Camera con finestra

Dove eravamo rimasti?

Elena chiede informazioni sui Cooper? Si, chiede informazioni e accetta ugualmente la stanza (86%)

Camici bianchi

La stanza era illuminata da una semplice lampada da tavolo.Al centro del piccolo ufficio vi era una scaffalatura colma di libri e una scrivania altrettanto stracolma. Era un delirio di documenti , un caos “ordinato”.Nonostante ciò lui si capiva alla perfezione. Si destreggiava tra i faldoni e sapeva esattamente dove andare a pescare quello di cui necessitava. Il professor Robert Romano era un fisico. Dedito al lavoro e alla ricerca. Cosa ricercava alla fine non lo sapeva  nemmeno lui ma di sicuro la “teoria delle stringhe” era il suo cavallo di battaglia.Sosteneva fermamente le sue ricerche anche a costo di sembrare un pochino svitato. Poteva essere strano, eccentrico nel modo di porsi ma non era affatto una cattiva persona. Il suo contributo alla scienza era stato determinante in passato e questo gli dava un certo “potere” all’interno delle strutture accademiche.Robert era chino sulla scrivania quanto venne scosso dal vociare di alcuni studenti. Evidentemente non era stata insegnata loro l’educazione. Nel tentativo di spostare un libro dal suo diario degli appunti rovesciò malamente una tazza di caffè.“La fisica teorica spiega il caos universale ma non spiega quanto io sia maldestro!accidenti a me!”Disse Robert sotto i baffi, maledicendosi più volte.Sistemò il diario e inforcò l’uscita.Nel corridoio appena fuori dall’ufficio del Professor Romano attendevano vari studenti. Era giorno di colloqui e tutti dovevano fare i conti con tesine da presentare, ed  esami da preparare.Tra questo brulicare di giovani vi era anche Elena.La ragazza stava osservando attentamente degli annunci su una bacheca quando scorse un gruppo di ragazze. Fu il loro aspetto ad infonderle fiducia e il fatto che una di esse avesse in mano un volume con una copertina che aveva già visto …il titolo del tomo confermò i sospetti di Elena .Nero su bianco a caratteri cubitali era impresso il titolo “Fisica Teorica”.

Elena tentò un approccio.“Scusate ragazze sono nuova … potrei … potrei chiederevi alcune informazioni?”

“….che cosa vuoi sapere …. novellina del Campus” disse la ragazza con il tomo di fisica ben stretto tra le braccia.

“… mi è stato consigliato un alloggio fuori dal Campus … dai Cooper precisamente. Sapreste dirmi dove si trova la loro casa”

Elena sapeva esattamente l’indirizzo ma voleva informazioni  dalla ragazza riguardo i Cooper.

“ehi… novellina … se ci tieni alla pelle non andare … succedono cose strane dai Cooper”

Elena era estremamente curiosa e a quel punto non tratteneva più la sua sfrontatezza.. un sorrisetto beffardo si palesò sulle labbra di Elena.

 “Novellina del Campus stai attenta … uno studente tre mesi fa è stato trovato morto dai Cooper! quindi vedi di volare basso con le tue smorfie da primadonna”

Elena era pietrificata…girò i tacchi e se ne andò.

Percorse velocemente il corridoio ove erano ubicati gli uffici e svoltò verso una uscita di emergenza. Appena la  porta con la maniglia anti-panico si apri fu investita dalla pungente aria fredda. Concluse che poteva almeno provare a conoscere i Cooper.Aveva bisogno di una sistemazione almeno temporanea e quella camera era la sua unica opzione.Si diresse convinta verso la “casa” e constatò che era molto comoda e vicinissima al Campus.Arrivò in non più di dieci minuti di camminata.Provò a suonare il campanello.Una volta.Due volte.Tre volte. Finalmente qualcuno fece scattare la serratura del cancelletto ed Elena varcò l’ingresso.Percorse giusto quattro falcate per arrivare alla soglia di casa sulla quale sostava già con aria sospetta il signor Cooper.

Elena doveva fare la prima mossa, si diede coraggio e si presentò

“Buongiorno, sono Elena Johnson, sono venuta per la camera”

 “Carissima Elena J…..”disse un uomo sulla ottantina.

Elena fu colpita dalla risposta del signore e fu altrettanto colpita dal fatto che indossasse un camice bianco. Sul taschino c’era scritto “Dottor Cooper  Sigmund”.

Il signor Cooper notò che la ragazza stava fissando il suo taschino e si gonfiò di orgoglio.

 “si …sono io…. quel Sigmund Cooper!…. vieni cara sono contento di averti qui come OSPITE. Mi fa piacere che tu sappia chi sono!” disse pieno d’amor proprio il signor Cooper.

Elena era piuttosto sconcertata. Non le era chiaro cosa intendesse ma non poteva deludere il signor Cooper.Appena varcò la soglia di casa si rese conto cera a dir poco sconcertante…Catapultata nel 1800!Eppure Elena era convinta di essere nel 2015!Poteva essere tranquillamente la residenza di Sherlock Holmes.Mancava solo Watson!… ma quel ruolo poteva essere interpretato dalla signora Cooper….

