Guida per diventare la moglie perfetta

Dove eravamo rimasti?

cosa succederà dopo? Maria si sveglia a bordo di uno yacht. (67%)

la famiglia mafiosa ha comunque dei suoi sani e retti principi

Quando mi svegliai, mi resi subito conto che:

  • Il letto su cui dormivo non era il mio.

  • Il letto su cui dormivo ondeggiava, con conseguente senso di sbocco.

  • Il letto su cui dormivo era grande come un monolocale.

Mi tirai su, cercando di fare mente locale, su quanto era successo. Improvvisamente i ricordi mi tornarono. Tipo noioso, pasticceria, cinese, Cinquecento, gas, ciao. Mi guardai in giro. In effetti non era normale che la stanza oscillasse in quella maniera. Non c’erano finestre però. Dovevo essere su una barca. Certo che se su una barca, ci si poteva permettere una stanza così grande, così moderna, così lussuosa e così inutile, non potevo trovarmi di certo sulla bagnarola di mio zio.

In quel momento sentii qualcuno bussare, che senza aspettare risposta entrò. Che senso ha bussare, se non aspetti risposta? Non bussare proprio allora! Sperai non fosse ne il cinese, ne il Pilota cocainomane. Che poi, uno che ha una barca di queste dimensioni, fa andare in giro il suo autista su una Cinquecento?

La porta lasciò spazio alla figura di un uomo, il cui doppio mento era diventato triplo e la cui pancia faceva provincia. I piccoli occhietti brillavano, e il volto era ricoperto di sudore, che si asciugava con un fazzolettino, molto stile mafia. Affascinante.

-Si?- dissi io, vedendo che non si muoveva. Guardava diritto di fronte a me, senza spiaccicare parola. Stava sudando quantità industriali di sudore, e cominciavo sul serio a preoccuparmi che potesse svenire per perdita eccessiva di liquidi.

-stai bene? Vuoi un bicchiere d’acqua?- continuai io, vedendo che non dava segni di vita. Emise ad un tratto un “mphf” e un grugnito, bonfocchiando qualcosa.

-parli la mia lingua?- chiesi io che cominciavo a preoccuparmi. Ad un tratto disse:

-sala da pranzo…seguire- e si voltò tutto impettito. Alzai un sopracciglio. Beh l’unico modo che avevo per capire di più era seguirlo. Uscita dalla stanza, ci incamminammo verso quella che doveva essere la “sala da pranzo”. Gli ambienti si facevano più grandi, e se non fosse stato per il continuo su e giù, non avrei mai detto di trovarmi su una nave. Camminavamo su un raffinato e costosissimo pavimento di teak, in mezzo a vetrate e tavolini di cristallo, con bottiglie di champagne, trofei e coppe di frutta in giro qua e là come coriandoli.

Giunti finalmente nella sala da pranzo rimasi a bocca aperta. Quanto diavolo bisognava guadagnare per comprare una lampadario orribile come che illuminava il soffitto. Era un mastodontico pugno nell’occhio. Anche un idiota avrebbe capito che un lampadario viola, più grande di una Mini, non stava per niente bene con il resto dell’arredamento rosa. Rosa barbie per giunta. Chiunque avesse arredato la sala da cucina, doveva essere stato sotto effetto di allucinogeni, ma anche chi aveva sborsato i soldi per comprare quell’orrore non doveva scherzare. Dopo essere rimasta per cinque secondi buoni, a cercare di dimenticare quell’obrobrio, decisi di considerare i due uomini che da seduti mi stavano fissando incuriositi.

Erano entrambi sulla cinquantina, giacca e cravatta, due manager perfetti, o forse due politici. Sbarbati, sigaro in bocca, si sentivano delle piccole divinità, seduti su quelle poltroncine che probabilmente costavano come casa mia più un rene.

-Quindi, questa è la signorina Angelica Invidia. E’ un piacere avere con noi l’erede del grande clan Invidia. Ci vorrà scusare per il brusco modo con cui l’abbiamo invitata.- disse uno dei due uomini.

-Beh… io sarei Maria Carla Finezza… Angelica Invidia è la mia migliore amica. So bene, che la sua famiglia non fa cose molto giuste e ortodosse…ma non credo che il padre permetta alla figlia di partecipare a questi reality show che organizzate voi mafiosi per appioppare la moglie al cesso del vostro capo. Perchè siete mafiosi vero? Diciamo che sono una famiglia caratterizzata da una forte e retta moralità, non considerando il traffico di stupefacenti- dissi io pensierosa. Non so perchè le parole mi uscivano con una tale facilità. Uno dei due uomini scoppiò a ridere, l’altro invece corrucciò la fronte.

-tu…ragazzina…sai troppe cose…- disse quello arrabbiato.

-non te lo aspettavi proprio eh?- disse l’altro ridendo.

-lasciami ragionare. Ho una soluzione- disse l’uomo togliendosi il sigaro dalla bocca e rilasciando il fumo. Lui probabilmente si credeva anche figo, mentre alitava verso di me.

-le alternative sono due- disse dopo una breve pausa.

-o ti facciamo sparire- disse lui lanciandomi uno sguardo per vedere se ero spaventata. No guarda, facevo i salti di gioia. -o ti prendiamo come candidata alternativa, della famiglia Invidia-

Deglutii. Se l’alternativa era essere gettata in mare, ed essere la cena dei pesci, forse era meglio stare al gioco del reality. In quel momento i miei pensieri vennero interrotti da un rumore. Qualcuno stava bussando alla porta. Ed entrò, seguito da un odore di pollo, pizza, salsa barbeque, e carry.

Chi è che entra?

  • il maggiordomo cinese (50%)
    50
  • la nonna sulla sedia a rotelle (33%)
    33
  • il cuoco arabo (17%)
    17
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92 Commenti

  • Bel finale. Ironico. Mi dispiace solo che non ci siano altri caratteri. 🙂

    E così Miss Artiglio chi si prenderà ? Chi lo sa ? Sta di fatto che non credo sia della famiglia.

    Alessandro, lo sapevo.

    E di certo anche lui ha gusto in fatto di donne! 🙂 Evviva gli sposi anche se mafiosi (che rima eh ?)

    Ciao e grazie del tuo simpatico racconto! 🙂

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