto.

La ragazza interruppe il motivetto.

“Buongiorno a tutti e due”, gli disse occhieggiando maliziosa la sua erezione.

 Chris la salutò con un bacio appassionato, schiacciandola contro la parete piastrellata.

Le sue lunghe dita, indurite dal suonare la chitarra senza plettro, scesero avide lungo il ventre bagnato di acqua bollente. Arrivarono al pube e le aprirono le gambe con un unico gesto.

Le sfiorò il clitoride e, udendola gemere ad un soffio dal suo viso, la zittì con un forte bacio.

Le mani gli graffiarono la schiena, mentre continuava a stuzzicarla con le dita. I suoi gemiti erano un piacere: gli davano un senso di potere e dominio.

Dopo, in piedi davanti alla porta dell’appartamento, consumarono una veloce colazione. Chris avvertiva su di sè gli occhi acquosi di lei. Sapeva che aveva lo sguardo addolcito e di buon umore di chi ha avuto un piacevole risveglio. Ma non si voltò.

Era già dannatamente tardi e non aveva il tempo di farlo una seconda volta. Sapeva che, se l’avesse guardata ora che aveva il corpo nascosto solo dal grembiule, non avrebbe saputo trattenersi.

Leccò il miele dai polpastrelli e uscì.

Il viaggio in metro era, come al solito, carico di odori spiacevoli, ma il fastidio più intenso era la calca. Sebbene Chris fosse un grande amante dei concerti, non gradiva esser compresso tra due perfetti sconosciuti. Durante i concerti si sente la propria anima legata a quella di chiunque altro sul prato, ma decisamente quella lattina gigante non era un prato, e lo stridire dei freni non era un concerto. Srotolò pazientemente le cuffie infilandole poi nelle orecchie e rovistò le tasche del chiodo alla ricerca dello smartphone, per mettere su qualche pezzo.

Trovò lo schermo illuminato: “Una mail. Sarà la solita notifica di Youtube, il solito che insulta la nostra musica”.

I freni fischiarono per l’ultima volta: era arrivato alla sua fermata.

Con qualche problema e un paio di spintoni riuscì a portarsi fuori da quel delirio di corpi, arti e borse. Iniziò ad incamminarsi verso le scale mobili, quando sentì una malinconica melodia.

Seduto in un angolo, una vecchia chitarra stretta, un vecchio pizzicava delle corde consumate. La cover era struggente, suonata con afflizione e lascivo senso di abbandono.

Chris si sedette sui talloni davanti all’uomo, cercando curioso la scintilla di chi decide di dar voce ai propri sentimenti attraverso un mezzo: uno strumento, una biro, una bomboletta. Ciò che vide erano placide braci, consapevoli dell’arrivo dell’alba. Inutile ravvivarle.

Lanciò una sterlina nel cappello logoro.

Porta fortuna aiutare un collega

Lei cosa farà, una volta rimasta sola?

  • esce a passeggiare per il parco (21%)
    21
  • esce e prende la metro (29%)
    29
  • resta in casa (50%)
    50
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37 Commenti

  • ” … la luna, aerografata nel suo basso acustico, regnava solitaria ad un lato della parete su cui poggiava il divano letto. Mancava la chitarra di Chris, e i suo lupo argentato. …”
    bella chiusa, bella, sì.
    Però
    un tavolino “di poche pretese” non esiste,
    se visualizzò la notifica è chiaro che “vide”,
    le cuffie “alle orecchie” … e dove sennò?
    ummmmm….
    la scena di autoerotismo mi è piaciuta , e anche la descrizione del motociclista.
    Assolutamente voto Chris e la mail ricevuta in metro.

  • Se Eve è quella della foto in bio, wow! 😉

    Accostare la passione per la musica all’erotismo non è una cattiva idea… per quanto io credo che un plettro che scortica i polpastrelli di chi non riesce a smettere di suonare la sua chitarra sia molto più erotico di una doccia e un’erezione.
    Credo che sia Chris che Eve abbiano bisogno di quel viaggio in metropolitana. Lui si sente oppresso tra la gente, la pressione che gli scarica addosso l’assenza di spazio è interessante. Ora vediamo come Eve subisce la stessa corsa in metro, cosa pensa, dove viaggeranno i suoi pensieri… ed evitiamo magari la prossima volta di usare scene di sesso in doccia, letto, cucina e lavatrice… che sono veramente il cliché dell’orico di serie B!! 😉
    Ovviamente seguo.

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