Elena accetta la stanza ma indagando sui Cooper scopre....

  • ...i Cooper nascondono una stanza segreta... (67%)
    67
  • ...non esiste una signora Cooper... (0%)
    0
  • ...un diario degli "esperimenti scientifici" del Dottor Cooper (33%)
    33
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25 Commenti

  • Ciao! Sono appena arrivata, ma permettimi un commentino! Trovo abbastanza interessante la storia che si sta delineando, anche se, come detto da altri utenti, il primo capitolo non è stato un granchè (in genere giudico a partire dal secondo capitolo). Solo dovresti veramente rileggerlo prima di pubblicarlo, perchè ci sono parecchi refusi. Soprattutto per quanto riguarda la punteggiatura: dopo il punto ci va lo spazio (non si tolgono per risparmiare caratteri, in genere si toglie qualche aggettivo o parte di frase- ad esempio io avrei tagliato quel “novellina” in tutto il dialogo); i punti di sospensione non aiutano il lettore a “trattenere il fiato” o a dargli l’idea che colui che parla stia pensando a cosa dire, e soprattutto, sono sempre tre (mai due o quattro), attaccati alla parola che seguono e mai all’inizio di una frase.
    ^_^ a parte ciò, voto anche io per i diari, anche se mi sembra un pò prematuro (cioè arriva a casa loro e la prima cosa che fa è rovistare nelle scartoffie degli altri? Mi aspetto che nel successivo capitolo prima prenda confidenza con i Cooper!).
    Aspetto di leggere il seguito! Se vuoi, passa anche dal mio racconto!
    Ciao 🙂

  • Più o meno 5000 caratteri e il lettore sta lì,incollato, ad aspettare il prossimo episodio, dove senza dubbio saprà cosa sia successo ai Cooper. Elena non si farà intimorire perché già si è capito di che stoffa sia fatta: è una tosta!
    Brava, alla prossima 🙂

  • Ciao Marta, trovo la trama di questa storia interessante ma, errorini a parte (ce n’è qualcuno di troppo), il tutto risulta troppo caricato e stereotipato.
    L’inizio, con la breve storia della vita scolastico-familiare della protagonista, non arricchisce in alcun modo la storia, secondo me, perché avresti semplicemente potuto dire che Elena è una ragazza intelligente ed è accettata in un college prima del tempo, passando oltre e approfondendo l’argomento dei continui trasferimenti in seguito, se necessario.
    Poi il nome tipicamente italiano Elena, cozza incredibilmente con lo scenario americano che hai creato di college, taxi gialli e cognomi americani come “Pegeon” e “Cooper”. Anche l’atteggiamento saccente della protagonista lascia a desiderare. Dubito che una ragazzina entri due anni prima del tempo in una prestigiosa università e già sappia che il campus e pieno di svampite e bulli, che incontra non appena mette piede nel campus e comincia anche a parlarci.
    Il tutto è davvero “too much”. Alla fine però la curiosità di sapere che è successo dai Cooper c’è, per questo per me non si fida completamente del(lo stereotipato) bullo e quantomeno si informa prima di accettare la stanza, sostando al college.

  • Ciao Marta, un commento veloce perchè non seguirò questa storia, ma voglio comunque darti un suggerimento al volo e subito subito la buona notizia: hai scritto un’ottima trama, “fatto” una bella copertina che richiamava molto il film “Hostel”, un grande nel suo genere, ma poi ti sei persa.
    Suggerimento #1: occhio alla grammatica ed ai tempi, possono dare fastidio a chi legge: chimamva, segalata, probabilemente, femminuccie! OK la distrazione, ma qui hai esagerato. Suggerimento #2: 5000 caratteri ritengo personalmente siano pochi per un capitolo, ma tu ne hai usati la metà, troppo pochi per un Incipit ed attirare potenziali lettori. Suggerimento #3: Hai messo tre possibili risposte, ma se lette attentamemte, in ogni caso portano a quello che vuoi tu: chiede comunque informazioni e comunque resterà nei paragi! Suggerimento #4: cura i dialoghi e gli stacchi. Troppa confusione su chi dice cosa e troppe ripetizioni dei vocaboli.
    Probabilmente avrai in mente un racconto, delle idee, ma se le bruci così, sicuramente manderai a quel paese tutta la storia.
    Buona Fortuna!

    • Grazie per i suggerimenti.
      Sui refusi sono l’esperta mondiale 🙂
      Sulla lunghezza dell’incipit ho avuto molte idee contrastanti…circa un anno scrissi una storia, l’incipit era lunghissimo e a molti non è piaciuto… 🙁
      Sui dialoghi devo lavorare molto.
      Grazie anche se non seguirai la mia storia.Mi dispiace molto.

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