Guida per diventare la moglie perfetta

Dove eravamo rimasti?

Chi è che entra? il maggiordomo cinese (50%)

La bellezza è generalmente inversamente proporzionale all’intelligenza. Io però sono un’eccezione.

Mi voltai. A fianco alla figura del Panzer che mi aveva scortato fino alla sala da pranzo, ora si era aggiunta quella di un maggiordomo. Basso, esile come un giunco, volto impettito. Anche questo aveva i lineamenti asiatici, e per un momento mi venne il dubbio che potesse essere lo stesso cinese che mi aveva rapita. Di cui tra l’altro non ricordavo nemmeno il nome. Nonostante ciò, aveva il tipico aplomb inglese, e un aria un po’ saccente.

-ma questo è cinese?- chiesi io incuriosita prima che il nuovo arrivato aprisse bocca.

-Si, che problema c’è Mao?- disse l’uomo che prima stava ridendo.

-la Signora Cozza non gradisce pranzare da sola. Mi ha mandato a chiamarvi. Gradirebbe parlare con tutte le candidate alla mano di suo nipote.- disse ignorando palesemente quanto avevo detto. Aveva anche l’accento inglese quasi. Questo però le “r” le sapeva dire.

Uno dei due uomini sbuffò.

-okay, Maria Carla segui Mao, ti porterà dalla nonna- disse uno dei due sbuffando.

-ah okay. Non mi volete avvelenare vero? E poi perchè siete pieni di cinesi? Non che io abbia qualcosa in contrario ovviamente, ma vedo più cinesi che italiani.- dissi io avvicinandomi verso Mao.

-i cinesi ci costano meno e lavorano il triplo di uno stupido italiano. Si fa in nero, si accontentano di poco, sono discreti e felici. E’ un affare no? Hanno qualche problema con l’espressività e sembrano tutti uguali, però sono efficienti. Su, ora vai, sei dentro- e con un gesto della mano, si rimise il sigaro in bocca e cominciò a parlare con il suo collega. Feci spallucce e seguii Mao.

-non ti da fastidio essere sfruttato?- chiesi io mentre camminavano in un corridoio di specchi.

-i signori mantengono me e la mia famiglia, compresi gli studi dei miei figli. Non sono sfruttato.- e se ne ritornò nel suo silenzio.

-beh ma allora sono gentili dai. Credevo non facessero tutto questo!- dissi sorpresa. La cosa in effetti non me l’aspettavo. Non sapevo cosa pensare di questi mafiosi. Ma mano che ci avvicinavamo alla cucina l’odore di pollo, e di salse piccanti indiane si faceva più forte. Mao aprì la porta e ci trovammo di fronte a una cucina, questa volta incredibilmente bella e lussuosa. Probabilmente l’arredatore di prima, era morto per overdose da lsd, e lo avevano rimpiazzato con uno che aveva un minimo di gusto.

Al centro della cucina c’era un tavolo. 4 ragazze sedute si guardavano in cagnesco. Sembrava stessero aspettando qualcosa.

-vi presento la signorina Maria Carla Finezza- disse Mao. Le tipe molto gentilmente non si voltarono nemmeno in mia direzione, nemmeno uno sguardo. Simpatia portami via.

-Signorina Finezza si sieda pure, vado a prendere la signora Cozza- disse Mao imperturbabile, e se ne sparì. Mi andai a sedere al tavolo sospirando.

-voi l’avete mai visto il capo?- dissi cercando si rompere il ghiaccio. Ricevetti uno sguardo gelido dalla mia vicina, una risatina di scherno dalla ragazza di fronte a me, e quella a fianco roteò gli occhi, mentre l’ultima continuò a guardarsi le unghie laccate di rosso. No ma, ripeto, simpatiche.

-ma tu non dovresti essere della famiglia Invidia? Io mi aspettavo almeno Angelica- disse quella dagli occhi azzurri ghiaccio.

-beh Angie, mi ha fatto uno scherzo come al solito, e quindi sono io qui al posto suo. Chi siete voi? Non so se le vostre famiglie vi abbiano dato un’educazione, in ogni caso di solito funziona che ci si presenta- dissi io divertita. Smorfiosette le tipe.

Mi rispose quella che aveva sbuffato.

-forse non ti hanno insegnato cosa significa portare rispetto per chi è di una famiglia più potente e più ricca- disse mostrandomi il suo sorriso perfetto a 234567 denti. Devo ammettere che tutte e tre erano molto belle, smorfiose come suore in astinenza, ma carine dai.

-beh di solito io porto rispetto per chi si dimostra intelligente- risposi io sorridendole divertita. A quel punto rispose quella al mio fianco.

-non ti converrebbe sfidarci. Facciamo tutte parte delle più importanti famiglie mafiose italiane, mentre tu non sei nessuno- rispose minacciosa.

-Esatto. Ma almeno io non finirò sposata con un tizio che manco conosco. Sappiate che non invidio per niente la vostra sorte di donne-merce- le risposi divertita nuovamente. Era troppo facile prenderle in giro.

-donne-merce? Non hai mai visto il capo allora, ha 27 anni ed è proprio un bel tipo- disse l’ultima dalle unghie chilometriche rosse. Tutte le altre due si voltarono di scatto verso di lei.

-l’hai visto?- chiese la prima.

-certo. Sono riuscita a ottenere una fotografia. Voi immagino abbiate visto solo le foto di quando era piccolo vero? In effetti è difficilissimo riuscire a trovare una sua foto. Ho dovuto smuovere i miei investigatori privati. Non sarei mai qui se prima non avessi visto la sua faccia. Non mi bastano solo i soldi che possiede, voglio che almeno sia bello.-

Le altre ragazze rosse d’invidia non dissero niente, e in quel momento rientrò Mao, con una donna in carrozzina, una simpatica vecchietta, con i capelli grigiastri pettinati e legati in un chignon.  

La vecchietta, dopo essersi presentata, annuncia in cosa consisterà la prima sfida...

  • ...come rispondere alla polizia sotto pesante interrogatorio. (29%)
    29
  • ...come preparare una torta di mele. (43%)
    43
  • ...come vestirsi e comportarsi ad un ricevimento di boss mafiosi. (29%)
    29
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92 Commenti

  • Bel finale. Ironico. Mi dispiace solo che non ci siano altri caratteri. 🙂

    E così Miss Artiglio chi si prenderà ? Chi lo sa ? Sta di fatto che non credo sia della famiglia.

    Alessandro, lo sapevo.

    E di certo anche lui ha gusto in fatto di donne! 🙂 Evviva gli sposi anche se mafiosi (che rima eh ?)

    Ciao e grazie del tuo simpatico racconto! 🙂

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