Deserto

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà a Maurizio? Si arrenderà e andrà a casa di un amico per la notte. (56%)

IV.

– Ciao Fede. Scusa ancora il disturbo.

– Figurati. Per una notte non è un problema.

– Come ti ho detto per telefono sono davvero incasinato!

– Ma cos’è successo esattamente?

Mi bagnai le labbra un paio di volte prima di rispondere.

– Problemi con Valeria.

– Avete litigato?

– Sì…

– Se posso chiedere, cos’è successo?

– Sai che non trovavo lavoro, giusto?

– Sì, ma questo cosa c’entra?

– Qualche giorno fa ho fatto un colloquio e proprio oggi sono stato assunto.

– Grande! È una bella notizia!

– Il problema è che mi ha assunto la rivista… Hard Sex.

Federico mi guardò stupito, poi cominciò a sorridere malizioso.

– Grande Mauri! Hai trovato il lavoro dei sogni!

– Non è così semplice. Sconosciute che si spogliano davanti a te… diciamo che è difficile mantenere il… sangue freddo.

Federico rise, divertito. – Ma senti un po’, non è che hai qui qualche foto da condividere col tuo amico?

– No, quelle che avevo le ho lasciate al mio nuovo capo.

– Fa niente. Me le farai avere, giusto?

– Vediamo cosa si può fare…

– Comunque parlavamo di Valeria… aspetta! Ho capito: è gelosa.

– Ha scoperto le foto e ha dato di matto! Prima mi assilla chiedendomi di trovare lavoro, poi mi urla in faccia perché quel lavoro non va bene. E stasera, torno a casa e trovo la porta chiusa con la catena.

– Cioè? Ti ha chiuso fuori?

– Sì, fuori dal mio appartamento! Ci puoi credere?

– Quella, Mauri, è matta da legare. Secondo me ti conviene lasciarla perdere… voglio dire, con il lavoro che farai avrai mille occasioni per conoscerne un’altra!

– Sì, quello è vero… è solo che…

– Non mi dire che ti piace ancora?

– Abbiamo condiviso tanto. Troncare una relazione simile così, su due piedi…

– Rifletti, anche se state insieme da tanto, lei non si fida di te. Ti pare giusto? Voglio dire, non l’hai mica tradita. E poi cosa bisogna fare, girare con i paraocchi per non guardare nessun’altra?

– No, però un po’ la capisco. Guardare altre donne nude…

– Ma lo fai per lavoro. E poi sei umano se ti piace!

– Sì, ma…

– Dai retta a me, Mauri, questo è il momento per un taglio netto.

***

Arrivai al lavoro senza ripassare da casa. E subito, il capo mi fece chiamare.

– Voglio che tu faccia una sessione con una ragazza, anche se c’è un problema.

– Quale?

– La ragazza è estremamente esigente. È lei a decidere quante foto fare e come farle. Lavorare con lei è faticoso, ti avverto. Molti tuoi colleghi si sono lamentati della Reginetta.

– La Reginetta?

– L’abbiamo chiamata così per le sue pretese.

– Capisco. Ma non puoi fare niente?

– Purtroppo no. Quando abbiamo deciso le condizioni di lavoro, lei ha preteso questo “potere”. E ho dovuto concederglielo.

– Perché?

– Quando la vedrai capirai. Buon lavoro, Maurizio.

***

Ero in quella stanza da almeno quaranta minuti, ma la Reginetta ancora non si era fatta vedere. Avevo persino chiesto al mio capo, ma l’unica risposta ricevuta era quella di avere pazienza.

Stavo ormai perdendo la calma, quando la porta si aprì.

Una ragazza dal fisico perfetto fece la sua apparizione. Gambe lunghe, lisce, sode, dalle caviglie strette. Le curve dei fianchi sembravano disegnate con un compasso tanto erano precise e definite. Risalendo, un seno abbondante ma non invadente. Infine, il volto era la luce di quel corpo, il faro nel buio della notte. Lineamenti precisi, scolpiti, ma senza spigoli. Un nasino rotondo, una bocca dalle labbra innocenti e due occhi verdi, al cui interno si celava la vera essenza della primavera. Il tutto incorniciato da una lunga chioma, mossa come le onde del mare e rossa come la criniera di un predatore.

Nonostante i vestiti, osservare quella figura muoversi leggera nella stanza, fu come osservarla nuda. La sua presenza era sufficiente a scaldare l’atmosfera e ad accendere anche il più spento degli uomini.

– Beh, allora?

La sua voce da soprano mi carezzò, ma nell’abbandonarmi a quel dolce suono, non risposi.

– Ehi, ci sei? Sei tu il fotografo?

– Come? Sì, sì, sono io. Mi chiamo…

– Non mi interessa. Su, vai.

– Dove?

– Non ti hanno spiegato niente?

– Devo fare le foto…

– Sì, ma io devo prepararmi.

– Prego, posso aspettare.

La ragazza mi guardò quasi divertita.

– Non vorrai certo che mi spogli qui davanti a te?

Se devo farti delle foto mentre sei nuda, cosa ti cambia spogliarti qui?

– Posso… posso aspettare fuori.

– Oh, finalmente! Era tanto difficile?

In men che non si dica mi trovai in corridoio, ad aspettare. Ero disorientato. La sua bellezza e la sua giovinezza mi avevano stregato. E dimenticare Valeria fu una naturale conseguenza.

– Puoi entrare – sentii chiamare dalla stanza.

Entrai, immaginando di ammirare quel corpo nudo, ma venni deluso: la ragazza era avvolta da un accappatoio.

– Bene – cominciò, – ora ti spiego che foto faremo. Non voglio domande, perdite di tempo o altro. Tu devi solo scattare con la tua macchina.

Mentre faccio sì con la testa, l’accappatoio si apre. E nonostante la mia attenzione sia attirata dal suo corpo, non riesco a non notare il suo volto arrossire.

È forse… pudore?

Come continuiamo?

  • Né l'una, né l'altra, ma diamo spazio ai nuovi colleghi di Maurizio. (6%)
    6
  • Andiamo direttamente al ritorno a casa e vediamo cosa succede con Valeria. (6%)
    6
  • Restiamo alla sessione di foto con la Reginetta. (89%)
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324 Commenti

  • L’ho riniziato e sono arrivato al sesto (mani occhi o labbra, senza specificare quali 😛 ). Davvero un gran bel racconto. Chiedo scusa per non aver seguito ma ero totalmente assente da incipit (più una cosa forzata che altro). RAcconto scorrevole e interessante, c’è voglia di sapere come andrà avanti. Domani lo finirò.

    diegozucca78@gmail.com è la mia mail, se ti interessa, mi piacerebbe spiegarti in privato delle olimpiadi letterarie che stanno organizzando su un’altra piattaforma e penso che potrebbero interessarti, e visto che sei un’ottima penna, penso che ti divertirai. Se ti interessa, scrivimi. A domani (o dopodomani) per il commento finale!

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