Il Giardino degli Dei

1. La visita di Emma

Ero tornata a casa da poche ore dal villaggio turistico in cui avevo lavorato come animatrice durante le vacanze e non immaginavo affatto che di lì a poche ore sarebbe successo qualcosa che mi avrebbe cambiato la vita.

Pochi mesi prima mi ero diplomata presso l’Istituto Tecnico Multidisciplinare “Giuseppe Garibaldi”, situato in Piemonte. Il primo ottobre, sempre nella stessa regione, avrei frequentato con alcuni miei amici una prestigiosa università:la Scuola Modernadi Comunicazione. Questa perla dell’istruzione è nata dalla proficua collaborazione tra le più importanti case editrici del mondo nonché grazie all’ausilio di scrittori, giornalisti e, perché no, anche archeologi e antropologi. Ogni anno vi affluiscono migliaia di nuovi iscritti. Per esservi ammessi bisogna superare un difficile esame, circa cinquecento domande di cultura generale a cui viene attribuito un diverso punteggio a seconda della complessità del quesito.

Per almeno un paio di giorni avevo in programma di starmene un po’ in pace a contemplare i paesaggi estivi ma c’era qualcuno che non condivideva questo mio modo di trascorrere il tempo. Ecco perché, quando sentii suonare quasi timidamente alla mia porta, ebbi la tentazione di non aprire. Dopo un minuto il campanello suonò di nuovo ma io finsi di non esserci. Dopo un altro minuto suonò ancora. Era giusto che mi comportassi così?

“Arrivo subito” dissi e andai ad aprire. E sapete chi mi trovai davanti? Proprio colei che sapevo e che temevo di vedere: Emma Leoni, una mia cara amica e compagna di classe che mi trascinava sempre in spedizioni assurde che lei osava chiamare escursioni. Quando la incontravo le dicevo che ero molto impegnata e non avevo tempo di assentarmi da casa. Eppure lei trovava sempre il modo di convincermi. Questa volta avevo deciso, comunque, di negarle la mia presenza.

“Ciao! E’ da tanto tempo che non ci vediamo… Che ne diresti di partire per un altro viaggio alla scoperta dei misteri del nostro pianeta?” disse.

“No. La mia risposta è no. Qualunque sia la tua proposta” esclamai.

“Alla nostra ex scuola hanno fatto degli scavi nel giardino e hanno trovato una galleria.”

“E con ciò?” ribattei.

“Hanno percorso il tunnel e sono sbucati dall’altra parte. E sai cosa hanno visto? Un altro giardino” continuò Emma.

“Sarà il giardino di un vicino” affermai flemmaticamente.

“Ed è questo il problema: nessuno ha mai visto questo giardino. Anzi, ti dirò di più: dopo aver percorso l’intero giardino si esce, ovviamente. Nessuno però è riuscito a riconoscere il luogo dove si va a finire” disse Emma.

“Ma è assurdo! Hanno consultato le cartine disegnate dall’esercito? Dovrebbe già esserci in vendita la nuova edizione” le rinfacciai.

“Hanno consultato anche le immagini satellitari ma quel luogo… non esiste” replicò.

“Figuriamoci! Penso che sei solo stanca e devi riposare” proposi.

“Conosci Giacomo Visconti, il geologo? Egli conosce tutta l’Italia a occhi chiusi quindi se non ci ha capito niente nemmeno lui c’è qualche cosa di strano” enunciò la mia amica “Oltretutto è pure direttore dell’università che frequenteremo… Egli ritiene opportuno effettuare un sopralluogo lunedì mattina.La Zamponiela Demichelisparteciperanno in qualità di docenti della Giuseppe Garibaldi. Poi ci sarà Patriota ad accompagnare Visconti.La Zamponimi ha telefonato chiedendomi di convincere due o tre della nostra classe a seguire da vicino la perlustrazione. Ercole, che fa il giornalista part-time mi ha già confermato che ci sarà. Azzurro, che con i computer è il migliore, idem. Manchi solo tu, in qualità di supervisore. Che ne dici?”

“Che? Tu sei completamente impazzita! Cosa c’entro io? L’archeologa sei tu, non io” urlai.

“In questo caso c’è bisogno di una persona colta, fantasiosa, insomma di te. Anche se sulla carta d’identità c’è scritto che sei una studentessa…”

“Che è la mia prima attività” puntualizzai.

“Anche se c’è scritto quello la tua seconda attività è…”

“Quella di scrittrice” le ricordai.

“Premesso ciò la tua terza attività…”

“Non sono una professoressa universitaria” precisai.

“Insomma mi lasci finire di parlare? Volevo solo dire che come hobby…”

“Colleziono cartoline!”

“E piantala! Oltre a tutto il resto, così non puoi lamentarti, ti occupi di storia, geografia, scienze, e così via. Quindi anche di archeologia. E mi hai già bagnato il naso un mucchio di volte!” riuscì finalmente a finire il discorso.

“Non esagerare! Io sono una persona qualunque”

“No, hai una dote difficile da trovare.”

“Infatti sono senza soldi.”

“E’ impossibile parlare con te! Io intendevo dire che hai qualche caratteristica, qualche qualità che nessun altro possiede.”

“Non esagerare.”

“Ci rinuncio. Avevamo bisogno di una grande scienziata ma dovremo accontentarci di scienziati qualsiasi.”

“Tu non sei una scienziata qualsiasi. In bocca al lupo” risposi.

“Ciao, sarà per un’altra volta. Ce la faremo anche senza il tuo aiuto, Agata Argento” annunciò Emma. Poi aprì la porta e andò via. Quando faceva così era davvero antipatica.

Nel prossimo capitolo…

  • Scopriamo cosa c’è oltre il tunnel (0%)
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  • Ci addentriamo subito nel giardino della scuola (83%)
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  • Conosciamo meglio i compagni di viaggio di Agata (17%)
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67 Commenti

    • Stavolta procedo spedita perché è la versione condensata di una storia che ho già scritto, ho pensato di proporvela per farvi conoscere personaggi e ambientazioni così poi per il seguito sapete già di cosa sto parlando 😉

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